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Melius Club

La Messa in Si Minore di Bach di riferimento da parte di un "outsider"


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Si se la musica e’ intesa come res.

Se invece si ha una concezione idealistica della musica essa parla al presente sempre.

L’angoscia di un uomo moderno e’ resa piu’ dalla passione secondo Matteo d’ un Mengelberg che da Gardiner.

Discorso che abbiamo fatto mille volte, io sono piu’ aperturista

13 ore fa, garmax1 ha scritto:

Ho notato che nessuno ha menzionato la versione di Harnoncourt /Concentus/Teldec, come mai? Non è da consigliare? 

 

 

L'ho citata io in uno dei primi post, quella "storica" Telefunken che credo preceda quasi tutte quelle eccelse fin qui citate.

Giusto ieri ho riascoltato qualche "numero" per vedere l'effetto che fa a confronto con le più recenti...

E chi lo schioda Harno.., "egli danza" ancora... e forever!

  • Melius 1
4 ore fa, mozarteum ha scritto:

Non e’ che con la leggerezza e frenesia del filologico c’e’ un po’ di carnevale religioso in queste esecuzioni?

 

 

Non è l'approccio filologico in quanto tale, generalizzato, a rendere la Messa in si e altre opere religiose del barocco, "carnevale religioso"; dipende dai singoli interpreti filologi non tutti coperti dalla garanzia del marchio dop...
Nel parlare dell'interpretazione di Kujiken ho sostenuto che, a differenza di quel che mi sembra di ravvisare nell'"ultimo" Gardiner, l'interpretazione del fiammingo sia molto miosurata anche sul piano delle retoriche degi sacri e "patetici"  affetti" che emergono dalla scrittura musicale stessa, nonostante la "teatralità", questione sulla quale mi sono soffermato sopra, insita nell'opera barocca, profana e sacra, presente anche nella più "mistica" delle opere sacre (il sublime Monteverdi, ancor prima dei barocchi, docet...).

Cito me stesso La rappresentazione musicale della "Gloria" di Dio ha da essere fulgida, felice, declamata ad alta voce, ma direttamente da uomo a Dio, senza passare per Broadway... 

o per Viareggio.., aggiungerei... 😉

 

13 ore fa, mozarteum ha scritto:

Ma poi con queste eccellenze servono i confronti? La Cardinale o la Bardot?

 

 

I confronti non servono a stabilire quale siano, tra le somme, le migliori o peggiori interpretazione, ma aiutano non poco ad approfondire le opere, a cogliere le differenze che non fanno il meglio o il peggio bensì la diversità che fa il valore aggiunto. Grazie ai confronti ci giunge inoltre ulteriore conferma di come la musica tutta, pur restando fondamentalmente se stessa, non si ripeta mai nello stesso modo ad ogni nuova, diversa interpretazione.

Non trovo molto utile invece correre bulimicamente dietro a una quantità eccessiva di interpretazioni della grande opera  che contiene già, all'interno della "scrittura", la grande espressione e la grande forma. Mi sembra dispersivo e anche difficile da "digerire" bene...
Il compito del bravo interprete è quello di far emergere tali particolarità esclusive, senza soffocare lo spirito originario dell'invenzione musicale inalienabile, frutto di una chiara la volontà autoriale, mettendo da parte il proprio ego, cosa che non chiede all'interprete di dover rinunciare ad esprimere nel rispetto della partitura la propria personalità interpretativa, anch'essa unica e irripetibile.

  • Melius 1
2 ore fa, Don Giuseppe ha scritto:

Ma rimango convinto che, per quanto straordinarie possano essere, come nel presente caso, alcune interpretazioni a parti reali, questo capolavoro necessiti - per il giusto equilibrio tra strumentazione e cantanti - di essere eseguito con un coro di dimensioni medie o medio-piccole, nell'ordine dei 20-30 elementi.

 

Su questo siamo d'accordo, in termini diversi dicevo le stesse nel parlare nell'altro post delle parti reali, a proposito della Messa in si e delle Passioni, e altre opere che prevedono un doppio coro. 

Nella Messa l'Osanna, a doppio coro, il "rinforzo" corale è d'obbligo... In una rappresentazione della messa di tanti anni fa ero nel coro aggiunto per l'Osanna...

5 ore fa, ClasseA ha scritto:

L'edizione diretta da P. Herreweghe col Collegium Gent immagino sia già stata citata. Mi è piaciuta per equilibrio tra morbidi colori orchestrali d'epoca e clima non eccessivamente festoso/pagano ( e' pur sempre una messa).

Comunque la drammaticità la grandiosità di impianto e l'ampiezza di visione corale delle incisioni non strettamente filologiche rimane non facilmente replicabile.

 Karajan, Yochum, Klemperer, Celibidache ( più intimistico degli altri forse) mi paiono apprezzabilissimi anche dopo le tante edizioni filologiche molto floreali e leggere.

Infine concordo e riprendo quanto detto su W. Christie che esegue la messa, con sonorità belle, ma mi pare che si faccia difficoltà a percepire la visione teocentrica. Sembra quasi una composizione figlia dell'umanesimo e rinascimento.

 

 

Herreweghe merita di essere citato.., non solo per le Passioni per le quali mi sembra sia più conosciuto, anche per la Messa in si credo siano ben centrate le tue osservazioni. 

