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"Italia dimmi di sì". La riforma della legge sulla cittadinanza


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Pensioni, Inps: extracomunitari versano 10,8 miliardi, ne ricevono 1,2

"Gli extracomunitari contribuiscono per 10,8 miliardi di contributi su un monte complessivo di 160 miliardi. A fronte di ciò, gli extracomunitari fruiscono di prestazioni pensionistiche per appena 1,2 miliardi su circa 100 miliardi erogati dall’Istituto". A dirlo Pasquale Tridico, presidente Inps, intervenendo al convegno ‘Italia, pensioni e mobilità: storie di partenze e di ritorni’.

"Gli extracomunitari - osserva - contribuiscono di più al mercato del lavoro di quanto ricevano in termini di prestazioni pensionistiche e non pensionistiche".

Tra i dati forniti, Tridico evidenzia che "le pensioni eliminate in Italia nel primo anno di pandemia sono cresciute del 15,4%, mentre il dato triennale è pari all'8,2%. Il trend delle pensioni vigenti - spiega - sia in Italia che all'estero è in diminuzione già da diversi anni. Negli ultimi due, purtroppo, ha inciso anche la pandemia che ha comportato un importante incremento delle pensioni eliminate". 

"Mentre in Italia - avverte Tridico - l'eliminazione delle pensioni in pagamento avviene, di regola, a brevissima distanza dall'evento, all'estero, soprattutto nei Paesi extra Ue, le eliminate si consolidano dopo le verifiche dell'esistenza in vita che, per motivi tecnici, ha tempi più lunghi".

 

Comunque è inutile fare gli snob, che alle feste de L'Unità quelle vere - prima cioè che vi albergassero gli stand di risotto alle fragole -  le serate coi "Duchi del Liscio" c'erano sempre  e la classe operaia quella vera -  cioè quella che doveva far la doccia in fabbrica a fine turno - apprezzava più della serata coi κακός καὶ ἀγαθός -  il  gruppo punk del Liceo Classico Franchetti, oppure di quella coi Funkysottolio - attempato gruppo di professionisti già sessantottini e dal look mughinian-rampinoide...

😁

 

Ieri sul lavoro ho conosciuto un ragazzo nato in Italia nel 2002 da genitori marocchini. Il classico ventenne italiano, con piercing e tatuaggi d'ordinanz. Accento e slang italianissimi. Un ragazzo nostro in tutto e per tutto, solo un po' più moretto. Gli ho chiesto se aveva la cittadinanza e mi ha risposto che gliel'hanno data al compimento del diciottesimo anno. Poi s'è rabbuiato e ha aggiunto "È dura nascere da genitori stranieri..."

Comunque è chiaro che la questione è diventata una bandiera.  Essere o meno cittadini non avrà alcun impatto sulla criminalità, che è lo spauracchio sventolato dalle destre.

Siamo in Italia, le formalità vincono sempre sulla sostanza,  e la migliore materializzazione della cittadinanza non andrà oltre il fatidico "pezzo di carta".  Purtroppo.

Personalmente ero favorevole ad uno ius soli di tipo americano, poi riconosciute come valide alcune obiezioni oggi penso che lo ius scholae sia un onorevole compromesso. Ma quello che mi muove è sopratutto la questione di principio, di bandiera, di immagine.  Sugli effetti pratici di integrazione mi faccio poche illusioni. 




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