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Vinili "prime stampe": ma vale veramente la pena?


ginoux
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Se n'è parlato un'infinità di volte.... Ancora però ho le mie perplessità poichè (ovviamente ci sarà da fare le opportune distinzioni) non riesco a demonizzare le ristampe moderne dei vecchi classici.... Oggi pomeriggio mi sono divertito a fare un test di ascolto su un titolo che moltissimi di noi "vecchi cinghialoni" vinilici (tanto per citare il simpatico governatore De Luca) possediamo, ossia "Storia di un minuto" della PFM.

Le edizioni da me possedute sono questa:  https://www.discogs.com/it/Premiata-Forneria-Marconi-Storia-Di-Un-Minuto/release/409894 prima stampa

questa: https://www.discogs.com/it/Premiata-Forneria-Marconi-Celebration-1972-2012/master/525116 ristampa di epoca Sony comprendente "Storia di un minuto", "Per un amico" ed un live....

e poi la stampa uscita in edicola nel 2017.

La ristampa dell'edicola, purtroppo ha dei difetti (dei "punti" sul vinile che causano dei forti toc) ma credo sia di provenienza simile se non identica del Sony...

La mia prima stampa risente del peso degli anni, ha rumore di fondo, ma è ascoltabile decentemente, diciamo che lo valuterei VG+

Ho messo su il suddetto e l'ho ascoltato quasi tutto... Poi quando ho messo la ristampa Sony, mi sono detto ma perchè accanirmi? Il vecchio  non suona male, il rumore non è il primo problema.... E' che il Sony suona meglio, si sentono tutti i dettagli, la dinamica è la stessa, il vinile è silenziosissimo... Ok, vi vedo, o meglio, vi sento: il master è digitale è logicamente più dettagliato e radiografante.... Io dico che se la rimasterizzazione è fatta bene (e i remaster Sony lo sono) io non spenderò mai più cifre iperboliche per l'acquisto di prime stampe ormai vendute come lastre di oro zecchino.... Mi viene da pensare che molte congetture siano solamente derivate da pregiudizi e falsi ideali.... I collezionisti sono i primi in questo, e come spesso osservo, è solo per dire "ho la prima stampa" che poi non si ascolta mai....

A me, al contrario,  piace ascoltare tutti i miei dischi e ne ho veramente pochi che rientrano nella categoria "ce l'ho solo per averlo"... 

Spesso mi sento dire "fai prima a comprarti un bel cd"... Peccato che i server del "vecchio" Melius siano andati in fiamme, avrei postato il link a delle discussioni anch'esse infiammate - una su tutte la discussione in occasione dell'uscita di "Blackstar" di Bowie - ove si è più volte affermata la superiorità del vinile sul cd ipercompresso..... Ma tant'è... Tornando alle differenze di ascolto, mi sento di dire che la prima stampa che - ripeto - non va male, ha un suono più morbido ma confuso specialmente negli estremi gamma... I piani sonori sono più "stretti", le voci sono meno centrate. Sul pezzo "Dove... quando Part. 1" il cantato e gli arpeggi sono "ovattati" rispetto al Sony....  Poi se avere più dettaglio per qualcuno si trasforma in valore negativo, allora secondo me siamo di fronte al pregiudizio.

In ambito di musica "elettrica" (parlo di musica ormai di annata) una digitalizzazione sapiente non può che portare beneficio.... 

Questo è il mio parere che intende "mandare al diavolo" gli speculatori dei padelloni neri che incontriamo ai mercatini e il "no sense" del comprare i loro carissimi vinili incrostati... Ben vangano le serie che vedono ripubblicare Le Orme, Locanda delle fate ecc...........

E adesso chi è senza peccato........

 

 

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oscilloscopio

@ginoux  Personalmente non sono mai andato a caccia di prime stampe, ho sempre guardato alle condizioni del vinile ed al prezzo. Ho visto prime stampe anni '60 e '70 di rock con richieste fuori di testa per vinili anche malmessi quando ho trovato ristampe dello stesso disco magari di 4 o cinque anni successive a prezzi molto onesti ed in condizioni ottime. Sulle ristampe attuali non ho feroci pregiudizi, ma se devo spendere 20/25 euro per una ristampa nuova (a parte che di rock ho già quasi tutto quello che mi interessa che hanno ristampato) preferisco cercare una stampa anni '80 ben messa che pago probabilmente la metà o meno...

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Io sono "uno di quelli delle prime stampe"!

....ma non tassativamente: se devo spendere un capitale la lascio lì (tranne per un vinile che sto seguendo da ormai 20 anni, quando lo troverò a buon prezzo lo prenderò).

Sulle bancarelle ho visto prime stampe disfatte: gli ho detto che se le tengano!

