GianGastone II Inviato 7 Maggio 2021 Inviato 7 Maggio 2021 2 ore fa, Jackhomo ha scritto: ..dirlo di una dirigenza che ha vinto 9 scudetti di fila ci vuole coraggio...se non arrivi dalla luna presumi che tu avresti fatto di meglio che ha nevigato tra furti e mancanza di concorrenza, vedi cosa ha ottenuto in Europa se non figure di palta.
Jackhomo Inviato 7 Maggio 2021 Autore Inviato 7 Maggio 2021 6 ore fa, GianGastone II ha scritto: che ha nevigato tra furti e mancanza di concorrenza, vedi cosa ha ottenuto in Europa se non figure di palta. negli ultimi 10 anni nelle coppe quale squadra italiana ha fatto meglio ? 🙄
GianGastone II Inviato 7 Maggio 2021 Inviato 7 Maggio 2021 @Jackhomo Considerando zero vittorie e nel calcio il secondo non e' annoverato trai te le conclusioni. Dura in Europa non giocare in 14...
landrupp Inviato 7 Maggio 2021 Inviato 7 Maggio 2021 certo che alcuni sono proprio sprecati a stare qui, costretti ad esprimere il proprio genio in un forum e non dalla cattedra del corso allenatori "Uefa Pro" a Coverciano...Dal che si deduce che nelle dirigenze delle squadre italiane evidentemente non ci sono audiofili, sennò altro che andare in giro per il mondo: lo scouting lo potrebbero fare qui dentro stando comodamente seduti sul divano di casa e al contempo imparare a dirigere aziende da milioni di fatturato...😆😉😁 scudi, coppe e supercoppe buttate al vento ogni anno, pensa te che fessi🤦♂️
OLIVER10 Inviato 7 Maggio 2021 Inviato 7 Maggio 2021 LA SCARSEZZA DEL CALCIO ITALIANO (Presa da fb ma condivido tutto) L'Italia del calcio non festeggia in campo internazionale dal dicembre 2010, quando l'Inter di Rafa Benitez si laureò campione del mondo ad Abu Dhabi contro i congolesi del Mazembe. Da allora sono trascorsi oltre dieci anni e le squadre italiane hanno raccolto "zeru tituli", per ribadire meglio il concetto. L'ultima Champions League alzata da un capitano di una formazione italiana risale al 22 maggio 2010. Al Santiago Bernabeu di Madrid l'Inter sconfisse 2-0 il Bayern Monaco grazie alla splendida doppietta di Diego Milito, il Principe. Poi hanno vinto il fantastico Barcellona (due volte), l'outsider Chelsea, il solido Bayern Monaco (due successi), la corazzata Real Madrid (quattro successi) e il magico Liverpool. In Europa League stessa litania. Addirittura il trionfo italiano si perde nella notte dei tempi e fu per merito del Parma di Alberto Malesani, vincitore nella finalissima di Mosca del 12 maggio 1999 contro l'Olimpique Marsiglia. Poi solo l'Inter è approdata in finale, ma si arrese l'anno scorso al cospetto dello specialista Siviglia (gli spagnoli a Colonia vinsero per la sesta volta). A livello di nazionali registriamo altre batoste. La Nazionale maggiore si è letteralmente fermata nella magica notte mondiale di Berlino 2006. Poi gli Azzurri hanno racimolato in Coppa del Mondo due eliminazioni al primo turno (2010 e 2014) e l'esclusione dalla fase finale dopo 60 anni (Russia 2018). L'argento europeo del 2012 e il bronzo nella Confederations Cup del 2013, entrambi con il ct Cesare Prandelli, sono veramente poca cosa. L'Under 21, fiore all'occhiello della FIGC nei dorati anni '90, non si impone in Europa dal 2004 e non raggiunge una qualificazione olimpica dal 2008. Infine ultimo giocatore italiano a vincere il Pallone d'Oro è stato Fabio Cannavaro nel 2006. Il magro bottino internazionale mette in risalto la regressione della Serie A, campionato ridotto ai minimi storici. Prima sbarcavano fior di campioni anche in formazioni che lottavano per la salvezza. Adesso i due dioscuri stagionati, Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic, sono i migliori giocatori sulla piazza. Il dato riflette la mancanza di fiducia di osservatori, dirigenti ed allenatori verso i giovani e non esiste più la programmazione a lunga gittata. Sopravvive la desolante retorica del campionato italiano inteso come il più equilibrato, il più difficile, il più tattico. È falso: la Serie A manca di intensità, di velocità e di personalità, tutti fattori evidenziati nelle premature eliminazioni dei club del Bel Paese nelle coppe europee. Un esempio è l'Inter campione d'Italia, dominatrice del torneo, ma bocciata senza attenuati al primo turno di Champions League, addirittura giungendo ultima nel girone. Sarebbe inconcepibile per il Real, il Barça, il Bayern, il City, il PSG e compagnia bella. La solita ipocrisia italiana frena la crescita e lo sviluppo del nostro calcio. In ogni ambito si salva chi si evolve, sopravvive la specie più reattiva ai cambiamenti. Ma il calcio italiano non riesce a capirlo. Ci può salvare dal totale naufragio solo la Nazionale di Roberto Mancini. #ScrivoAdEffetto #Sportivamente #Italia #NazionaleItaliana #SerieA 1
domenico80 Inviato 8 Maggio 2021 Inviato 8 Maggio 2021 chissà se qualcuno di questi fenomenali allenatori sarà chiamato a Coverciano a ......... fare il professore come qualcuno si chiedeva dei forumisti
maurodg65 Inviato 8 Maggio 2021 Inviato 8 Maggio 2021 21 ore fa, OLIVER10 ha scritto: L'Italia del calcio non festeggia in campo internazionale dal dicembre 2010, quando l'Inter di Rafa Benitez si laureò campione del mondo ad Abu Dhabi contro i congolesi del Mazembe. 🤣 …ok va bene tutto ma questa non si può leggere. 21 ore fa, OLIVER10 ha scritto: L'ultima Champions League alzata da un capitano di una formazione italiana risale al 22 maggio 2010. 21 ore fa, OLIVER10 ha scritto: Poi solo l'Inter è approdata in finale, ma si arrese l'anno scorso al cospetto dello specialista Siviglia (gli spagnoli a Colonia vinsero per la sesta volta). Nel periodo indicato, gli ultimi dieci anni la Juventus ha giocato due finali di CL, un po’ più complesse e difficili da raggiungere della finale della competizione minore, le ha perse entrambe anche se in una, nella prima, è andata vicina a vincere, nello stesso periodo la squadra è arrivata quasi sempre ai quarti o alle semifinali, anche la Roma ha sfiorato la finale che avrebbe meritato per il gioco espesso, l’analisi sul gioco può essere condivisibile ed in grossa parte lo è, ma non puoi partire delle vittorie per sancire che a non andare sia soltanto il gioco, l’analisi deve partire da tutti gli aspetti e non è un caso ad esempio che le “prime della classe” in CL siano sempre i top club, quelli con i campioni strapagati nelle loro fila e fatturati da un miliardo di euro o giù di lì. Poi la Premier è là Premier certamente anche per i miliardi che incassa, ma anche e soprattutto per la mentalità dei tifosi che non accettano la vittoria se non accompagnata da un gioco offensivo e dalla carica agonistica per 90’, da noi se perdi ti crocifiggono sempre e comunque, non c’è ne il tempo e neppure la voglia di aspettare.
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