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Melius Club

Una bella notizia per i fan dei Pink Floyd (e non solo)


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6 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

Questi 'ottuagenari' che hanno fatto la storia della musica negli ultimi 50 anni vanno considerati alla stregua dei compositori di musica classica allora, autori dei brani che si riascoltano da centinaia di anni.

 

Certo, con la differenza che gli autori della classica vanno interpretati e che quindi non si finirà mai di interpretare nei diversissimi e inesauribili modi le loro "partiture". Restando l'interprete fedele alle stesse pur mettendoci qualcosa di suo, le opere dei compositori della calssica si potranno ascoltare infinite volte, in concerto o dai dischi, tal quali solo, fatte salve le differenze interpretative che non alterano le strutture basilari e portanti della composizione. La quinta di Beethoven, ad esempio, pur con le differenze interpretative spesso molto diverse tra di loro,  la percepiremo e riconosceremo come quinta di Beethoven.., ne riconosceremo i caratteri formali ed espressivi che nessun interprete potrà mai alienare sostituire con i suoi caratteri interpretativi. Le musiche di tali musicisti si potranno riascoltare fino a quando vivranno, e anche dopo,  sempre all'infinito , ma solo attraverso i dischi.

Le musiche dei PF, o di Lou Reed, o dei Beatles, del roci, pop in genere, il jazz, e altre musiche popolari non "colte", scritte ma appena abbozzate, si potranno riarrangiare, riscrivere fedelmente a quelle che sono le note, gli accordi, le indicazioni di tempo, ecc , e solo alcune opere, ma non lo spirito improvvisativo, ciò che nasce spontaneo sempre nuovo ed irripetibile ad ogni nuovo concerto o nuova registrazione che non sia meccanica ripetizione di quanto fatto prima.

E io che credevo di fare solo un favore segnalando il prossimo tour di Roger Waters... e invece ho scatenato un "flame" incredibile, ma non voluto, su questo argomento !!! 🤣🤣🤣

(...e pensare che a me non interessa/piace/stuzzica questo genere musicale... vai tu a far del bene certe volte ! 😲)

Ciao ☮️

Stefano R.

 

  • Haha 2
16 minuti fa, jimbo ha scritto:

@analogico_09 Lo so,ho quotato solo quella frase solo per rafforzare il  concetto di vuoto in cui versa la musica rock attuale,le cause sono molteplici,anche quelle che hai elencato tu

 

 

Avevo capito, prendevo come spunto per poter dire la mia idea. Le cause in cui versa non solo il rock, bensì un po' tutte le musice, sono effettivamente molteplici. Anche nel rock, una delle cause della sua è che a differenza di prima, negli anni d'oro di questo "genere" vasto, non si riesce più ad esprimere in maniera profonda ed autentica sia il male di vivere, sia il bene di vivere... Somiglia un po' a quello che capita al jazz di oggi.., la musica è diventata occasione per mostrare un bello stile fine a se stesso,  non già sostanza espressiva , solo una bella forma che non ha profonde corrispondenze con l'animo del suonatore... Quindi ogni stile, ogni forma.., sono tutti uguali...

24 minuti fa, minollo63 ha scritto:

ho scatenato un "flame"

 

 

Scusa ma perchè consideri "flame" i legittimi e motivati ragionamenti che non coincidono con le tue aspettative?

Non mi pare che tu abbia scritto che il topic fosse riservato solo ai fan e agli ammiratori dei PF e/o di Waters e che ti aspettassi solo un coro di "che bello", "oh come sono felice!" ... 😄 per fare una battuta... 😄

@analogico_09 S,oltre alla cause che hai elencato inerenti alle major e ai discografici legati sempre più al dio denaro,io penso che ogni forma di arte e quindi anche la musica sia diretta conseguenza dei cambiamenri sociali e culturali della società in cui viviamo.Già i segnali del declino si incominciarono a vedere verso la metò degli anni 80 con l'avvento dei videoclip ei MTV dove si cominciava sempre più a dare importanza all'immagine più che alla sostanza,al look più che ai contenuti,oggi poi col mondo dominato falla tecnologia dalle macchine,dal digitale,la musica non può che essere epressione di questi cambiamenti,quindi poca o nessuna ispirazione e inventiva,poca soffernza e emotività,giovani dalla mattina alla sera attaccati a smartphone e tablet,questo in linea generale.Un esempio banale per afr capire il mio ragionamento,prendiamo la canzone Futura di Dalla,scritta stando seduto davanti al muro di berlino,ecco oggi probanilmente oggi non avrebbe mai trovato l'ispirazione per comporla.

