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Melius Club

Ingegneri o Filosofi ?


Max440

Messaggi raccomandati

Inviato
4 ore fa, Savgal ha scritto:

Marchionne era laureato in filosofia

Era laureato anche in filosofia. Dopo filosofia si era laureato in giurisprudenza, successivamente Discipline commerciali ed un master in Business administration. 

Inviato

Wikipedia

Formazione universitaria

In Canada Sergio Marchionne si laureò in filosofia presso l'Università di Toronto; in un'intervista dichiarò: «Quando ho iniziato l’università, in Canada, ho scelto filosofia. L’ho fatto semplicemente perché sentivo che, in quel momento, era una cosa importante per me».

Successivamente si laureò in giurisprudenza alla Osgoode Hall Law School dell'Università di York (Ontario, Canada) con il massimo dei voti, conseguendo poi presso l'Università di Windsor (Ontario, Canada) una Laurea in Discipline Commerciali (Bachelor of Commerce) ed un Master in business administration. Esercitò quindi come procuratore legale, avvocato ed esperto contabile diplomato quando si poteva ancora esercitare la professione con una laurea in giurisprudenza annessa ad un master in economia.

Inviato
Adesso, Savgal ha scritto:

A memoria mi pare che fosse la sua prima laurea, verifico.

E' quello che ho scritto.

 

Inviato

@LUIGI64

La definizione di verità oggettiva: la perfetta corrispondenza fra le cose e la rappresentazione che ne facciamo
I presupposti impliciti in una definizione di verità oggettiva:
1. che il mondo abbia un ordine;
2. che quest’ordine sia conoscibile dal nostro pensiero;
3. che lo strumento con cui il nostro pensiero conosce la realtà, ossia il linguaggio, rispecchi la realtà.
La soluzione aristotelica al problema della verità: postulare l’esistenza di un ordine e che questo corrisponda all’ordine del linguaggio. L’ordine del mondo si riflette nell’ordine del linguaggio.
L’obiezione scettica: se la nostra conoscenza deriva dall’esperienza, ciò che definiamo conoscenza, e di conseguenza la verità, si basa su una serie di presupposti che non sono in alcun modo desumibili dall’esperienza.
L’argomento di Hume: l’ordine, e con esso la necessità che dovrebbe connettere fra loro gli eventi che osserviamo, non è in alcun modo constatabile attraverso l’esperienza.
La soluzione kantiana al problema della conoscenza:
1. la conoscenza non è il riflesso passivo dell’esperienza;
2. conoscere è giudicare (non osservare);
3. la conoscenza implica una serie di principi e presupposti impliciti di cui raramente si è
consapevoli.

Il modello kantiano della conoscenza esclude che il faticoso tentativo dell’uomo possa pervenire ad una verità oggettiva che lo esaurisca ed obbliga ad un confronto continuo, incessante, critico con le nostre percezioni, obbligandoci soprattutto attenzione sui tanti aspetti dei fenomeni di cui non si riesce a trovare una spiegazione.
Il concetto di verità muta registro, non è nelle nostre percezioni, bensì nel giudizio che l’intelletto elabora sulla base della percezione. I sensi quindi non sbagliano, ma non perché giudicano correttamente, ma perché non giudicano affatto.

  • Thanks 1
Inviato

Tutto giusto

Ma i Filosofi indicano un sentiero

Tutti empiricamente possono constatare se quel percorso abbia un senso, se funziona oppure no

Mi viene in mente il Buddhismo, in cui filosofia e religione quasi si confondono

briandinazareth
Inviato
16 minuti fa, Savgal ha scritto:

I sensi quindi non sbagliano, ma non perché giudicano correttamente, ma perché non giudicano affatto.

 

questo è stato superato dal fatto che oggi sappiamo che i sensi non solo sbagliano e parecchio, ma ci restituiscono una realtà appositamente infedele, perché non si sono sviluppati per raccontarci la realtà (ammettiamo pure che ci sia e sia oggettiva) ma solo per ragioni evolutive e non di verità.

 

insomma, sappiamo che il rosso non esiste in natura e sappiamo pure che l'esperienza del rosso è diversa per persone diverse. 



 

Inviato

Mi piace citare un brano tratto da un libricino piccolo quanto notevole ( Filosofia Antica) a firma di G. Reale

 

 

IMG_20230920_204929.jpg

Gaetanoalberto
Inviato
1 ora fa, audio_fan ha scritto:

sicuramente più "laiche" che non altrove

Promessi Sposi docunt

Gaetanoalberto
Inviato

Qualcuno sostiene che il vero discrimine di civiltà della nostra identità culturale, a dispetto di chi sbagliando per eccesso di semplificazione la definisce "cristiana", derivi dal substrato filosofico che l'ha continuamente sostenuta.

briandinazareth
Inviato
21 minuti fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Qualcuno sostiene che il vero discrimine di civiltà della nostra identità culturale, a dispetto di chi sbagliando per eccesso di semplificazione la definisce "cristiana", derivi dal substrato filosofico che l'ha continuamente sostenuta.

 

in realà moltissime altre culture hanno avuto un substrato filosofico di simile portata e importanza, da quella indiana a quella islamica o cinese.

la differenza è molto più recente ed è l'illuminismo.

da quello nascono tutte le cose che oggi qualificano la cultura occidentale e che, prima di allora, non erano neppure prese in considerazione:

 

i diritti universali, la democrazia moderna, la libertà di espressione, la libertà religiosa e la secolarizzazione contro il potere religioso, l'umanesimo libertario, la critica alla tradizione, il concetto stesso di libertà individuale, l'avversione alla pena di morte ecc. 

queste sono le cose che citiamo quando parliamo dell'occidente.

  • Melius 1
Inviato
14 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

la differenza è molto più recente ed è l'illuminismo.

da quello nascono tutte le cose che oggi qualificano la cultura occidentale e che, prima di allora, non erano neppure prese in considerazione:

 

i diritti universali, la democrazia moderna, la libertà di espressione, la libertà religiosa e la secolarizzazione contro il potere religioso, l'umanesimo libertario, la critica alla tradizione, il concetto stesso di libertà individuale ecc. 

Buttati nel Water 2.000 anni di storia Romana.

Per tacer di Socrate e Platone e d’Aristotele pure.

 

briandinazareth
Inviato
2 minuti fa, samana ha scritto:

Buttati nel Water 2.000 anni di storia Romana.

Per tacer di Socrate e Platone e d’Aristotele pure.

 

e perché mai? 

ad esempio non confondiamo la democrazia antica con quella moderna perché sono concetti molto distanti. 

tra l'altro di aristotele e i suoi amici greci abbiamo fatto a meno per moltissimi secoli in occidente...

senza gherardo da cremona a toledo e molti filosofi islamici probabilmente non ne parleremmo neanche. 
da li in poi è stata una faticaccia cercare di farlo aderire alla dottrina cristiana, con salti mortali notevoli e pure varie condanne religiose. 

comunque nessuno di loro esprimeva concetti vicini a quelli dell'illuminismo, sarebbe stato impensabile all'epoca e pure le condizioni sociali ed economiche che resero possibili i lumi erano molto lontane dal potersi realizzare.




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