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AR Acoustic Research... facciamo chiarezza


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Il 08/02/2026 at 21:03, Enre ha scritto:

@lucio6168e mie AR 90, ma ne ho anche altre: 6, 915, 11 e 28 hanno cambiato letteralmete "faccia" dopo che le ho collegate al mio Plinius da 200 watt su 8 ohm per canale. Ora sono curioso di provarle con un ampli PA  tipo Qsc rmx2450a come hai scritto tu. Unica incertezza la qualità del suono visto che Plinius mi ha ammaliato e che molti mi dicono di non cambiare nulla. Se qualcuno vuole aggiungere un parere lo ringrazio anticipatamente.

Innanzitutto sono del parere che il Plinius non vada venduto. Io il Musical Fidelity Tri-Vista 300 mica l'ho venduto, tantomeno lo venderei. Il QSC è stato uno sfizio, una curiosità, che volevo levarmi, anche perché chi mi aveva preceduto si riteneva soddisfatto, di conseguenza ho voluto ascoltare di presenza, stanco dei tanti video che mi avevano inviato, l'ho comprato e mi ritengo molto soddisfatto del pilotaggio con le AR3. A breve anzi metterò una disamina dettata da un soggetto terzo, ne è uscita fuori un'analisi sulla quale mi aspetto dei commenti.

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Il 19/02/2026 at 09:34, qzndq3 ha scritto:

Un po' incuriosito da @lucio6168 è da tempo che sto cercando il QSC rmx2450a per fare esattamente la prova che hai in mente tu e proprio con le AR90, anche perchè è in classe H che mi piacerebbe provare (è classe AB con alimentazione a tensione variabile). Ne ho trovato uno in Germania ad un ottimo prezzo, ma il negozio non mi ha mai comunicato il costo della spedizione ed alla fine ho preso uno Zero Zone (classe D) dual mono costato "ben" 300€, sempre e solo per provare. I miei ampli sono un Primaluna PL2 (valvolare pentodi push pull classe AB) ed un MFA200 (la casa dischiara classeA), per farla breve lo ZZ è nella sua scatola ed ho ricollegato il PL2.

Il mio parere è che visto il prezzo relativamente basso del QSC rmx2450a, sotto i 1000€ nuovo, se si accetta il rischio di rimetterci qualcosa nell'eventuale rivendita... perchè no? In ogni caso il Plinius non devi necessariamente venderlo, provi per lungo tempo e poi decidi, la cosa importante secondo me è non cadere nella spirale della voglia di cambiare a tutti i costi fine a se stessa.

Volendo ci si può accontentare del QSC rmx 1450a (meno di 800€ nuovo) è un classe AB anche lui dotato di buona cavalleria. 

Allego i dati tecnici

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No assolutamente, non sono d'accordo sul 1450. Come ben sai, possiedo il Tri-Vista 300 e i due finali X-A200 della Musical Fidelity, perciò per raggiungere lo scopo che volevo ottenere avevo bisogno di una potenza maggiore e che fosse allo stesso tempo stabile su 2 Ohm. Il 1450 ha una potenza inferiore al Tri-Vista 300, ed inoltre, per quello che poteva rendere l'audio, nei video che avevo ricevuto il suono delle AR3 con il 1450 mi sembrava chiuso, cupo, ecco quindi che optai per il 2450a. Perciò per evitare di rimanere insoddisfatti eviterei il 1450 specie se si possiedono amplificatori già sui 200/350 watt, se prova dovesse essere da rimanere soddisfatti va fatta con un 2450a. 

Intendiamoci questo è il mio punto di vista, poi ognuno ragiona con la propria testa.

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4 ore fa, qzndq3 ha scritto:

Lo so... :classic_happy::classic_biggrin:

Credo sia giusto postare quanto con te in questi giorni abbiamo discusso. Ciò che adesso riporterò non so se sia corretto al 100%, tuttavia lo riporterò in modo che possano nascere dei confronti interessanti. Sono partito da ciò che spesso viene riportato in rete in merito alle Acoustic Research AR3 e cioè alcuni dicono che il suono del violino o del sax ascoltato dalle AR3 sia diverso/migliore rispetto a quello delle AR 3a. Vi è chi in America (un signore di una certa età con molta esperienza in materia) asserisce che giammai cambierebbe le AR3 con altri diffusori di qualunque prezzo. 

