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AR Acoustic Research... facciamo chiarezza


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Il 05/02/2026 at 22:38, Amedeo.R. ha scritto:

Una domanda a chi le possiede entrambe o le ha potute paragonare fianco a fianco: 

le improved hanno una risposta in frequenza molto più lineare, molto bella, si sente la differenza di ariosità e nitidezza rispetto alle 3a, che invece hanno quel poco gratificante -10db, oppure alla prova di ascolto la differenza non è percepibile o solo in minima parte? Le improved hanno solo i crossover migliorati oppure c'è dell'altro? 

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Avevo anche le AR3a improved, diffusori fatti solo per il mercato europeo quindi con il cabinet a cornice stretta ( oltre a cambiare l' estetica complessiva probabilmente questa serviva anche ad aumentare la dispersione del tweeter).

Il volume interno del cabinet è identico alle AR3a, così come gli altoparlanti ( che nel periodo breve di produzione hanno visto prima il midrange e successivamente il tweeter perdere i cavi anteriori, passati sotto flangia), modificato integralmente il crossover con la perdita dei potenziometri, sostituiti  da interruttore a due posizioni ( identificate genericamente sulla masonite A e B), aggiunta una bobina due condensatori e serie di resistenze...appena riesco devo reperire le foto dei due tipi di crossover e pubblicherò le foto.

Chiaramente ho sostituito i condensatori all' epoca, lavoro rognoso proprio per questa serie assemblata in England, notoriamente paese molto umido, in quanto i condensatori, interruttore, resistenze e parte dei cavi sono immersi nell' abbondante colla usata!!

Come suonavano? I bassi erano/ sono gli stessi delle AR3a, invece la restante gamma, obbligata nelle due sole posizioni imposte mi ha obbligato a cedere i diffusori!

Non ricordo se la posizione A o B lasciava fuori le resistenze, comunque in una posizione dell' interruttore, certamente aumentava, sempre rispetto alle sorelle in emissione tutta la gamma, definite ed illuminanti nella riproduzione sonora, ma eccessive ai miei gusti e leggermente affaticanti in ascolto prolungato ad alti volumi.

L' altra posizione viceversa attenuava troppo intrambe le cupole perdendo armoniche e offuscato la distinzione dei vari strumenti e suono riprodotto, chiaramente il woofer avanzava  come nelle AR3a, ma la magia non era la stessa!

Questo il mio personale report, però devo aggiungere che il nuovo proprietario ( alle AR3a improved, oltre alla recente sostituzione dei condensatori, peima di cederle avevo sostituito anche i foam, chiaramente quelli con misure e cedevolezza corretta), dopo un periodo di rodaggio è  rimasto soddisfattissimo, possedeva parecchi altri buoni diffusori che ha in seguito ceduto o dismesso  usando in seguito solo le AR3a improved.

In conclusione, a consigliare eventuali acquisti, non saprei come suonano le AR3a/ improved altrui, anche perché ci sono molte variabili che non fanno esprimere correttamente  questi diffusori ed elenco rapidamente sotto il perché:

In gamma bassa in primis la tenuta pneumatica del cabinet/ woofer, se non corretta i bassi perdono certamente una ventina di Hz, diventando "molli";

Sospensioni non corrette nelle misure essenziali e cedevolezza del foam che deve essere morbidissimo; 

Supporto bobina  deformato che se non controllato, può  dapprima scentrare la bobina stessa causando distorsione  o peggio sfregamento fino a rottura dello stesso e quindi perdita del woofer;

In gamma media non ci sono problemi tranne l' obbligatoria sostituzione dei condensatori che se fuori specifica possono enfatizzare la gamma agli estremi rendendo fastidioso l' ascolto, addirittura a volumi più elevati causare un " gracchio" sino a degli scratch con rischio di rovinare bobina e supporto della stessa;

Arriviamo ai tweeter che devono essere i corretti per resistenza, cupola in polpa di cellulosa originale ( non cupole sostitutive in tessuto!) non disassata, i tre dot rossi o arancione o gialli ( sono cambiati negli anni) devono essere integri, adesi sulla flangia e cupola, attorno alla stessa e tra lei e flangia deve esserci un "cordone" trasparente di sigillante morbido che ha più funzioni! Non ultimo i tweeter a cupola in polpa son montati in controfase rispetto al midrange, quindi osservando il nastro che copre i fili uscenti dalla cupola si deve cogliere l' incrocio sotto il nastro dei due cavetti che poi vanno a saldarsi sul portacontatti!

