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Auto elettrica: tutto su modelli, test su strada, ricariche, autonomia, consumi, qualità percepita, design.


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10 ore fa, Jack ha scritto:

@criMan ma veramente ti interessano ste minckhyate simil-nazionaliste? ma dai, non ci credo 😁

Sono aziende, servono a far profitti e stipendi soddisfacendo bisogni degli individui.

Alcune ci riescono e vivono, altre no e soccombono. né più né meno di qualsiasi business industrial finanziario sul mercato. 

Fossero almeno del settore life science potrei anche capire, c’è anche un contenuto etico, ma l’automotive soddisfa bisogni materiale, qualche volta anche poco auspicabili…

mo’ facciamo il tifo come fossero la juve e il milan 😀😀

si si capisco che vuoi dire.

Non hai torto , sopratutto se vediamo la cosa dal pdv del consumatore.

Ma qui c'e' in gioco molto di piu'. 

E' una sorta di guerra ibrida tra Europei , Cinesi e Americani.

Siccome a me piace pensare ad un Europa in cui si possa scegliere il prodotto europeo e quello cinese, tifo perche' le aziende europee riescano a sopravvivere.

Perche' tra 10 anni non debba per forza comprarmi un clone di una Chery ma pure quello che sara' rimasto di una Skoda.

 

 

@criMan o il prodotto giapponese, giusto?

—-

 

La Toyota Yaris Hybrid attuale (quarta generazione) per il mercato europeo viene prodotta principalmente in due stabilimenti:

1. Valenciennes (Francia): È lo stabilimento storico (TMMF - Toyota Motor Manufacturing France) che produce la Yaris fin dal 2001. Qui viene assemblata sia la Yaris standard che la versione Yaris Cross.

2. Kolín (Repubblica Ceca): Dal 2021, lo stabilimento TMMCZ è diventato il secondo polo produttivo europeo per la Yaris Hybrid. Questa fabbrica è stata introdotta per soddisfare l'alta domanda del modello e per produrre anche la più piccola Aygo X (con cui la Yaris condivide la piattaforma GA-B).

Dove arrivano i componenti?

Sebbene l'assemblaggio finale avvenga in Francia e Repubblica Ceca, il "cuore" ibrido è prodotto in Polonia:

• Nello stabilimento di Wałbrzych vengono prodotte le trasmissioni ibride e i motori elettrici.

• Nello stabilimento di Jelcz-Laskowice viene prodotto il motore a benzina da 1.5 litri (ciclo Atkinson) che fa parte del sistema ibrido.

In sintesi: La Yaris è un prodotto quasi interamente "Made in EU", con una forte collaborazione tra Francia, Repubblica Ceca e Polonia.

😂😂

io continuerò a comperare quello che per i miei soldi mi sembra il meglio, venisse anche da marte, come ho sempre fatto… ma probabilmente sarà un viaggio alla volta su un una robocar

 

21 minuti fa, Jack ha scritto:

@criMan o il prodotto giapponese, giusto?

—-

La Toyota Yaris Hybrid attuale (quarta generazione) per il mercato europeo viene prodotta principalmente in due stabilimenti:

1. Valenciennes (Francia): È lo stabilimento storico (TMMF - Toyota Motor Manufacturing France) che produce la Yaris fin dal 2001. Qui viene assemblata sia la Yaris standard che la versione Yaris Cross.

2. Kolín (Repubblica Ceca): Dal 2021, lo stabilimento TMMCZ è diventato il secondo polo produttivo europeo per la Yaris Hybrid. Questa fabbrica è stata introdotta per soddisfare l'alta domanda del modello e per produrre anche la più piccola Aygo X (con cui la Yaris condivide la piattaforma GA-B).

Dove arrivano i componenti?

Sebbene l'assemblaggio finale avvenga in Francia e Repubblica Ceca, il "cuore" ibrido è prodotto in Polonia:

• Nello stabilimento di Wałbrzych vengono prodotte le trasmissioni ibride e i motori elettrici.

• Nello stabilimento di Jelcz-Laskowice viene prodotto il motore a benzina da 1.5 litri (ciclo Atkinson) che fa parte del sistema ibrido.

In sintesi: La Yaris è un prodotto quasi interamente "Made in EU", con una forte collaborazione tra Francia, Repubblica Ceca e Polonia.