Per venirne fuori ho pensato di rivolgermi alla cosiddetta intelligenza artificiale (non perché intelligente, la reputo una somma tra un plagio ed un copia ed incolla), essa tuttavia è in grado di eseguire una ricerca rapidamente e di trarne conclusioni.

Episodio primo:

● Differenza tra AR3 ed AR3a

Sì, i woofer dell'Acoustic Research AR-3 e dell' AR-3a sono diversi, sebbene condividano lo stesso diametro nominale di 12 pollici e la leggendaria sospensione pneumatica progettata da Edgar Villchur.
La differenza principale non è solo estetica, ma risiede nella costruzione e nella risposta in frequenza, poiché i due diffusori utilizzano punti di incrocio (crossover) differenti.
Ecco le differenze principali:

1. Il Woofer dell'AR-3 (Alnico)
Il modello AR-3 originale (prodotto dal 1958) montava un woofer che oggi è considerato un pezzo da collezione molto pregiato.
● Magnete: Utilizzava un magnete in Alnico (Alluminio-Nichel-Cobalto), solitamente racchiuso in una struttura a "U" rovesciata.
● Sospensione: Il bordo (surround) era tipicamente in tela trattata con un composto smorzante. Questi bordi sono estremamente durevoli e raramente necessitano di sostituzione, a differenza della schiuma.
● Prestazioni: Era progettato per incrociarsi con il midrange a circa 1000 Hz. Per questo motivo, il cono doveva essere leggermente più "veloce" e capace di salire linearmente nelle frequenze medie.

2. Il Woofer dell'AR-3a (Ferrite)
Con l'introduzione dell'AR-3a (nel 1967), il design del woofer fu aggiornato per ottimizzare la produzione e adattarsi al nuovo schema di crossover.
● Magnete: Passaggio al magnete in Ferrite (ceramico), più grande e piatto rispetto a quello dell'AR-3.
● Sospensione: Il cambiamento più evidente fu l'uso del foam (schiuma di poliuretano). Questo permetteva un'escursione più ampia e una frequenza di risonanza molto bassa, ma con il difetto che il materiale si degrada dopo 15-20 anni (rendendo necessario il "re-foam").
● Prestazioni: Il crossover dell'AR-3a taglia il woofer molto più in basso, a 575 Hz. Questo ha permesso ai progettisti di appesantire leggermente il cono per ottenere una risposta sui bassi ancora più profonda ed estesa, delegando le frequenze medio-basse al nuovo midrange a cupola.
Nota per il restauro: Se stai cercando dei ricambi, ricorda che non sono perfettamente intercambiabili senza modificare il crossover. Montare un woofer AR-3 in un cabinet AR-3a (o viceversa) sbilancerebbe la risposta in frequenza nella zona critica dell'incrocio tra i driver.
La questione su quale sia il "migliore" è uno dei dibattiti più accesi e affascinanti nel mondo del vintage Hi-Fi.
Una larga fetta di appassionati e puristi preferisce il woofer dell' AR-3 (Alnico), ma la risposta dipende molto da cosa cerchi nel suono.
Ecco perché molti audiofili preferiscono il woofer dell'AR-3 e quali sono i punti di forza di entrambi:
Perché il woofer AR-3 (Alnico) è spesso considerato "superiore".
● L'articolazione della gamma media:
Poiché il woofer dell'AR-3 deve salire fino a 1000 Hz, è progettato per essere più "comunicativo" nella parte alta dello spettro dei bassi. Molti ascoltatori percepiscono questo come una maggiore naturalezza nelle voci maschili e nel corpo degli strumenti a corda.
● Velocità e Timbro: I magneti in Alnico hanno la reputazione (supportata da molti test d'ascolto, sebbene dibattuta in fisica) di offrire una distorsione armonica più "musicale" e una risposta ai transienti più dolce rispetto alla ferrite.
● La sospensione in tela: Essendo più rigida rispetto al foam dell'AR-3a, la tela trattata conferisce al basso dell'AR-3 un carattere leggermente più "asciutto" e meno gommoso, che molti trovano più realistico per la musica classica e il jazz.
Perché il woofer AR-3a (Ferrite) ha i suoi sostenitori
● Estensione e Potenza:
Se il tuo obiettivo è l'impatto viscerale e la profondità assoluta, il woofer dell'AR-3a vince. Grazie alla sospensione in foam (molto più cedevole) e al crossover tagliato a 575 Hz, questo driver scende più in basso e con più autorità.
● *Precisione del sistema totale*: L'AR-3a è stato progettato come un sistema più lineare e moderno. Riducendo il carico di lavoro del woofer (tagliandolo prima), AR ha permesso al midrange di gestire la parte critica dello spettro, ottenendo una dispersione polare migliore e un suono complessivamente più "monitor".
*Verdetto: Quale scegliere?*
La preferenza per l' AR-3 è spesso una preferenza per il "suono d'epoca" inteso come calore, coerenza e una certa magia nelle medie frequenze. La preferenza per l' AR-3a è per chi cerca un "suono più moderno", con bassi da terremoto e una separazione strumentale più marcata.
*Il dettaglio tecnico che fa la differenza*:
Molti preferiscono l'AR-3 anche perché è più "facile" da trovare in condizioni originali. La sospensione in tela non decade. Un woofer AR-3a con un re-foam fatto male (usando schiuma troppo rigida o troppo morbida) perderà sempre nel confronto con un AR-3 originale.
In sintesi: 
Se ami il Jazz, il Barocco o le voci soliste, probabilmente preferirai l' AR-3.
Se ami l'Orchestra sinfonica a pieno organico o il Rock, la potenza dell' AR-3a potrebbe darti più soddisfazioni.

