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Melius Club

Blomstedt, Bruckner e Santa Cecilia...cronaca di una folgorazione.


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@analogico_09 magari io vado a slogan ma cerco di evitare ( magari per età) le fissazioni

Ridurre la vastità di Karajan ai suoi concerti brandenburghesi per poi esprimere giudizi non critici ma direi assatanati, lo ritengo una fissa

Tutto qui

Ti consiglio di vedere il documentario su skyarte appunto sul suo periodo scaligero 

Molto interessante e culturale 

Ciao

 

@Max440  Questo è "populismo", chiaro che le parole siano malate di limiti e che non possono "spiegare" la musica, e non solo la musica, nessun'altra arte, ma le parole che servono ad esprimere dei concetti, delle idee (siamo fatti anche di testa, non solo di pancia) possono aiutare a comunicare a scambiar le sensazioni provate con la musica, o con la pittura, a definire la forma estetica dell'opera musicale ed artistica in generale, a comprendere i linguaggi, le grammatiche, le sintassi, le tecniche da poter condividere grazie alla "parola" testuale, creando in tal modo l'"empatia" nel riconoscerci nell'immaginario estetico ed espressivo comune e condiviso.
La stessa musica - benchè astratta e immateriale, ha bisogno delle "parole" che sarebbero le note nelle varie combinazioni, le "parole" delle melodie e delle armonie, le "parole" del linguaggio dei tempi e dei ritmi musicali,  ecc. 

Senza "parole" nessun arte sarebbe possibile, come non sarebbe possibile ogni tipo di comunicaziopne umana già che con il silenzio si potrà unicamente esprimere le proprie private emozioni a se stessi, non ad altri.

Quando uno si limita a dire di una musica, o di una architetture ecc fruite: "mi sono molto emozionato" e basta, non dice nulla nemmeno a se stesso e la risposta più volenterosa che potrebbe ricevere è "sono contento per te  della tua emozione" aggiungendo eventualmente, nel caso.., "mi sono emozionato anch'io", cosa bellissima e legittima dopo la quale però se non c'è altro da dire, se non si cerca di comunicare con il linguaggio della parola - della quale molti umani da tempi immemori fanno un'arte, espressione poetica, religiosa, estetica, ecc - è  fine della discussione, ciascuno resta a bearsi cogriolandosi propria emozione che nessuna altro potrà capire e senza capire non nasce l'interesse, l'empatica, il piacere dello scambio delle idee a cui l'emozione dovrebbe sottendere .
Perfino al capone che si emozionava e piangeva quando andava ad ascoltare l'opera musicale italiana a Chigago, poi cercava di "spiegare" agli altri la sua emozione usando il linguaggio del mitra.., un forma di "linguaggio" anche quello... meglio del silenzio a cui era votato ab aeternum il destinatario della mitragliata di Scarface... :classic_biggrin:

 

 

 

1 ora fa, jakob1965 ha scritto:

magari io vado a slogan ma cerco di evitare ( magari per età) le fissazioni

Ridurre la vastità di Karajan ai suoi concerti brandenburghesi per poi esprimere giudizi non critici ma direi assatanati, lo ritengo una fissa

Tutto qui

Ti consiglio di vedere il documentario su skyarte appunto sul suo periodo scaligero 

Molto interessante e culturale 

Ciao

 

 

jakob, sarò pure un fissato passi pure l'assatanato 😈 - che però, ti vedo distratto, motiva la sua "possessione" attraverso argomenti musicali, giusti o sbagliati, e non con le tifoserie da roma e da lazio... - ma parlare di "vastità" dei Brandeburghesi di Karajan "aromanticizzati" con lui che si "pavoneggia" al pianoforte, orrore! , nell'accezione che tu sicuramente intendi assegnare al termine, significa essere rimasti alla preistoria dei suoni della natura che saranno stati più musicali delle interpretazioni della tua fissazione non per questo non rispettabile anche se tu non rispetti la mia.., quando a fare una musica non ancora ritenuta tale erano verosimilmente i suoni della natura spontanei non sovrastrutturati di prima e anche dopo la venuta dell'essere umano non ancora "karajanizzato".

