Savgal Inviato 9 Luglio 2022 Condividi Inviato 9 Luglio 2022 Posto nuovamente quanto ho scritto in un altro thread. Oggi ho chiuso i lavori della mia commissione d'esame, la scuola è un professionale per il turismo. La gran parte dei candidati erano già impegnati con il lavoro, il livello di preparazione era modesto, appena sufficiente, per cui chi si aveva studiato emergeva. Ho rivolto a quasi tutti almeno una domanda e chiesto se la scelta fatta di iscriversi alla loro scuola sia stata giusta. Non pochi hanno risposto che forse avrebbero scelto altro. Mie riflessioni. Quasi tutti i ragazzi provenivano da famiglie non proprio agiate, con genitori con bassa scolarizzazione (proletariato, se non situazioni di forte disagio economico). La mia convinzione che il "capitale familiare", ossia che quanto i ragazzi apprendono in famiglia in termini di sintassi, lessico, logica, comprensione del testo e motivazione allo studio sia un fattore determinante nella scelta dell'indirizzo di studi e per il successo formativo, è stata ulteriormente rafforzata. Un'altra convinzione personale, che il contesto sociale non rappresenti per nulla uno stimolo all'impegno allo studio, ha trovato anche essa conferma. Per non pochi l'obiettivo era il titolo di studio da poter spendere sul mercato del lavoro. L'interesse per le discipline generali (italiano, storia, ma anche lingue straniere) era modesto, ma anche le discipline caratterizzanti non erano particolarmente apprezzate. Per molti di loro la scuola sembrava essere considerata come un luogo di apprendistato, nel senso negativo del termine, ossia un luogo in cui si impara a fare meccanicamente delle cose, senza aver compreso la teoria, le ragioni per cui si deve operare in un certo modo. Parafrasando Kant ripeto spesso che la teoria senza la pratica è vuota, ma la pratica senza la teoria è cieca. Per gran parte di questi ragazzi, che provengono dagli ambiti familiari sopra riportati, si combinano e sommano genitori disinteressati con un contesto sociale e culturale che mostra una scarsa attenzione e valutazione della scuola e dell'impegno allo studio e all'apprendimento. Gestire classi in cui la maggioranza degli studenti mostra uno scarso interesse allo studio e alla propria disciplina richiede ai docenti un grande sforzo nella sola gestione della classe, con esiti modesti nell'apprendimento. A ciò si deve aggiungere che i due anni scolastici precedenti a questo a causa della pandemia sono stati una catastrofe, soprattutto in scuole come i professionali in cui spesso gli studenti devono essere motivati giorno per giorno e che non posseggono spazi e strumenti personali per seguire la didattica a distanza. Link al commento https://melius.club/topic/9133-siamo-un-paese-di-somari/page/8/#findComment-515910 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Savgal Inviato 9 Luglio 2022 Condividi Inviato 9 Luglio 2022 Infine, e per oggi basta, deve essere eradicata l'assurda convinzione che esista una "ingegneria della formazione" per cui è sufficiente un buon progetto formativo per ottenere dei buoni risultati. Un proverbio anglossassone recita: "Si può portare il cavallo alla fontana, ma non lo si può convincere a bere". La formazione richiede impegno e motivazione da parte del discente, senza il quale il lavoro del docente risulta inutile. Quanto alla selezione del personale docente, se ho tempo potrei riprendere le varia norme succedutesi a partire dagli anni Sessanta in cui divisioni di docenti sono stati abilitati "ope legis". Che la qualità dei docenti di oggi sia inferiore a quella dei docenti degli anni Settanta è cosa discutibile, tranne per alcune scuole, o meglio licei, cittadini doi 50-60 anni fa. Link al commento https://melius.club/topic/9133-siamo-un-paese-di-somari/page/8/#findComment-515916 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
qzndq3 Inviato 10 Luglio 2022 Condividi Inviato 10 Luglio 2022 16 ore fa, tomminno ha scritto: Che i triennali ad informatica già nel 2005 arrivavano alla tesina non avendo la minima idea di Shannon e applicando la DFT senza nemmeno sapere cosa fosse e i risultati attesi, non capivano nemmeno di essere davanti a numeri complessi invece che 2 reali. Della serie in un CD ci sono registrate frequenze fino a 44.1kHz Mi lasci basito. I miei prof. All'Itis avrebbero stroncato per molto meno. Non conoscere la codifica di Shannon-Fano, il teorema del campionamento di Shannon, Huffman e la sua teoria della conversione, la macchina a stati finiti di Turing, la distanza minima di Hamming, i teoremi di Bode e Nyquist o non saper applicare le trasformate di Laplace o non essere in grado di padroneggiare il calcolo matriciale, significava essere 'gentilmente' invitati a cambiare percorso di studi piuttosto che ripetere l'anno. Ma erano gli anni '80 ed il mio Itis selezionava 60 persone all'anno per l'accesso al terzo anno. Dei ragazzi già selezionati, un quarto non riusciva ad arrivare al diploma. Gli altri venivano contesi dalle aziende, della mia classe dell'ultimo anno, per i tre quarti ricopriamo ruoli direttivi. Link al commento https://melius.club/topic/9133-siamo-un-paese-di-somari/page/8/#findComment-516080 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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