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Melius Club

Integrato ItaliAcoustic HSA-05S


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2 ore fa, Renato Bovello ha scritto:

Guarda , io riesco a “ capire “ un oggetto solo se lo ascolto a casa . In questo modo mi basta poco tempo ma devo ascoltare da solo .

In altri ambienti troppe variabili. Salvo dia a casa di amici che comunque conosci il sistema da tempo. 
Per Pasqua sarò nella casa nuova. E li saranno penēs per capire come suona il tutto 

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ItaliAcoustic

E' mio desiderio ringraziare tutti coloro che, per un motivo o per l'altro (e di motivi ce ne sono diversi) chiedono o accettano di fare prove di ascolto.

 

Si impara moltissimo, davvero moltissimo!
 

 

L'essere umano è una continua fonte di informazioni...

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@giaietto che dire... Mark Levinson tutta la vita.

E non si parla di sfumature.

Partiamo dal principio: impianto di Enrico Cactus, che conosco come le mie tasche, composto da: lettore cd Sony SCD-1, (dac ML 35 al momento a riposo), preamp Mark Levinson 32 Reference, finale Mark Levinson 23, diffusori Thiel CS7.

Cavi di potenza Cardas, di segnale Cardas, Nordost e Madrigal.

Software musicale vario, di tutti i generi, abbiamo usato quelli piu noti ai piu per non creare troppi problemi.

Rispetto al riferimento, suona tutto piu compassato, tranquillo, con una evidente mancanza di impatto viscerale e di dettaglio sull'alto.

La scena sonora molto 2D, il suono fatica a svincolarsi da fuori i diffusori.

Personalmente mi mancano principalmente gli attacchi delle note, soprattutto quelle piu percussive eo metalliche, come se ci fosse un ritardo che tende a smussare l'attacco della nota.

Silenzioso ma manca di dettaglio nei pianissimo, cosa che risulta inarrivabile se si tiene in considerazione il riferimento usato(il 32 Ref) che ha in questo il suo vero punto forte.

La situazione è leggermente migliorata usandolo in modalita finale con il 32 che faceva da pre, ma rimaneva sempre una certa latitanza di corpo in basso(e mediobasso) e comunque le frequenze piu basse risultano sempre essere in secondo piano rispetto alle medie.

Diciamo che le Thiel CS7 suonavano abbastanza da minidiffusore, che in quel contesto non è un complimento.

Il suono dell'impianto residente in confronto sembra essere moooolto piu aperto(che con il 23 come finale e cavi Cardas è tutto dire), la acena totalmente svincolata dalle casse, con una profondita inusitata e il suono che si sparge per tutta la stanza senza limiti di sorta.

Il basso è granitico e di uno scolpito da primato, si riescono a contate precisamente tutte le note suonate(anche i 16hz).

Nelle percussioni finalmente si ascolta il suono della cassa e delle bacchette che picchiano sopra, mentre prima si percepivano solamente le pelli delle stesse.

Idem per il pianoforte, ora si sentono i martelletti sulle corde, prima solamente si intuiva la cassa risonante del piano.

Le voci, soprattutto quella di Mina, potente come poce altre, con l'integrato sembra avere un abbassamento di voce e che ti stia sussurrando per non affaticarsi, mentre con il riferimento gli si contano le corde vocali e si sente tutta la sua potenza e dinamica.

Detto questo, il paragone è stato fatto con un impianto che ha delle elettroniche che costano quasi dieci volte quello in prova, ma se dovessi scegliere, mi prenderei allo stesso prezzo un 23 e con un dac con il volume integrato, forse vivrei bene lo stesso e forse meglio. Bisogna mettere in conto che uno è nuovo e l'altro usato, questo pero fa parte delle scelte personali.

 

 

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Renato Bovello

È risaputo che il 23 vada molto bene con le Thiel . Il “ problema “ è che va bene solo con quelle casse . Parliamo dell’ampli forse  più scuro del mondo . Si tratta di un finale fortemente  caratterizzato che , per carità , può piacere , non  sto dicendo il contrario. Non venitemi però a parlare di neutralità e portarmi , come esempio , il 23 . Di sicuro non è un finale che si abbina bene con tutto . Questo è certo . Poi , che HSA possa non piacere a tutti fa parte del gioco . Io non amo McIntosh , alcuni Accuphase , alcuni Gryphon, alcuni Arc, alcuni Pass e tanto altro ancora . Direi che …. ci sta come direbbero i giovani 😀

  • Melius 1
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22 minuti fa, ItaliAcoustic ha scritto:

Questa frase necessita di un approfondimento.

Stavolta non si tratta di un approfondimento tecnico, ma psicologico.
 

Ci sono tanti motivi per cui si fanno le demo. 

Il principale è quello di farsi conoscere, e questo è ciò che vede un appassionato nei confronti di un prodotto nuovo.

Ma ce n'è un altro, che riguarda chi fa le demo, ed è quasi altrettanto importante: conoscere la platea.

La platea è davvero variegata. E difficile.

Eppure in tutta questa difficoltà c'è qualcosa di straordinario, a volerlo cogliere: si può sapere in anticipo chi mostrerà gradimento per un prodotto e chi no. Prima ancora della prova.

Si comincia dall'atteggiamento, dalla stretta di mano: il vero curioso ti guarda negli occhi e mostra attenzione. Fa domande.



Altri no, sono sfuggenti, da subito. Fanno affermazioni, e anche se gli rispondi che non è come affermano, sembrano conoscere il prodotto meglio di chi l'ha progettato e realizzato.

Poi c'è la visione dell'apparecchio. Il vero curioso si sofferma, osserva, analizza. Qualcuno ci è stato oltre 10 minuti a osservare ogni particolare.

Altri no: anche se gli dai in mano l'oggetto (qui puoi farlo perché è leggero) non perdono nemmeno 5 secondi ad osservarlo, lo poggiano subito via, come se fosse un istrice. Non hanno bisogno di osservarlo, sanno già cosa pensare.

E poi l'ascolto. Il vero curioso si siede in prima fila, prende posto davanti ai diffusori, ascolta in silenzio, soppesa ogni nota, ogni sfumatura, ogni suono. Aspetta a lungo prima di dare un giudizio.


Altri no: si mettono dietro, in fondo, e spesso, spessissimo, parlando di continuo e sfornando più sentenze che silenzi.

Li trovi a braccia conserte, o al telefono, o altro.

Insomma tutto questo non ha nulla a che vedere con la tecnica, con il suono. Si tratta di altro.

Precisato questo, ogni considerazione personale va rispettata.

E sono a ringraziare, in ogni caso, per l'attenzione.

È quello che normalmente accade in una dimostrazione di un qualunque prodotto.

 

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