😂😂

io continuerò a comperare quello che per i miei soldi mi sembra il meglio, venisse anche da marte, come ho sempre fatto… ma probabilmente sarà un viaggio alla volta su un una robocar

Capisco quello che scrivi e non e' sbagliato. Oggi l'automotive e' un settore molto poco , perdonami il termine,

nazionalistico;

le aziende non producono tutto in house ma tuttavia e' sempre un prodotto che e' fortemente caratterizzato dal marchio che lo produce con il suo design , R&D , affidabilita'.

 

Nella Yaris europea c'e' tecnologia Giapponese nel prodotto (non tutto il prodotto siamo d'accordo), capitolati di costruzione giapponesi, selezione dei fornitori , design giapponese.

Che e' diverso da una cinese e una europea.

Il motivo per cui non avrai mai una Yaris con un 1.2 puretech con cinghia a bagnomaria nell'olio per dire.

Per cui preferisco sempre avere piu' scelta di marchi che meno scelta di marchi automobilistici.
 

shoegazer_82

per tutte le multinazionali vale il motto ubi pecunia, ibi patria, e non ci mancano gli esempi in Italia, si è visto quanto c'ha messo Elkann a trasferire la gloriosa storica holding torinese in Olanda; sono piuttosto confidente nell'assicurarti che una tedesca la potrai sempre comprare, al massimo ripieghi sulla Lamborghini, che da quando è del gruppo VW mi risulta abbia fatto un modesto x100  a livello di revenue (da 38milioni a oltre 3 miliardi), direi che i crucchi qualcosa ci capiscono di automotive

 

 

 

 

  • Thanks 1
7 ore fa, criMan ha scritto:

Per cui preferisco sempre avere piu' scelta di marchi che meno scelta di marchi automobilistici.

e in che modo ce l’avresti (più scelta) tifando per un gruppo geografico in particolare? tipo i marchi EU?

11 minuti fa, Jack ha scritto:

e in che modo ce l’avresti (più scelta) tifando per un gruppo geografico in particolare? tipo i marchi EU?

Mi pare una domanda troppo sciocca. Mi stai perculando. 

Anche perche' le risposte ce le siamo dati piu' e piu' volte.

 

 

 

Giu_seppe

Visto che siamo nella stagione fredda condivido un'articolo sul tema del decadimento dell'autonomia alle basse temperature.

Da notare che i veicoli elettrici cinesi ormai dominano tutte le classifiche, che siano di autonomia, prestazioni o sicurezza (test euro NCAP). In questo test ci sono anche  alcune europee con risultati deludenti. 

 

autonomifreddo.thumb.jpg.9d6935bed634452c375d7d30efa65244.jpg

1 ora fa, criMan ha scritto:

Mi pare una domanda troppo sciocca. Mi stai perculando. 

Anche perche' le risposte ce le siamo dati piu' e piu' volte.

ma no perché? semplicemente non capisco che scopo concreto ci sia nel fare il tifo, o meglio, ad avere preferenze legate ad alla semplice (presunta) provenienza del produttore di un bene che mi serve e, quindi, voglio acquistare.

Volevo dire questo. Ma se ti senti perculato non so che dire, posso anche scusarmi ma non ho questa intenzione, a che pro?

@Giu_seppe se interessa… la nostra EX30 sullo stesso, ricorrente, percorso di 140km, 40+10+80+10km - statale, città, autostrada passa da 15-17 kWh 100km in estate a 18-20kWh in inverno.

  • Thanks 1

@Amedeo.R. ma chi te l’ha detta sta fantasia?

in Svezia la stragrande maggioranza delle case sono riscaldate con pompe di calore.

In norvegia ormai siamo al 100% di auto elettriche. Fa più caldo in svezia che sulle ns montagne a gennaio? 

In questo momento ho -6 fuori e con la PdC - scelta, dimensionata e integrata da me medesimo me stesso - sto una bellezza. Potrebbe andare anche a -15 che mi fa un baffo. 

Anzi scendesse ancora un po’ ci sarebbe così poca umidità che mi evita anche un po’ di sbrinamenti

1 ora fa, Jack ha scritto:

@Amedeo.R. ma chi te l’ha detta sta fantasia?

in Svezia la stragrande maggioranza delle case sono riscaldate con pompe di calore.

In norvegia ormai siamo al 100% di auto elettriche. Fa più caldo in svezia che sulle ns montagne a gennaio? 

