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Blomstedt, Bruckner e Santa Cecilia...cronaca di una folgorazione.


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2 ore fa, maverick ha scritto:

Bah, le critiche a Karajan le conosciamo, in parte sono anche giustificate, ma tra altre incisioni della 7^ del buon Herbert che magari si possono discutere, quella con i Wiener, a poco, pochissimo dalla morte è un testamento di una bellezza sconvolgente.

 

 

Purtroppo non ero al concerto dal vivo e da disco non posso che confermare le impressioni già dette, ascoltando da un impianto che suona come deve, ma non intendo assolutizzare, ci mancherebbe però che ogni tanto mi sembra sentire il fulgore eroico di Beethoven e le nostalgie di Sibelius nelle note "mistiche" di Bruckner, forse lo si potrebbe verificare.
Mi pare inoltre di aver più volte letto che le registrazioni dell'"ultimo"  Karajan fossero un po' a tirar via col marketing.., non potrebbe rientrarci anche questa settima DG?

 

Sta di fatto che Celibidache, con il suo approccio interpretativo "rotondo", "buddista" (sembra un buddah anche fisicamente) che lo porta ad immergersi nelle profondità della partitura di Bruckner, fino alle radici della religiosità che rifugge la "spettacolo" e le "vanità" tanto care ai "divi" della musica, si prende inolte tutto il tempo necessario per elaborare la sua musicalità non assoggettata alla temporalità.

Sta di fatto che la settima di Celi diretta nel '92 con i Berliner dura circa un'ora e trenta contro l'ora e due p tre minutini in più  dell'interpretazione di Karajan e di altri grandi direttori.

Dove sarà finita quella mezz'ora di musica "mancante"... oppure chissà da dove sarà stata presa l'aggiunta musicale di 30 minuti circa.

Chi "mente" tra i due, o tre, quatto..?

Questi si che sono gli autentici misteri su cui dibattere mettendo da parte le tifoserie da aficinados... 

15 minuti fa, Max440 ha scritto:

 Confermo!

 

 

14 minuti fa, Max440 ha scritto:

e mie Magneplanar cantano che è un piacere con questo splendido CD


Quindi la "definitiva" chiusura del cerchio interpretativo di cui parlavi sarebbe tutta riposta in queste battute?

 

Avevo il biglietto di quella 7 insieme ad altri amici.

ma dovevo preparare l’orale di avvocato e quindi rinunciai. I miei amici ancora me lo rinfacciano. Non pensavo che sarebbe morto di li’ a poco e qualche settimana prima lo avevo sentito a Slz negli ultimi concerti coi Berliner: Tosca con Pavarotti e Messa di Requiem di Verdi fra l’altro.

giurai che mai piu’ il lavoro avrebbe rotto i cojones e cosi’ gloriosamente e’ stato a partire da quel momento.

e sfido chiunque a celebrare le virtu’ del lavoro, o poveri di spirito

  • Melius 2
2 ore fa, Max440 ha scritto:
12 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Chi "mente" tra i due, o tre, quatto..?

 Nessuno: parlano solo in modo differente, dicendo cose bellissime da diversi punti di vista ... 

Risposta esatta e direi scontata come la domanda. Ma io ho provato a dire come "parla" il mio nume tutelare della musicalità preferito, mi piacerebbe che qualcuno mi aiutasse a capire come "parla" il suo nume (dell'intoccabilita'?)  magari confutando le mie impressioni che  ho cercato di argomentare anche sul lascito discografico di quest'ultimo. Questa è la questione vera: andare oltre il 'fideismo". 

@analogico_09 penso si sappia che Karajan e Celibidache non andassero d'accordo: 2 prime donne - 2 personalità molto forti e competenti - entrambi 2 signori del suono - uno per aver spinto ed avviato la diffusione della musica come forse mai prima , l'altro (magari vi è una connessione) con modalità esattamente opposte - mitici i video  delle sue lezioni dove parla di acustica.

 

Poi ci fu l'affronto di dare i Berliner a Karajan come erede di Furtwaengler invece che a Celibidache che si aspettava la nomina - da lì un grande dissidio.  Personalmente non penso sia argomento da partigianerie

10 ore fa, mozarteum ha scritto:

e sfido chiunque a celebrare le virtu’ del lavoro, o poveri di spirito

Ho potuto raramente rinunciare a causa del lavoro ai concerti di classica, di jazz e di altri generi musicali, men che meno alle prove e ai concerti eseguiti dal coro e orchestra da camera cui facevo parte come cantore, alle lezioni di strumenti  che prendevo, agli incontri con amici per fare musica insieme per diletto, senza contare gli altri interessi culturali che prendevano altro tempo benedetto. Lavoravo come dipendente privato di alto livello contrattuale, e anche per questo riuscivo a mettere insieme il piacere con il dovere senza scontentare il " padrone" che non aveva nulla da dire sulla mia irreprensibilità. Il lavoro nobilita l'uomo quando non lo rende schiavo. 

