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L’ecoansia


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Adesso, andpi65 ha scritto:

Pensa che in passato ci facevano anche le vasche di caduta per l'acqua dei bagni nelle abitazioni.

Lo so, i miei nonni l'avevano in soffitta (ormai scollegata dall'impianto). Si stima che nel sistema idrico nazionale ci siano ancora centinaia di km di tubi in amianto, se è per questo.

 

3 minuti fa, andpi65 ha scritto:

basta volerlo fare.

Eh già... Ma fra il dire e il fare...

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15 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Non ho capito!  Due bombe d'acqua a maggio e poi a distanza di due mesi grandine come palline da tennis e  venti che han scoperchiano case che sarebbe secondo te?

Secondo me niente, io non studio il clima, secondo loro, ma sono cose già postate al tempo:

 


https://www.micromega.net/alluvioni-le-cause-di-un-disastro/amp/

 

Alluvioni, le cause di un disastro

2 mesi fa

Emilia-Romagna, Sardegna e Campania sono i territori più degradati del Paese secondo l'Atlante ISPRA dei Dati Ambientali 2023.

Sono giorni difficili, i giorni della tragedia in Emilia-Romagna: di vittime accertate se ne contano 15; decine di migliaia gli sfollati, quasi 40 mila e per due terzi nel ravennate; strutture d’accoglienza approntate in fretta ospitano circa 5 mila persone. Campi ridotti a paludi, saline sott’acqua come risaie, case sventrate e più di 500 strade interrotte dopo più di 300 frane. Ovunque devastazione e paura. E continua a piovere.
Il sito web della regione è uno scatto in progressione. Il 19 maggio segna il prima e il dopo: in un’ora appena si passa dall’ordinario (con il rituale comunicato di stagione, dedicato alle spiagge pronte ad accogliere i turisti), all’emergenza dell’alluvione. Da quel momento, un susseguirsi di notizie drammatiche e qualche intervento a discolpa, da parte dell’amministrazione Bonaccini.

L’assessora regionale Barbara Lori chiarisce in una nota che “La legge urbanistica regionale funziona, già evitati nuovi insediamenti per oltre 11 mila ettari, con la possibilità concreta di ‘salvare’ l’85% del territorio inserito nella precedente programmazione”. Come dire: la norma c’è, a partire da quella contro la cementificazione. L’amministrazione prova a respingere gli attacchi di una maggioranza che gioca ancora a fare l’opposizione.
A cercare i dati, è la Piattaforma Nazionale Adattamento Cambiamenti Climatici a registrare l’impegno delle regioni: nel 2015 l’Emilia Romagna ha approvato il Percorso verso un’unitaria strategia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; sin dal 2011 ha avviato i Piani Clima territoriali.

La buona volontà non basta, certamente. E non può negarsi come il consumo di suolo in Italia fotografato dal Rapporto SNPA 2022 ci dica che “tra il 2006 e il 2021 abbiamo perso 1.153 km2 di suolo naturale o seminaturale, a causa principalmente dell’espansione urbana e delle sue trasformazioni collaterali che, rendendo il suolo impermeabile, oltre all’aumento degli allagamenti e delle ondate di calore, provoca la perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici, con un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di Euro l’anno”.
Tra le regioni è la Valle d’Aosta quella con il consumo inferiore, ma il trend è in crescita pure lì; gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499); i valori percentuali più elevati si collocano anche quest’anno in Lombardia (12,12%), Veneto (11,90%) e Campania (10,49%).

Tra i numeri insomma ci si perde, ma il quadro va per lo meno abbozzato. L’istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), insieme alle 21 Agenzie delle Regioni (ARPA) e delle Province autonome (APPA), fa parte del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), istituito con legge del 2016. È di aprile l’ultimo Atlante ISPRA dei Dati Ambientali 2023, pubblicazione che restituisce la fotografia del degrado del suolo e del territorio: tra le aree degradate del nostro paese “i risultati aggregati regionalmente mostrano i valori più alti per Sardegna, Emilia-Romagna e Campania”.
Le rilevazioni dell’Istituto al 17 maggiodi quest’anno completano lo scenario. Per percentuali di territorio potenzialmente allagabile e di popolazione esposta a rischio di alluvione, l’Emilia-Romagna ha valori superiori rispetto a quelli calcolati alla scala nazionale: “l’11,6% del territorio regionale, in cui risiede poco meno del 10% della popolazione, ricade in aree potenzialmente allagabili secondo uno scenario di pericolosità elevata”. Ravenna e Ferrara, le province con maggiori estensioni di territorio inondabile, con punte rispettivamente dell’80% e di quasi il 100% in caso di scenario di pericolosità media da alluvioni. La regione peraltro è stata interessata – è bene dirlo – da due eventi in sequenza in meno di venti giorni con livelli di precipitazione mensile che hanno superato i 450 millimetri in varie località.

