max Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 2 ore fa, Martin ha scritto: Intendi gli stoccaggi si a quanto scrivono nell’articolo Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574133 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
bungalow bill Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 @akla Al supermercato la vendevano ( ciocchi di legno legati insieme ) . Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574154 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 @bungalow bill la puoi prendere se prendi 3 confezioni di formaggio grasso olandese quello che suda grasso unto e bisunto e puzzolente di rancido Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574179 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Martin Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 1 ora fa, max ha scritto: si a quanto scrivono nell’articolo In quel caso i consumi italiani di 70 Gmc/anno sono già comprensivi dell'uso degli stoccaggi per almeno 8-10 Gmc, non si tratta quindi di gas "in più" rispetto ai consumi storici. Ecco ad esempio l'andamento storico della pressione di un sito di stoccaggio, come si vede ogni anno si alternano fasi di iniezione e di estrazione, quest'ultime in genere nel periodo tra ottobre e febbraio con periodi anche molto ripidi e portate fino a 300KMc/h Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574240 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
releone71 Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 Su RAI3 Presa Diretta sull'aumento del costo delle materie prime e relative ricadute sull'economia. Adesso lo shale gas americano che dovrebbe salvare...boh...noi o loro? Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574279 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Ospite Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 @releone71 loro Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574288 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Martin Inviato 5 Settembre 2022 Condividi Inviato 5 Settembre 2022 Non che gli americani stessero con le pezze al coolo perché non vendevano gnl prima daa_guera eh... Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574340 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
vizegraf Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 Una domanda. Ma il gas che fornivano all'EU adesso lo bruciano? Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574521 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
ferdydurke Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 Ora che abbiamo pure una pazza psicopatica a capo del UK siamo messi proprio bene: https://www.money.it/liz-truss-rischio-guerra-nucleare-cosa-detto-russia prepariamoci al peggio, ormai sarà difficile venirne fuori Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574533 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Coltr@ne Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 @vizegraf Quello che serve per tenere attivi i giacimenti. Bella puntata di presa diretta ieri sera, da vedere Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574543 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Coltr@ne Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 14 minuti fa, ferdydurke ha scritto: Ora che abbiamo pure una pazza psicopatica a capo del UK siamo messi proprio bene: Era ora che qualcuno mostrasse i cocones all'altro cocones Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574547 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Martin Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 34 minuti fa, vizegraf ha scritto: Ma il gas che fornivano all'EU adesso lo bruciano? No. Nonostante le strombazzate mediatiche non bruciavano che una minimissima parte della portata di north-stream (circa il 2%) finché il gasdotto era aperto (al 20% della portata) - detti volumi probabilmente erano legati al mantenimento di una portata minima di progetto (circa il 25%) - Se avessero dato fuoco a 150 miliardi di mc/anno, come dicevo, la fiammata e le relative emissioni si sarebbero viste da Alpha-centauri. Non leggendo melius, i russi credono ancora che i tubi del metano si possano chiudere. 2 Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574548 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
criMan Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 52 minuti fa, vizegraf ha scritto: Ma il gas che fornivano all'EU adesso lo bruciano? al momento sappiamo che stanno bruciando gas con un giacimento ai confini della Finlandia. Una perdita stimata sui 10 milioni di euro al giorno. Presumo sia solo l'inizio , anche perche' il famoso incremento di gass verso Cina e India non inizia certo oggi pomeriggio.. Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574570 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Roberto M Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 2 ore fa, criMan ha scritto: sappiamo che stanno bruciando gas con un giacimento ai confini della Finlandia Alla faccia di Greta. Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574686 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
