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Melius Club

De vulgari eloquentia


melos62

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Gaetanoalberto
Inviato

@melos62 Intanto ringraziamo, oltre il sottoscritto, @appecundria, @indifd @Antoniotrevi e @Roberto M, che adesso interrogherò a fondo per vedere cosa hanno capito del post di apertura, e soprattutto se lo hanno letto tutto 👹. 

Tra il serio ed il faceto, come avviene sempre quando sornionamente chiacchero con il mio speculare fratello maggiore dell'altra sponda, ho già detto di apprezzare spesso il verso libero e le parole in libertà. 

Nonostante la formazione classica di un un vero liceo del Sud, in piena Magna Grecia, tra i partigiani della Sicilia prima, ed il fatto che frequenti questo forum di anziani, amo la pittura moderna, la musica "relativamente" moderna, e la poesia "relativamente" recente. 

Siamo figli di quella cultura classica, che da una parte ci consente di andare all'origine (almeno quella nota) e di comprendere il percorso che ha portato a noi una parola. 

Dall'altra però, quella stessa cultura coltiva una libertà di fondo che sta alla base, ad esempio della scrittura creativa. 

La parola, ben usata, è una pennellata che sulla tela del nostro racconto di vita, esprime una visione intima e personale, che per i più fortunati è anche originale. 

Adoro la forza innovativa dei nuovi significati, la vitalità di una lingua che si evolve, mai uguale a se stessa, eppure a sé stessa inevitabilmente legata. 

La parola, nuova o vecchia che sia, è una chiave che apre le porte di un'idea, di un significato, di un  futuro che stiamo ancora organizzando. 

Insomma, anche per le parole, se posso, scelgo spesso un approccio "progressista" 😆. 

In Commissione, il mio voto è quasi sempre opposto a quello dell'insegnante di lettere. 

F.to GaetanBastiano

 

 

  • Melius 1
Inviato

@vizegraf ti sei dimenticata la più vera locuzione latina di sempre: femina mobilior ventis (la donna è più mutevole dei venti).

Inviato
2 minuti fa, gbale ha scritto:

femina mobilior ventis

"La mogliera spende 20k euro di mobili per la cucina"

  • Haha 1
Inviato

Anche. Io se fossi ignorante tradurrei: la mia donna si vende i mobili (e si intasca il malloppo) e chiederà gli alimenti.

Antoniotrevi
Inviato

@Gaetanoalberto @Gaetanoalberto esiste una disciplina che si chiama filologia che studia il crescere , l’affermarsi e il perdersi di una lingua . In questo momento perdiamo vocabili in uso ,italiani  ed entrano anglicismi . Poi certo lo svolgersi  di un concetto dietro una parola é affascinante.

Inviato
1 ora fa, Gaetanoalberto ha scritto:

che adesso interrogherò a fondo per vedere cosa hanno capito del post di apertura, e soprattutto se lo hanno letto tutto 👹

Io ho dato Melius sulla fiducia. Lo leggerò domani con l'attenzione che merita, oggi ho potuto solo dare sguardi rapidi.

Antoniotrevi
Inviato

Ai primordi dell’uomo esisteva una sola lingua . Poi venne Babele .

Inviato
8 ore fa, gbale ha scritto:

ti sei dimenticata la più vera locuzione latina di sempre: femina mobilior ventis (la donna è più mutevole dei venti).

 

Grazie per l'implicito complimento, ma non lo merito.

Non è farina del mio sacco.

Si tratta del testo di un brano di Franco Nebbia del 1961 intitolato "Vademecum tango".

Inviato
8 ore fa, appecundria ha scritto:

Lo leggerò domani con l'attenzione che merita, oggi ho potuto solo dare sguardi rapidi.

Domani interrogo

  • Haha 1
appecundria
Inviato
16 ore fa, melos62 ha scritto:

Per questo per me ha più valore "in oro" la patola fuga, da fugio,  che non fugone, che altera in modo comico e figurativo la parola fuga, che in altre epoche poteva significare la differenza tra vita e morte.

Trattandosi di metallo dal valore soggettivo, non voglio dire oro di Bologna, esso ha valore a patto che circoli in una comunità che ne riconosce il valore. Insomma più carta moneta che oro.

La ragion d'essere di "fugone" è ben evidenziata dalla stessa critica: se chiami "fuga" eventi tragici come quella degli ebrei dall'Egitto, puoi (devi! per rispetto) usare la versione canzonatoria "fugone" per eventi grotteschi come i "fugoni" dalla giustizia di Salvini e Gasparri che pure tanto coraggiosi si mostrarono prima di essere sfidati a regolare duello giudiziario. 

Inviato
11 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

dell'altra sponda

È gaio? Ma chi l'avrebbe detto. 

Inviato
5 minuti fa, appecundria ha scritto:

dalla stessa critica: se chiami "fuga" eventi tragici come quella degli ebrei dall'Egitto, puoi (devi! per rispetto) usare la versione canzonatoria "fugone" per eventi grotteschi

Si, convieni quindi che è adatto ad un registro comico,  e che può stonare in un contesto più formale e non giovanile.  Circa la quantità e qualità dell' oro (legame effettivo e profondo tra significato e significante) dipende dal valore che ciascuno di noi dà alla lingua parlata e scritta.  Per me è molto importante, tanto più se le parole riguardano concetti essenziali: libertà,  verità,  giustizia, bellezza ecc.

Inviato
25 minuti fa, Panurge ha scritto:
12 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

dell'altra sponda

È gaio? Ma chi l'avrebbe detto. 

Ma di chi state parlando? Sono curioso😀

Inviato
2 ore fa, vizegraf ha scritto:

Si tratta del testo di un brano di Franco Nebbia del 1961 intitolato "Vademecum tango

geniale e simpatico, anche la musica è gradevole ed efficace.

Inviato
17 ore fa, melos62 ha scritto:

ALERT PIPPONE.

Come inizio non è male… due lemmi significativi! 
🤔😃😉




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