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Una registrazione digitale trasferita su vinile suona diversa?


OTREBLA
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E' una domanda che mi pongo da tanto tempo.

Una registrazione digitale analogizzata, vale a dire trasferita su vinile (o magari su nastro), suona meglio, peggio, uguale, diversa in che?, della stessa registrazione ascoltata in una catena tutta digitale?

Mi è venuto in mente l'esempio della fotografia. 

Un esempio puramente teorico. Scattiamo una fotografia digitale, ricaviamone il negativo (ci sono programmi appositi), stampiamo il negativo sopra un foglio di lucido e sviluppiamolo alla vecchia maniera, con l'ingranditore e gli acidi.

Il risultato sarà uguale, diverso, migliore, peggiore, che se avessimo direttamente stampato la fotografia con una stampante digitale?

Io non so dare una risposta, probabilmente si è perso soltanto del gran tempo e le due fotografie saranno più o meno uguali, o forse quella stampata con l'ingranditore sarà peggiore dell'altra.

Col vinile ancora non mi sono deciso, perché non ho ancora capito se analogizzare un segnale digitale, lo modifica, non lo modifica, lo peggiora, lo migliora...

Proprio non saprei...

Alberto.

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Io ho avuto modo, con una certa frequenza, di paragonare vinili tratti da registrazioni digitali e le registrazioni digitali “originali”, e... beh, certo che suonano diversi!! Suonano diversi prima di tutta sulla base della diversità dell’impianto che li riproduce! O meglio, della diversa sorgente anche a parità del resto componenti dell’impianto.

Ed è ovvio che se uno nell’impianto ha un “signor giradischi” e quanto segue fino al pre phono, e magari invece ha solo un pc “andante” e un DAC da qualche decina di euro giusto per ascoltare le ultime novità, prima di acquistarle in vinile, è ovvio dicevo che in questo caso, oltre alla evidente differenza, c’è anche un indubbio vantaggio per ascoltare l’album su vinile.

Diverso, invece, il discorso se ascolto lo stesso album in formato HiRes nativo da un signor DAC, e poi il vinile su un signor giradischi: c’è differenza, certo che c’è! Ma in genere il vantaggio è netto ed a favore del DAC.

Perchè il punto non è la stampante, digitale o analogica, Alberto, il punto cruciale che cambia, è la fotografia di partenza digitale o analogica. In termini fotografici sarebbe come trasferire su un rullino una foto scattata in digitale: è una cosa che non si fa, ovviamente, ma è questo il paragone fra le due sorgenti di partenza con una registrazione digitale. 

E trasferire una foto sul rullino fa perdere in ogni caso almeno “qualche” informazione, e quindi è sempre e logicamente un procedimento peggiorativo.

Ho avuto modo di verificarlo a casa di un ingegnere progettista audio che è un mio grande amico e che ha un signor giradischi e un signor DAC, con la ristampa Universal dell’album progressive Rock della Locanda delle Fate, che però esiste anche in formato HiRes.

Se si parte da un Master digitale in generale l’ascolto su vinile è sempre peggiorativo, laddove sorgente analogica è quella digitale siano di qualità paragonabile...

Sarebbe stato interessante paragonare il nuovo disco ad una vecchia edizione in vinile, degli anni ‘70 stampata dal Master analogico originale... ma... a trovarla! 😉

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Quindi secondo te il passaggio su vinile toglie senza aggiungere nulla?

Cioè, io capisco che tolga, ma mi domando se da un'altra parte non aggiunga qualcosa.

Perché l'impressione è che se da una parte toglie "qualche" informazione come dici tu,  dell'altra aggiunge informazioni di tipo diverso.

Non so, un particolare calore che rende più naturale il suono in fase di riproduzione, od altro ancora.

E' un'ipotesi eh.

Alberto.

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qualche volta aggiunge ma è perché la lavorazione del master che finisce su vinile, anche se parte digitale, prende percorsi separati e capita spesso che i files elaborati per cd e download digitale finiscano per avere una minore dinamica (in cambio di un suono a volume più alto in cuffiette economiche, trasmissioni radiofoniche o impianti audio in auto) mentre la trafila che porta al vinile è più rispettosa della traccia audio iniziale (che, anche per limitazioni tecniche del vinile, non può essere troppo spinta in certe direzioni) ed in ogni caso il vinile sarà sempre suonato su un impianto audio stereo decente con un pre-phono e amplificazione...quindi non c'è necessità di creare un prodotto audio che sia "compatibile" in infiniti percorsi (di solito super economici nel mondo digitale) e debba suonar forte ovunque in innumerevoli combinazioni di player audio digitali.


Mi è capitato molto spesso di poter godere, in definitiva, di un ascolto migliore su vinile anche di prodotti nativi digitali e anche a parità di valore dei rispettivi player. Il sistema di lettura del vinile infine introduce comunque un minimo di "rotondità" che leviga le asprezze di alcune incisioni digitali e per le nostre orecchie crea una sensazione di ascolto più piacevole.

 

Altre volte invece, molto rare, capita che lo stesso album moderno (quindi si presume digitale) segua parti del percorso o addirittura l'intera catena di lavorazione su componenti analogiche e quindi ne escono prodotti proprio differenti anche se hanno stesso anno di pubblicazione e sembrano essere la stessa edizione

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3 minuti fa, Mariett ha scritto:

Mi è capitato molto spesso di poter godere, in definitiva, di un ascolto migliore su vinile anche di prodotti nativi digitali e anche a parità di valore dei rispettivi player.