Ho visto nel corso della mia vita lungamente trascorsa in stretta compagnia della musica, di tutte le musiche del mondo e di ogni tempo, diversi docufilm su Karajan e su tanti altri musicisti, sui quali ho pure molto letto, probabilmente anche quello che mi suggerisci, ma oramai il giudizio, come il leggendario "dado", è tratto. E poi non ho sky... :classic_rolleyes:

Tra l'altro, benchè utili ai fini dell'apprendimento di qualche nozione, credo che non bisonerebbe credere in quel che ci viene insegnato e realizzare se stessi.

E' la frase da scolpire nel marmo che il grande Celibidache pronuncia a conclusione di una sua lezione più che magistrale (nota)* tenuta a dei giovani nel 1974. Una frase in cui mi sono ritrovato afferrandone finalmemte il significato  che mi  premeva inconsciamente dento, grazie alla lezione Maestro al quale tuttavia, come da sua "avvertenza", non "credo"...

Ho segnato già il minuto di riferimento, il video partirà a pochi secondi dalla fine, ma ne raccomando vivamente la visione integrale, una lezione di musicalità imperdibile, il genio della musica parla anche delle ragioni per cui non accettava i dischi, detto a stringere... Prendendo spunto da questo video, molti anni fa ne nacque una lunga ed interessantissima discussione, di quelle memorabili che non avrebbero meritato il rogo (vale per tutte le altre discussioni, ovviamente)

 

 

 

(*) nota- questo è quanto scrive sulla lezione un fruitore del video nei commenti.

Maestro! Ho avuto il privilegio di ascoltare una sua presentazione dei "Quadri di una esposizione" . Lentissimo, Largo, sottovoce. Così come lo fu la overture di Guglielmo Tell, di Rossini. La mia costernazione fu enorme. Lei già molto anziano, seduto, con gesti semplici, appena appena, un accenno, uno sguardo. Pulsazione pura in cui i silenzi e le pause rendevano ogni nota unica. Non era più musica. Era la sua vita. Le sarò grato per sempre.

  • Thanks 1

Leggo con interesse e curiosita' le diverse e contrapposte valutazioni, su come un direttore sia diversamente valutato come il veicolo più o meno "appropriato", della giusta manifestazione e di questa o quella composizione, di questa o quella sinfonia; come spesso leggo il direttore di "riferimento", o diciamo il direttire da "10"
A mio avviso, per la musica , affatto cosa astratta e immateriale (quelle sono solo le parole e i pensieri che in relazione all'arte e alla musica  sono poco piu di un mimo) ma invero assai concreta e fisica, questa sensazione, di rapimento, o folgorazione non è in fondo dissimile alla sensazione di rapimento che puo generare un gesto atletico "perfetto", che come un aquila nel silenzio carpisce comunque anche l'ignaro e incolto spettatore, perché  per risonanza risuona anche in lui lo stesso stato di grazia che è del compositore, poi del direttore di orchestra e poi del pubblico, in un moto sincronico. Questo stato di "grazia" riconosce se stesso e riusona all'unisono nel "rito" musicale. È qualcosa effettivamente di inspiegabile, altro che populismo, eppure come qui si legge produce degli effetti di "folgorazione". Ciò che segue è solo meraviglia, un "ohhhh" di stupore sommesso, interiore, o plateale come in uno stadio. Cambia il mezzo espressivo ma in fondo ciò che si cerca, a mio avviso, sono proprio questi "gesti" guidati dalla mano di Dio; anche la musica in questo è solo un veicolo una porta di accesso a questa trasmissione "silenziosa" dell'inumano;

 



