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Percezione ed invarianza


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So molto bene che la gestione del dsp non è così banale , ma credo che il vero problema sia l’utilizzo dello stesso in mono-amplificazione . 
 

In tal caso sarebbe assai più semplice utilizzare un equalizzatore parametrico con frequenze e con Q variabile ? Giusto ? 

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ilmisuratore
2 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Quindi , detto in  solfoni , bisogna modificare il crossover passivo ? 

Un attimo, il disallineamento lo stai attribuendo per posizionamento asimmetrico dei due diffusori oppure tra altoparlanti nello stesso diffusore ?

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/5/#findComment-839630
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5 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Un attimo, il disallineamento lo stai attribuendo per posizionamento asimmetrico dei due diffusori oppure tra altoparlanti nello stesso diffusore


Consideriamo entrambi , prima un caso poi l’altro . 
 

Pariamo da quello in cui gli altoparlanti non sono in asse tra loro in un ambiente rettangolare . 
Non fai nulla perché prendi per buono che siano già stati riallineati nella costruzione del crossover di casa madre dei diffusori , giusto ? 
 

Quindi di fatto il caso è solo 1 quello in cui il “fuori asse si determinato dalla stanza con forma trapezoidale , giusto ? 

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/5/#findComment-839631
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ilmisuratore
2 minuti fa, Lucasan ha scritto:

So molto bene che la gestione del dsp non è così banale , ma credo che il vero problema sia l’utilizzo dello stesso in mono-amplificazione . 
 

In tal caso sarebbe assai più semplice utilizzare un equalizzatore parametrico con Q variabile ? Giusto ? 

La mono amplificazione è facilmente gestibile, mentre sugli equalizzatori a fase minima [un parametrico lo è] avvengono due cose, la prima sarebbe la semplicità di utilizzo, di contro l'intervento di questi apparecchi non esclude anche la variazione della fase, quindi una componente negativa ci sarebbe

I DSP mixed phase possono operare separatamente nel dominio della frequenze e sulla fase ad eccesso, questo fatto permette una migliore integrazione in gamma bassa

Oltre una determinata frequenza non conviene più operare con fase in eccesso

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/5/#findComment-839632
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ilmisuratore
6 minuti fa, Lucasan ha scritto:

Consideriamo entrambi , prima un caso poi l’altro . 
 

Pariamo da quello in cui gli altoparlanti non sono in asse tra loro in un ambiente rettangolare . 
Non fai nulla perché prendi per buono che siano già stati riallineati nella costruzione del crossover di casa madre dei diffusori , giusto ? 
 

Quindi di fatto il caso è solo 1 quello in cui il “fuori asse si determinato dalla stanza con forma trapezoidale , giusto ? 

Se un diffusore presenta un disallineamento importante dei centri acustici lo ritengo difettoso, nato male e testato anche peggio

Non potrà essere un difetto di posizione dei trasduttori, ma del filtro crossover che introduce dei ritardi

Un DSP può riallinerare temporalmente l'emissione dei driver, se fattibile ci si risparmia la riprogettazione del filtro

E' un esempio, ma ripeto su un caso di diffusore difettoso

Non credo possano presentarsi casi in cui uno dei due diffusori è cosi vistosamente diverso dall'altro

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https://melius.club/topic/14604-percezione-ed-invarianza/page/5/#findComment-839634
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29 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

La mono amplificazione è facilmente gestibile, mentre sugli equalizzatori a fase minima [un parametrico lo è] avvengono due cose, la prima sarebbe la semplicità di utilizzo, di contro l'intervento di questi apparecchi non esclude anche la variazione della fase, quindi una componente negativa ci sarebbe

I DSP mixed phase possono operare separatamente nel dominio della frequenze e sulla fase ad eccesso, questo fatto permette una migliore integrazione in gamma bassa

Oltre una determinata frequenza non conviene più operare con fase in eccesso


Capisco il “ miglior lavoro” ottenibile con il dsp in gamma bassa , ma sono assai più preoccupato , in linea teorica a ciò che accade dal medio basso in su ….nel senso che è assai più discriminante all’ascolto , che poi è quello che conta ,la percezione della qualità riproduttiva per la enorme capacità del nostro orecchio a discriminare in gamma media , sulle voci in primis , oltre che essere enormemente più presenti in una qualsiasi incisione musicale . 
Di fatto la domanda è : tu ritieni , che sia del tutto indifferente all’ascolto in gamma media un intervento in gamma bassa ? Anche solo come filtro subsonico ? 
 

Ti dico subito che per me la risposta è NO . Che poi è il motivo per cui ritengo che un utilizzo del dsp sia di fatto consigliabile esclusivamente in ambienti particolarmente assimmetrici ma soprattutto muliamplificati , minimo triamplificati per non rischiare nulla . 

