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Guerra in Ucraina: monitoraggio e analisi situazione sul terreno [thread unico]


Messaggi raccomandati

 

da aggiungere la distruzione in Crimea di un importantissimo complesso radar molto tecnologico con sistema antimissile annesso

FONTE1 - Ukrainians Liquidate Five Enemy Buk SAMs At Once in 1 HIMARS Strike 

FONTE2 - Ruzzian Army Lost Air Defence and Main Radar in Crimea.

per la serie : al peggio non c'è mai fine

il cardinale Zuppi, che inzuppa a destra e a manca, a Pechino e a Mosca, rientrato da Pechino dichiara: "contento di esser stato preso per i fondelli" ---- RETTIFICA, dichiara : "c'è stata grande attenzione da parte del governo cinese che ha discusso con l'inviato per l'Ucraina"

ma quale inviato per l'Ucraina? al massimo inviato per la Russia se proprio non si vuol dire inviato per lo stato vaticano; sono poi seguite parole al miele rivolte al  diplomatico pacifista ministro degli esteri della Federazione Russaiskull.gif.40166227e060e667c46a04980d1a70df.gif

 

TERIBBILI le parole pronunciate alla fine, copio/incollo, altrimenti pensate che le ho inventate io

conclude il card. Zuppi, "la palla non è solo nel campo ucraino. Devono giocare tutti. L'Ucraina ha già giocato e ha presentato anche le sue proposte. In realtà per la pace devono giocare tutti quanti".
il gioco giocato dall'Ucraina quale sarebbe? farsi massacrare, invadere, torturare, stuprare, annientare, subire crimini di guerra e contro l'umanita? e siccome questo gioco l'ha già giocato gli viene tolta la possibilità di giocare nella diplomazia? un gioco che solo gli altri possono fare? anche chi non c'entra na' fava o che deve pagare i crimini commessi?

.

l'inviato del patriarca orto-d'osso Kirillo-birillo avrebbe usato parole meno sataniche, meno diaboliche, meno infernali, meno blasfeme, meno demoniache, meno mefistofeliche . . . . . . . . . 

 

Ore 19:47 - Russia, soldatessa incinta condannata a 6 anni per diserzione 

Una soldatessa russa incinta, già madre di un bimbo di 5 anni, è stata condannata a sei anni di carcere con l’accusa di diserzione per non essersi presentata all’ufficio di leva al momento della mobilitazione parziale dello scorso settembre. Il caso, riportato dal quotidiano russo Kommersant, è il primo di una donna accusata di questo reato. Comparsa davanti al tribunale militare di Vladikavkaz, la caporale Madina Kabaloyeva ha spiegato che il servizio medico della sua unità aveva raccomandato l’aspettattiva durante la gravidanza e quindi riteneva che il comando ne fosse informato. Ma la procura militare ha risposto che la donna ha continuato a percepire le indennità militari e non si è dimessa. Dato la sua condizione di madre, l’esecuzione della condanna della soldatessa è stata rinviata al 2032. I legali della donna hanno annunciato un ricorso in appello.

https://www.nytimes.com/2023/09/18/world/europe/ukraine-missile-kostiantynivka-market.html
 

Le prove suggeriscono che il missile ucraino ha causato una tragedia del mercato

I resoconti dei testimoni e un'analisi di frammenti di video e armi suggeriscono che un missile ucraino non è riuscito a colpire il suo obiettivo previsto ed è atterrato in una strada vivace, con conseguenze devastanti.


Per il New York Times, l'analisi di frammenti del missile, immagini satellitari, resoconti di testimoni e post sui social media suggerisce che a colpire il mercato di Kostyantinivka lo scorso 6 settembre sia stato un missile ucraino che non è riuscito a colpire il bersaglio previsto ed è atterrato in una strada trafficata, con conseguenze devastanti. Il NYT è la prima voce autorevole in Occidente a rovesciare la tesi divulgata da Zelensky e accreditata immediatamente senza verifiche da tutti i media, secondo cui la strage sarebbe stata causata da un "raid russo".