  • Melius 2

@analogico_09

Le partiture classiche “si vogliono” reinterpretare, non “vanno” reinterpretate … non è un obbligo 😂😂.

Anche nelle cose moderne non si contano le “cover”, anche orrende, perché i nuovo … c’è poco o nulla … bisogna dirlo.

Tutti dal vivo, visto che parliamo di concerti, "reinterpretano" allora.

Mai sentito dal vivo nel rock o nel pop eseguire un brano come sul disco in studio.

Waters e i Floyd in generale sono famosi nei live anche per questo.

  • Melius 1

Ho visto i Pink Floyd (senza Waters) 3 volte, a Torino (1987?), Monza e pure a Venezia. Non ho mai visto e sentito Waters dal vivo, e spero perciò di riuscire ad andare a Milano a marzo, anche perché non credo che ci saranno molte altre occasioni. Oltretutto il suo ultimo album contiene dei brani per me molto belli, e a dispetto della maggioranza delle opinioni, lo ritengo comunque la vera anima dei Pink Floyd post Syd Barrett. Assistere a un suo concerto mi farebbe senza dubbio molto piacere.

  • Melius 1
1 ora fa, gorillone ha scritto:

Le partiture classiche “si vogliono” reinterpretare, non “vanno” reinterpretate … non è un obbligo 😂😂.

 

Beh.., non sarà un'obbligo ma è nelle cose estetiche, di consolidate e condivise abitudini culturali, si provi a cambiare le note di una sonata di Chopin, ad esempio, e poi ne riparliamo... La grande libertà che ha l'interprete, nel rispettodelle intenzioni parturiali di base, strutturali, come dicevo sopra è quella di coltivare ed esprimere una propria misura di crescendo o diminuendo, di piano e di forte e di altre questioni dinamiche ed agogiche suscettibile di essere variamente interpretate senza alterare il carattere dell'opera

1 ora fa, oscilloscopio ha scritto:

Non ne sono sicuro...gli spartiti ti danno delle indicazioni sui tempi, ma le varie annotazioni (andante, allegro con brio, ecc.ecc.) a mio parere vanno comunque interpretate.

 

Infatti, anche i tempi e il polso ritmico possono essere diversamente interpretati, entro certi limiti.., nel senso che un tempo lento non lo si potrà far diventare licenziosamente veloce.  E' possibile interpretare diversamente secondo agogiche più o meno raffinate l'afflato lirico-espressivo di una musica, ma se la stessa fosse "elegiaca" non potrà diventare "eroica", sempre esemplificando. Dove in ogni caso queste cose dinamiche non dovrebbero me ai essere "naturalistiche"; si può dare una sensazine "artefiziosa" (l'arte è artificio) di un fortissimo che fa saltare dalla poltrona anche senza sfondare timpani e grancasse e far saltare le corde dei violini... 😄 ... al contrario chi fa queste cose così prevedibilmente realistiche è sul piano della mediocrità. E' come quello che ti fa capire che si sta incavolando solo con lo sguardo senza dare in escandescenza.., mi si passi il coatto esempio...

Fin qui, tutto bene, ma se una partitura è di una certa tonalità, la stessa non sarà modificabile interpretativamente per nessunissimo motivo; nè si potranno alterare le linee melodiche, tematiche, le basi accordali, armonico-tonali, le strutture contrappuntistiche, polifoniche, ecc, prestabilite dall'autore dell'opera musicale, altrimenti che razza di autore sarebbe.

Questo vale ovviamente per le ere musicali nelle quali la scrittura musicale, diciamo dalle prime forme di romanticismo ancora colluse col classicismo, Haydn/Mozart/Beethoven... comincia ad essere puntualmente, diffusamente e "autoritariamente" notata. Riassumendo all'osso.., questo non vale per la musica antica, per l'era barocca le cui partiture più "democratiche" erano degli canovacci più o meno scarno dai quali si intuiva la volontà autoriale e che nello stesso tempo chiedevano agli strumentisti esecutori (ai tempi non c'erano i direttori) di completare  il quadro musicale secondo sensibilità e capacità  improvvisative. L'interprete in tala caso diventavava anche autore e molti compositori erano interpreti soprtaffini di se stessi... Cosa che avvicina queste prassi musicali al jazz.., a molta musica novecentesca avanzata, le cui partiture "canovacciose" richiedono il sostanziale contributo dell'interprerte che data una base più o meno compiuta, sviluppano un discorso musicare "divinatorio"... Detto così.., a braccio, sono discorsi piuttosto complessi.

 

 

 

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