Io ho sempre avuto invece l'esperienza opposta. Con i vinili moderni poi ...  Diverso è il discorso di incisioni native analogiche. I remix di Wilson dei dischi degli Yes suonano molto bene 

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@senek65 potrei farti innumerevoli esempi di master digitali che su CD suonano malissimo con dinamica scandalosa e si salvano o migliorano su vinile, stessa edizione, stessa produzione

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15 minuti fa, Mariett ha scritto:

potrei farti innumerevoli esempi di master digitali che su CD suonano malissimo con dinamica scandalosa e si salvano o migliorano su vinile, stessa edizione, stessa produzione

Sono d’accordo almeno in parte, con le tue considerazioni fatte nel post precedente, ma di quei vinili di cui parli sopra: sei certo che abbiano riversato file 16/44 e non la versione HiRes originale del Master? Perché sul vinile le case discografiche lo possono fare tranquillamente, anzi lo fanno abitualmente, quello di riversare il Master digitale senza alcuna riduzione a formato 16/44...

Per dire, alla DG lo fanno con gli ultimi vinili::riversano il Master HiRes, e questo li fa suonare assai meglio dei corrispondenti CD.

È evidente anche il fatto che pur partendo da fonte digitale, una successiva elaborazione dedicata al for,aro vinile deve essere poi fatta, non fosse altro che per la successiva equalizzazione RIAA a cui deve essere sottoposta in fase di lettura.

Quindi, sì Alberto, è possibile che al vinile “si aggiunga qualcosa” e non si tolga e basta. Prima di tutto, e forse il fatto più importante, si può “aggiungere” il formato nativo HiRes, fatto ovviamente impossibile sul CD (o, se Master vecchi, anche su file liquidi per motivi di copyright). E poi si può aggiungere un “mastering” fatto apposta per il vinile... quindi hai ragione...

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  • Moderators
BEST-GROOVE

Mi viene in mente il confronto tra cd e registrazione su tape Dat della stesso, dove alla fine vinceva sempre la registrazione su Dat, qualunque fosse il dat preposto alla registrazione e qualunque fosse il lettore che riproducesse il cd.

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Se il master è digitale ma hires è normale che un vinile suoni meglio del cd a parità di qualità delle due sorgenti, ma con un impianto rivelatore te ne accorgi che comunque ha quella durezza e chiusura tipica del digitale. Almeno per me è così. 

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@OTREBLA cosa non capisci? innanzitutto non esiste un supporto universale che suona sempre meglio a prescindere, è il contenuto e come si è stato ficcato dentro che rende il supporto vincente o perdente. Perché ti stupisce che un vinile realizzato con cura possa suonare meglio di un cd fatto male?

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Certo che non mi stupisce, ma non è questo il punto. Il punto è capire se una registrazione digitale cambia il suo volto sonoro quando viene trasferita su vinile. Si da per scontato che la registrazione sia stata realizzata con cura e che il trasferimento  venga eseguito con attenzione alla qualità.

In teoria, per quanta sia la qualità profusa nel trasferimento, il risultato dovrebbe essere peggiore rispetto al file originario ascoltato in una catena di buona qualità tutta digitale.

In teoria non ci dovrebbe essere gara, eppure ho l'impressione che qualcosa cambi dopo il trasferimento, qualcosa che rende il nuovo prodotto digitalanalogico diverso da quello digitaldigitale e forse preferibile, non so...

Alberto.

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3 ore fa, OTREBLA ha scritto:

Perché è normale che suoni meglio il vinile? Non lo capisco sinceramente. Non dovrebbe suonare meglio.

Non suona meglio, suona diverso, perché tecnicamente il mastering deve essere fatto differentemente. Ci sono cose che sul vinile non si possono fare. C'è chi ama il suone del vinile e chi preferisce altro.

Il meglio è un concetto un pò vago

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1 ora fa, Mariett ha scritto:

Perché ti stupisce che un vinile realizzato con cura possa suonare meglio di un cd fatto male?

Queste sono affermazioni piuttosto avventate e sostanzialmente non del tutto corrette.

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oscilloscopio

Con il vinile non saprei (difficilmente ho più copie di uno stesso album) ma l'esperienza l'ho fatta registrando dei cd su Rtr....ovviamente è impensabile che si possa essere aggiunto "qualcosa" più facile il contrario, ma alla fine il suono riprodotto dall'Rtr lo preferisco, mi appare più "naturale", sicuramente si tratta di My-Fi ma alla fine è quello che cerco...

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 forse il vinile come tutto ''l'analogico'' ha semplicemente un rumore di fondo ''amalgamante'' che quando non eccessivo è gradito al nostro sistema  uditivo e se si parla di formato cd,  sempre forse, elimina, in modo sicuramente surrettizio, gli scalini che a 16/44 sui bassi livelli di segnale qualche differenza la possono fare

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chissà se costruiranno mai una stampante 3D con risoluzione adeguata a stampare un LP partendo da un immagine 3D ad alta risoluzione dei solchi... 

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@Jack può darsi. Ma resta un pezzo di plastica letto da un sistema meccanico, rumoroso e altamente imperfetto il cui segnale deve essere passato dentro un equalizzatore. 

Se ci pensi i sistemi di lettura dei vinili sono un qualcosa che deve costantemente rimediare ai difetti intrinsechi del supporto e del sistema medesimo ( errori di tracciatura, rumori di fondo, errori meccanici, vibrazioni indotte, errori di stampa  eccetera eccetera).

 

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