Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato 24 Giugno 2022 Questo è un messaggio popolare. Inviato 24 Giugno 2022 La tendenza segnalata credo non abbia tanto a che fare col reddito o col carattere noioso del lavoro, quanto con la riscoperta di quanto e’ bello vivere light. Questo e’ il privilegio delle societa’ mature dove l’obiettivo non e’ piu’ la conquista dei beni materiali, di cui tutti trabocchiamo, ma la piacevolezza del vivere che trova obiettivamente negli obblighi lavorativi un ostacolo. Giornate di sole sprecate in ufficio o in fabbrica, biblioteche intere non lette, musica non ascoltata, viaggi non fatti (anche semplici gite), rapporti non curati. La piacevolezza del vivere e’ un freno anche alla costituzione delle famiglie che sono trappole di obbligazioni per chi non ha predisposizione naturale a gioirne 5
Velvet Inviato 24 Giugno 2022 Autore Inviato 24 Giugno 2022 Si vivere light è meraviglioso così come bearsi del clima greco stando sdraiati sotto un'eucalipto...ma il risultato dal punto di vista della società italiana è il medesimo: denatalità e disgregazione del tessuto sociale. Voglio vedere come sta in piedi la baracca fra un po'. Perché un paese non campa di case del nonno in eredità né di mance di mamma. 1
maurodg65 Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 11 minuti fa, Velvet ha scritto: Forse non hai letto l'articolo con attenzione, perché non parla di "fuga dei cervelli" ma del fatto che il nuovo trend del lavoro è cambiare lavoro (ogni tot mesi). No, ho letto, ma tu ti sei focalizzato sul cambio di lavoro come problema, io su quello che hanno affermato i giovani intervistati che fa il paio con il trend che nell’articolo, aveva postato un link al riguardo anche @appecundria qualche giorno fa in un altro thread sul lavoro, viene indicato come esistente anche negli USA post Covid 1
maurodg65 Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 1 minuto fa, Velvet ha scritto: denatalità e disgregazione del tessuto sociale. Infatti io a questo pensavo, ma permettimi la colpa non la farei ai giovani, loro giustamente fanno le loro scelte, sono le nostre scelta ad aver rovinato il paese, noi che ci preoccupiamo più del welfare e delle pensioni, perché siamo vecchi, che delle scelte di mercato per rendere l’Italia un posto “appetibile” per le aziende in modo che possa essere un paese in cui le opportunità valide vengono offerte anche ai giovani.
maurodg65 Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 6 minuti fa, mozarteum ha scritto: La tendenza segnalata credo non abbia tanto a che fare col reddito o col carattere noioso del lavoro, quanto con la riscoperta di quanto e’ bello vivere light. Questo e’ il privilegio delle societa’ mature dove l’obiettivo non e’ piu’ la conquista dei beni materiali, di cui tutti trabocchiamo, ma la piacevolezza del vivere. Questa e’ un freno anche alla costituzione delle famiglie che sono trappole di obbligazioni per chi non ha predisposizione naturale a gioirne Appunto. Ho finito le reazioni per oggi.
mozarteum Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 6 minuti fa, Velvet ha scritto: Voglio vedere come sta in piedi la baracca fra un po'. Se ne occuperanno i medesimi giovani
Velvet Inviato 24 Giugno 2022 Autore Inviato 24 Giugno 2022 5 minuti fa, maurodg65 ha scritto: loro giustamente fanno le loro scelte Tutti fanno o hanno fatto le loro scelte con lo stesso diritto di farle. Giovani di oggi, giovani di ieri e dell'altro ieri. Quanto ai posti appetibili è un falso problema oggi come lo era ieri quello del posto fisso. Si cambia musica della lagna ma la sostanza è quella. A fronte della lagna fortunatamente esiste ancora (per quanto?) una buona fetta della popolazione, giovane e meno giovane, che porta avanti la carretta per tutti quanti. Anche per quelli stesi sotto all'eucalipto. Quanto alla pensione essendo purtroppo lontana (se mai esisterà ancora) non fa parte delle mie preoccupazioni attuali.