 

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7 minuti fa, andpi65 ha scritto:

Pensa che in passato ci facevano anche le vasche di caduta per l'acqua dei bagni nelle abitazioni.

Comunque l'eternit ( quello con amianto)sarebbe sufficiente trattarlo con una miscela di vinavil e vernice per renderlo non pericoloso, non è costi molto farlo, basta volerlo fare.

Il punto, se ricordo bene vecchi discorsi fatti sull’argomento, è che è costo pure quel trattamento perché va eseguito da ditte specializzate e deve essere certificato, non lo si può fare in autonomia al risparmio, ed alla fine finisce per essere più economico eliminarlo, se non altro è definitivo. 

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Adesso, audio2 ha scritto:

ma non è solo il consumo di suolo

è anche e soprattutto come e dove si consuma e come si costruisce

Infatti è scritto chiaramente nell’articolo e lo era anche in un articolo postato al tempo, si è costruito sulle aree dove i fiumi hanno sempre esondato ed è anche scritto come è un problema non della sola Emilia Romagna ma anche di Veneto e Campania ad esempio.

Adesso, andpi65 ha scritto:

Mauro finiscitela di fare copia e incolla , e fammi un succo con parole tue.

L’ho già fatto nel post di risposta ad Audio2 leggilo, ma sono le stesse cose che scrissi al tempo e che non volevo accettare allora.

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14 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Il punto, se ricordo bene vecchi discorsi fatti sull’argomento, è che è costo pure quel trattamento perché va eseguito da ditte specializzate e deve essere certificato, non lo si può fare in autonomia al risparmio, ed alla fine finisce per essere più economico eliminarlo, se non altro è definitivo.

Lo smaltimento di sicuro, almeno oltre un certo numero di metri quadrati di superficie da bonificare, ma non è che se lo incapsuli autonomamente (in economia si dice) con vinavil e vernice ti vengono a tirare le orecchie, mentre se continui a tenertelo sopra la testa ammalorato va tutto bene ehh.

 

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Adesso, andpi65 ha scritto:

mentre se continui a tenertelo sopra la testa ammalorato va tutto bene ehh.

Guarda che sono d’accordo, dico solo che a memoria incapsulare era molto costoso anche se un po’ di meno che smaltire, ma non conosce bene l’argomento anche se mi sono ricordato con chi ne parlai, un amico che al tempo lavorava come commerciale per delle discariche che avevano i codici di smaltimento, qualche decennio fa, e mi disse qualcosa al riguardo.

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12 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

sul clima e sull’ambiente vale ciò che dicono gli esperti, i documenti ed i dati e non le percezioni personali, non è un argomento da trattare da tifosi ma da demandare agli scienziati, non mi diventerai mica un negazionista? 😎

Ma che Ciccio stai a di 😄

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33 minuti fa, audio2 ha scritto:

ma non è solo il consumo di suolo

è anche e soprattutto come e dove si consuma e come si costruisce

Indubbiamente. Poi però mi resta da capire come mai io che ho 58 anni e vecchi che passano gli 80, fenomeni come quelli visti in 2 mesi non li abbiamo mai visti in passato. Ohh e non è che, da quando mi ricordi da ragazzo, a livello costruzioni nelle zone che conosco, visto che ci son cresciuto, sia cambiato nulla . Parlo della mia città e delle zone colpite dall'alluvione di maggio.

E non parlo poi delle grandinate eccezionali e del vento che ha scoperchiato case..

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extermination
11 minuti fa, andpi65 ha scritto:

però mi resta da capire come mai io che ho 58 anni e vecchi che passano gli 80, fenomeni come quelli visti in 2 mesi non li abbiamo mai visti in passato

Perdonami. In ogni caso non si può considerarlo un processo che cambia alla medesima velocità di un click...del tipo: fino lo scorso anno rientrava in qualche modo nello standard e con gli ultimi eventi si è usciti dallo standard.

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