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Io farei un pit stop per parlare un momento della parte invariante

Sarebbe da verificare a priori che il setup sia corretto dal punto di vista elettrico cioè a dire che ai morsetti degli altoparlanti l’andamento sia il più lineare possibile

Non è affatto complicato e si può usare il medesimo sistema solo che il segnale elettrico tramite un cavo sarà preso proprio alla fine della catena

Di fatto, salvo difetti , mi aspetto un andamento costante del segnale il quale livelli non deve essere necessariamente elevato

Peró se dovessimo avere un finale a valvole magari s.e. anche di alto livello le cose non sarebbero così scontate.

Tralascio la sezione analogica ( piatto+stadio fono)

La discriminazione, teorica, tra valvole e ss nasce proprio dalla natura degli apparecchi 

Se ho un ottimo diffusore anche efficiente ed in bass reflex e lo piloto con un s.e. dove la impedenza di uscita non è bassa probabilmente la risposta su carico reale potrebbe essere variabile specialmente nell’intorno dei due picchi di risonanza che si trovano in un diffusore di quel tipo

 

A dopo

 

W

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ilmisuratore
7 ore fa, Lucasan ha scritto:

Di fatto la domanda è : tu ritieni , che sia del tutto indifferente all’ascolto in gamma media un intervento in gamma bassa ? Anche solo come filtro subsonico ? 

A livello di trasparenza si, nel senso che non vengono introdotte aberrazioni

Il fatto è che quando cambi qualcosa in gamba bassa o medio bassa, la sensazione che cambi anche la gamma media e alta risulterebbe palese, questo anche se si ottenesse uno spettro intonso come da origine nella parte che va oltre le prime ottave

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ilmisuratore
40 minuti fa, walge ha scritto:

Io farei un pit stop per parlare un momento della parte invariante

Sarebbe da verificare a priori che il setup sia corretto dal punto di vista elettrico cioè a dire che ai morsetti degli altoparlanti l’andamento sia il più lineare possibile

Si, ogni tanto saltano fuori apparecchi che al ripetere delle misure si ottengono risultati sempre diversi

In generale con li stadio solido è meno frequente, ma possedere un setup stabile è sempre meglio 

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@ilmisuratore

Potrebbe sembrare complicato impostare quel tipo di misura ma con un po’ di pazienza si riesce benissimo

Con i valvolari la variazione della risposta nelle basse frequenze sopratutto può non essere banale e ciò ovviamente influisce ancor più sul rilevamento tramite microfono

Direi che quell’intervento deve essere il punto di partenza

 

Il coinvolgimento delle medio basse se intervengo sulle basse è funzione anche di come è strutturato il diffusore ed il suo crossover, 6 o 12 o 18 dB comportano risultati differenti


Molti anni fa mi fecero una domanda:

Come fa un altoparlante a riprodurre più frequenze nel medesimo istante?

 

Se si riflette su questo si riesce a capire il perché se intervengo in un range anche ristretto poi anche le frequenze limitrofe sono interessate 


Questo è il mio pensiero

 

A dopo

 

W

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@ilmisuratore

devo dire che spesso per questi test si trova una certa resistenza da parte delle persone.

Anche se poi le spese per cavi costosi si fanno senza troppi patemi

Si era pensato in redazione di fare un qualcosa di simile da offrire ai lettori  ma rimase come idea.

 

La faccenda dei test per la sezione "invariante" (diciamo cosi) serve come riferimento per la successiva sezione "non invariante" che convolge, purtroppo, il microfono.

Il purtroppo è quasi d'obbligo perchè è forse l'anello debole della catena dato che essendo un trasduttore di pressione e non avendo la capacità di discriminare, qualunque cosa gli arriva come "movimento" di aria, diretta o indiretta, lui la converte in segnale elettrico.

A questo punto entro in un argomento di cui non sono molto preparato ma dico la mia. Poi vediamo come la pensate

Per le frequenze medio-alte il problema delle riflessioni è meno importante rispetto alle basse.

La direttività di fatto aiuta il microfono anche se poi qualche riflesso, di basso livello, verrà catturato.

Per le frequenze basse la questione si complica non poco anche perchè, oltre alla omnidirezionalità, l'ambiente  entra in gioco pesantemente e  le riflessioni vagano qua e là e sono catturate dal microfono in tempi differenti anche con ampiezze non certo basse.

In questo caso il test del tempo di decadimento T è evidentemente importante.

 

Mi fermo qui.

 

Poi a seguire vorrei parlare della multi amplificazione.

 

 

Walter

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1 ora fa, walge ha scritto:

Il purtroppo è quasi d'obbligo perchè è forse l'anello debole della catena dato che essendo un trasduttore di pressione e non avendo la capacità di discriminare, qualunque cosa gli arriva come "movimento" di aria, diretta o indiretta, lui la converte in segnale elettrico.

Il purtroppo ci sta ma da un punto di vista delle rilevazioni va presa in considerazione la elevattissima variazione della rif fino a quasi una ottava sopra la frequenza si schroeder. Quindi pur facendo misure "non assolute" è possibile notare tali e tanti difetti che rendono poco preoccupante il fatto che si sia messo di mezzo un microfono. Questo a semplice livello di rif, se poi si va a vedere come evolve la rif. al progredire del tempo e come decade il segnale viene un accidente. Il mic è l'ultimo dei problemi.

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