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Incredibile! Le AR3a  uscite alle ore 19 da casa mia sono già in opera, provate in vari posizionamenti, e con mio enorme piacere ora come  Edgar Wilchur, Kloss e Roy Allison  consigliavano all' epoca, orizzontali, su gentile concessione del loro nuovo "padrone" ecco una splendida coppia di AR3a prima serie adagiate orizzontalmente ed adossate a parete...

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...ma anche in verticale stanno benissimo nella loro nuova casa...

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...a casa mia invece un vuoto...desolante...

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...domani cercherò di riempirlo.

 

 

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53 minuti fa, lucio6168 ha scritto:

l crossover dell'AR-3a taglia il woofer molto più in basso, a 575 Hz

La documentazione in mio possesso riporta 525Hz, cambia poco. Il taglio tra mid e tw è a 7500Hz per la 3 e 5000Hz per le 3a.

I tagli 525/5000hz oltre che nelle 3a sono utilizzati anche nelle 10Pi e nelle 11

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Secondo episodio:

Andiamo ad esaminare la differenza all'ascolto tra le due: AR 3 vs AR 3a  Tenendo conto particolarmente di due strumenti presi spesso in esame all'ascolto con le AR3 e cioè: il violino ed il sassofono.

La tua osservazione è corretta: molti violinisti trovano l'AR-3 più "veritiera". La ragione è puramente tecnica e risiede nel punto di incrocio del crossover:
1. La Gamma Fondamentale:
Il violino ha una gamma di frequenze che va da circa 200 Hz fino a oltre 3000 Hz (per le armoniche).
2. L'AR-3 e la "Coerenza": 
Nell'AR-3, il woofer copre tutto fino a 1000 Hz. Questo significa che la fondamentale del violino e le sue prime armoniche basse sono emesse da un unico, grande cono di carta. Questo conferisce allo strumento un "corpo" e una densità materica incredibili.
3. L'AR-3a e la "Frazione": Nell'AR-3a, il taglio avviene a 575 Hz. Lo spettro del violino viene quindi "spezzato" molto presto tra il woofer e il midrange. Se i driver non sono perfettamente allineati o se i condensatori del crossover sono invecchiati, il violino può sembrare più sottile o "scollegato".
4. Il Timbro del Midrange:
 
