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Melius Club

Siamo un paese di Somari


Roberto M

Messaggi raccomandati

58 minuti fa, mom ha scritto:

Ho appena avuto conferma che le prove INVALSI, in quinta elementare, si sono svolte in formato cartaceo. Questo sicuramente almeno in tutta la provincia di Avellino.

Nella nostra scuola si è svolta online, a meno che non sia stato vittima di una lunga allucinazione. 😄

 

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35 minuti fa, appecundria ha scritto:

molti studenti trollano la scuola

I professori avrebbero dovuto motivarli meglio, in fondo è un gioco di squadra, trollando fanno in modo che la loro scuola appaia una scuola di somari.

Gli insegnati, forse, dovrebbero motivarli ad una sana competizione, a cercare di far apparire la loro scuola migliore, magari utilizzando anche l’orgoglio borbonico sudista  tipo “facciamogliela vedere a quei cogliote del nord !”.

Trollare e come giocare con il Napoli e fare di proposito autogol, evidentemente a quelli studenti non e’ stato trasferito l’orgoglio di essere un’eccellenza scolastica, o provare ad esserlo, non e’ stato insegnato il merito.

Forse perché gli insegnati stessi vedono la scuola come un parcheggio e tirano a campare ? 

Io al posto tuo scaglierei contro quegli insegnanti il tuo carlino borbonico da 12 kili.

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cactus_atomo

la scuola vive da sempre una dicotomia tra passato e presente. dalla notte dei tempi si dibatte se si meglio che i discenti conoscano  menadito Omero oppure la poesia contemporanea. Io sono un dinosauro, per me la base è insegnare a leggere scrivere e fare di conto, leggere però significa capire cosa si legge, scrivere articolare in mod compiuto un pensiero od una tesi. il mondo cammina, specie nelle discipline scientifiche, posso anche fermare lo tudio della storia e della letteratura all'800, ma uwsto non va bene per chimica fisic matematica ecc. E non fa bne neppure per il resto, altrimenti succede (fatto vero) che la liceale a cui viene hiesto chi ha vinto la seconda fuerra mondiale mi riponde i tedeshi.

i programmi scolastici andrebbero periodicamente rivisitati, non posso ampliare l nozioni a tempi costanti, quibdi l'unica soluzione possibile è aggiungere qualcosa per essere l passp con i tempi togliendoqualcos dl passqto, tanto non si può insegnare tutto lo scibile umano, Prendamo la storia, non possiamo studiare la storia in italia  (quale che sia l'orizzonte temporale che vogliamo p'rendere in esame) dimenticando cosa sucdeva fuori dei nostri confini o studiando solo i confitti con i nostri vicini. ka ovviamentr studiare tutto è impossibipe, la scuola deve fare delle scelte, partendo dal presupposto che tutto è utile ma nulla è indispensbile, il compito della scuola non è riempire la trsta di nozioni ma di suscitare curiosità nei discenti ad approfondre gli argomenti di lor interesse, possedendo gli strumenti culturali per frlo. ma serve uno sforzo delle famiglie, che se continuano a vedere nella scuola una sorta di parcheggio dove tenere i ragazzi mentre gli adulti lavorano, non devono poi lamentarsi dei risultati. l'educazione non la si da con i libri e le prediche, la si d con l'esempio 

Posso mettere in cattedra einstein e avere una classe di somari sfaticati. insegnare è difficle, non basta sapere, occorre avere metodo, capacità di interloquire e stimolare i discenti, per osare i momenti di attenzione con le pause, saper sviluppare il programma in modo coerente, rendersi conto che ogni ragazzo è un caso a se, c'è quello ch ha bosogno del ergeente dei marines per rendere, quello che invece fa preso con calma. Restano poi le questioni pratich che non possono avere soluzione univoca, per esempio semi trovo una classe con 20 asini  e due svegli che faccio? mollo al loro destino gli asini e mi conceentro sui due?rallento il lavoro sui due per cercare di recuperre gli asini? l'insegnamento non solo a scuola è una arte, nessun metodo di reclutamento è perfetto (come non lo è invalsi, il sistema a risspote chiuse premia il nozionismo, la capacità di consultare testi e foglietti, la abilità nel passarsi le risposte, ma non è in grado di valutare la capacità autonoma di elborazione del dato da part del iscete, ai tempi della università l'esame che mi ha più divertito è stato quello di impianti nucleati, mi han messo davanti lo schema di raffreddamento diuna centrale nucleare , la domanda era questo schema è sbagliato, gli ingegneri progettisti ci han messo 6 mei a capire perchè non poteva funzionare, secondo te quale è il problem'con invsi non avrei potuto divertirmi tanto9

  • Melius 1
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La scuola non ha nessuna voglia di praticare competizione e selezione.

