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Analfabetismo funzionale: quasi un italiano su tre non comprende un testo scritto.


Velvet
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Credo di essere anch'io colpito da questa sindrome quando leggo le circolari esplicative delle circolari interpretative delle leggi e norme emanate dai vari ministeri o Ade o Enea, in sostituzione e/o integrazione delle precedenti in essere...😅

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@Velvet

La questione è nota da tempo, la grandissima parte della popolazione non legge un libro da anni, sempre che ne abbia mai letto uno al di fuori dei testi scolastici. 

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

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briandinazareth
6 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

 

penso sia addirittura oltre: lo studio, la lettura e in generale la cultura sono il criterio di inserimento nelle elite (in senso spregiativo) e radicalchiccheria... 


lo vediamo anche in un ambiente certamente non medio come questo, non appena si esce dallo stile comunicativo da facebook e tutto un parla come mangi, chi sono quelli che citi ecc. accompagnati dalle risatine e le gomitate da circolo della porchetta (con tutto il rispetto per questa).

 

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vaurien2005

@Savgal leggere libri e’ estremamente pericoloso, farlo poi solo per piacere e’ disdicevole; quando in lettura, si superano i 50 libri anno, si diventa ammalati gravi.

io, @Panurge, @argonath07, @momE molti altri, qui presenti siamo ovviamente esclusi😍

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5 minuti fa, alexis ha scritto:

dimenticate i congiuntivi le costruzioni dialettiche con piu di 5 parole.. ricordatevi che dovete rivolgervi a un elettorato con un età cerebrale di un decenne, e neppure tanto sveglio,

In realtà questa massima viene da Publitalia, ed è il paradigma sul quale sono state costruite le TV berlusconiane che a loro volta hanno formato in quasi 40 anni due generazioni di italiani.

Questo spiega molto, ma non tutto. Ora che la TV generalista la guardano solo i pensionati, l'analfabetismo funzionale anziché diminuire sta crescendo.

E qui si aprirebbe un lungo dibattito sul fatto che nel sul web si trova tutto (anche la cultura più sopraffina) ma se non hai nessuno a formarti ed indirizzarti (o meglio, a filtrare per te) resti un ciuccio e usi uno strumento con potenzialità altissime come fosse un martello per aprire le noccioline.

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57 minuti fa, Savgal ha scritto:

Un mio dubbio è quanto abbia prodotto questo analfabetismo di ritorno un'industria culturale che quasi deride e derideva lettura e studio, suggerendo implicitamente che non siano particolarmente utili per "affermarsi" nella società. 

Il che fa il pari con l'enorme sciocchezza che con la cultura non si campa (o che la cultura non produce benessere). E' vero l'esatto contrario, la cultura è un enorme generatore economico e se sapientemente unita al turismo diventa parte importante del benessere di un paese.

Salvo appunto in Italia dove i teatri sono visti come un peso, le librerie chiudono per mancanza di lettori, le edicole non ne parliamo, i musei sono terra di conquista del raccomandato di turno ecc ecc ecc.

Di industria culturale vera e propria in Italia ce n'è pochina, in questo avremmo tutto da imparare dai nostri vicini.

Se penso che alle scuole medie ancora girano i flauti di plastica mi verrebbe da suggerire un loro utilizzo alternativo nei confronti dei vari ministri e funzionari.

  • Melius 2
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briandinazareth
15 minuti fa, Velvet ha scritto:

qui si aprirebbe un lungo dibattito sul fatto che nel sul web si trova tutto (anche la cultura più sopraffina) ma se non hai nessuno a formarti ed indirizzarti (o meglio, a filtrare per te) resti un ciuccio e usi uno strumento con potenzialità altissime come fosse un martello per aprire le noccioline.

 

L'abilità culturale necessaria, che prima era concentrata sul trovare le informazioni, oggi si sta trasformando nella capacità di filtro.

 

Per molti versi è più complesso e pochi hanno gli strumenti

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vizegraf

Essendo un assiduo lettore, ma solo di Topolino, mi trovo in grave imbarazzo a correlare il presente thread con quello pre incendio in cui si accusava la scuola italiana di eccedere nelle materie umanistiche a sfavore di quelle tecniche.

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9 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

oggi si sta trasformando nella capacità di filtro.

Si e no, o meglio non solo oggi...

Possiamo fare degli esempi terra-terra che confermano la storica necessità di un filtro (per i comuni mortali, almeno): il buon libraio ha sempre avuto questa funzione, ovvero scandagliare il mare magnum delle pubblicazioni e scegliere ciò che riteneva più adatto ai suoi lettori-clienti. 

Idem il venditore di dischi...Ma anche la critica musicale, cinematografica, artistica ecc...

Oggi buttiamo tutto ciò alle ortiche in favore di un algoritmo, per lo più stupido, che ci dice: se hai comprato questo allora ti piace anche quest'altro (falso nel 90% dei casi almeno per le persone senzienti).