In genere per le prime stampe spendo sui 20 euro max 28 compresa la spedizione,  condizione minimo EXC.

Per questi prezzi sto parlando di rock.

Ho provato anche dei rimasterizzati, alcuni mi vanno altri no (troppo freddi, quasi come un CD).

The Wall dei Pink Floyd mi piace, Wish You Were Here un po' freddino, come "In The Court..." dei King Crimson.

Poi dipende molto anche dal set-up analogico, queste differenze con la vecchia Goldring non le sentivo....

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Progressive

Mah... Quando i prezzi si fanno alti o vanno addirittura sul folle non ha proprio senso.

La caccia alle prime stampe la fa sopratutto chi già comprava i vinili usciti all'epoca, per collezionismo.

Tempo fa ero in un negozio di dischi usati, c'era un signore che andava a caccia solo di prime stampe, mi ha detto che ha molti dischi rari come l'album "The Velvet Underground & Nico" con la banana non sbucciata, Sticky Fingers con la cerniera ecc... A lui gli piace ascoltare le prime stampe dei Rolling Stones con tutti i loro problemi, le prime stampe dei Beatles, insomma tutto quello che è venuto dopo non lo ascolta.

Avrà sicuramente un patrimonio ma quello che mi chiedo io è se un giorno vorresti vendere questi dischi rari chi te li compra?

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24 minuti fa, Progressive ha scritto:

ma quello che mi chiedo io è se un giorno vorresti vendere questi dischi rari chi te li compra?

Se ci saranno ancora collezionisti, perché lui è questo, li riuscirà a vendere. Altrimenti tutto in blocco al 40% del valore di mercato, nella numismatica che è un po' decaduta adesso funziona così...

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antonio_caponetto

Direi che dipende da cosa confrontiamo.

Se parliamo dei grandi dischi dell’età d’oro del vinile, c’è una ragione tecnica perché le “prime stampe” sono migliori in genere, e più cercate, delle successive, il deterioramento a cui sono soggetti la lacca e il metal master.

Se invece confrontiamo diverse edizioni (come forse sarebbe meglio dire) allora i discorsi possono essere diversi e molto dipende da ciò che si cerca. 
Una edizione AAA secondo me è superiore a una passata attraverso conversioni in digitale. Ma ci possono essere registrazioni native digitali che in vinile vengono esaltate. 
Poi ammetto di subire a volte il fascino puramente collezionistico dell’oggetto che ha attraversato mezzo secolo o più di storia.

  • Thanks 1
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Vintagehifilover

Personalmente sono innamorato del vinile, adoro acquistare le prime stampe  per una questione qualitativa, ovviamente me le procuro sempre in ottimo stato, ma anche poiché avendo 30 anni e ascoltando prettamente musica dagli anni 60 sino agli anni 90, con il possesso delle First Press ad esempio qlle di tutti gli album di De André che amo profondamente,  mi sembra quasi di essere più vicino ai periodi in cui furono incisi, che ahimè mi hanno preceduto di molto. Comunque adoro anche le "ristampe"  dei grandi album nelle versioni limitate e numerate, devo dire quasi tutte ( eccezion fatta nella mia esperienza, per "Linea Gotica" di qualità pessima nella versione per l'anniversario) di buona qualità e che in pochissimo raddoppiano o addirittura triplicano il loro valore.

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@oscilloscopio Concordo pienamente. Molte volte, spessissimo direi, la seconda o addirittura terza stampa di un disco degli anni 60-70 usciva nello stesso anno di produzione: erano tempi in cui i dischi si vendevano a vagonate. La qualità audio non può che essere identica alla prima stampa. Solo che il prezzo diventa decente e sopportabile. Ma anche stampe di un paio di anni successive, nella maggior parte dei casi, non credo differiscano molto per qualità.

Ovviamente parliamo di stampe fatte sostanzialmente nel paese d'origine dell'artista: non comprerei mai per molti soldi una prima stampa italiana, seppur di pregio, di un artista americano o inglese.

Io ci sono "cascato" spesso sulle prime stampe ma non nutro grandi pentimenti perché in questi casi i fattori che incidono nell'acquisto vanno spesso oltre la qualità audio del supporto.