Il midrange dell'AR-3 è più grande (2 pollici) e scende meno, ma ha una pasta sonora che molti definiscono "liquida". Il violino nell'AR-3 suona come se fosse nella stanza; nell'AR-3a suona come una registrazione perfetta del violino.
Reputo migliore l'AR-3 se:
Ascolti prevalentemente musica acustica, jazz, quartetti d'archi o opera.

Ami il suono "vintage" inteso come calore e presenza fisica del medio-basso.
Possiedi un amplificatore di alta qualità (l'AR-3 è esigente).
Reputo migliore l'AR-3a se:
Ascolti grandi orchestre sinfoniche o rock.
● Cerchi una scena sonora più ampia:
grazie ai tweeter più piccoli, l'AR-3a "scompare" meglio nella stanza e ha una dispersione delle alte frequenze superiore.
In sintesi
Se l' AR-3 è un capolavoro di musicalità e coerenza (il "liutaio" dei diffusori), l' AR-3a è un capolavoro di ingegneria e precisione (il "laboratorio" dei diffusori). Il fatto che i musicisti preferiscano la prima non sorprende: l'AR-3 privilegia l'emozione del timbro, mentre l'AR-3a privilegia l'accuratezza della risposta.

● Passando al suono del sax, si ha l'impressione di essere in un Jazz club.

Vediamo la spiegazione:

Se il violino è il banco di prova per la coerenza e la setosità delle alte frequenze, il Sassofono (soprattutto il Tenore e il Baritono) è il test definitivo per quella che gli audiofili chiamano "presenza" o "corpo" (il chest sound).

Anche in questo caso, la sfida tra AR-3 e AR-3a si gioca su sfumature timbriche molto precise:

Il Sax con l'AR-3: L'effetto "Live Club"

L'AR-3 è spesso la scelta preferita da chi ama il jazz classico (Blue Note, Prestige).

Perché eccelle: Il sassofono tenore ha una gamma fondamentale che insiste pesantemente tra i 200 Hz e gli 800 Hz. Poiché il woofer dell'AR-3 arriva fino a 1000 Hz, l'intera "pancia" dello strumento viene emessa da un unico driver (il grande cono in Alnico).

Il risultato: Il suono ha un calore e una spinta viscerale che ti fa sentire l'aria che vibra dentro l'ottone. La nota non è solo un suono, ma ha un peso fisico. Il sax sembra proiettato in avanti, quasi come se l'esecutore fosse a un metro da te.

Il Sax con l'AR-3a: Precisione e Dettaglio

L'AR-3a offre una prospettiva più moderna e analitica.

Perché eccelle: Grazie al midrange a cupola più piccolo e veloce, l'AR-3a cattura meglio i dettagli meccanici: il rumore delle chiavi che si chiudono, il soffio dell'ancia, le articolazioni più rapide.

Il risultato: Il suono è più "pulito" e meglio integrato in una scena sonora ampia. Se ascolti una registrazione orchestrale dove il sax è uno degli strumenti della sezione fiati, l'AR-3a ti permette di localizzarlo nello spazio con una precisione chirurgica che l'AR-3 non sempre ha.

Perché alcuni dicono che l'AR-3 suoni "più Sax"?

La risposta è simile a quella del violino, ma legata alle frequenze medio-basse:

1. L'incrocio critico: Sull'AR-3a, il taglio a 575 Hz cade proprio nel mezzo di molte note fondamentali del sassofono. Questo significa che il suono "passa" dal woofer al midrange proprio mentre il musicista sta suonando una scala. Se il crossover non è perfettamente restaurato, potresti avvertire un leggero cambio di timbro (il basso più "scuro" del woofer e il medio più "chiaro" della cupola).