Questo tunnel sempre più stretto (man mano che procedi l'algoritmo si concentra su cose sempre più affini e ne scarta milioni di magari più interessanti o semplicemente "diverse") fa si che molti giovani si stiano formando in modo molto settoriale senza avere alba di ciò che esiste appena oltre il loro naso guidato dal web...

Quindi esiste un filtro, ma questo purtroppo non ha fantasia nè immaginazione. Il che è profondamente deleterio.

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44 minuti fa, Velvet ha scritto:

Di industria culturale vera e propria in Italia ce n'è pochina, in questo avremmo tutto da imparare dai nostri vicini.

Abbiamo la moda il design l’architettura e lo stile… e non solo non è poco, ma è un tantissimo, che il mondo ci invidia.

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tomminno
32 minuti fa, vizegraf ha scritto:

si accusava la scuola italiana di eccedere nelle materie umanistiche a sfavore di quelle tecniche

I problemi della scuola sono molteplici. Il fatto che alle superiori arrivino ragazzi che non sanno esprimersi se non a suoni gutturali e non sanno tenere una penna in mano, non ha molto a che vedere con le materie tecniche esclusiva degli ITIS.

Io vedo colleghi di Dublino che fanno le loro ore di volontariato aziendale nelle scuole dagli asili alle superiori, per ogni ciclo scolastico ci sono lezioni tarate sull'età degli studenti.

Noi non lo possiamo fare per via della burocrazia che impedisce l'accesso alle scuole. E il divario tecnologico aumenta. Quando cresci in un brodo di cultura informatica fin da bambino avrai forse qualche possibilità in più.

Certo che sapersi esprimere nella propria lingua natia sia un prerequisito minimo. Poi nel nostro caso aggiungere almeno l'inglese. 

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  • Administrators
cactus_atomo

l'aver deciso si soprasssedere (mi si scusi la citazione di tot) all'uso della memoria, a torto confusa con il nozionismo,  un fatto grave. la memoria va esercitata,  obbliga a concentrarsi a costruire associazioni di idee, un insegnate di musica mi diceva gli i suoi studenti hanno enormi difficoltà con il solfeggio per scarsa abitudine all'uso della memoria. Oggi i supporti elettronici sembrano colmare tutte le lacune, non serve impararele tabelline, non serve ricordare un fatto ('è wikipedia, che va benissimo come supporto ma non come base della conoscenza9, da adolescente non usavo nepèpure la rubrica telfonica cartacea, a mente ricordavo i numeri di telefono di quasi tutti i mii amici, era una cosa comune, oggi ci sono persone che senza il cellulare non sanno neppure uale è il loro numero di casa. non esercitare la memoria significa non esecitare la concentrazione, di conseguenza è ovvio che le informazioni debbano essere di livello basico, troppa fatica seguire un discorso complsso. ma la reaòtò nonè semplificabile. il mondo virtuale si sta mangiabdo quello rwale, , la comunicazione via immagini, faccine, icon et simili è un ritorno alla scrittura geriglifica, non un progresso ma un regresso

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briandinazareth

@Velvet

 

Io mi riferivo a qualcosa di diverso (ecco l'ambiguità della comunicazione).

 

Oggi abbiamo una disponibilità che neppure la libreria più fornita del mondo può neppure avvicinare.

 

Su ogni argomento, dove prima di internet avevi 20 possibili Testi, oggi sono 20.000...

 

Lo stesso vale per la musica.

 

Come scegliere? 

 

E questo vale anche per informazioni più sintetiche come le notizie.

 

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@briandinazareth Certo, ma stiamo dicendo la stessa cosa.

Se già servivano un tempo, i filtri, figuriamoci oggi dove il mare è ancora più vasto.

Comunque l'analfabetismo funzionale non riguarda solo i ragazzi,  è cosa che colpisce tutte le età. E se ci sono giovani che non vanno oltre l'espressione gutturale, sono in ottima compagnia di molti adulti che quando scrivono sui vari social sembrano dei minorati che conoscono si e no l'uso di 10 parole mal assortite.

O forse sono solo degli assertori della necessità di sintesi di cui si parla in altro 3d.

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briandinazareth
Adesso, Velvet ha scritto:

 è cosa che colpisce tutte le età

 

Concordo, La mia impressione è che i boomers siano pure peggio dei giovani...

 

Hanno mediamente meno strumenti per decodificare il mondo moderno.

 

 

 

 

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LUIGI64

Il web per gli sprovveduti, è peggio di un veleno

Crea dubbi dove non dovrebbero esserci, creando confusione e false certezze

I libri considerati inutili, fuorvianti e anacronistici, a favore dei nuovi profeti, spesso dei veri e propri imbonitori/ciarlatani, della rete

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