  • Melius 2
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Sul fatto che le AR siano eccellenti posso dirmi d'accordo. Per quanto riguarda le AR3 avevo letto da qualche parte che avevano la risposta calante perchè sembravano più verosimili così ma non so come siano arrivati a queste conclusioni. Le AR3 improved dovrebbero essere più fedeli ma se per @JureAR sono un po' troppo aperte vuol dire che per qualcuno la risposta delle ar3a va meglio e forse per quello hanno introdotto i regolatori per medi e acuti nei modelli successivi così ciascuno aggiusta il suono secondo il proprio orecchio, impianto e locale d'ascolto. Per quanto riguarda i sub li ritengo necessari solo con diffusori troppo piccoli, che a volte si devono comprare per mancanza di spazio.

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Ricordo parecchi anni fa una prova confronto in casa di un collega appassionato AR dallanascita (si fa per dire). Lui, non più giovane,  aveva le AR3  e si fece portare a casa da un noto negozio della città un paio di AR 3a improved perchè era intenzionato all'acquisto. Credo fossimo in sette o otto ad ascoltare . La sua casa era ben attrezzata per quei tempi e per le conoscenze che si avevano. Per esempio io nonm conoscevo il rodaggio dei woofer. Cmq la votazione finale fu a largo favore delle "vecchie" AR 3a. Non ricordo il perchè però il suono delle vecchie sembrava a me più grande e potente.

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lucio6168
38 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Sul fatto che le AR siano eccellenti posso dirmi d'accordo. Per quanto riguarda le AR3 avevo letto da qualche parte che avevano la risposta calante perchè sembravano più verosimili così e so che c'è una scuola di pensiero secondo la quale la risposta del diffusore dev'essere leggermente calante. Le AR3 improved dovrebbero essere più fedeli ma se per @JureAR sono un po' troppo aperte vuol dire che per qualcuno la risposta delle ar3a va meglio e forse per quello hanno introdotto i regolatori per medi e acuti nei modelli successivi così ciascuno aggiusta il suono secondo il proprio orecchio, impianto e locale d'ascolto.

Credo tu ti riferisca ale AR 3a Improved, che non ho mai ascoltato, tuttavia dopo decenni di ricerca mi sono capitate delle AR3 in condizioni da farmene innamorare subito tanto erano state tenute bene. Ebbene non so se è stata psicoacustica ma mi hanno colpito subito per il loro suono, bada bene su tutta la gamma, non faccio distinzione tra bassi, medi o alti, no è l'equilibrio che mi ha fatto rimanere stupito, è come se ci fosse un amalgama/equilibrio tra woofer, mid e tweeter. E la cosa più bella che vanno bene con tutti i generi. Naturalmente perché si "aprano" bisogna dare corrente, non pensate di farle suonare con pochi watt, d'altronde basta una prova per accorgersene subito.

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3 ore fa, lucio6168 ha scritto:

dopo decenni di ricerca mi sono capitate delle AR3 in condizioni da farmene innamorare subito tanto erano state tenute bene.

Tra le AR3 e le 58s hai avuto  una fortuna senza eguali :classic_biggrin:

Ma alla fine come finale cosa preferisci? il MF o il QSC? Sei riuscito a provare il QSC con le 90? Prometto che la prossima volta che capito dalle tue parti passo a trovarti e magari mi porto appresso lo ZZ.

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lucio6168
1 ora fa, qzndq3 ha scritto:

Tra le AR3 e le 58s hai avuto un c... ehmm una fortuna senza eguali :classic_biggrin:

Ma alla fine come finale cosa preferisci? il MF o il QSC? Sei riuscito a provare il QSC con le 90? Prometto che la prossima volta che capito dalle tue parti passo a trovarti e magari mi porto appresso lo ZZ.

Come ben sai tra lavoro e altro il tempo è tiranno o come diceva qualcuno quando eravamo ragazzi è un "mito".

