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Circola una bufala, i sistemi di correzione digitale non sarebbero trasparenti


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2 ore fa, grisulea ha scritto:

Tutte le registrazioni sono trattate digitalmente. Quel che senti "è" digitale.

Quasi tutte, ma solo da un certo periodo in poi: per chi ascolta prevalentemente incisioni di almeno 30-40 anni fa il materiale è quasi sempre analogico.
Inoltre, per l'orecchio dell'ascoltatore, un conto è una registrazione digitale riprodotta nella sua versione originale (ovvero quella incisa sul supporto), mentre tutt'altro effetto avrà sull'ascolto ("migliore" o "peggiore" è una valutazione per lo più soggettiva) la medesima registrazione ulteriormente rielaborata e modificata nel processo di riproduzione.

Personalmente, digitale o analogico che sia, preferisco attenermi quanto più possibile alle caratteristiche del brano così come è stato pensato e realizzato da chi lo ha inciso, sia per ragioni puramente filosofiche sia perché, più banalmente, suona meglio al mio udito.

16 minuti fa, Tronio ha scritto:

Personalmente, digitale o analogico che sia, preferisco attenermi quanto più possibile alle caratteristiche del brano così come è stato pensato e realizzato da chi lo ha inciso

Se non ci fosse l'ambiente acustico di mezzo, e il diffusore fosse lineare, tali caratteristiche verrebbero mantenute

Il fatto è che il contenuto del CD viaggia pressochè intatto fino ai morsetti dei diffusori, da li in poi fino al punto d'ascolto le cose cambiano, e cambiano in relazione ai difetti acustici 

Quando si applica una correzione digitale comunque, se non ricordo male, va tenuto conto che il risultato dipende anche dall’amplificatore.. nel senso che se la correzione che Dirac come di altri sistemi cerca di colmare un “buco” soprattutto sulle basse frequenze può mandarlo facilmente in clipping.

42 minuti fa, Tronio ha scritto:

Personalmente, digitale o analogico che sia, preferisco attenermi quanto più possibile alle caratteristiche del brano così come è stato pensato e realizzato da chi lo ha inciso,

Come stabilisci che ti stai attenendo? Non fare nulla, in apparenza la soluzione logica, è solo la soluzione più facile, quasi mai la migliore.

 

42 minuti fa, Tronio ha scritto:

Quasi tutte,

Cambia poco, o ascolti analogico dall'incisione alle orecchie o da qualche parte c'è il digitale.

 

1 ora fa, Tronio ha scritto:

Quasi tutte, ma solo da un certo periodo in poi: per chi ascolta prevalentemente incisioni di almeno 30-40 anni fa il materiale è quasi sempre analogico.

A meno che non ascolti LP originali dei 60/70. Quindi non 30-40 anni fa, ma qualcosina in più.

Il resto è tutto processato digitalmente. Da fine anni 70 (77/78 circa) in poi, a vari livelli (dalle copie digitali del nastro master analogico, da distribuire alle stamperie, fino al funzionamento dei torni incisori, qui è spiegato abbasta bene), finché tutta la catena di produzione a fine 80 diventa digitale.

 

Ma siamo OT.

4 ore fa, grisulea ha scritto:

Tutte le registrazioni sono trattate digitalmente. Quel che senti "è" digitale. 

Il trattamento digitale al quale facevo riferimento è evidentemente quello di un correttore digitale di acustica ambientale. 
Non c’entra niente con ciò che avviene in fase di produzione. 

8 ore fa, Paolo_AN ha scritto:

Il trattamento digitale al quale facevo riferimento è evidentemente quello di un correttore digitale di acustica ambientale. 
Non c’entra niente con ciò che avviene in fase di produzione. 

È come fai a farglielo capire? Prova così. Se suonasse un contrabbasso gli stacchi le corde per non creare risonanze, se suona una tromba gli metti oltre la sordina una coperta di flanella…

26 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

È come fai a farglielo capire? Prova così. Se suonasse un contrabbasso gli stacchi le corde per non creare risonanze, se suona una tromba gli metti oltre la sordina una coperta di flanella…

Un esempio del tasso 

9 ore fa, Paolo_AN ha scritto:

Il trattamento digitale al quale facevo riferimento è evidentemente quello di un correttore digitale di acustica ambientale. 
Non c’entra niente con ciò che avviene in fase di produzione

Concentriamoci qui, tale trattamento cosa dovrebbe causare al segnale?

Abbiamo visto che nel dominio digitale non provoca alcun degrado

Rimane adesso da capire come sopraggiunge il segnale acustico nel punto di ascolto

Pensi che arriva intatto ? Oppure che l'ambiente lo tratti ancora peggio di qualsiasi trattamento digitale?

Una funzione di trasferimento può risultare congrua fino ai morsetti del diffusore, ma nel punto d'ascolto la verginità dello stimolo originale si perde totalmente 

Però ragazzi… provate a rileggere ciò che ho scritto nelle pagine precedenti. 
Ok il dsp è trasparente, ok corregge egregiamente la regione bassa, ma - ed è questo che ho scritto e sottolineato - esiste il resto dello spettro, laddove risiedono importanti info riguardo il tanto ricercato, studiato, voluto SOUND del musicista. E non solo questo ovviamente. 
Ecco, in questa porzione di spettro altrettanto importante (ho scritto medi e medio alti) il dsp, allo stato attuale, lo vedo in difficoltà. 
Ripeto, sottolineo e ingrassetto: l’uso del digitale in studio non c’entra nulla, lo studio produce e potrebbe farlo anche con macchine a vapore, noi riproduciamo, conserviamo, manteniamo. 
Non so come altro dirlo. 

  • Melius 1
extermination
35 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Una funzione di trasferimento può risultare congrua fino ai morsetti del diffusore, ma nel punto d'ascolto

Resta il fatto che intervieni sul segnale sostanzialmente congruo per "correggere" anomalie ( sempre da verificare e definire) introdotte dal sistema elettroacustico e dal sistema acustico ( risultanti non congrui-l'uno,l'altro,entrambi)

1 minuto fa, Paolo_AN ha scritto:

esiste il resto dello spettro, laddove risiedono importanti info riguardo il tanto ricercato, studiato, voluto SOUND del musicista. E non solo questo ovviamente. 
Ecco, in questa porzione di spettro altrettanto importante (ho scritto medi e medio alti) il dsp lo vedo in difficoltà. 

Non è in difficoltà il DSP, che se ne impippa alla fine poichè tratta soltanto quello che gli dai da mangiare

Le difficoltà a limite si concentrano sull'operatore in quanto lo spettro superiore richiederebbe maggiori attenzioni

Ad esempio, se non è fortemente perturbato lo puoi lasciare intonso e correggere soltanto la parte bassa

Oppure, se perturbato fortemente cercare di capire se sono delle forti riflessioni a provocarlo, in questo caso NON si adotta la correzione se non prima aver risolto il danno delle riflessioni

Insomma, per abbreviare serve anche competenza nel capire cosa va fatto e come

  • Thanks 1
16 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

Ecco, in questa porzione di spettro altrettanto importante (ho scritto medi e medio alti) il dsp lo vedo in difficoltà. 

Perché? In cosa differisce un dsp da studio da uno di casa. Non posso utilizzare al limite lo stesso dsp? Che differenza ci dovrebbe essere? Se un dsp si accerta trasparente cosa impedisce di usarlo? Quali problemi dovrebbe introdurre se non un semplice errato utilizzo? Indipendentemente da tutto se chi lo usa ne trae vantaggio, in pratica sente meglio, per quale motivo dovrebbe farsi problemi? 

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