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La parabola dei talenti


mozarteum

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Inviato
3 minuti fa, lufranz ha scritto:

P.S. ricordo che Jobs ha applicato e messo a frutto tanto e con maestria, ma ha inventato poco..

Compreso il sistema operativo a finestre, che esisteva già a opera di un gruppo di ricerca di Xerox con cui lo stesso Jobs aveva collaborato in precedenza.

Lascia perdere, fiato, anzi pigiatura di tasti sprecata... Secondo il pensiero dominante senza di lui l'informatica non esisterebbe. 

Inviato
1 minuto fa, UpTo11 ha scritto:

Secondo il pensiero dominante senza di lui l'informatica non esisterebbe. 

L'informatica attuale, capillare e disribuita, è il frutto della collaborazione (più o meno voluta e consapevole) di milioni di persone che se ne sono occupate negli ultimi 45 anni da quando sono stati disponibili i primi sistemi didattici/personali a microprocessore. Ricordate quelle schede nude con un display e un tastierino da cui si inserivano i codici HEX direttamente in memoria e costavano quanto un'utilitaria ?

In quest'opera globale qualcuno ha messo un pezzo più grosso e qualcuno un pezzo più piccolo; proprio per questa sorta di "sviluppo distribuito" se una qualsiasi di queste persone si fosse dedicata alla letteratura, in un altro posto e/o in un altro momento la stessa cosa o una equivalente l'avrebbe fatta qualcun altro.

Ma se proprio vogliamo trovare il "padre" virtuale di tutti i trabiccoli che usiamo oggi, io non voto nè per Jobs nè per Gates, ma per Faggin.

Inviato

Jobs non ha inventato molto ma è stato capace di rendere "indispensabili" parecchie cose. 

Inviato

@lufranz

Come per altre scienze probabilmente. Senza contare che anche quando un solo uomo ha fatto un salto quantico, magari è stato un colpo di cuelo.😁

Inviato

@lufranz Nei giorni in cui il mondo era a lutto per Stafanino Lavori, io piangevo la scomparsa di Dennis Ritchie.

extermination
Inviato

Pure la D'urso è un talento!

Inviato
1 ora fa, nullo ha scritto:

poi se la vogliamo traslare su un piano non cristiano

Non si può tirare da nessun altra parte che non sia quella che dice che si è tenuti ad illustrare se stessi fino all’ultima goccia delle proprie possibilità e che avere pochi talenti non è scusa sufficiente per sottrarsi. Infatti i tre servi ricevono una quantità di talenti diversi ed quello che ne riceve solo uno a sottrarsi sotterrandolo ed sempre lui a ricevere la riprovazione del signore per aver sprecato quell’unico talento che in quanto unico è ancora più prezioso. 

Invece oggi ci si è abituati che il terzo sotterra il proprio e gli altri due che hanno raddoppiato i propri devono cedere a chi lo ha sotterrato… siamo pervasi di requisizione dal capace all’indolente, sotterrati perfino.

extermination
Inviato
9 minuti fa, Jack ha scritto:

all’indolente

Immagino tu ne abbia incontrati anche nel mondo del lavoro. Nel qual caso, hai fatto "di ogni" per isolarli e/o cacciarli oppure stimolarli e motivarli?! 

Inviato

@extermination io potevo licenziare e potevo essere licenziato solo se mi guardavano o se guardavo storto… mo’ mi mettevo pure a motivarli… ma tra coloro che dipendevano da me ne ho incontrato uno solo… accompagnato amorevolmente alla porta. Non ammetto lo scarso impegno, manco per i miei figli, ognuno dà quello che può ma deve essere tutto, sennò ciao.

—-

In Svizzera indolenti ce ne sono pochi, prima di tutto non è nella cultura del paese, sono gli stessi colleghi ad isolare chi non si impegna, secondo poi, essendoci un sistema potente e ben funzionante di protezione dalla disoccupazione non è mai un dramma un licenziamento, si paga il periodo di disdetta e ci si separa, contenziosi ce ne sono ma solo per avere il periodo di disdetta quando le ditte vogliono applicare per forza la giusta causa (che serve a questo non ad evitare il licenziamento che è at will). Inoltre non è socialmente edificante « andare a timbrare » … di essere in disoccupazione lo si confessa solo agli amici.

extermination
Inviato
2 minuti fa, Jack ha scritto:

 ognuno dà quello che può ma deve essere tutto, sennò ciao.

 

Quali erano i principali indicatori che utilizzavi nella determinazione del  "tutto" variabile, come dici, da persona a persona? 

Inviato

@extermination la disponibilità a mettere il lavoro al centro del proprio agire quando il momento lo richiede… se sei in tecnico di manutenzione vai a casa quando la linea è ripartita fossero anche le due di notte. Poi quando tutto funziona puoi andartene anche die ore prima che non ci sono problemi… è un esempio. 

Oppure raffazzonare per la fretta di andartene. Peggio ancora non ottemperare a tutte le regole di sicurezza (su questo ero un talebano allucinante)…

io sono stato “socializzato” dagli svizzeri riguardo al lavoro: li c’è una venerazione per la qualità ed il senso del dovere… non sono giapponesi (inavvicinabili in questo) ma stanno in quel solco.

Chiedi a tuo figlio cosa pensa che apprezzino nel suo ambiente. Vediamo se conferma 😁

Inviato
24 minuti fa, Jack ha scritto:

c’è una venerazione per la qualità

Non a caso questo lo facevano gli svizzeri, mica i cinesi.

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Inviato

In verita’ facevo un altro discorso.

Il grande talento merita d’essere

messo a frutto. Avete parlato di Jobs e altri che passeranno alla storia.

Ma ci sono anche grandi talenti ignoti al grande pubblico (scienziati, imprenditori ecc.).

Chi scopre di non aver particolare talento -quindi parliamo d’altro- che sta a perdere tempo a talentare cio’ che non talenta?

Inviato
13 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Chi scopre di non aver particolare talento -quindi parliamo d’altro- che sta a perdere tempo a talentare cio’ che non talenta?

Intanto impara qualcosa, approfondisce e riconosce i talenti altrui. È quel tuo riferimento a "oziare" che suona strano o almeno io comprendo poco come alternativa.

Inviato
31 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Chi scopre di non aver particolare talento

si ma non è il talento che pensi tu il talento della parabola dei talenti




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