"L’attacco missilistico del 6 settembre su Kostiantynivka, nell’Ucraina orientale, è stato uno dei più letali avvenuti nel paese negli ultimi mesi, uccidendo almeno 15 civili e ferendone più di 30 altri. Il carico di frammenti metallici trasportato dal missile ha colpito un mercato, perforando finestre e muri e ferendo alcune vittime in modo irriconoscibile. 
Meno di due ore dopo, il presidente Volodymyr Zelensky ha accusato i “terroristi” russi dell’attacco e molte testate giornalistiche lo hanno ripreso. [...] Le prove raccolte e analizzate dal New York Times, inclusi frammenti di missili, immagini satellitari, resoconti di testimoni e post sui social media, suggeriscono fortemente che l’attacco catastrofico sia stato il risultato di un missile di difesa aerea ucraino errante, lanciato da un sistema di lancio Buk. Sembra che l'attacco sia stato un tragico incidente. Gli esperti di difesa aerea affermano che missili come quello lanciato sul mercato possono andare fuori rotta per una serie di ragioni, tra cui un malfunzionamento elettronico o un'aletta di guida danneggiata o tranciata al momento del lancio". 

@claravox quando si fa giornalismo d'accatto negli studi tv, o leggendo come noi le notizie su internet, quando non si tengono distinti fatti da opinioni questo succede, che si scrivono falsità e si fanno giornali imbarazzanti come spesso rivela il livello medio dei giornali italiani.

L'ho già detto in questo 3ad: le uniche fonti giornalistiche serie sono le pochissimi indipendenti, quelle dei reporter non embedded sui terreni di battaglia, e quelle della BBC, della CNN e dei due grandi giornali americani (New York Times e Washington Post) che hanno dei giornalisti seri e professionali.

2 ore fa, claravox ha scritto:

sia stato un missile ucraino che non è riuscito a colpire il bersaglio previsto ed è atterrato in una strada trafficata, con conseguenze devastanti.

"non è riuscito a colpire il bersaglio previsto"  e la strage conseguente è una notizia e come tale va data e biasimata.

ma se nel contempo si ignorano, si tacciono, si smentiscono le migliaia e migliaia di programmate e reiterate stragi più gravi (ospedali, scuole, asili, piazze, supermercati, palazzi residenziali, stazioni ferroviarie civili e tanti altri obiettivi strettamente civili) operate delle forze armate russe  in un paese invaso,,,, come andrebbe definito l'individuo che agisce in siffatta maniera?

nel caso fosse un agente dei servizi segreti russi, vuol dire che (semplicemente) è ligio ai compiti assegnatogli, ma . . . .

Non mi stancherò mai di dirlo: non esistono buoni e cattivi.


Otto anni di conflitto in Donbass. La guerra invisibile

La guerra in Ucraina non è scoppiata il 24 febbraio 2022, ma il 20 febbraio 2014. Prima l'annessione della Crimea, poi l'insurrezione dei separatisti filo-russi nel Donbass hanno provocato un conflitto con migliaia di vittime e quasi due milioni di profughi. Un ripasso di questi otto anni è indspensabile per comprendere perché si combatte ora.

La guerra in Ucraina non è scoppiata il 24 febbraio 2022, ma il 20 febbraio 2014, quando la guarnigione russa della base di Sebastopoli è uscita dalle caserme ed è entrata in territorio ucraino in Crimea. La successiva occupazione della penisola, rivendicata dalla Russia e la sua annessione, mai riconosciuta dalla comunità internazionale, hanno dato il via ad un processo di insurrezione e contro-insurrezione nelle regioni meridionali e orientali, all’origine della guerra del Donbass. Di questo conflitto, “a bassa intensità” che ha provocato fino a 16mila morti, secondo le stime peggiori e quasi due milioni di profughi, in Europa si è parlato pochissimo. Ma è fondamentale per comprendere lo spirito con cui combattono le due parti in conflitto.

Tutto parte dalle opposte interpretazioni della sollevazione del Maidan (21 novembre 2013-23 febbraio 2014), che si concluse con la fuga del presidente Janukovic, filo-russo. Per gli ucraini era una “rivoluzione per la dignità e l’indipendenza”, ma per i russi e russofoni d’Ucraina era un “golpe” istigato dall’Occidente.

Il 23 febbraio 2014, due giorni dopo la fuga di Janukovicdall’Ucraina, i filo-russi di Sebastopoli proclamarono la loro secessione dall’Ucraina, nominarono un nuovo “sindaco del popolo”, Alexei Chalij e chiesero l’intervento armato della Russia. Il 27 febbraio, soldati russi senza insegne (inizialmente vennero considerati separatisti locali, ma Putin stesso poi ammise, a posteriori, che si trattava di truppe regolari) occuparono tutti i punti chiave della Crimea. Il 16 marzo, organizzato dalle nuove autorità e senza la presenza di alcun osservatore internazionale riconosciuto. Il 95,3%, una maggioranza “bulgara”, votò per la separazione, spianando la strada alla successiva annessione della Crimea alla Russia, tuttora non riconosciuta dalla comunità internazionale.

