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Perdonate la domanda: ma vivere nella mediocrità?


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2 ore fa, lufranz ha scritto:

Ma una definizione rigorosa di mediocrità, da utilizzare come campione, ci sarebbe ?

Oppure ognuno fa di testa sua ?

Appunto...

A parte il fatto che, se uno non fa male a nessuno,  non capisco perché mai debba essere giudicato. 

La mediocrita’ purtroppo fa male anche alla societa’ non e’ un fatto individuale.

Avere gusti alimentari mediocri ad esempio nuoce alle produzioni di qualita’ e le condanna all’estinzione.

Certi gusti musicali esondano ovunque: metropolitane, bar ecc.

Idem la preparazione di architetti, amministratori pubblici ecc.

E’ brutto giudicare ma non se ne puo’ fare a meno ha ragione alexis.

Io distinguerei fra mediocrita’ innocue per le quali non bisognerebbe giudicare anche perche’ nessuno ne e’ indenne in almeno qualche campo, da quelle che impattano sulla qualita’ del vivere collettivo

  • Thanks 1
50 minuti fa, senek65 ha scritto:

Appunto...

A parte il fatto che, se uno non fa male a nessuno,  non capisco perché mai debba essere giudicato. 

Secondo te, ma anche secondo qualcun altro, cosa voleva comunicarci Fantozzi (mediocre e merdaccia per eccellenza) nei suoi film???

5 ore fa, diego_g ha scritto:

Tu vivi solo nell'eccellenza?

In caso contrario, se nella tua vita ci sono anche aspetti mediocri, potresti contribuire per primo, con la tua risposta.

Appunto, ci sono anche aspetti mediocri, ma questo mi sembra più che normale

@mozarteum Esattamente 

3 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

È indispensabile eccellere, o è possibile una vita normale ?

Non esistono, appunto, soltanto eccellenze e mediocrità. Per meglio chiarire il mio pensiero a beneficio di molti che sostengono di non averci capito 'na mazza, la mediocrità è anche ma forse soprattutto una manifestazione di conformismo livellata molto molto in basso

Gaetanoalberto

Però non dimentichiamo che anche il giudizio, è spesso conformista. 

Dopodiché per sciogliere il nodo, bisogna necessariamente andare sul concreto. 

Agendo in tale concreto, mi trovo spesso di fronte ad alcuni atteggiamenti diffusi: di fronte ad un errore, alcuni giudicano l'errore salendo sul pulpito, da una posizione di presunta superiorità intellettuale. Costoro sono i più pericolosi, spesso asociali, in quanto utilizzano la sottigliezza a fini esclusivamente critici, spesso con lo scopo di sminuire l'operato altrui. Altre volte, più raramente, l'errore genera un meccanismo cooperativo, in cui chi lo rileva lo segnala non per giudicare, ma per collaborare al raggiungimento del risultato migliore. 

Quindi a mio avviso esiste perfino una mediocrità del presunto intellettuale, che getta la pietra e nasconde la mano. 

Non è questione solo di competenza, ma di atteggiamento. 

Quindi torno alla visione negativa del giudizio in sé, che rischia di rimanere sterile se non propositivo. 

@Gaetanoalberto

Sul concreto?? Mah, io vedo che per la maggioranza, vivere nella mediocrità e secondo i dettami del pensiero comune, sembra essere il meglio della vita. E poi, paradossalmente, sono loro a discriminare chi si tira fuori dall'andazzo comune 




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