wow Inviato 6 Settembre 2022 Condividi Inviato 6 Settembre 2022 Putin brucia il gas perché non può farne a meno Federico Rampini Ha ridotto le quantità destinate agli europei per fare pressione sui governi, ma non può immagazzinare né esportare altrove le sue risorse. Non gli resta che bruciarle Bruciare gas al confine con la Finlandia – quel che sta facendo la Gazprom di Putin – è l’equivalente di bruciare banconote. Lo abbiamo visto fare in qualche film, magari da un mafioso in vena di esibizioni arroganti. È un gesto spettacolare ma tutt’altro che benefico per le proprie finanze. Putin lo fa non perché se lo può permettere, ma perché non può farne a meno: il suo ricatto energetico contro l’Europa comincia a mostrare la corda. Il gas invenduto va distrutto, con grave danno per le finanze di Mosca, al fine di evitare danni perfino superiori: ai giacimenti, agli impianti, alla rete distributiva. È questa la tesi interessante di due esperti americani del settore energetico, Paul Roderick Gregory della Hoover Institution (Stanford) e Ramanan Krishnamoorti https://www.chee.uh.edu/faculty/krishnamoorti dell’università di Houston, Texas. In un’analisi pubblicata ieri sul Wall Street Journal i due esperti avevano anticipato la “necessità” di bruciare gas per limitare i danni tecnici agli impianti e alla rete. Al centro della questione c’èil gasdotto Nord Stream 1 che trasporta gas dalla Russia all’Unione europea. Il gas viene estratto nelle regioni artiche della Russia. Entra nel gasdotto Nord Stream 1 a Vyborg, vicino al confine con la Finlandia: proprio lì dove adesso Gazprom lo sta bruciando. Dalla frontiera finlandese Nord Stream 1 viaggia sotto il mare fino a Greifswald in Germania, dove si collega con la rete europea. Un gasdotto parallelo è Nord Stream 2, la cui costruzione era praticamente conclusa ma che è stato bloccato dalle sanzioni. Nord Stream 1 resta quindi l’arteria principale che dalla Russia porta gas all’Unione europea. Ha una capacità massima di 62 miliardi di metri cubi all’anno. Prima della guerra in Ucraina, Gazprom lo stava usando quasi ai limiti della capacità: dal 2019 al 2021 il Nord Stream ha trasportato 55 miliardi di metri cubi all’anno. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Occidente non ha mai incluso il gas nel perimetro di applicazione delle sanzioni, però Putin ne ha fatto un’arma di pressione. Ha imposto dei tagli alle forniture per infliggere danno economico all’Europa. A fine luglio Nord Stream stava ormai trasportando solo il 40% di gas rispetto alla sua capacità massima. Poi con la scusa di lavori di manutenzione è sceso al 20%. Se dovesse continuare così, a fine 2022 avrà trasportato solo 19 miliardi di metri cubi invece dei 55 miliardi abituali. Le conseguenze sull’Europa le conosciamo bene, e rischiano di aggravarsi in autunno. La capacità di ricatto di Putin si sta dispiegando in tutta la sua potenza, e fa dire ad alcuni che le sanzioni fanno male solo all’Europa. Ma che può fare la Russia con il gas che non vende agli europei? Il petrolio che Mosca non esporta più verso Occidente trova facilmente acquirenti, a cominciare da India e Cina, sia pure a prezzi scontati. Il petrolio viaggia soprattutto su navi ed è facile dirottarlo da un mercato all’altro. Il gas no, la parte che viene trasportata su nave è ridotta e richiede comunque la costruzione di impianti particolari (ne sappiamo qualcosa: per i paesi riceventi sono i rigassificatori, a cui corrispondono impianti speculari e simmetrici che nei paesi produttori devono trasformare il gas in liquido, quindi caricarlo su apposite navi cisterna). Russia e Cina hanno raggiunto un accordo per costruire un nuovo gasdotto che le colleghi, ma ci vorranno anni prima che sia pronto. Invece il gas che Gazprom non sta fornendo agli europei continua a sgorgare dai giacimenti, e bisogna farne qualcosa. Immagazzinarlo? Le capacità di stoccaggio di gas russe sono già quasi esaurite. Chiudere i “pozzi”, interrompere l’estrazione? Si può fare, però correndo dei rischi tecnici. I giacimenti che smettono di fornire gas possono subire danni strutturali che ne compromettono il ritorno alla produzione in tempi successivi. Poi ci sono i problemi tecnici che riguardano i gasdotti. Tutte le valvole, gli accessori, le attrezzature tecniche sofisticate che regolano il funzionamento dei gasdotti, sono soggette a guasti e deterioramento se la pressione scende o si azzera. Sono problemi risolvibili se c’è una manutenzione di altissimo livello. Ma qui intervengono le sanzioni economiche occidentali, che allontanano dalla Russia grandi aziende specializzate in quel tipo di manutenzione sofisticata come Halliburton, Baker Hughes, Schlumberger. Per evitare problemi e ridurre i rischi di gravi danni al gasdotto, un espediente consiste proprio nel bruciare il gas. A parte il danno ambientale, questo significa distruggere una risorsa primaria per l’economia russa. E proprio quando Putin ha bisogno di soldi per allargare gli organici del suo esercito. E’ autolesionismo, quindi, anche se inevitabile nelle circostanze in cui Putin si è messo da solo. Il danno del gas bruciato si aggiunge, aggravandola, a una perdita perfino più sostanziale nel lungo periodo: la credibilità. Dai tempi del leader comunista Brezhnev – anni Settanta – Mosca si era costruita una reputazione di partner affidabile per la fornitura di energia all’Europa. Un paese come la Germania aveva imperniato il proprio modello economico sul gas russo a buon mercato e aveva impostato la propria politica estera sull’idea che il commercio con l’Oriente avrebbe reso le autocrazie sempre meno ostili. Oggi la Germania, come l’Europa intera, deve operare una torsione geoeconomica andando a cercare energia altrove. Il gas russo che brucia al confine con la Finlandia sta distruggendo molte cose. Ha ridotto le quantità destinate agli europei per fare pressione sui governi, ma