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Amy Winehouse – Back To Black


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3 ore fa, terlino ha scritto:

Molte grazie per averci detto che tu capisci e noi no

Non è che non capite. E che vorreste che facessero le cose come vi pare. Cosa già assurda in assoluto,  ancora di più quando a far certe richieste è un manipolo di attempati audiofili. 

Probabilmente,  al tempo, avreste chiesto a Picasso  di non disegnare i volti tutti storti.

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@senek65  beh, non è un delitto di lesa maestà chiedere (o meglio, auspicare) che i dischi siano registrati come zio comanda. Che poi, con quel popo' di strumentazione che hanno negli studi di registrazione, non ci vorrebbe nulla e molte registrazioni decenti, se non "capolavoro", sono lì a dimostrarlo.... se poi un certo tipo di sound può essere voluto, ok, ma la sciatteria generale in tutti i dischi di un musicista non è indice di scelta artistica, è solo menefreghismo dell'altro (dell'acquirente che compra e paga).

  • Melius 2
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La grandezza di un'artista come Amy è percepibile anche registrandola con lo smartphone, questo nessuno lo ha messo in dubbio. Basta ascoltare la demo di Love Is A Losing Game, da brividi.
Però volendo acquistare una sua registrazione in formato fisico preferisco Frank a Back To Black, per il resto va bene in formato liquido vista la qualità.

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47 minuti fa, senek65 ha scritto:

Non è che non capite. E che vorreste che facessero le cose come vi pare. Cosa già assurda in assoluto,  ancora di più quando a far certe richieste è un manipolo di attempati audiofili. 

Probabilmente,  al tempo, avreste chiesto a Picasso  di non disegnare i volti tutti storti.

Magari noi non abbiamo capito l'intenzione artistica che si cela dietro mediocri registrazioni come quelle della povera Winehouse. Può darsi. Anche i contemporanei di Picasso del resto disertavano le sue mostre cubiste. Però non lo so mica se siamo così scarsi di numero da comporre un manipolo. Secondo me siamo un piccolo esercito, agguerrito. 

Occhio che attempato prima o dopo ci diventi anche tu.

Alberto.

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@senek65

23 minuti fa, senek65 ha scritto:

se non piace non si compra

A me tocca poco nello specifico, perchè Amy Winehouse non mi piace. Ma ci sono tante altre registrazioni che sono proprio sciatte, non credo che si tratti "sempre" di scelta artistica: sono registrazioni fatte per uso "MP3" o per "YouTube", come una volta si usavano le cassette scrause per i boombox... e io, ma sarà sicuramente un mio limite, non riesco a capire, da un preascolto fatto al volo da un MP3 o da YouTube, se una registrazione è buona per le mie orecchie o no... 😉 Abbonarsi a Tidal o Qobuz solo per capire se quel disco merita l'acquisto in supporto fisico... ma anche no.

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analogico_09
3 ore fa, desmo21 ha scritto:

La grandezza di un'artista come Amy è percepibile anche registrandola con lo smartphone, questo nessuno lo ha messo in dubbio. Basta ascoltare la demo di Love Is A Losing Game, da brividi.
Però volendo acquistare una sua registrazione in formato fisico preferisco Frank a Back To Black, per il resto va bene in formato liquido vista la qualità.

 

 

Condivido. Non c'è nulla di male puntare sulle registrazioni migliori, anzi..,  pur'io che c'ho l'anello al naso cerco sempre il meglio audiofonico (non audiofigo...). Il problema è che spesso l'aspetto tecnico del disco (che non è della musica.., come ho già cercato di precisare nell'altro post) diventa preminente e addirittura condizionante, più importante della musica stessa che finisce per essere "usata" come "benzina" per fare andare l'impianto sul quale si concentrano le maggiori attenzioni le migliori libido... Questo è per me il vero guaio:  quando il disco, ovvero la musica, i vari tipi di musica  in essi contenuti, diventano quanto già detto e per di più strumenti per "testare" lo "stereo", la qualità di registrazione di un qualsiasi tipo di supporto musicale. Questo porta a modificare il rapporto che la gente ha con la musica, allo scadimento della qualità della musica stessa che non si rinnova, se non sotto il profilo delle ennemila rimastrizzazioni, riedizioni, ristampe, ronconfezionamenti delle musiche stranote, straconsumate, stradigerite, stravendute che le nuove riedizioni sempre più audiofighe ce le fanno riapparire come nuove mentre sappiamo, nel segreto delle nostre camere e camerette stereofonizzate, che la musica è sempre la stessa e che godiamo invero nell'ascolatre quella sfumatura di basso o di medio altro.., quella scena sonora con il sax spostato leggermente più al cento.., dopo aver pagato pure a prezzi da rapina...

 

Spesso, se non si ha certezza di una perfezione ascoltatoriale discografica audiofila, la quale non potrà mai essere riprodotta HiFidelmente alla musica che nasce dal vivo, dove non nascerà mai una tecnologia capace di compiere il miracolo, si storce la bocca per quanto riguarda la musica, le particolarità, qualità estetica, artistica, espressiva della stessa che traspare anche con registrazioni di buona qualità, secondo gli standard qualitativi mediamente più che soddisfacenti, non solo odierni.., già nei '50, '60, e oltre si registrava  in modo magico! 