Ps...ma che anche Celibidache ha letto pure lui Plotino quando dice che bisogna "realizzare te stesso"? Ma quindi ascolto Celibidache che diviene se stesso? O ascolto Bruckner che nel comporre perdeva se stesso in una unionie metafisica? E quindi cosa cambia nel caso di Karjan che interpreta "sempre se steso"? ;)

  • Melius 2
1 ora fa, Ombak ha scritto:

A mio avviso, per la musica , affatto cosa astratta e immateriale (quelle sono solo le parole e i pensieri che in relazione all'arte e alla musica  sono poco piu di un mimo)


Corri sempre avanti, giovane "novizio" a stracapire (pur non quotandomi direttamente) La musica è immateriale ed astratta fintantochè  "dorme" nella partitura (l'ho tante volte suggerito, ma tu non sapai perchè sei nuovo - o lavato con perlana?) dopodichè diventa energia del suono in grado di esprime questo mondo e l'altro, la pura energia che spinge alla poesia, alla gioia, al dolore, al gioco e al "lavoro", alla danza e ai silenzi immoti dei corpi e dello spirito, all'estasi e al tormento, alla vita e alla morte, all'umano e al trascendente. Ci fa anche diventare aquile, farchi, volendo anche cornacchie... :classic_rolleyes:
Così potremmo riassumere i tuoi graziosi "ornamenti" concettuosi da libro stampato (sicuramente non copiato, ci mancherebbe) che grav(it)ano intorno alla sostanza semplice delle cose già discusse e condivise, alle quali por lo tanto già apparteniamo.

 

1 ora fa, Ombak ha scritto:

È qualcosa effettivamente di inspiegabile, altro che populismo, eppure come qui si legge produce degli effetti di "folgorazione"

 

Parlavo di "populismo" proprio in funzione del fatto che la musica è "folgorazione" e non (solo) ordinario intrattenimento festaiuolo, e che sia anche "inspiegabile" ci avvicina di più al fatto che potremmo definirla anche immateriale ed astratta dove chi potrà mai sostenere che l'astrazione e l'mmaterialità siano privi di vita e di energie? Proviamo a guardare alle cose con maggior coerenza e semplicità senza fare i voli pindarici delle parole in giravolta che se le porta via il vento. E' ovvio che la musica - la più asemantica delle arti - con tutta la sua immaterialità ed astrattezza pregna di energia sia in grado di colpire l'anima, la mente e le viscere in modo diretto, prelogico e cosciente, al vari livelli, capacità e (incapacità) fruitive.

 

9 ore fa, Memé ha scritto:

In sintesi: siamo un branco di ignoranti, inibiti pigroni? :-D Sembrava, ve'?

 

 

Cara Memè.., dici che io padroneggio le parole ma guarda un po', tu mi lasci (spero provvisoriamente) senza, a fronte di uno scritto che andrebbe letto e "mweditato" attentamente. Ora non posso, da una prima sommaria lettura estrapolo quanto nel quote che mi ha più immediatamente colpito e sulla quale vorrei anticipare una breva risposta.

 

No, non credo che siate  (mumble muble... ... siate, voi.., quindi io.., sarò forse un ercolino  contro tutti 👍 oppure un calimero 🐧 solitario e bistrattato? ma non vorrei  rispondere a una domanda con una domanda) non credo che siate un branco di ignoranti, inibiti, pigroni, e nemmeno che vi puzzino i piedi... :classic_biggrin: insomma a me non sembrava e non sembra nulla di tutto questo.

Anzi, non mi pongo proprio il problema, scrivo come so fare per cercare di esprimere al meglio le mie idee, i miei pensieri e sentimenti sugli argomenti condivisi, e lo faccio con la stessa passione che provo con la musica, quando l'ascolto e quando la fecevo, ora molto meno, in maniera "speculativa", critica,  ma anche istintuale, impulsiva, tendo a non separare la mente dal cuore e nemmeno dalla coratella.., credo sia tutto collegato e inscindibile, credo di essere a volte fin troppo "sincero" e a fianco scoperto.