non può immagazzinare né esportare altrove le sue risorse. Non gli resta che bruciarle Putin lo fa non perché se lo può permettere, ma perché non può farne a meno: il suo ricatto energetico contro l’Europa comincia a mostrare la corda. Il gas invenduto va distrutto, con grave danno per le finanze di Mosca, al fine di evitare danni perfino superiori: ai giacimenti, agli impianti, alla rete distributiva. È questa la tesi interessante di due esperti americani del settore energetico, Paul Roderick Gregory della Hoover Institution (Stanford) e Ramanan Krishnamoorti dell’università di Houston, Texas. In un’analisi pubblicata ieri sul Wall Street Journal i due esperti avevano anticipato la “necessità” di bruciare gas per limitare i danni tecnici agli impianti e alla rete. Al centro della questione c’èil gasdotto Nord Stream 1 che trasporta gas dalla Russia all’Unione europea. Il gas viene estratto nelle regioni artiche della Russia. Entra nel gasdotto Nord Stream 1 a Vyborg, vicino al confine con la Finlandia: proprio lì dove adesso Gazprom lo sta bruciando. Dalla frontiera finlandese Nord Stream 1 viaggia sotto il mare fino a Greifswald in Germania, dove si collega con la rete europea. Un gasdotto parallelo è Nord Stream 2, la cui costruzione era praticamente conclusa ma che è stato bloccato dalle sanzioni. Nord Stream 1 resta quindi l’arteria principale che dalla Russia porta gas all’Unione europea. Ha una capacità massima di 62 miliardi di metri cubi all’anno. Prima della guerra in Ucraina, Gazprom lo stava usando quasi ai limiti della capacità: dal 2019 al 2021 il Nord Stream ha trasportato 55 miliardi di metri cubi all’anno. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Occidente non ha mai incluso il gas nel perimetro di applicazione delle sanzioni, però Putin ne ha fatto un’arma di pressione. Ha imposto dei tagli alle forniture per infliggere danno economico all’Europa. A fine luglio Nord Stream stava ormai trasportando solo il 40% di gas rispetto alla sua capacità massima. Poi con la scusa di lavori di manutenzione è sceso al 20%. Se dovesse continuare così, a fine 2022 avrà trasportato solo 19 miliardi di metri cubi invece dei 55 miliardi abituali. Le conseguenze sull’Europa le conosciamo bene, e rischiano di aggravarsi in autunno. La capacità di ricatto di Putin si sta dispiegando in tutta la sua potenza, e fa dire ad alcuni che le sanzioni fanno male solo all’Europa. Ma che può fare la Russia con il gas che non vende agli europei? Il petrolio che Mosca non esporta più verso Occidente trova facilmente acquirenti, a cominciare da India e Cina, sia pure a prezzi scontati. Il petrolio viaggia soprattutto su navi ed è facile dirottarlo da un mercato all’altro. Il gas no, la parte che viene trasportata su nave è ridotta e richiede comunque la costruzione di impianti particolari (ne sappiamo qualcosa: per i paesi riceventi sono i rigassificatori, a cui corrispondono impianti speculari e simmetrici che nei paesi produttori devono trasformare il gas in liquido, quindi caricarlo su apposite navi cisterna). Russia e Cina hanno raggiunto un accordo per costruire un nuovo gasdotto che le colleghi, ma ci vorranno anni prima che sia pronto. Invece il gas che Gazprom non sta fornendo agli europei continua a sgorgare dai giacimenti, e bisogna farne qualcosa. Immagazzinarlo? Le capacità di stoccaggio di gas russe sono già quasi esaurite. Chiudere i “pozzi”, interrompere l’estrazione? Si può fare, però correndo dei rischi tecnici. I giacimenti che smettono di fornire gas possono subire danni strutturali che ne compromettono il ritorno alla produzione in tempi successivi. Poi ci sono i problemi tecnici che riguardano i gasdotti. Tutte le valvole, gli accessori, le attrezzature tecniche sofisticate che regolano il funzionamento dei gasdotti, sono soggette a guasti e deterioramento se la pressione scende o si azzera. Sono problemi risolvibili se c’è una manutenzione di altissimo livello. Ma qui intervengono le sanzioni economiche occidentali, che allontanano dalla Russia grandi aziende specializzate in quel tipo di manutenzione sofisticata come Halliburton, Baker Hughes, Schlumberger. Per evitare problemi e ridurre i rischi di gravi danni al gasdotto, un espediente consiste proprio nel bruciare il gas. A parte il danno ambientale, questo significa distruggere una risorsa primaria per l’economia russa. E proprio quando Putin ha bisogno di soldi per allargare gli organici del suo esercito. E’ autolesionismo, quindi, anche se inevitabile nelle circostanze in cui Putin si è messo da solo. Il danno del gas bruciato si aggiunge, aggravandola, a una perdita perfino più sostanziale nel lungo periodo: la credibilità. Dai tempi del leader comunista Brezhnev – anni Settanta – Mosca si era costruita una reputazione di partner affidabile per la fornitura di energia all’Europa. Un paese come la Germania aveva imperniato il proprio modello economico sul gas russo a buon mercato e aveva impostato la propria politica estera sull’idea che il commercio con l’Oriente avrebbe reso le autocrazie sempre meno ostili. Oggi la Germania, come l’Europa intera, deve operare una torsione geoeconomica andando a cercare energia altrove. Il gas russo che brucia al confine con la Finlandia sta distruggendo molte cose. Link al commento https://melius.club/topic/10039-gasdotto-chiuso-definitivamente-sino-ad-esarimento-stoccaggi/page/10/#findComment-574868 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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