Nella disposizione sopra seguendo il consiglio di quell'amico ho provato con Il QSC rmx2450a da solo e con vari preamplificatori sempre attonito.

Ma d'altronde la storia della corrente con le AR era già venuta fuori con il Tri-Vista 300 e le 58S, non appena glielo collegai mi fecero fare un salto all'indietro, ero inginocchiato a sistemare il volume dell'ampli, e sentire il palcoscenico che rispetto a prima si era innalzato ed aperto così tanto mi spaventò, mi stavo dicendo "ho combinato un guaio".

Da lì ho capito il discorso della corrente, stiamoci attenti i watt non servono a far baccano, ad alzare il volume, ma a ben altro!!!

Conferma poi con le AR90 e quindi con le AR3 stavolta pilotate da quella bestia.

Quell'esperimento sotto dove stanno le AR90 non l'ho fatto, in compenso ne ho fatto un altro collegando le AR3 anche ai finali Musical Fidelity X-A200 (semper fidelis) ed usando come pre  X-P100 ed il relativo Dac Tri-Vista 21 tube. Complici anche i cavi sono venuti fuori con tutte le combinazioni delle armoniche incredibili, tali da poter ascoltare musica tutto il giorno senza alcun disturbo/stanchezza.

Il mio consiglio è sempre di usare questi diffusori con ampli correntosi. Poi magari su un due vie come il 28S si può usare roba meno potente ad esempio con le 28S ed il Leak Delta Stereo 70 è venuto fuori un bel suono tutto sommato. Il suono del Leak Delta 70 non è da sottovalutare, forse il trasformatore, ed anche il progetto ingegneristico che voleva ottenere un suono valvolare da uno stato solido (in letteratura si è scritto parecchio a riguardo) porta ad un risultato delle voci che in una piccola camera l'accoppiata AR 28s  e Leak Delta 70 la consiglierei, ottimo risultato ad ascoltare ad esempio De André, Guccini, voci femminili o qualche terzetto jazz, è naturale invece che per i gruppi jazz maggiori (dal quartetto in su) preferisco i diffusori maggiori.

Dimenticavo state attenti alla collocazione dei diffusori ed alla scelta dei cavi.

Il collocamento dei diffusori fatelo dedicandovi molto tempo, perché nel momento in cui trovate la giusta collocazione sarete al massimo della soddisfazione.

Per la giusta collocazione mi son servito di brani della lirica. Mi sono accorto che superato l'esame con il Don Giovanni il collocamento andava bene con tutto.

 

  • Melius 1
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@Amedeo.R. ecco sotto le AR3a improved senza griglie ed il "malefico" interruttore ( il malefico sarà capito più sotto!)

20180603_131636.thumb.jpg.49585ca18cdfa91dfe1818ac2fcdf19f.jpg20180603_131959(1).thumb.jpg.d2254167d514bba136b524c834225546.jpg

sotto il crossover originale delle AR3a ( prima della sostituzione condensatori e revisione pots

20180806_153438.thumb.jpg.b466e4e13b5cac516f853e9e8e208071.jpg

e come promesso il crossover originale delle AR3a improved, assemblate nel 1974 in England con il "malefico" interruttore  completamente annegato nella colla...per sostituire i condensatori...

20181021_162225(1).thumb.jpg.e7ae47765731f2a45c15c741acc60ba4.jpg

...in particolare i due prossimi all' int. è stato molto faticoso liberare una porzione utile di filo per poter saldare i nuovi condensatori!

Dalle foto sopra si intuisce la semplicità e relativa facilità per restaurare i crossover delle AR3a, la sola parte problematica rimane la revisione dei pots che obbliga a dissaldare i cavi del corpo ceramico ed in caso di impossibilità di ripristino il mercato offre pots corretti a 16 ohm che ripristinano perfettamente la funzionalità originaria! 

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lucio6168
17 ore fa, Enre ha scritto:

Ricordo parecchi anni fa una prova confronto in casa di un collega appassionato AR dallanascita (si fa per dire). Lui, non più giovane,  aveva le AR3  e si fece portare a casa da un noto negozio della città un paio di AR 3a improved perchè era intenzionato all'acquisto. Credo fossimo in sette o otto ad ascoltare . La sua casa era ben attrezzata per quei tempi e per le conoscenze che si avevano. Per esempio io nonm conoscevo il rodaggio dei woofer. Cmq la votazione finale fu a largo favore delle "vecchie" AR 3a. Non ricordo il perchè però il suono delle vecchie sembrava a me più grande e potente.