Sono così come sono e intendo rimanere me stesso, come immagino tutti quanti gli altri, scrivo cose condivisibili o meno ma solo quello che vado cercando dentro me stesso.

Scrivo pro e mai contro, scrivo per me e per cercare di contribuire al meglio alla vita del forum, non intendo fare proseliti, il mio è un atteggiamento laico non cerco approvazione ma non apprezzo che mi si fraintenda dove la mia scrittura è chiare e il concewtto altrettanto, specialmente quando il fraintendimento è strumentale. Non di rado percepisco qualche ostilità che viene anche esplicitata contro il buon senso e il regolamento.  Non mi preoccupo se vi sia sia chi ne sappia più o meno di me, non lo considero proprio, sarebbe un degno di presunzione, chi sono io per giudicare, classificare gli altri? Siamo in un forum di discussioni, siamop parole, io dico la mia solitaria o confrontandola con latre parole. Credo , Memè che mi stia un po'  sopravvalutando.., mi carichi di "responsabilità" che non sento di avere, non pretendo di avere ragione ma mi aspetto di essere capito, non gà condiviso, quello è facoltatitvo,  sulle cose della musica in un forum frequentato da appassionati di musica che si confessano anche musicisti o ascoltatori conoscitori di musica dove le mie osservazioni non sono così ermetiche o lunari.., iniziatiche o esoterche; il mio linguaggio è chiaro, il mio concetto idem, quindi a volte devo purtroppo constatare che il fraintendimento o le risposte avulse a quello che è la specifica querstione affronata siano strumentali. Non è un problema mio e del mio "modo", se ciò possa creare contrarietà od ostilità in chi contesta le mie argomentazioni senza motivare le sue.

Ma non capita spesso, le tensioni che paventi qui in Musica sono molto occasionali, in genere si mantiene un tono di civile convivialità. Poi se le code di paglia si infiammano sarà  colpa della miccia accesa male e inutilmente.., quando questo dovese capitare)
Detto fuori dai denti, oramai siamo in una sorta di flusso di coscienza, io rispetto e ammiro chi si pone con semplicità e modestia, due valori alti e nobili, che intenda contribuire alla discussione con una sola frase significativa, avendo molto più da imparare da loro che da chi si pone chi si pone con arroganza o supponenza pronto a criticare gli altri senza contribuire con dei contenuti costruttivi propri.


Ora mi dispiace che questa mia franchezza possa creare imbarazzi in voi , che abbia destato in te una sorta di "campanello d'allarme", ma è tutto sotto controllo, siamo qui praticamente ogni giorno, a regnare è largamente la pace dei cuori e delle menti.., ma detto onestamente, non intendo crearmi i sensi di colpa che non mi appatengono per non dover tornare anch'io, come te, ai turbamenti dell'infanzia quando ero già felice in musica e già "criticavo" , ovvero "valutavo", le bande che suonavano nella cassarmonica nella piazza del paese mio quando avevo ancora i calzoncini corti e mio nonno mi portava con se ad ascoltare i repertori in genere operistici... se un clarino poco poco stonava per punizione chiamavo a raccolta la banda  degli amichetti più teppistelli di me e cominciavamo a mangiare fette di limone proprio sotto la sezione dei clarinetti.., certe stonature.., fu lì che fu inventa la dodecafonia.., altro che scoimbirg... 🤣

Dai, Meme.., questo è solo veloce passaggio per rompere il giaccio, la complessità del tuo scritto merita un riscontro più articolato; al più presto spero tornando semiserio di poter riprendere il dilettevole spasso in questo stesso ameno loco... Notte! 🙂

 

Edit: finito di vedere il mio film sono tornato per cercare di completare un po' la mia risposta ma ci sono ancora delle osservazioni tue che vorrei riprendere, sta essendo interessante questo confronto allo "scoperto", non esattamente un lavare i panni in Arno, ma insomma... In ogni caso credo che nella sostanza io abbia già sintetizzato la mia idea a confronto con la tua , senza legnate e stridori di lame... 😄 ci mancherebbe , anzi col piacere dello scambio proficuo e costruttivo e la speranza di aver soddisfatto le tue curiosità  su questo losco individuo che sta scrivendo, infatti non è questione di avere ragione o torto bensì di capirsi.