Sul discorso della qualità delle ristampe odierne il discorso, a mio avviso, non può che essere fatto disco per disco ma capisco il discorso di @ginoux

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Per chiarezza:  tutti noi - cum grano salis - facciamo slalom tra i dischi nei mercatini, le offerte Amazon, Dodax e i negozi... La mia era solo una riflessione, dopo un bel pomeriggio di buona musica, sugli oltranzisti, per quelli "O Roma o morte!". Scherzi - o quasi - a parte, condivido l'operato di Oscilloscopio e - vedo - anche di molti altri: spesso trovo ristampe degli anni 80/90 dei classici "inarrivabili" che sono in condizioni eccellenti e ad un prezzo decentissimo. In queste circostanze non ci penso mai troppo e le prendo senza esitazione! Un esempio recentissimo: ho una prima stampa UK dei Jethro Tull "Too old..." che ha una sola facciata molto rovinata (non so cosa abbia combinato il precedente possessore)... La settimana scorsa per caso ho ritrovato una ristampa tedesca, degli anni 80 appunto, messa benissimo: vinile splendente a 10 euro (ulteriormente scontato poi nel prezzo finale dei 7 dischi acquistati)... Alla fine diciamo 8 euro... Ebbene, ho archiviato definitivamente la vecchia stampa poichè questa va veramente bene... Lo stesso faccio anche con le stampe giapponesi: si trovano le ristampe di qualche anno dopo a prezzi - a volte - considerevolmente inferiori...

 

 

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1 ora fa, ginoux ha scritto:

ho ritrovato una ristampa tedesca, degli anni 80

Le ristampe tedesche in genere sono ottime: ne ho parecchie anch'io comprate a buon prezzo, meno delle italiane e messe meglio come qualità (e le ho anche trovate nelle fiere del disco dove spesso la roba ha prezzi fuori di testa, ma ci sono anche venditori con i giusti prezzi)

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mettiamola così: dal punto di vista razionale potresti avere ragione, in alcuni momenti si può cedere alla tentazione di comodità, semplicità d'acquisto, convenienza e anche pensare di aver fatto un buon colpo quando la ristampa è curata e ben stampata. 

Ma ogni volta che ho fatto dei confronti seri, con dischi in partenza incisi bene e in stato almeno NM-, è sempre stata una goduria infinita sapere di avere la cosa che più si avvicina ai master, la fatica viene ripagata in termini di emozione e soddisfazione ad ogni ascolto, e anche quando soltanto ci pensi e realizzi di avere quella così lì, rara e che puoi ascoltare quando vuoi e che suona così bene rispetto alle tante "fotocopie sbiadite" uscite dopo. 
Poi certo dipende anche dall'impianto che hai, ma in genere queste differenze emergono abbastanza presto, impianti di poche migliaia di euro svelano già tanto...e più sali con la qualità più ottieni precisione.

L'ideale è barcamenarsi tra le tante variabili e affondare il colpo quando si sospetta di differenze che valgano l'impresa. Purtroppo spesso il prezzo alto lo fanno i collezionisti e non gli amanti della qualità audio, quindi per noi interessati a questo è una "guerra impari" 😄 

Nel tuo caso probabilmente il vinile era un po' troppo usurato o sporco (prova a lavarlo con una macchina ultra-sonica) oppure non una vera prima stampa o semplicemente un album con un'incisione non particolarmente riuscita, quindi anche più facile da migliorare in seguito. 
Però è divertente la scalata all'edizione migliore, rende il mondo dei vinili anche un po' più giocoso, rischioso, e premiante per chi ci mette impegno e dedizione. 

Buona caccia!

 

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Il disco "incriminato" (parlo della PFM) era stato lavato con l'ultrasonica poche ore prima...  Concordo con te che il gioco a trovare l'edizione meglio suonante è sempre emozionante (ci sarebbe qualcos'altro di più emozionante, ma ormai gli anni lasciano poco spazio ad "altro", ma vabbè...) E proprio con questo disco di esempio che ho fatto il "j'accuse": le edizioni di questo splendido disco, non sono molte e quindi, se non si possiede la stessa copia in condizioni nm, c'è poco da scoprire. Il remaster Sony è molto buono e nel confronto la sbiaditura è del vecchietto scricchiolante.... Tornando al piacere nel trovare stampe originali, sono d'accordissimo con te, ma nel mio caso sarebbe un vero e proprio stillicidio: prova a vedere quanto costa una copia nm di "Storie di un minuto"....

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BEST-GROOVE

@ginoux  le prime stampe sono solitamente merce per i collezionisti...però anche in questo caso non si può fare di ogni erba un fascio, alcune prime stampe suonano meglio delle successive, poi a frenare gli entusiasmi ci pensano le richieste esose.

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8 ore fa, BEST-GROOVE ha scritto:

non si può fare di ogni erba un fascio

E' ovvio... Forse avrei dovuto dare un titolo diverso al thread dato che ho preso in esame approfonditamente solo un disco: "Prima stampa PFM.... ma vale veramente...?" 

Assodato che le ristampe "millennians" sonano diverse, dicevo solo che qualche volta queste sono meglio degli originali, e che ci può stare - a mio sentire - un pregiudizio di fondo verso di loro...

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