Dopo la Crimea dilagò l’insurrezione anti-Kiev anche in altre città del Sud e dell’Est. Fra il 6 e il 7 aprile 2014, disordini gravi, come l’occupazione di sedi comunali e regionali da parte di milizie armate, furono condotti da milizie locali. Uno dei leader militari dell’insurrezione nel Donbass, Igor Girkin, era cittadino russo ed ex membro dei servizi segreti di Mosca. Fra gli insorti, poi, vennero anche identificati numerosi membri delle forze separatiste della Crimea. L’insurrezione dell’Est, dunque, fu almeno sostenuta dai russi e per questo la narrazione ufficiale ucraina parla di “invasione” più che di un’insurrezione spontanea. La contro-rivoluzione, nel suo complesso, fallì in sei delle otto regioni in cui scoppiò. Solo Donetsk e Lugansk rimasero nelle mani dei separatisti che, l’11 maggio 2014, proclamarono l’indipendenza a seguito di un altro referendum effettuato dalle autorità separatiste senza la presenza di osservatori internazionali riconosciuti. Contemporaneamente all’inizio delle ostilità nel Donbass, a Odessa, il 2 maggio, si consumò l’ultima tragedia del conflitto civile, con l’insurrezione dei filo-russi che si concluse con la morte di 48 militanti uccisi nel rogo della Casa dei Sindacati. I russi attribuiscono la colpa alle autorità ucraine accusandole di “massacro”, ma queste tuttora parlano invece di “incidente”. La strage di Odessa comunque è un tema che tuttora infiamma il cuore dei russi, non solo in Donbass.

Nella prima fase della guerra del Donbass, che ebbe il culmine fra il giugno e l’agosto del 2014, l’esercito ucraino e i battaglioni di volontari al suo fianco presero lentamente il sopravvento, riconquistando il porto di Mariupol, le città di Sloviansk, Kramatorsk e Debaltseve, arrivando fino alla periferia di Shakhtarsk, sulla strada che collega Donetsk a Lugansk. Il 17 luglio la guerra parve diventare internazionale, quando venne abbattuto il volo di linea MH-17 della Malaysian Airlines, con 298 passeggeri a bordo. Mosca accusò subito l’Ucraina dell’abbattimento, gli ucraini e alcune agenzie di intelligence occidentali dimostrarono però, che il missile Buk con cui era stato distrutto il Boeing, era partito da un territorio controllato dai separatisti. Un’indagine internazionale preliminare condotta dal Joint Investigation Team, nel 2016 è giunta alla stessa conclusione.

La seconda fase iniziò in agosto, quando gli ucraini, in alcuni tratti meridionali del fronte, raggiunsero di nuovo il confine con la Russia. A questo punto, il seguito della storia è ancora oggetto di dibattito. Ufficialmente i russi, dalla metà di agosto, inviarono ai separatisti degli aiuti umanitari, in lunghi convogli di camion. Dopo aver ricevuto questi aiuti, però, i separatisti risultarono molto più addestrati e armati, tanto da riprendere l’offensiva e scacciare l’esercito regolare ucraino, sia dal confine, sia dai salienti più avanzati e vicini alle capitali dei due oblast. Gli ucraini, in questa fase, denunciano di essere stati colpiti a più riprese dall’artiglieria russa che sparava direttamente dal territorio russo. La controffensiva dei separatisti è stata denunciata da Kiev come un’invasione russa dissimulata. E quale prova della partecipazione diretta di Mosca, l’esercito porta numerosi casi di armi pesanti (lanciarazzi e carri armati) appartenenti all’arsenale russo.

La situazione si stabilizzò in settembre, con la riconquista di circa il 50% del territorio degli oblast di Lugansk e Donetsk. La battaglia vera e propria si concluse con gli accordi di Minsk, con la mediazione dell’Osce e la partecipazione diretta di Germania e Francia, il 5 settembre. Fra i 12 punti dell’accordo si stabiliva il riconoscimento dell’integrità territoriale dell’Ucraina in cambio di uno statuto speciale per Lugansk e Donetsk, previo il ritiro delle truppe al di là di una fascia di sicurezza, il tutto monitorato da osservatori dell’Osce. L’accordo saltò in novembre, quando i separatisti, ulteriormente rafforzatisi, sferrarono un nuovo attacco.

