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Analfabetismo funzionale: quasi un italiano su tre non comprende un testo scritto.


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Senza alcuna scientificità, attribuisco all'incapacità di focalizzare l'attenzione la maggiore causa dell'analfebetismo funzionale. Io sono costretto a scrivere mail di lavoro, rivolte ad una platea scolarizzata, per punti/elenchi condensando conclusioni in poche righe perché ho sperimentato che, se supero le 5 righe, si perdono... 
Siamo una generazione cresciuta con l'impulso dei video game di passare subito al livello successivo, dello scrolling nervoso, degli hyperlink che non ci fanno terminare la lettura di niente, dei dispositivi elettronici che memorizzano per noi tutto, comprese intere agende che una volta ricordavamo a memoria

1 ora fa, Tiggy ha scritto:

per punti/elenchi condensando conclusioni in poche righe perché ho sperimentato che, se supero le 5 righe, si perdono

Oddio questo vale anche per report che vanno ai mega-manager, non puoi occupare più di 30 secondi della loro preziosissima mente...

3 ore fa, tomminno ha scritto:

, non è che serva sapere l'Infinito di Leopardi, ma allenare la memoria si!

«  Sed memoria minuitur nisi eam exerceas… » lo scriveva già Cicerone e continuano, anche oggi,  ad essere parole sante!  ( la memoria diminuisce se non la eserciti…)

  • Melius 1

Credo di essere anch'io colpito da questa sindrome quando leggo le circolari esplicative delle circolari interpretative delle leggi e norme emanate dai vari ministeri o Ade o Enea, in sostituzione e/o integrazione delle precedenti in essere...😅

@Velvet

La questione è nota da tempo, la grandissima parte della popolazione non legge un libro da anni, sempre che ne abbia mai letto uno al di fuori dei testi scolastici. 

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

briandinazareth
6 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

 

penso sia addirittura oltre: lo studio, la lettura e in generale la cultura sono il criterio di inserimento nelle elite (in senso spregiativo) e radicalchiccheria... 


lo vediamo anche in un ambiente certamente non medio come questo, non appena si esce dallo stile comunicativo da facebook e tutto un parla come mangi, chi sono quelli che citi ecc. accompagnati dalle risatine e le gomitate da circolo della porchetta (con tutto il rispetto per questa).

 

vaurien2005

@Savgal leggere libri e’ estremamente pericoloso, farlo poi solo per piacere e’ disdicevole; quando in lettura, si superano i 50 libri anno, si diventa ammalati gravi.

io, @Panurge, @argonath07, @momE molti altri, qui presenti siamo ovviamente esclusi😍

  • Thanks 1
5 minuti fa, alexis ha scritto:

dimenticate i congiuntivi le costruzioni dialettiche con piu di 5 parole.. ricordatevi che dovete rivolgervi a un elettorato con un età cerebrale di un decenne, e neppure tanto sveglio,

In realtà questa massima viene da Publitalia, ed è il paradigma sul quale sono state costruite le TV berlusconiane che a loro volta hanno formato in quasi 40 anni due generazioni di italiani.

Questo spiega molto, ma non tutto. Ora che la TV generalista la guardano solo i pensionati, l'analfabetismo funzionale anziché diminuire sta crescendo.

E qui si aprirebbe un lungo dibattito sul fatto che nel sul web si trova tutto (anche la cultura più sopraffina) ma se non hai nessuno a formarti ed indirizzarti (o meglio, a filtrare per te) resti un ciuccio e usi uno strumento con potenzialità altissime come fosse un martello per aprire le noccioline.

57 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

Il che fa il pari con l'enorme sciocchezza che con la cultura non si campa (o che la cultura non produce benessere). E' vero l'esatto contrario, la cultura è un enorme generatore economico e se sapientemente unita al turismo diventa parte importante del benessere di un paese.

Salvo appunto in Italia dove i teatri sono visti come un peso, le librerie chiudono per mancanza di lettori, le edicole non ne parliamo, i musei sono terra di conquista del raccomandato di turno ecc ecc ecc.

Di industria culturale vera e propria in Italia ce n'è pochina, in questo avremmo tutto da imparare dai nostri vicini.

Se penso che alle scuole medie ancora girano i flauti di plastica mi verrebbe da suggerire un loro utilizzo alternativo nei confronti dei vari ministri e funzionari.

  • Melius 2
briandinazareth
15 minuti fa, Velvet ha scritto:

qui si aprirebbe un lungo dibattito sul fatto che nel sul web si trova tutto (anche la cultura più sopraffina) ma se non hai nessuno a formarti ed indirizzarti (o meglio, a filtrare per te) resti un ciuccio e usi uno strumento con potenzialità altissime come fosse un martello per aprire le noccioline.

 

L'abilità culturale necessaria, che prima era concentrata sul trovare le informazioni, oggi si sta trasformando nella capacità di filtro.

 

Per molti versi è più complesso e pochi hanno gli strumenti

Essendo un assiduo lettore, ma solo di Topolino, mi trovo in grave imbarazzo a correlare il presente thread con quello pre incendio in cui si accusava la scuola italiana di eccedere nelle materie umanistiche a sfavore di quelle tecniche.

9 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

oggi si sta trasformando nella capacità di filtro.

Si e no, o meglio non solo oggi...

Possiamo fare degli esempi terra-terra che confermano la storica necessità di un filtro (per i comuni mortali, almeno): il buon libraio ha sempre avuto questa funzione, ovvero scandagliare il mare magnum delle pubblicazioni e scegliere ciò che riteneva più adatto ai suoi lettori-clienti. 

Idem il venditore di dischi...Ma anche la critica musicale, cinematografica, artistica ecc...

Oggi buttiamo tutto ciò alle ortiche in favore di un algoritmo, per lo più stupido, che ci dice: se hai comprato questo allora ti piace anche quest'altro (falso nel 90% dei casi almeno per le persone senzienti).

Questo tunnel sempre più stretto (man mano che procedi l'algoritmo si concentra su cose sempre più affini e ne scarta milioni di magari più interessanti o semplicemente "diverse") fa si che molti giovani si stiano formando in modo molto settoriale senza avere alba di ciò che esiste appena oltre il loro naso guidato dal web...

Quindi esiste un filtro, ma questo purtroppo non ha fantasia nè immaginazione. Il che è profondamente deleterio.




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