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Guarda.... personalmente molti miei ascolti sono molto easy, magari mentre leggo un libro, o lavoro, quindi nessun orecchio clinico in azione. Ma anche così,  back to black, è un pugno al cuore. Sembra sovrainciso, regostrato con un volume troppo alto, che arriva alla distorsione, e pratocamente tutto uguale come dinamica. Se qusta è arte del tecnico del suono, mi arrendo perché non riesco a capirla.

  • Melius 2
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Sarebbe interessante parlare con codesti tecnici di registrazione, ricordo benissimo che 45 anni fa io stavo attentissimo a non andare oltre lo 0 quando registrato i vinili su cassetta, ma anche allora c'era chi era convinto che in auto si sentivano meglio se si superava tranquillamente lo 0

 

 

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oscilloscopio

@terlino  Dipendeva dal livello di saturazione delle cassette. Quelle al ferro dovevano stare entro gli 0 db, le cromo fino a +3 e le metal fino a +6 (in linea di massima) più alto era il livello meno si sentiva il rumore di fondo, se però si esagerava la distorsione ed il taglio sulle alte frequenze era inevitabile.

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Vorrei precisare che non è che sia favorevole a certi tipi di produzione. Alla moda di questo tipo di sound. Ma solo precisare che si tratta di moda, di scelta consapevole.

Al tempo dell'analogico non era certo semplice decidere di registrare alcune parti in uno studio, altre in un altro e semmai missare il tutto ancora altrove. Non era nemmeno facile inserire dell'elettronica nelle produzioni. Non parlo di quando l'elettronica proprio non esisteva, e nemmeno di quando l'elettronica veniva usata per produrre musica, per l'appunto, elettronica. Parlo di quell'elettronica che avrebbe dovuto sostituire la componente umana. Ricordo, se non mi sbaglio o mi confondo, come nelle famose batterie elettroniche Linn, che usavano suoni campionati da batterie reali, ad un certo punto venne introdotta una funzione che inseriva piccole variazioni che dovevano simulare l'inevitabile imperfezione umana.

Poi arrivo il digitale e molto dell'impossibile divenne possibile. Al giorno d'oggi è realmente possibile fare tutto ciò che si vuole: ho assisito personalmente al cambio di una singola vocale , una e al posto di una a, in una registrazione di un cantato. E parlo di cose fatte a livello non professionale. Oggi ci sono dischi praticamente non suonati da nessuno realmente, o solo con piccoli inteventi chessò di chitarra. Oggi si può tutto. Si può, con molta, ma molta più facilità che in passato, registrare alcune take di un'orchestra e fare dei copia incolla delle varie parti per creare una esecuzione , per così dire, perfetta.

Oggi si possono registrare le varie parti di un disco di una moltitudine di studi diversi, fare girare i file via internet e missare altrove senza nessuna "fatica". Per non parlare di dischi con più produttori, ognuno con la sua visione e i suoi suoni.

E' realmente tutto possibile.

Quindi quando sento parlare di incapacità o sciatteria non posso non far rilevare che si tratti di affermazioni false. E' tutto voluto, perfino studiato.

E nonostante tutto io resto dell'idea che sia meglio una buona opera d'arte dal suono non perfetto o che non ci piace, piuttosto che registrazioni straodinarie, semmai costruite ad hoc, ma dal contenuto artistico modesto.

Privarsi delle fantasiche interpretazioni di Marcelle Meyer, solo perchè le registrazioni sono quello che sono, o in ambito pop/rock della meraviglia di un album come Funeral, degli Arcade Fire, che è tutto fuorchè una registrazione perfetta, o altre mille grandi espressioni artistiche non propriamente ben suonanti.

Personalmente detesto , in alcuni album ( come certi dei Beatles) di molti anni fa, la mania di ficcare chessò la chitarrà tutta a destra , la batteria dall'altra parte e alla via così.

Ma porto pazienza e mi godo la musica.

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50 minuti fa, senek65 ha scritto:

E nonostante tutto io resto dell'idea che sia meglio una buona opera d'arte dal suono non perfetto o che non ci piace, piuttosto che registrazioni straodinarie, semmai costruite ad hoc, ma dal contenuto artistico modesto.

Diciamo che questa è una vecchia taccia che viene rivolta storicamente agli audiofili, di concentrarsi sul fatto tecnico e di dimenticare quello artistico. La verità è che nella registrazione sonora, così come in moltissimi altri campi della tecnica, le cose si posso fare bene oppure con i piedi. Farle con i piedi significa alienarsi il sostegno del mondo audiofilo, che sta proprio lì per quello, per segnalare buona musica registrata bene, assolvendo  alla propria funzione di guida ed indirizzo verso la qualità globale, musicale e sonora. L'audiofilo per sua natura è discepolo e promotore di un'arte certamente minore, quella della suono riprodotto di qualità, che tuttavia ha dato e continua a dare esempi di mirabile fattura.

Facciamo il nostro lavoro, tutto qua. E meno male che qualcuno lo fa.

Alberto.

  • Melius 2
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