49 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

Personalmente non penso sia argomento da partigianerie

 Nessuno la mette sulla partigianeria a fronte dei contrasti tra i due direttori che riguardano il gossip e le questioni di "potere" non già la musica. La mia preferenza va a Celi per motivi squisitamente ed unicamente musicali. Karajan per me è un eccellente tecnico della direzione e un discutibilissimo interprete che si dava ad ogni repertorio anche a quelli a lui alieni, basti pensare con quale disinvoltura "storpiava" con il suo suono unico, il suo polso interpretativo unico,  Vivaldi, Bach e altri autori 'antichi" come se fossero romantici, dove pure per i repertori romantici tendeva ad uniformare un po' tutti gli autori (era nel pakketto marketing.., alla gente piaceva...) , mentre Celibidache è un musicista a tutto tondo, interessato ad ogni aspetto della musica e della musicalità non già alle forme di direzione autoreferenziali, autopromozionali, da  interprete integrale, severo, esigente  qual è non nell'affermare se stesso il proprio "narciso" alla Karajan, ma per seguire  il suo ideale musicale integrale,  coerente e sapiente. Non v'è lo do' per 10, non v'è lo do' per 100, questo è quant'offre la ditta Persichetti che non fallisce mai... :classic_cool::classic_biggrin:

1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

Poi ci fu l'affronto di dare i Berliner a Karajan come erede di Furtwaengler


Indegno erede di un genio come Furt.
Già che siamo alla "storia" proviamo dare una ripassatina ciascuno libero ovvimante di interpretare a modo proprio ... paradossalmente lo stesso Hitler che apprezzava Furt benche il direttore non fosse iscritto al partito nazista, non amava Karajan che invece era iscritto alla svastica.

 

 

Da wiki ...


Un argomento da sempre controverso è l'adesione di Karajan al partito nazionalsocialista: Herbert von Karajan aderì al NSDAP nel 1933 a Salisburgo, dove era nato, diventandone il membro numero 1.607.525. Per celebrare l'annessione tedesca dell'Austria compose l'Anschluss Sonate e accettò di dirigere dei concerti nelle capitali europee occupate per festeggiare il trionfo militare, cosa che del resto fece anche Wilhelm Furtwängler (come testimoniano numerosi filmati). Dopo una esecuzione del Tristano e Isotta di Wagner alla quale assistettero Hermann Göring, Joseph Göbbels e soprattutto Adolf Hitler, un critico berlinese parlò di «Das Wunder Karajan», il «miracolo Karajan». I nazisti, in particolare Göbbels, iniziarono a usare Karajan come strumento per mettere in difficoltà Wilhelm Furtwängler, che non prese mai la tessera nazista. Ben presto, però, i rapporti tra Karajan e i nazisti si guastarono: Hitler non lo amava, preferendogli Furtwängler.

@analogico_09 l'altra sera ho rivisto il documentario sugli anni di Karajan alla Scala - bellissimo - diciamo che figure di un certo peso non la pensano come te ..

 

ma per carità lasciami perdere  - metto Karajan nella gerla dei bistrattati qui. Per la cronaca mi piace molto Celibidache.

 

In merito al nazismo dell' austro -tedesco - credo sono state scritte tonnellate di pagine in merito - credevo fosse un problema risolto 

1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

l'altra sera ho rivisto il documentario sugli anni di Karajan alla Scala - bellissimo - diciamo che figure di un certo peso non la pensano come te ..


Gesù.., che fai.., chiami i pezzi da '90.., vuoi vincere facile.., mica siamo in guerra, ci si scambia giusto qualche idea...
Mi inorgoglisce il fatto che le "persone di un "certo peso" (molte delle quali probabilmente in sovra peso dovrebbero forse seguire una dieta alimentare) non la pensino come me che cane sono però sciolto, libero di pensare con la mia testa pensieri giusti o sbagliati ma di me medesimo.

E cmq, che cosa ti suggerivano questi personaggi di peso? Questo sarebbe interessante sapere, su cui confrontarsi nel merito musicale, suvvia, fatti ambasciatore...

 

1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

ma per carità lasciami perdere metto Karajan nella gerla dei bistrattati qui. Per la cronaca mi piace molto Celibidache.

 

ma chi te tocca... ci mancherebbe.., non ti toccherei neppure se Celibidache non dovesse piacerti.., il Karajan mettilo pure dove ti pare...  
 

1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

In merito al nazismo dell' austro -tedesco - credo sono state scritte tonnellate di pagine in merito - credevo fosse un problema risolto 


Queste faccende così controverse è difficile che si possano risolvere univocamente, ci saranno sempre dei punti di vista diversi, direi per fortuna, con buona pace delle "persone di peso" promotori spesso del pensierto unico.

Io mi sono limitato a riportare quanto dice Wiki riassuntivamente, qualcosa su cui avevo già letto e sentito dire non essendo ancora nato in quegli anni, ma questi aspetti meramente polemici, come già detto nell'altro post, non hanno nulla a che vedere con la musica diventano inutili e forvianti ai fini della discussione sui temi trattati. Quindi propongo di tornare in tema, al confronto sulle idee argomentando nel merito, lasciando da parte le partiginanerie tirate impropriamente in causa non dal sottoscritto.
Sta bene anche il breve giretto di boa gossipparo e tifoso, ma poi, detta da semplice partecipante alla discussione, bisognerebbe tornare a bomba, agli argomenti licenziando gli slogan, diversamente il topic rischia di finire nelle fresche frasche e la cosa non sta bene, soprattutto nei confronti di @Memé lo ha aperto con ben altre intenzioni.


 

  • Thanks 1
4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Questa è la questione vera: andare oltre il 'fideismo". 

 Non è per niente fideismo: è Arte, è piacere di ascolto, è empatia dell'Anima ... impossibile spiegare con le parole:  come descrivere un quadro a qualcuno che non l'ha mai visto... impossibile!

Poi ci sono fior di critici che spendono fiumi di parole per descrivere un intermezzo di Brahms suonato da Pogorelich, o una ballata di Chopin suonata da Zimerman, o una sonata di Beethoven eseguita da Gilels...: beati loro che sono capaci!  Io, senza l'ascolto, non saprei proprio cosa dire, e anche dopo, non potrei che suggerire di... "andate ad ascoltare"

Bye,

Max

  • Melius 1

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