Ora crollo dal sonno, a presto, spero.

  • Melius 1

E comunque, riferendomi alla settima, ho in questi ultimi giorni riascoltato i primi tempi di Karajan, Blomstedt, Jochum, Celibidache, facendo silenzio nell'Anima.

Non c'è niente da fare: Celibidache è ultraterreno, ti porta via, lontano, al di sopra di tutto e di tutti ....

 

Con calma, affronterò gli altri tempi: ci vuole pazienza, sono pigro ... :classic_wink:

 

  • Thanks 1

L'ho ascoltata su cd, ma guardate che ROBA IMPRESSIONANTE il video su youtube.

Non ce la faccio a trattenere la lacrima: il finale del primo tempo è ... da ascoltare ... senza fiato: guardate i volti degli orchestrali, guardate l'energia del primo violino ... 

 

 

  • Thanks 1
10 ore fa, Memé ha scritto:

ps. a me MI piace Blomstedt e su Bruckner non ho altri dei e se vuoi sapere perché solo lui rispetto a tutti gli altri direttori, la risposta è la stessa che daresti alla domanda "perché ti sei innamorato proprio di quella persona, con tante più belle e migliori che c'erano altrove?"

Quando non lo sai spiegare, è amore. 

 

buonanotte e grazie per i preziosi interventi di ciascuno di voi, li ho apprezzati TUTTI.

 

Memé

 

 

A tale riguardo, Memè, buongiorno a te, direi che si sia sulla stessa lunghezza d'onda, anche se la tua sia al femminile, quindi più sensibile, dove tuttavia ogni uomo suppongo contenga in se una parte femminile che ne acuisce la sensibilità, io stesso non ne vado indenne ed è quella parte femminile insieme al "bambino" che sopravvive in me a predispormi e a sensibilizzarmi di più verso l'arte.

Anche per me il contatto profondo con la musica diventa principalmente un fatto di amore e di passione d'amore, di sentimento, di percezione sensoriale più o meno inconscia ed insieme conscia che non ti sai "spiegare", pur essendo un rozzo maschiaccio, ma mi sono accorto che unendo al sentimento le ragioni della mente, il senso critico che nel frattempo si è sviluppato in noi "vestali" della musica (che non è criticare, bensì approfondire l'oggetto del nostro luminoso desiderio) la passione d'amore viene amplificata, diventa più forte, più consapevole, duratura e tenace.
L'aspetto emozionale, l'emozione "primitiva" permettimi il brutto termine, è "automatica", la maturità critica la devi conquistare, la musica che ci da' tanto merita che noi adepti si sudi qualche camicia o qualche t-shirt. Le due cose insieme fanno il punto di "potere" Zen. Non senza fatica si giunge NON al fine - la musica, l'arte non hanno né inizio né fine, sono semprebstate e sempre saranno - bensì al luogo del desiserio.

Tornando ai nostri direttori/interpreti anche io, pur apprezzando molto Blom con Bruck, il fatto di "venerare" Celi a un livelo di "a love supreme", dipende dalla chimica dell'innamoramento che non sai perchè, come giustamente osservi, tra tanti direttori/interpreti proprio di quello ti fa pigliare la prima cotta che si trasforma in passione d'amore definitivae non più "negoziabile".
Passione d'amore che si è ingigantita ed ulteriormemte rafforzata in me dopo aver approfondito anche sul piano "critico" l'arte ascetica di Celi quale "medium" di Bruck, e non solo di Bruck, non pago del fatto che fosse stato solo l'"irrazionale" a condurmi nell'orto delle meraviglie musicali coltivate del direttore/interprete rumeno di nascita, universale per vocazione.