Non le pratica né con la docenza, né con la dirigenza e meno ancora con gli studenti.

Lí dentro si coltiva e si lascia prospera solo massa informe. 

Poi, come un geniale studente più avanti di età mi disse, non preoccupiamoci « dei voti » che chi vale emerge sempre e sono pochi. Non sarà mai la scuola a decidere chi, è illusorio e controproducente. Non succede. Sono la vita e la natura, i talenti e come li si coltivano, a fare il loro corso. Come sempre la vita è severa ma giusta. Lasciamo che i somari vadano ad essa

 

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4 ore fa, vizegraf ha scritto:

Quando ed in quale Università?

Firenze fine anni 90.

Adesso credo siano tutti a crocette. Che i triennali ad informatica già nel 2005 arrivavano alla tesina non avendo la minima idea di Shannon e applicando la DFT senza nemmeno sapere cosa fosse e i risultati attesi, non capivano nemmeno di essere davanti a numeri complessi invece che 2 reali. Della serie in un CD ci sono registrate frequenze fino a 44.1kHz...

Lì realizzati che il lancio del libretto fuori dalla finestra dovesse essere pratica reale e non solo una leggenda.

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Le prove INVALSi sono computer based, forse solo qualche scuola primaria continua a svolgerle in forma cartacea.

Le prove sono in termine tecnico "soggette a validazione", ossia è prevista una procedura non proprio breve affinché i quesiti siano coerenti con l'età degli alunni e i loro apprendimenti. Ciò avviene sottoponendo le batterie delle prove a soggetti campioni e scartando i quesiti incoerenti (troppo facili o ecceessivamente difficili). Questo è in estrema sintesi quanto dichiarano (e mi hanno confermato in un incontro in presenza) gli esperti che preparano le prove.

Come per tutte le prove c.d. "oggettive", vi sono pro e contro. A favore è sicuramente la rapidità con cui sono ottenuti i risultati, che non richiede plotoni di persone a correggere e valutare, contro che valutano le conoscenze e al più qualche abilità.

Ho postato gli esiti delle prove INVALSI distinti per ordine di scuola nelle secondaria di II grado per una serie di ragioni.

La prima è di ordine sociale, evidenzia come quanto ampio sia il divario tra gli studenti degli istituti professionali e quelli dei licei, siamo nell'ordine di oltre 40 punti in media. Difatti le comparazioni tra l'Italia e gli altri paesi se si limitassero ai soli licei ci vedrebbero alla pari se non oltre i migliori paesi del mondo. La differenza pone una serie di quesiti. Partiamo dall'assunto, probabilmente con corretto, che tutti gli studenti diano le risposte con il dovuto impegno (gli studenti sanno che le prove non incidono in alcun modo nella valutazione e non è affatto da escludere che non pochi diano risposte random (cosa che ritengo probabile in parecchi casi). Chi ha insegnato nei licei conosce l'ambiente e sa bene che gli stduenti di quelle scuole provengono per la gran parte da famiglie non disagiate, con genitori che seguono i figli nel percorso scolastico (in non pochi casi anche troppo) e che spesso sono in possesso di un titolo di studio di scuola superiore se non laureati. Questi ragazzi posseggono un "capitale familiare" che li ha facilitato il primo percorso scolastico e anche i ragazzi che non hanno genitori con titoli di studio sono quasi sempre dotatai di una buona intelligenza ed hanno alle spalle una famiglia che tiene molto al buon esito del percorso di studi. Insegnare a questi ragazzi è facile, vi è il capitale familiare o altrimenti una forte motivazione che consente anche a docenti non eccellenti di ottenere buoni esiti negli apprendimenti.

 

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