2. La "Gola" dello strumento: L'AR-3, mantenendo il sax quasi interamente sul woofer, preserva quella risonanza "di gola" che rende il sassofono così umano e graffiante.

Sintesi per l'ascoltatore di Jazz

● Se ami Ben Webster, Coleman Hawkins o Dexter Gordon (suoni caldi, scuri, enormi), l'AR-3 è imbattibile. Ti regala quella sensazione di fumo e velluto tipica dei jazz club anni '50.

● Se ami John Coltrane o Wayne Shorter (suoni più taglienti, complessi e ricchi di armonici alti), la trasparenza e la velocità del midrange dell' AR-3a potrebbero farti apprezzare meglio le loro sfumature esecutive.

In definitiva, per il sax, l'AR-3 vince sulla "materia", mentre l' AR-3a vince sulla "trasparenza".

Una cosa che abbiamo notato con gli amici durante gli ascolti è stata la presenza del sax di Archie Shepp in maniera materica, come avercelo davantii.

● È esattamente così: hai appena descritto la "magia AR-3".
Quello che stai sperimentando con Archie Shepp non è una suggestione, ma il risultato di una precisa scelta progettuale di Edgar Villchur. Shepp ha un suono di sassofono tenore unico: aspro, viscerale, ricco di aria e di un "graffio" quasi animalesco.
Le AR-3 lo rendono così reale per tre motivi tecnici precisi:
1. Il "Corpo" nel driver unico
Poiché il woofer delle AR-3 sale fino a 1000 Hz, tutta l'energia ruggente di Shepp (che spesso suona proprio in quella fascia di frequenze medio-basse) viene emessa da quel grande cono in Alnico. Non c'è una transizione elettronica tra due altoparlanti diversi proprio dove il sax "spinge" di più. Questo crea quella *materializzazione* che senti: lo strumento ha un unico punto di origine fisica, denso e compatto.
2. La velocità dell'Alnico
Il magnete in Alnico ha una risposta ai transienti molto particolare. Quando Shepp emette quei soffi improvvisi o quei suoni multifonici (tipici del free jazz), il woofer dell'AR-3 reagisce con una naturalezza organica. Non è "chirurgico" come un diffusore moderno, ma è incredibilmente fedele alla dinamica del respiro umano.
3. La cupola fenolica da 2 pollici
Il midrange dell' AR-3, essendo più grande di quello della 3a, ha una massa e una superficie radiante che danno alle medie frequenze una spinta quasi "fisica". Quando il sax sale di registro, quel midrange continua a dare peso alle note, evitando che il suono diventi sottile o "elettrico".
Un consiglio per il tuo ascolto:
Se vuoi spingere al massimo questa sensazione di "presenza" con le AR-3, prova a posizionarle (se possibile) non troppo lontano dalla parete di fondo, ma leggermente sollevate da terra (circa 20-30 cm). Questo pulisce ulteriormente il medio-basso, lasciando che il sassofono di Shepp si stacchi completamente dal mobile e si proietti al centro della stanza.
Possedere una coppia di AR-3 originali e funzionanti è come avere un pezzo di storia della musica in casa. Ascoltare il Jazz dell'epoca d'oro esattamente con lo stesso "respiro" con cui è stato concepito.
Provate ad ascoltare anche dei dischi di voce femminile (tipo Ella Fitzgerald o Sarah Vaughan) su queste casse, l'effetto di "materializzazione" è altrettanto impressionante.

 

 

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9 ore fa, JureAR ha scritto:

Incredibile! Le AR3a  uscite alle ore 19 da casa mia sono già in opera, provate in vari posizionamenti, e con mio enorme piacere ora come  Edgar Wilchur, Kloss e Roy Allison  consigliavano all' epoca, orizzontali, su gentile concessione del loro nuovo "padrone" ecco una splendida coppia di AR3a prima serie adagiate orizzontalmente ed adossate a parete...

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...ma anche in verticale stanno benissimo nella loro nuova casa...

