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Percezione ed invarianza


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Diciamo che Il sistema acustico ( sala di ascolto) può essere fisicamente considerato un sistema lineare tempo invariante e come tale è possibile determinarne le proprietà fisiche contenute nella risposta all'impulso. In essa sono presenti le informazioni di cui è dotato il sistema ( sala di ascolto). Dunque le informazioni necessarie e sufficienti per una  caratterizzazione dell'acustica dell'ambiente di ascolto sono racchiuse nella sua risposta all'impulso. Nel nostro caso ( acustica della sala di ascolto) si considera sistema il comportamento acustico tra una sorgente e un determinato punto di ascolto. Ovviamente il minimo spostamento all'interno della sala di ascolto provoca una sua variazione nel tempo ( anche solo lo spostamento della persona che fa la misurazione).

PS) ovviamente rimangono le problematiche di non invarianza del microfono e non linearità!!

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/15/#findComment-841383
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45 minuti fa, grisulea ha scritto:

Se ne capissi qualcosa avresti anche capito al volo che limitare la dispersione è un vantaggio.

No…per il semplice fatto che con i trattamenti non la sopprimo lo controllo vedi foto…A92619D2-1729-4831-9FF7-FABDFC0430A1-4691-000003ACB03D81E2.png.26caec24b70fef9f86ea72a6ff0f14ed.pnginvece limitarla con il sistema elettroacustico significa avere un sistema limitato…vedi trombe…vedi monitor…

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/15/#findComment-841394
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@grisulea invece tu che crei un sistema elettroacustico al lordo delle riflessioni dell’ambiente dove suoni pensi di fare meglio? 
Ecco il motivo per cui un diffusore va misurato in anecoica!

Come si può raggiungere l’obiettivo di avere un sistema elettroacustico realizzandoli in un ambiente non controllato? Come si può creare un sistema elettroacustico non caratterizzato se non in una camera anecoica? Ma non è difficile da capire!!!

 

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/15/#findComment-841400
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1 ora fa, pro61 ha scritto:

le informazioni spaziali devono essere quelle sul disco, non quelle della stanza d'ascolto.

In una stanza poco o per niente trattata  suonerà meglio un sistema con dispersione limitata, per esempio da una guida d'onda.

Meglio cosa significherebbe? Rispetto a cosa? Rispetto ad uno con ampia e coerente dispersione in ambiente trattato non credo? 
@extermination vi è venuto in aiuto…le informazioni spaziali dell’evento non escono se non abbiamo nell’ambiente d’ascolto riflessioni controllate. 
Se metti i diffusori in giardino a suonare le informazioni spaziali non ci saranno

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/15/#findComment-841416
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@walge sì, in effetti alcuni sistemi tendono già di per se a non avere una risposta in frequenza non lineare (o, quantomeno non perfetta).

Gli ampli a valvole mi risulta che, a seconda del valore più o meno altro dell'impedenza in uscita (del trasformatore che è quindi un componente molto importante), tendano a seguire l'impedenza del diffusore determinando una risposta in frequanza sul carico reale non del tutto lineare. difatti, il valvolare dovrebbe essere accoppiato a casse di medio-alta efficienza e sopratutto dal carico facile (o quanto meno che non scenda troppo come impedenza).

Credo che questo sia dovuto al fatto che il valvolare non varia la potenza erogata al camniare del carico, a differenza dello ss (che, almeno in via teorica ma tutto sommato abbastanza anche in pratica la raddoppia tra gli 8 e i 4 ohm).

Poi si parla anche di abbinarli a casse ben smorzate, quindi a sospensione o ad accordi reflex ben controllati (qualcuno consiglia il B3 ma qui credo che non si possa generalizzare ritengo possano esserci reflex anche con altri accordi ma comunque ben smorzati)

Si assomma al tutto alla questione della contro-reazione (vista da alcuni come il diavolo ma che forse, per certi aspetti, un pochino ci vuole).

Personalmente non mi sembra male la soluzione che usa la Unison Research per i suoi diffusori (Max mini, ecc.), con un selettore che ne alza l'impdenza (mi sembra di 1,5 ohm in serie al cross-over, se ben ricordo) per meglio adattarli agli ampli valvolari (anche quelli prodotti dalla stessa Unison).

 

Mi chiedevo se le questioni di cui sopra riguardino di più i monotriodi single-ended e un po' meno i push-pull (in virtù delle generale maggiore potenza di quest'ultimi specie in modalità pentodo) o il problema ci sia in misura uguale per entrambi.

 

altre problematiche ancora (cme dette anche da te) su tutte le questioni commesse alle sorgenti analogiche.

 

Lungi da me puntualizzare i tuoi post chè sei molto più esperto di me (dell'ampli a valvole che possiedo - un push-pull - le misure le hai fatte tu su AR!), piuttosto ti chiedo qualche conferma e spiegazione in merito.

 

In effetti, sorgenti analogiche ed ampli a valvole un po' le odio e un po' le amo; hanno molti problemi e questioni tecniche e concettuali e le misure sono quel che sono.. però poi all'atto pratico non vanno male, anzì il suono soddisfa e piace. io sono del partito dei misurono e ritengo che le misure siano importanti, ci dicono se un'apparecchio ha i numeri per poter suonare bene (non che suona benesicuramente, ma se ha i numeri per poterlo fare) tuttavia non sempre le misure ci dicono tutto di un'apparecchio e quindi occorre l'ascolto, sia pure con la sua innegabile soggettività. (o meglio le misure potrebbero in una certa parte fdirci quasi tutto ma bisognerebbe creare un numero elevatissimo di prove di misura!). ma questo delle misure è un campo complesso già discusso in altri post. grazie. saluti.

 

 

 

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/15/#findComment-841433
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11 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

le informazioni spaziali dell’evento non escono se non abbiamo nell’ambiente d’ascolto riflessioni controllate. 

 

su questo dissento.

Le riflessioni di fatto non le puoi controllare anche perchè il microfono converte quello che gli arriva a prescindere dal dove e come ( sfasamenti vari).

E questo è difficile da stabilire

Le riflessioni le puoi attenuare, questo si; in una camera tendente all'assorbimento ( non dico anecoica ovviamente) probabilmente la registrazione ben fatta vine messa in evidenza con le sfumature anche se poi c'è di mezzo il sistema di ripresa e questo è un altro aspetto.

 

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13 minuti fa, walge ha scritto:

Le riflessioni di fatto non le puoi controllare anche perchè il microfono converte quello che gli arriva a prescindere dal dove e come ( sfasamenti vari).

E questo è difficile da stabilire

Le riflessioni le puoi attenuare, questo si; in una camera tendente all'assorbimento ( non dico anecoica ovviamente) probabilmente la registrazione ben fatta vine messa in evidenza con le sfumature anche se poi c'è di mezzo il sistema di ripresa e questo è un altro aspetto.

Se intendi il microfono che fa le misure in ambiente sono d’accordo…ma il microfono in ambiente serve solo per misurare…una volta misurato lo devi letteralmente buttare…

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@Vmorrison

rileggendo il mio post mi rendo conto di non essermi espresso bene.

Se le posso attenuare evidentemente questo è una forma di controllo.

Volevo dire che le riflessioni sono non prevedibili ( la non invarianza) e di fatto non propriamente misurabili.

 

 

Walter

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ilmisuratore
36 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

le informazioni spaziali dell’evento non escono se non abbiamo nell’ambiente d’ascolto riflessioni controllate. 

Meglio dire che le informazioni spaziali contenute nella registrazione escono, ma verrebbero mascherate da un campo riflesso poco controllato 

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