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Circola una bufala, i sistemi di correzione digitale non sarebbero trasparenti


Messaggi raccomandati

9 ore fa, Jox79 ha scritto:

Mi inserisco in questo interessante thread per sapere come potrei nel mio impianto inserire un sistema di correzione rimanendo nell’ambito digitale. No doppie conversioni 

https://help.roonlabs.com/portal/en/kb/articles/dsp-engine-parametric-equalizer

 

Dovrebbe girare sul player Roon, compatibile con i Mac 

8 minuti fa, Dufay ha scritto:

Potrebbe rivoluzionare il mondo

L'impressione che al giorno d'oggi il mondo possa ancora essere rivoluzionato, stagna nelle menti preistoriche dei buzzurri che ancora non hanno intrapreso un minimo di percorso evolutivo

 

  • Haha 2
10 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Perchè secondo te nella maggiorparte dei casi cosa si corregge ?

qual è la gamma di frequenze che in ambiente risulta torturata ?

La gamma bassa, d'accordo.

Ma il resto non è assolutamente da sottovalutare, contiene tutto quello che il musicista studia e cerca da anni: IL SUONO. Non scherziamo, il musicista vive di suoni, espressioni, interpretazioni e queste sono contenute in porzioni di spettro ed in attributi sonori/acustici difficilmente, molto difficilmente trattabili digitalmente. Parlo di attacchi, fraseggi, note fantasma, elementi armonici etc. che si dipanano soprattutto sui medi, medio alti, caratterizzando profondamente il sound.

Per cui ok, correggiamo il registro basso - più facile digitalmente, senza scartare a priori l'intervento passivo - ma poi il resto (riflessioni ad es.) che a quel punto risulterà ben nitido e dovrà necessariamente essere in linea con un messaggio complessivamente ben restituito.

  • Melius 1
7 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

Ma il resto non è assolutamente da sottovalutare, contiene tutto quello che il musicista studia e cerca da anni: IL SUONO.

Certo ma, nel caso di una registrazione,  questo suono come lo ottieni? Quando il pianista fa il primo accordo, poi cisa succede al suono?

5 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

La gamma bassa, d'accordo.

Ma il resto non è assolutamente da sottovalutare, contiene tutto quello che il musicista studia e cerca da anni: IL SUONO. Non scherziamo, il musicista vive di suoni, espressioni, interpretazioni e queste sono contenute in porzioni di spettro ed in attributi sonori/acustici difficilmente, molto difficilmente trattabili digitalmente. Parlo di attacchi, fraseggi, note fantasma, elementi armonici etc. che si dipanano soprattutto sui medi, medio alti, caratterizzando profondamente il sound.

Per cui ok, correggiamo il registro basso - più facile digitalmente, senza scartare a priori l'intervento passivo - ma poi il resto (riflessioni ad es.) che a quel punto risulterà ben nitido e dovrà necessariamente essere in linea con un messaggio complessivamente ben restituito.

Senza alcun dubbio

La parte relativa al campo diffuso [zona oltre la Schroeder] andrebbe ottimizzata passivamente

Ad esempio il tempo di riverbero, la initial time gap, la Energy time curve in modo che il segnale diretto non venga inquinato

Tutto concorre per una ottimizzazione vera, ma qui c'è gente che con una sola misuretta [la risposta in frequenza] crede di aver risolto tutte le altre cose, ma crede anche di averle risolte

11 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

resto non è assolutamente da sottovalutare, contiene tutto quello che il musicista studia e cerca da anni: IL SUONO. Non scherziamo, il musicista vive di suoni, espressioni, interpretazioni e queste sono contenute in porzioni di spettro ed in attributi sonori/acustici difficilmente, molto difficilmente trattabili digitalmente. Parlo di attacchi, fraseggi, note fantasma, elementi armonici etc. che si dipanano soprattutto sui medi, medio

Eh vaglielo a spiegare.

Prendi ad esempio un quartetto d'archi magari si un movimento dove il violoncello suona poco e non fa bassi. 

Ascolta con modificatore inserito ma non in funzione e poi in purezza. Se non si sente differenza è trasparente se si sente differenza non è trasparente.

Senti che succede.

Impianto di qualità ovviamente non robetta.

L'avrò detto migliaia di volte .

58 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

Non scherziamo, il musicista vive di suoni, espressioni, interpretazioni e queste sono contenute in porzioni di spettro ed in attributi sonori/acustici difficilmente, molto difficilmente trattabili digitalmente. Parlo di attacchi, fraseggi, note fantasma, elementi armonici etc. che si dipanano soprattutto sui medi, medio alti, caratterizzando profondamente il sound.

Per questo basta il gatto 🐈‍⬛ …se femmina meglio

7022BFBC-90A3-4BAE-ABA9-8B662C677809-328-000000F0FF61D94A.jpeg

2 minuti fa, senek65 ha scritto:

Una domanda per gli esperti.  Il contenuto , il messaggio musicale nel suo complesso,  a fronte di misure precise, rezta maggiormente integro nel dominio digitale o analogico?

Bisogna stilare una classifica:

 

-dominio digitale

-dominio analogico a fase minima [tra sorgente e morsetti del diffusore]

-dominio analogico a fase in eccesso [che sarebbe nel contesto acustico]

 

Nell'ultimo caso, in acustica, il massimo che si può ottenere è una migliore approssimazione possibile

I sistemi di correzione digitali apportano [quando ben usati] una buona verosimiglianza tra segnale acustico e segnale originale contenuto nel CD

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