In questa ultima fase del conflitto, fra il settembre 2014 e il febbraio 2015, i separatisti assediarono i regolari ucraini nell’aeroporto Sergej Prokofiev di Donetsk e puntarono alla riconquista di Debaltseve, per appiattire il suo saliente e mettere in sicurezza le due capitali del Donbass. L’aeroporto cadde in mani separatiste (e russe) solo il 21 gennaio 2015, dopo quasi quattro mesi di assedio. Entro la prima settimana di febbraio, i separatisti riconquistarono anche Debaltseve ponendo fine a questa fase della controffensiva. L’11 febbraio vennero raggiunti i secondi accordi di Minsk (Minsk 2) che riproponevano lo stesso formato.

I mesi dall’aprile del 2014 al febbraio del 2015 hanno lasciato cicatrici indelebili e creato miti. Una guerra compiuta da milizie irregolari, in un periodo di disfacimento dell’esercito regolare è un ambiente sicuro per criminali. I russi denunciano i bombardamenti indiscriminati, oltre a massacri del Battaglione Azov, formato da volontari di estrema destra non solo ucraini. Gli ucraini denunciano la tortura e l’uccisione di prigionieri da parte dei separatisti, il ritrovamento di fosse comuni piene di corpi dei civili trucidati, i crimini commessi dai volontari ceceni e russi. La guerra ha anche creato miti guerrieri, come la resistenza dell’aeroporto di Donetsk, difeso dai “cyborg” ucraini, tuttora esempio per i militari ucraini che stanno combattendo contro i russi.

Finita la battaglia, comunque, non è mai finita la guerra. L’Ucraina non accettò mai la riforma costituzionale che avrebbe garantito lo statuto speciale alle due nuove repubbliche autoproclamate, perché i separatisti non si sono mai ritirati e i russi non hanno mai ammesso la presenza di loro truppe sul terreno. Dopo l’11 febbraio, il conflitto è stato “congelato”: nessuna operazione militare, ma sporadiche azioni con armi leggere. In alcuni casi, sono entrate in azione anche le artiglierie. Mai si è raggiunta di nuovo la violenza del conflitto del 2014-15. Le repubbliche di Donetsk e Lugansk, governate dai separatisti, sono diventate dei buchi neri della storia d’Europa, come i casi analoghi di Transnistria, Abkhazia e Ossezia, repubbliche riconosciute dalla sola Russia.

Il costo umano di questa guerra invisibile è immenso. Gli ucraini dichiarato 4.641 caduti fra i propri militari, i separatisti dichiarano 5.772 caduti fra i loro miliziani. I civili uccisi sono 3.393 secondo l’Alto Commissariato per i diritti umani delle Nazioni Unite. I profughi del Donbass fuggiti in Russia sono 800mila. Gli sfollati interni in Ucraina circa un milione. Fonti russe parlano di decine di migliaia di vittime civile ed ora, a giustificazione per l’invasione dell’Ucraina, parlano di “genocidio” in Donbass. Tuttavia non è chiaro come mai, per otto anni, la Russia, che è membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, non abbia mai accusato il governo ucraino di genocidio e non abbia chiesto, quantomeno, di aprire un’indagine o di inviare una forza di pace.

 

https://lanuovabq.it/it/otto-anni-di-conflitto-in-donbass-la-guerra-invisibile

 

 

 

  • Thanks 1

qualcuno sa dirmi chi è capace di scrivere una simile schifezza? e che livello (sottolavello) culturale ha?

(l'ho visto segnalato da qualcuno che lo prendeva per i fondelli, non seguo intelligenze da scaldabagno)

"Senza la Nato, gli ucraini vivrebbero con i territori che avevano.

Grazie alla Nato, muoiono per riconquistare i territori perduti.

La Nato è stata la più grande sciagura della storia dell'Ucraina.

Nato?

No grazie, meglio una martellata su un piede.

Meglio una cavalletta gigante nel cono gelato.

Meglio una gomma in un fosso.

Meglio una bicicletta che cade nel caffè dal quinto piano.

Meglio Germania-Italia 4 a 0.

Meglio un elicottero che atterra nella zuppa di fagioli.