Velvet Inviato 24 Giugno 2022 Autore Inviato 24 Giugno 2022 @mozarteum Infatti...Era solo per fare due chiacchiere...
maurodg65 Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 Adesso, Velvet ha scritto: Tutti fanno o hanno fatto le loro scelte conto stesso diritto di farle. Giovani di oggi, giovani di ieri e dell'altro ieri. Quanto ai posti appetibili è un falso problema oggi come lo era ieri quello del posto fisso. Si cambia musica della lagna ma la sostanza è quella. A fronte della lagna fortunatamente esiste ancora (per quanto?) una buona fetta della popolazione, giovane e meno giovane, che porta avanti la carretta per tutti quanti. Anche per quelli stesi sotto all'eucalipto. Quanto alla pensione essendo purtroppo lontana (se mai esisterà ancora) non fa parte delle mie preoccupazioni attuali. Velvet, chiaramente e ognuno sceglie per se, per noi quando eravamo giovani l’opportunità era spostarsi a Milano o in una grande città dove una grande azienda aveva sede, oggi i confini entro i quali fare quella scelta sono più ampi e, aggiunto a questo, c’è anche una predisposizione ed una scala di valori diversi per i giovani, non sarei così caustico nel giudizio, è cambiato il mondo ed ancora cambierà. Il punto è che in Italia pensiamo ancora a come fare a ritornare agli anni ‘80 ed alla lira, ah quanto si stava bene allora. 😄😉
Velvet Inviato 24 Giugno 2022 Autore Inviato 24 Giugno 2022 Adesso, maurodg65 ha scritto: Il punto è che in Italia pensiamo ancora a come fare a ritornare agli anni ‘80 ed alla lira, ah quanto si stava bene allora Non io di certo. 😉 E fossi in te non sottovaluterei la capacità innovativa del comparto aziendale italiano, ci sono realtà che nonostante i bastoni fra le ruote hanno primati incredibili in tal senso.
briandinazareth Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 però non fatevi l'idea che non abbiano voglia di lavorare, perché mediamente non è così
31canzoni Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 C'è il disagio e ce n'è tanto, e la politica non lo rappresenta. C'è di tutto in questa pioggia di dimissioni. C'è soprattutto però la rappresentazione di una parte dei giovani altamente istruiti e non spinti da bisogni economici. La realtà è molto più dura e ingiusta, ma fa piacere rappresentarne uno spicchio che sperimenta la libertà a spalle ben coperte. Fanno bene comunque fin che possono e avrebbero pure la mia ammirazione sconfinata se lo facessero non potendo permetterselo, ma sono pochi quelli che lo fanno non potendo permetterselo. 50 anni dopo questo articolo mi sembra la nemesi di quanto scrisse Pasolini dopo gli scontri di valle Giulia: "Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri."
Martin Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 Mah, è proprio cambiata la mentalità. Io ogni volta che cambiavo lavoro non vedevo l'ora di apprendere abbastanza per andare col "pilota automatico" e riuscire a pensare ai c.miei lavorando, e una volta raggiunta questa condizione mi sono abbarbicato il più possibile al ruolo. Il tutto, sia chiaro, essendo estremamente produttivo. L'imboscamento e il disimpegno non sono cose che mi riguardano e in genere non le tollero da chi lavora con me. Per me e credo per molti della mia generazione il lavoro doveva essere sopratutto solidità. Pensare di arrivare a 30 -35 anni senza essere "padrone" in modo netto di qualche professionalità ben definita era impensabile.
Ulmerino Inviato 24 Giugno 2022 Inviato 24 Giugno 2022 @Velvet invidio il tuo ottimismo, nel senso che credi che oggi si possa scegliere un lavoro in base alle proprie passioni, aspettative ecc...se non hai le spalle coperte e devi pagare bollette, mutui e mandare avanti la baracca da solo, cerchi di lavorare comunque... 1
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