Velvet Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 Qui in regione i debosciati governi del dopoguerra hanno fatto cadere in disuso la coltivazione delle canne d'acqua da cui si ricavava l'autarchica Viscosa. Il maestoso stabilimento lo abbiamo ancora (SNIA a Torviscosa, città di fondazione inaugurata da Lui), basterebbe riallagare qualche ettaro per riprendere alla grande ed essere leader nella produzione del tessuto che tutto il mondo ci invidiava. E chi ce batte a noi? Agevolo filmato (di M. Antonioni, mica pizza e fichi)
Panurge Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 Eravamo così minerari che esportavamo carne umana in cambio di carbone. 1
audio2 Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 ho wikipardato abbiamo anche qualche terra rara e del titanio stanno in piemonte e liguria, anche dentro un parco naturale ( ancora meglio )
Velvet Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 1 minuto fa, audio2 ha scritto: stanno in piemonte e ligura, anche dentro un parco naturale Bene, chiudiamo tutto e convertiamo in miniera. Tanto i liguri sono inospitali comunque
audio2 Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 si ma infatti, chissà poi che i bauscia milanesi pieni di grana non vadano altrove ( pure da noi )
Jack Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 https://www.open.online/2023/04/11/italia-litio-cobalto-materie-prime-critiche-dove-sono/ Nel sottosuolo italiano ci sono almeno 15 delle 34 materie prime critiche necessarie per la transizione energetica. Si tratta di componenti necessari per le turbine eoliche, i pannelli fotovoltaici e le batterie delle auto elettriche. Per esempio nel Parco Nazionale del Beigua in Liguria si trova il più grande giacimento di titanio in Europa. Quello di Pianpaludo. @audio2 Lo scorso settembre è stato istituito il “Tavolo Tecnico delle materie prime critiche”, coordinato dal ministero delle Imprese e da quello dell’Ambiente. Con il contributo principale dell’Ispra, spiega oggi Repubblica, il Tavolo sta portando avanti la mappatura dei siti in Italia. Come del resto prevede un regolamento Ue presentato dalla Commissione il 16 marzo, per garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche. I 3 mila siti d’Italia Secondo l’Ispra ci sono 3 mila siti in Italia da cui si possono estrarre materie prime critiche. Il litio si trova nell’alto Lazio, ovvero in aree vulcaniche come il Lago di Bracciano. Ma anche nei Campi Flegrei in Campania. Il cobalto invece si estrae in Piemonte, a Punta Corna. Ma si trova anche nel Lazio. La mappa mostra una concentrazione di altri metalli importanti. Come barite, berillio, nichel e tungsteno. Si trovano nell’arco alpino, in Sardegna e in Toscana. E poi ci sono materiali come il rame, che si trova sulle Alpi, in Liguria e Toscana. O lo zinco, che veniva estratto soprattutto a Gorno, vicino a Bergamo. Negli anni passati ci sono stati tentativi di riapertura, tutti bocciati. Ma adesso bisognerà ripensarci. Il ministro Urso Il ministro delle Imprese Adolfo Urso spiega al quotidiano che «abbiamo appena capito quanto è stato pericoloso affidarci alle fonti fossili russe, non possiamo fare lo stesso con la Cina sulle terre rare e i minerali preziosi. In questi anni Pechino ha seguito una politica espansionistica con acquisizioni di giacimenti». Mentre «gli Stati Uniti hanno messo sul piatto con vari provvedimenti oltre 1.850 miliardi per rispondere alla Cina», premette Urso. Per fare lo stesso, l’Unione europea deve «accelerare sul Fondo sovrano europeo: può essere la chiave per fare acquisizione di giacimenti fuori dell’Ue in ottica di differenziazione delle forniture, e può finanziare i progetti di riconversione digitale e green per le imprese europee». La mappatura Il ministro parla del lavoro che si sta terminando con il collega Pichetto: «Dobbiamo aggiornare entro i prossimi tre-quattro mesi una mappa che è ferma da oltre 30 anni»*. Infine, sulla ricerca mineraria assicura che «non verranno messi a repentaglio i nostri standard di tutela ambientale e sociale». E sui rischi di veti e proteste annuncia una «operazione di onestà: finora abbiamo lasciato che le terre rare arrivassero da Paesi dove i controlli ambientali e sulla qualità del lavoro erano minimi». Ma, conclude il ministro, «la riduzione delle emissioni, il passaggio a tecnologie più sostenibili non può avvenire senza queste materie prime». Si tratta di una scelta «ecologica e di sovranità». *la mappa nei libri di geografia di savgal? 1
31canzoni Inviato 13 Luglio 2023 Autore Inviato 13 Luglio 2023 @Jack mancano giusto la tavola pitagorica dei quaderni pigna e la carta assorbente azzurra e mi hai fatto regredire alle elementari, con tanto di giacchetto blu e farfallina che cambiava di colore di anno in anno. Grazie, smack.
vizegraf Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 @Panurge Già, ma abbiamo ridotto la produzione. Non ne abbiamo più da mandare a Marcinelle.
Martin Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 Il titanio è essenziale per assicurare la sovranità autarchica nella produzione di dentiere, e cade a fagiolo col "fuso demografico" della Patria.
niar67 Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 Ammettendo che sia una cosa fattibile,intendo aprire o ri-aprire miniere sparse per l'Italia,al giorno d'oggi chi farà il minatore?intendo gli addetti all'estrazione dei vari minerali???? A Voi la risposta..... 1
niar67 Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 @Velvet ...ci vedo più extracomunitari di vario genere e tipo,compresi quelli che arrivano con i barconi.......
vizegraf Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 7 minuti fa, niar67 ha scritto: al giorno d'oggi chi farà il minatore?i Quelli che a tutt'oggi fanno gallerie. Garfagnini Bergamaschi Calabresi Sardi Ed altri ... e sono pure bravi.
ferdydurke Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 I romani risolvevano tutti con gli schiavi e con i condannati ad metalla…
Guru Inviato 13 Luglio 2023 Inviato 13 Luglio 2023 Parliamo di Urso quello che di nome fa Adolfo, ed è nato nel 1957? Devo aggiungere altro?
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