Meglio un articolo di Aldo Grasso.

Meglio un'analisi (s)geopolitica di Luciano Fontana.

Meglio incontrare la faccia sorridente di Maurizio Molinari al bar quando pensavi che la vita ti avesse già tolto tutto e non avesse più motivo di bastonarti ulteriormente.

Non c'è mai fine al peggio, ma, quando il peggio finisce, inizia la Nato, locusta dell'umanità."

 

1 ora fa, claravox ha scritto:

 Meglio non conoscere la realtà storica: fa male riflettere sui fatti, meglio ascoltare i soliti canali informativi e credere che le cose siano semplici semplici, e che i morti "prima di una certa data" siano diversi dai morti "dopo una certa data" ...

Brutta faccenda, in generale ...

E pensare che si taccia di cinismo coloro che pensano alla loro bolletta del gas....chissà quando mai si comprenderà che tutto ciò è mosso dal cinismo degli interessi,del potere,degli equilibri geopolici ed economici,e che gli stessi che muovono le fila se ne fottono altamente dei morti in guerra,dei disperati che tutto con la guerra avran perduto,così come se ne fottono di chi non può pagare le bollette, a volte è sufficiente istruire un burattino ad ammonire "volete la pace o l'aria condizionata?".....we are a peerla.

  • Melius 2

manco nei peggiori cessi di Caracas

 

=A= Il Cremlino ha ordinato ai media di stato di non riferirsi mai a Volodymyr Zelensky come "presidente dell'Ucraina". Lo rivela il sito indipendente russo Holod, rilanciato da Moscow Times. La direttiva, rivelano fonti anonime, ha provocato "un'ondata di indignazione" nelle redazioni con "minacce di dimissioni". Le istruzioni inviate a televisioni e siti online dei media di stato invitano ad usare l'espressione "il regime di Zelensky" o di chiamare il presidente ucraino solo per nome, senza aggiungere il suo titolo.

=B= "Un altro tour di Zelensky è previsto nel prossimo futuro. Ora è diretto negli Stati Uniti. I media riferiscono che è previsto il suo incontro con Biden e sono attesi altri incontri al Congresso. È ovvio che il tossicodipendente di Kiev, un mendicante in ogni senso della parola, chiederà ancora una volta denaro ai suoi padroni americani e, di conseguenza, armi". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, mica una nullità psicolabile come un orsetto nostalgico delle alture caucasiche

.

ai fautori di colloqui per la pace: ma siete veramente convinti che i tizi di Mosca si siederanno mai ad un tavolo con uno che non solo non è presidente nazisticoso dell'Ucraina, ma un miserabile mendicante tossicodipendente di non si quale quartiere si kijv?

10 ore fa, artepaint ha scritto:

ai fautori di colloqui per la pace: ma siete veramente convinti che i tizi di Mosca si siederanno mai ad un tavolo con uno che non solo non è presidente nazisticoso dell'Ucraina


Zelensky firma il decreto: "Impossibile negoziare con la Russia"

Decisione presa il 30 settembre dal Consiglio della Difesa

 

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha ratificato la decisione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale del 30 settembre in cui si afferma l'impossibilità di negoziare con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e la necessità di rafforzare la capacità di difesa dell'Ucraina.


    Tenendo conto dei risultati della riunione si è "affermata l'impossibilità di intrattenere negoziati con il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin".

Lo riporta Ukrainska Pravda.

 

4 Ottobre 2022

https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2022/10/04/zelensky-firma-decreto-impossibile-negoziare-con-russia_9afaf20b-d15f-460a-a9c4-b964de098b2b.html

 

 

 

jurrassikke news .... e te ce t'attakki

anche col passato Hitler non ci abbiamo negoziato, dove sta la strabilierarietà?

ovviamente con la FEDERAZIONE RUSSA occorrerà fare e si faranno le necessarie trattative.

______________________________________________________________________________________

news dal campo:

sospeso un'ora fa il traffico sul ponte che collega Russia con Crimea . . .  ma che strano!

portavoce di Putin e portavoce di Lavrov  si azzuffano tra loro

mentre la seconda insulta (tossicodipendente accattone) un presidente estero, il primo dice che mai si può insultare un presidente altrui e il suo BOSS non lo farebbe mai, al contrario di Biden che ha definito dittatore il suo capo-narcos, praticamente un vezzeggiandolo, visto la sfilza di crimini, a partire da quelli contro le popolazioni russe




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