Ciò nonostante apprezzo molto anche Blom ed altri direttori/interpreti - meno un certo direttore... - trovando epifanico che il mio amore per il terzo, fondamentale elemento delle nostre passioni d'amore che sarebbe l'autore d'elezione, ovvero Bruck, si duplica sommando le due passioni d'amore direttoriali.
Siamo quindi arrivati alla forma "magica" (non massonica) del "triangolo"... dei tre vorticosi "vertici"  :classic_smile:

Lascio ancora qualche cosa in sospeso, mi piacerebbe soffermarmi più circostanziatamente su quanto dici del rapporto "conflittuale" e non di meno proficuo (che noia quando si è d'accordo su tutto, e si riegisce alle cose sempre in modo unico) con il tuo "maestro", mentore, alle due rette parallele che non si incontrano mai (e forse è grazie a questo che seguiterete suppongo a correre verso l'infinito appaiati ma "comunicanti", non "risolti" o divisi come potrebbe accadere quando una retta cerca di spoezzare l'altra) ma sono territori un po' troppo privati e sconosciuti, vorrei evitare di scivolare in qualche  sciocca osservazione, inoltre non trovo motivo di identificarmi in queste dinamiche molto "proprie" ed esclusive.

Vedremo se mi/ci ripiglierà l'estro per scrivere a quattro mani un'altra puntata di questa bella "serie" forumistica da non confondere con quelle televisive...

Buona giornata.
🌺

  • Melius 1
13 ore fa, Ombak ha scritto:

Ps...ma che anche Celibidache ha letto pure lui Plotino quando dice che bisogna "realizzare te stesso"? Ma quindi ascolto Celibidache che diviene se stesso? O ascolto Bruckner che nel comporre perdeva se stesso in una unionie metafisica? E quindi cosa cambia nel caso di Karjan che interpreta "sempre se steso"? ;)

 

 

Scusa ma anche queste fraintendenze mi sembrano dei giochi di parole "rivoltate" e guarda caso sempre sulla falsariga fraintesa di quanto abbia scritto il sottoscritto. Ciò mi lusinga ma dovresti anche capire cosa vado esattamente scrivendo cercando inoltre di intavolare discorsi tuoi propri che non ti aggreghino sempre a ciò che scrivo io.

Ritorno sul p.s. che mi era sfuggito per lasciare al riguardo i my2cents...  :classic_rolleyes:

Si ascolta Celibidache che dimenticando se stesso si fa "medium" del compostitore nel quale si riconosce e si ritrova fino ad incarnarlo metafisicamente. La musica s'intende, benche Celi sia stato anche un "esegeta" di Bruck uomo legato tuttavia alla sua musica alla sua religiosità traferita nella musica.
Il quale compositore, Bruckner, pensava a se stesso creando la sua musica che sarebbe entrata naturalmente in contatto con l'interprete ed il pubblico, è nelle cose dell'arte musicale.
La musica ha bisogno di essere ri-svegliata e ri-materializzata dalla sua "sonnolente" astrattezza da un interprete in grado di rinnovare l'eterno big-bang dell'arte dei suoni e dei "silenzi" che rinasce, rimuore, rinasce... ad libitum 
Celibidache suggerisce all'"allievo" di non credere, di dimenticare il maestro per realizzare se stesso attraverso l'ascolto musicale che lo porta ad entrare in contatto con il compositore, l'interprete e con se stesso. 

La congiunzione metafica quindi si crea tra compositore, interprete/medium e ascoltatore.
Ciascuno legato all'altro, tutti situati "separatamente" ai tre angoli del triango al cui vertice risiede il compositore. Un triangolo metafisico artistico-musicale solo somigliante al mistero della "trinità" che invece è teologico.

 

 

 

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