Buongiorno

È una discussione che abbiamo fatto molti anni fa con amici lontani e che si è protratta nel tempo, anche perché nel frattempo cercavo di approfondire sul forum americano e con altri esperti che avevano affrontato questa tematica, taluni anche con la presenza di orecchie di qualche musicista esperto (tralasciamo gli audiofili che cercano sempre di addolcire i suoni, snaturandoli dall'incisione reale, o addirittura dal suono reale).

Sappiamo che la AR3a fosse nata come sviluppo della AR3, e quindi migliore.

Ma ecco che veniva fuori che possessori della AR3 quando ascoltavano le nuove AR3a rimanevano delusi rispetto alla AR3, affermando che non riconoscevano quel suono marchio tipico della Acoustic Research. 

Tom Tyson affermava che bisognava trovare diffusori non manipolati ed in perfetto stato per notare la differenza tra le due AR3 vs AR3a. 

Però quell'affermazione di un violinista che riconosceva il suono del violino più nella AR3 che nella successiva AR3a, e non solo il suono del violino ma lo sviluppo armonico nel complesso continuava a ronzarmi nel cervello e spingermi alla ricerca.

Ricerca che ha dato frutto dopo quasi 25 anni. 

Ora ripeto non ho fatto confronti tra i due modelli ma l'ascolto mi ricompensa. 

Per ultimo restava il pilotaggio, avendole nello studio avevo a disposizione un Nad e vari pre. Però memore di quanto aveva scritto Tom Tyson e l'amico a cui avevo inviato le foto mi misi alla ricerca di un Qsc e presi come spiegavo sopra un Qsc rmx2450a. Il suono cambiò in maniera radicale, non sembravano diffusori da "scaffale" ma diffusori imponenti che scomparvero immediatamente, il suono riempiva la stanza ed i bassi fanno tremare il pavimento mentre i woofer stanno fermi (non hanno il foam bensì la tela). Notare bene che si tratta di diffusori che con tranquillità possono sonorizzare un ambiente superiore ai 100 mq. Escludo categoricamente l'uso dei valvolari per pilotare le AR3, le valvole non possono operare direttamente sulle basse impedenze, lavorano in tensione e non in corrente : per adattarle alle uscite bassa impedenza servono i trasformatori di uscita, che pero' non adeguano impedenza sotto i 4 ohm, e lo dice anche Tom Tyson , che, in AR dal 1955 al 1980, ne sa piu' di tutti gli audiofili messi insieme.

Le AR3 sono meno efficienti delle AR3a ed hanno bisogno di correnti forti su 2,6 ohm di gamma mediobassa dove si concentra il 70% del segnale musicale.

Quindi con un woofer che se non erro arriva a 2,6 di ohm e richiede moltissima corrente va da sé che non siano diffusori per valvolari, controindicati , hanno basso fattore smorzamento , non eccellono in corrente, non lavorano sotto i 4 ohm.

Mi rimangono altre prove da fare come dicevo in post precedenti, ma queste prove riguardano altri aspetti.

Chiudo con una cosa "divertente" ho provato a collegare un pre Carver al Qsc, il Carver come sapete ha un suono neutro riporta quanto offre la sorgente, ebbene aumentando i bassi ho dovuto smettere altro che effetto surround stavano cedendo i vetri della finestra ed il pavimento al primo piano sembrava quello di un traghetto con mare mosso, ma nessuna distorsione e woofer con movimenti limitati.

Il bello è che anche ad alti volumi non reca disturbi (assenza di rumore e dominio di armoniche pari).

Mi sono dilungato, buona domenica.

 

 

 

  • Melius 1
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lucio6168
21 minuti fa, Enre ha scritto:

@lucio6168molto bello. Grazie

DI nulla, la condivisione delle proprie esperienze serve ad apportare miglioramenti futuri.

In quanto scritto sopra ho fatto un errore nella fretta: mi riferivo all'effetto Sensurround degli anni '70, non surround. Ma non mi riesce di modificare.

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