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Royal Enfield HNTR uno schiaffo in faccia all'inutile follia tecnologica


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26 minuti fa, Armando Sanna ha scritto:

Sarò che io sono vecchio e le moto quando devono spacciarle per moto da avventura ai confini del mondo dovrebbero avere almeno un paio di requisiti di base mono o bicilindrico, alimentazione a carburatori, avviamento  elettrico (e anche a pedivella se possibile) , meno elettronica possibile e il catalizzatore non dovrebbe essere contemplato .

Cosi ci sono solo 2 moto importate nel mercato americano Kawasaki KLR e Honda XR il resto diventa un finto retro ‘ 😉

In effetti...ma le maxi adventure nel 95% dei casi vengono utilizzate per avventurarsi nel traffico del sabato per raggiungere il luogo dell'apericena.:classic_biggrin:

Armando Sanna
1 ora fa, gianventu ha scritto:

vengono utilizzate per avventurarsi nel traffico del sabato per raggiungere il luogo dell'apericena.:classic_biggrin:

Diciamo che quelle indicate non sono attualmente da considerasi MAXI adv ma al limite delle facili tutto terreno (enduro) che andavano molto in voga negli anni '80 e avevano il loro perché .

Per le attuali MAXI adventure per andare a Corso Como bisogna avere sempre il tris di ALU con annessa tanica di carburante di riserva e toolbox al seguito altrimenti sei OUT :classic_biggrin:

  • Haha 1
21 ore fa, Armando Sanna ha scritto:

Diciamo che quelle indicate non sono attualmente da considerasi MAXI adv ma al limite delle facili tutto terreno (enduro) che andavano molto in voga negli anni '80 e avevano il loro perché .

@mattia.ds In quegli anni optai per la Honda Parigi Dakar, che non rammento se nata prima o dopo la Yamaha Tenerè. Dopo diverse mancate accensioni e stinchi doloranti a causa della pedivella la non presenza dell'accensione elettronica (introdotta se non sbaglio per la prima volta su queste moto da Kawasaki), me la levai di torno passando definitivamente alle 4 ruote. Il freddo incalzava, e andare al lavoro in moto con temperature inadeguate non portava certo allegria. 

Cedo che sia stata l'esperienza acquisita negli anni a farmi optare per un rientro alle 2 ruote con la Royal Enfield. Probabilmente qualche anno fa avrei guardato con più interesse uno scooterone, ma mi son accorto che la R.E. non punta alla velocità o alle esasperazioni del codice della strada, bensì al puro divertimento come capitava una volta con le Vespe, il cui Primavera era un must per conquistare le ragazze senza per forza cercare il rischio, spendendo poco in carburante e volendo essere versatile sia in città che in lunghi viaggi. Questa Meteor istintivamente la si pensa handicappata poiché pesantuccia, scarsa cilindrata, poco prestante in cavalli, ma ho apprezzato altro; Costa poco (appunto, meno di una Vespa 112 attuale), mantenerla a livello bollo e assicurazione idem, consuma un piffero, sembra incredibile, ma con 5 euro andando tranquilli viaggi parecchio (c'è chi ha toccato i 40km/litro). Certo pesantina da ferma, ma molto agile in movimento, pare una bici! I ricambi sono onestissimi, gli accessori opzionali pure. E ha una elasticità del motore da fare invidia a qualsiasi monocilindrico da Enduro. Certo, la velocità in superstrada non é da campioni, ma se appunto un Cbr 1000 ti invoglia a rischiare figuracce (come minimo) per stupire gli amici o gli automobilisti (e relativi vaffa) questa R.E. ti fa gioire dell'esatto contrario. 

PS: per la cronaca, é comunque impossibile transitare in zone con limite 30/kmh senza sforare, ci ho provato, e con tutta la buona volontà o ci stai dentro a malapena in seconda, o in terza il motore non gradisce. Che leggi del menga....😳

Armando Sanna
22 ore fa, dadox ha scritto:

Dopo diverse mancate accensioni e stinchi doloranti a causa della pedivella la non presenza dell'accensione elettronica

Negli anni ‘70 e inizi ‘80 chi ha utilizzato qualsiasi tipo di moto, ha avuto a che fare con l’avviamento a pedivella , che fosse un misero cinquantino fino ai più dotati 750 bicilindrici dovevi imparare ad adoperare questo tipo di messa in moto.

Credo che non ci sia nessuno che non riporti ancora oggi i segni della pedivella su qualche stinco o sulle caviglie ( quando questa ti scivolava) .

Poi se hai trovato il tuo mezzo ideale nella Royal Enfield sono veramente contento per il tuo appagamento , ma non la spaccerei per la soluzione geniale per tutti i motociclisti, ognuno nel corso degli anni ha provato un po’ di tutto e con condizione di causa ha scelto il mezzo più adatto al suo utilizzo ideale.

Il mio per il mio lungo percorso motociclistico, la mia moto ideale dovrebbe essere di cilindrata 750/900 bicilindrico ( fronte marcia o a L) tipo enduro con peso intorno ai 180 kg massimo in ordine di marcia senza carburante, altezza della sella da terra  78/80 cm, con la minore elettronica possibile , unico tollerato  e’ l’ABS ovviamente disinseribile.

Tanta buona strada .

 

58 minuti fa, Armando Sanna ha scritto:

Poi se hai trovato il tuo mezzo ideale nella Royal Enfield sono veramente contento per il tuo appagamento , ma non la spaccerei per la soluzione geniale per tutti i motociclisti, ognuno nel corso degli anni ha provato un po’ di tutto e con condizione di causa ha scelto il mezzo più adatto al suo utilizzo ideale.

Non ho generalizzato. Diciamo che il tipo di moto che invece tu ritieni corretto per il tuo fabbisogno di certo non é l'ideale per un uso versatile, credo che le strade cittadine non siano proprio il massimo, inoltre i percorsi fuori città invogliano alle smanettate over 90 km/h, impossibile farne a meno. Poi, per carità, i gusti son gusti. Ho un amico che possiede una BMW tutta bardata da Parigi-Dakar, il cui utilizzo é quello di spostarsi a malapena da un lato all'altro della città. Solo una volta l'ho visto impegnarsi per un uso "estremo", di 150 km andata e ritorno a Torino....😆

Armando Sanna
21 minuti fa, dadox ha scritto:

Solo una volta l'ho visto impegnarsi per un uso "estremo", di 150 km andata e ritorno a Torino....😆

Comprendo l’uso “estremo” come termine ironico , io con una modesta Africa Twin 750 sono andato e tornato imbarcandomi per le Orcadi e girando 6 nazioni , capisco che tutto è relativo e ognuno se fosse possibile si “taglierebbe” la moto a secondo le sue necessità .

 

25 minuti fa, dadox ha scritto:

certo non é l'ideale per un uso versatile, credo che le strade cittadine non siano proprio il massimo, inoltre i percorsi fuori città invogliano alle smanettate over 90 km/h, impossibile farne a meno.

Per me che ho un passato di stradista convinto con grosse sport tourer o super sportive, la soluzione ideale a 360* e’ rappresentata proprio dalle enduro, città compresa dove l’asfaltatura imperfetta è la norma, la loro agilità è sconosciuta alle altre moto, e fuori città viaggiano veloci con un buon riparo ( se non guardi spesso e volentieri il tachimetro sei sempre in zona multa per eccesso di velocità ).

Questo è perché abbiamo un diverso concetto di utilizzo della moto 😉

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