 

"Ovviamente" non concordo sui Karajan, Yochum, Klemperer, Celibidache.., il disco di Celibidache, direttore che adoro nei repertori a lui congeniali, comprato per "curiosità".., è lì fermo in ibernazione... Vabbene che la musica sacra non deve essere "carnevale religioso" ma neppure diventare tutto un "requiem" con tempi "mortuari"...

19 ore fa, mozarteum ha scritto:

Herrewege dal vivo sentito piu’ volte e’ parecchio noioso. Non lo metterei accanto ai giganti della filologia

Questo è per me motivo di stupore. 

Nei dischi mi pare molto bravo. 

Potresti spiegare meglio, magari anche @Don Giuseppeche ha messo un melius 

C’e’ poco da spiegare. Il disco ha un ascolto piu’ povero del live ed alcuni direttori che brillano in disco (ad esempio Marriner Herrewege, Temnesdedt ed altri) sentiti dal vivo piu’ volte sono apparsi piu’ “piatti”.

Altri direttori che in disco perdono sono invece superlativi dal vivo (Pretre, lo stesso Petrenko, l’ultimo Giulini, Kleiber naturalmente in misura diversa: ma chi ha sentito la settima di Kleiber dal vivo non la ritrova in disco).

Per i cantanti la cosa e’ ancora piu’ evidente. In disco una Netrebko ha lo stesso volume d’una Garanca, dal vivo e’ il doppio.

Ecco perche’ la vera musica e’ solo quella dal vivo soprattutto quando ci sono di mezzo orchestra e voci.

@garmax1 anch'io trovo noioso Herreweghe su Bach: piuttosto monocorde, anche se tecnicamente impeccabile. Grande correttezza, ma mai lampi di genio. Ad esempio, l'unico CD suo che posseggo (il doppio con le Missae Breves di Bach) non riesco ad ascoltarlo mai fino in fondo: ben eseguito, ma noioso. Basta fare il confronto con le medesime composizioni dirette dal giovane Raphael Pichon per rendersi conto della differenza. 

Aggiungo che Herreweghe non mi è neppure simpatico per una dichiarazione che mi ha fatto drizzare i capelli sulla testa: in un'intervista asserì di dirigere solo capolavori, solo grande musica, aggiungendo di non voler mai "perdere tempo dirigendo uno Zelenka". Insomma: Zelenka, per norma e regola di Herreweghe, è il più grande compositore di musica liturgica cattolica della prima metà del '700. Le sue 22 messe ed i suoi 3 requiem (per tacere dei vari vespri) sono capolavori assoluti. Prendere Zelenka come esempio di mediocrità significa aver preso un grande granchio, ed è di sicuro il segno di uno che sta parlando senza mai aver "perso tempo" neppure ad aprirne e studiarne le partiture. Con tutto il rispetto per il magistero musicale di Herreweghe, mi sembra una boutade peggiore della nota provocazione di Strawinsky sulla musica di Vivaldi....

 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Ecco perche’ la vera musica e’ solo quella dal vivo soprattutto quando ci sono di mezzo orchestra e voci.

Questo mi sembra talmente ovvio che neppure Max Catalano l'ha mai detto 😂😂

Mi pare che tutto il thread sia sulle edizioni disponibili in disco della messa e non sulla resa live del direttore. 

La spiegazione che fa @Don Giuseppesu Herreweghe divergente dalla tua. Se dovessi fare una sintesi H. é un direttore scadentissimo, è noioso sia dal vivo che in disco 🤣🙄.

Eppure (è qua entra in campo la mia non conoscenza musicale) a me la sua passione piace moltissimo 😉

Rafael Pinchon? Mai sentito prima. 

Cosa mi consigli come primi ascolti? 

1 minuto fa, garmax1 ha scritto:

Rafael Pinchon? Mai sentito prima. 

Cosa mi consigli come primi ascolti? 

Si chiama Pichon, non Pinchon. E' un bravissimo direttore nell'ambito dell'opera secentesca. Bellissimo, ad esempio il suo video (DVD e Blu Ray in un unico cofanetto) con l'Orfeo di Luigi Rossi e con una splendida compagnia di canto dove le giovani stelle come la Aspromonte e la Bridelli convivono con una splendida "vecchia" interpretata dall'immortale Dominique Visse. Una realizzazione che ho anche brevemente recensito nell'ambito di un mio editoriale su questo capolavoro operistico: http://www.operadisc.com/vis_tutto.php?id3=213

Ha registrato, se ricordo bene con la Alpha, tutte le Missae Breves di Bach, ed è stato un eccellente risultato interpretativo.

Diciamo che è uno dei "giovani leoni" del Barocco, magari non simpaticissimo ma molto bravo di sicuro.

 

Herreweghe non è male, lo ripeto: è tecnicamente irreprensibile, ed il suo coro è eccellente. Ma secondo me le sue esecuzioni mancano di "anima". Questione di gusti: penso che a molti possa piacere in ragione della perfezione formale.

5 minuti fa, Don Giuseppe ha scritto:

chiama Pichon, non Pinchon. E' un bravissimo direttore nell'ambito dell'opera secentesca.

Grazie, ho scritto di fretta. 

Sto ascoltando ora i mottetti di Bach /harmonia mundi. 

Ho notato che per il mese di marzo uscirà la passione di Matteo, ora si qobuz è possibile ascoltare solo gli estratti 

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