In questo momento ho -6 fuori e con la PdC - scelta, dimensionata e integrata da me medesimo me stesso - sto una bellezza. Potrebbe andare anche a -15 che mi fa un baffo. 

Anzi scendesse ancora un po’ ci sarebbe così poca umidità che mi evita anche un po’ di sbrinamenti

 

 

Ti rispondo punto per punto anche se alcune risposte te le avevo già date in altra sede. 

 

1)

-In Svezia per il riscaldamento, usano generalmente pompe di calore geotermiche ed in queste solo la sonda è fuori, il resto è tutto dentro. 

-aria-acqua hanno specifiche, refrigeranti e cicli differenti dalle nostre, i funzionamenti ottimizzati fino a -30 gradi, tanto che vengono definite ed anche commercializzate come pompe di calore nordiche. 

Le aria-aria sono poco diffuse.

I compressori restano generalmente dentro casa, solo lo scambiatore è fuori e questo fa tanto, in italia il compressore viene piazzato quasi sempre fuori. 

 

2) in Italia nei pesi montani, le caldaie si trovano spesso nei garage, in locali non isolati o addirittura fuori. In queste condizioni il rendimento delle pdp scende. Mantenere un serbatoio esterno con 100-150 o 200 litri di acqua, spesso non è fattibile per spazio o non è conveniente, quelle a metano sono plug&play, hanno un costo iniziale notevolmente più basso, sono molto meno ingombranti ed hanno un rendimento costante anche con freddo intenso intermittente, ma sopratutto non richiedono edifici ben isolati per funzionare al meglio. In molte situazioni, sopratutto nei condomini o in piccole abitazioni restano la scelta migliore per motivi di spazio. E questo te lo avevo già scritto in un altro topic. 

Quando hai una baita o uno chalet in montagna, metti il termocamino, ma quale PdC, ma stiamo scherzando?

Le PdC le metti in strutture nuove, ottimamente isolate, nelle strutture ricettive e comunque sempre in abbinamento al camino.  

 

3) Perchè nei paesi scandinavi usano poco il gas? perchè da loro, l'energia costa molto meno rispetto al gas, hanno un mix energetico con il nucleare che taglia i costi in bolletta, che impatta sulla curva di merito e li dove non c'è il nucleare hanno il geotermico, che essendo una fonte continua h24, stabilizza il rinnovabile comportandosi come il nucleare ed anche questo te lo avevo già scritto. 

 

4) fai confusione tra la percentuale di nuove immatricolazioni e la percentuale di auto elettriche sul totale: in Norvegia solo il 30% delle auto è elettrico, sebbene in alcuni periodi, le BEV hanno raggiunto il 95% delle nuove immatricolazioni. 

Sono concetti ben diversi. 

Perchè si vendono bene le BEV? perchè da loro l'energia elettrica è a buon mercato, perchè la ricarica domestica è diffusisissima e l'auto resta al coperto, hanno avuto massicci e stabili incentivi per decenni. 

Hanno un sistema di allacci elettrici esterni che era già diffusissimo per le auto a combustione, che avevano ed hanno il block heater. Quindi loro, quando lasciano nei parcheggi all'esterno tengono l'auto in temperatura, le batterie non soffrono come da noi. Quando lasci l'auto fuori tutta la notte o sei al lavoro, al ritorno trovi tutto bello caldo e senza aver consumato batteria. 

 

5) Poi sul rendimento pessimo delle batterie al litio delle BEV con il freddo, visto che non mi credi, c'è tanta letteratura a riguardo:

qui addirittura parlano di riduzioni dal 35 al 50% con il freddo, che è poi la stessa esperienza che ho fatto io anche se non ho raggiunto questi valori di picco. 

https://www.mdpi.com/2071-1050/17/10/4259

 

 

 

 

 

 

 

8 ore fa, Amedeo.R. ha scritto:

Ti rispondo punto per punto

Amedé fa il bravo, sei una persona preparata, si è visto chiaramente, complimenti… però impara un po’ (un bel po’) di sintesi che non è posso venire ad un corso ogni volta che devo leggere un  tuo post eh… fa il bravo dai

Tra i modelli importanti per il mercato europeo del 2026 c'e' l'arrivo della nuova VW ID Polo.