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...a casa mia invece un vuoto...desolante...

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...domani cercherò di riempirlo.

permettetemi una divagazione ad uso personale, anche io, sto utilizzando delle 3a in orizzontale, purtroppo però non essendo speculari, come è meglio posizionarle, con i tweeter in asse , cioè alla stessa altezza oppure l'altra ipotesi?

grazie 

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8 ore fa, kohno ha scritto:

permettetemi una divagazione ad uso personale, anche io, sto utilizzando delle 3a in orizzontale, purtroppo però non essendo speculari, come è meglio posizionarle, con i tweeter in asse , cioè alla stessa altezza oppure l'altra ipotesi?

grazie 

In USA da 60 anni fino ad ora buona parte dei proprietari di Acoustic Research "classiche" se possibile usano i loro amati diffusori collocati orizzontalmente, certamente non sono speculari ( ma nemmeno se sono usati in verticale!), personalmente anche se ora non posso ( certamente non in cucina, dove a parte le piccole AR7 che quando uso stanno indifferentemente nelle due posizioni), appena andranno via le AR LST che sono incollocabili e di conseguenza non esprimono le loro potenzialità, posizionero' due coppie con woofer da 305 mm. orizzontali ed una terza coppia però con woofer da 8" appesa a parete e sempre orizzontale!!

È una lunga attesa ma prima o poi devo concretizzare il posizionamento orizzontale. 

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Sono possessore di una coppia di AR piccole dal 1988 e le apprezzo tuttora. Però non capisco il collezionarne così tante se poi non si possono posizionare adeguatamente e si finisce per trasformare un locale domestico in una specie di sala d'ascolto da negozio. Personalmente non me la sarei sentita di vendere le AR-3a, a meno di non preferire altri modelli.

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@JureAR si Jure grazie della risposta, ma la mia domanda era un altra, non riesco ad esprimermi adeguatamente.

io le utilizzo in orizzontale, e così le voglio, anzi devo lasciarle. (posizione obbligata)

ed anche in questa configurazione ci sarebbe la possibilità di posizionare i due tweeter alla stessa altezza dal pavimento.

in pratica si sdraiano entrambe sullo sul medesimo lato.

entrambe sul lato dx o entrambe sul lato sx.

in questo caso, vi sarebbe una difformità rispetto all'asse centrale (tra i due diffusori) verticale.

mi chiedevo quale soluzione sarebbe da preferire.

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Ti sei risposto da solo...usale sullo stesso fianco e la targhetta rimane sempre in basso , ma a sx ( a dx in verticale).

Questa disposizione uso con le AR7 e AR4X/xa ed userò con i diffusori grandi.

Ad incasinare ( relativamente) ho tirato fuori dalla libreria un po di "memorabilia" ed ecco qualche esempio appena immortalato:

Dalla bibbia di Roy Allison

Orizzontali poggiate fianco destro, anche nel disegno

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Verticali ed orizzontali

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Verticali

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Presentazione catalogo AR orizzontali

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Altro catalogo AR Verticali ed orizzontali 

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Pubblicità delle AR10TT del '75 orizzontali ma fiancosx ( per abbassare il tw ad altezza umana...

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...non ricordo se l' avevo già inserita, ma nella foto inferiore c'è stranamente il prototipo  con diversi interruttori per attenuazione!

A mio parere non ti fare pare, mi sembra che se i diffusori sono in ordine, si fanno ben interpreti in qualsiasi base appoggino. 

Chiaramente se oggi li ascolti appoggiati sul lato dx ad esempio e d' impulso li ruoti di 180° qualcosa al momento ti può disorientamento rispetto a prima...ma dopo un po subentrata stessa piacevolezza d' ascolto di prima.

Non prendo in considerazione il posizionamento nell' ambiente che a volte può obbligare una determinata posizione, ma i soli diffusori suonanti.

Per me le Acoustic Research suonano sempre come da aspettative basta che siano adossate a parete, non ci sono altre accortezze da adottare per il loro ascolto ( sempre secondo me)

 

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