Abbiamo gia' detto che i gruppi tedeschi ormai hanno adottato questo naming del prodotto per cui

in sostanza si divide quasi ogni auto in 2 versioni , quella termica (Polo nello specifico) e quella elettrica

(ID Polo nello specifico).

Le premesse sono ottime ;

rispetto al benchmark di riferimento nel segmento B ,ovvero la Renault 5 , c'e' piu' spazio ai posti posteriori (passo di ben 260cm) e un baule finalmente degno di tale nome.

A livello di finiture purtroppo si conferma la scelta di materiali gia' vista sulla nuova T-Roc dove si cerca di dare una parvenza di materiali appaganti alla vista coprendo i plasticoni duri con tessuti. 

Una scappatoia gia' adottata da altri costruttori vedi Toyota. 

L'effetto e' buono , certo e' un ammissione del fatto che non possono piu' darci certi materiali in abitacolo quanto meno per quel che riguarda la plancia ed essere competitivi sul prezzo.

Secondo Quattroruote i listini partiranno da 25000 ma con una batteria molto piccola sui 37kwh utile per un ristretto campo di utilizzo. A spanne avere una batteria del genere con 30kwh effettivi su cui caricare (non possiamo immaginare certo di fare sempre 0% a 100% di ricarica) e sui 6 km con un kwh che e' realistico diciamo che il proprietario avrebbe un autonomia urbano/extraurbano sui 180km. Una seconda auto in famiglia.

Le cose si fanno piu' serie con il taglio da 52kwh e i prezzi saranno intorno ai 30.000 euro.

Ultima nota , dovrebbe rimanere in produzione ancora la vecchia Polo termica ma a prezzi molto alti rispetto ai listini pre 2022.

Per maggiori informazioni

https://www.quattroruote.it/news/nuovi-modelli/2026/01/03/volkswagen_id-_polo_un-occhiata_agli_interni.html

 

 

  • Thanks 1
9 ore fa, Amedeo.R. ha scritto:

qui addirittura parlano di riduzioni dal 35 al 50% con il freddo

sono uscito la scorsa settimana in ebike con 10° , quindi non particolarmente freddo: ho percorso 16-17 km ogni 20% di consumo batteria contro i 24-25 estivi, nonostante sia andato il 10% più lento come velocità media totale sul solito percorso da 60 km su ciclopedonale asfaltata. tutte le batterie al litio evidentemente hanno questo problema.

3 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

sono uscito la scorsa settimana in ebike con 10° , quindi non particolarmente freddo: ho percorso 16-17 km ogni 20% di consumo batteria contro i 24-25 estivi, nonostante sia andato il 10% più lento come velocità media totale sul solito percorso da 60 km su ciclopedonale asfaltata. tutte le batterie al litio evidentemente hanno questo problema.

Dovresti considerare anche il maggior peso dell'abbigliamento e le eventuali abbuffate di fine anno.

Poi in inverno si fanno meno discese ed il consumo medio aumenta.

23 minuti fa, piergiorgio ha scritto:

sono uscito la scorsa settimana in ebike con 10° , quindi non particolarmente freddo: ho percorso 16-17 km ogni 20% di consumo batteria contro i 24-25 estivi, nonostante sia andato il 10% più lento come velocità media totale sul solito percorso da 60 km su ciclopedonale asfaltata. tutte le batterie al litio evidentemente hanno questo problema.

 

 

Chi vive la montagna, fa escursioni, gira in alta quota o va semplicemente a sciare lo sa.

Per le torce con batteria al litio, da usare in tenda o per i rientri, per stare in sicurezza, devi portare almeno il doppio di alimentazione di quello che ti serve, con il ricambio da tenere al caldo, oppure in appositi contenitori. 

Batterie di altissima qualità, come Panasonic, Samsung, Molicel ad alto C, possono lasciarti da un momento all'altro con le temperature rigide, oppure avere durante imprevedibili. All'improvviso la torcia si spegne, cosi come può spegnersi il telefono e penso sia capitato a molti anche andando a sciare per qualche ora. 

Anni fa si usavano le torce HID, con batterie al NiCd e poi NiMh, bene quelle resistevano molto meglio al freddo, però erano ingombranti, pesanti, quindi l'avvento di quelle al litio ha migliorato di molto la vita e le prestazioni, ma ha dei limiti che non si possono negare e vanno tenuti in considerazione. 

 

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