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Israele, 7 ottobre, cronaca di un attacco terroristico


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Il 19 luglio 2018 il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato dopo una lunghissima deliberazione la «Legge fondamentale: Israele quale Stato nazionale del popolo ebraico».

L’atto statuisce ciò che già dichiara nel titolo: Israele è lo Stato degli ebrei. E include provvedimenti simbolici e operativi pensati per rafforzare il carattere giudaico dello Stato.

Fra questi figurano: la dichiarazione che Israele è il luogo dove si realizza l’autodeterminazione degli ebrei e degli ebrei soltanto; il consolidamento dello status della lingua ebraica; l’ufficiale riconoscimento del nome del paese, della bandiera, dell’inno, dello status di Gerusalemme quale città capitale; la relazione speciale con la diaspora; le festività ebraiche come giorni ufficiali di riposo per lo Stato.

Come tutti sanno (?) Israele non ha una Costruzione ma solo una legge fondamentale approvata da 62 parlamentari, con 55 contrari e 2 astenuti. Quindi i rappresentanti di quasi metà degli ebrei sono antisemiti, secondo alcuni.

Nella legge fondamentale non sono previsti palestinesi come nessuna altra etnia non ebrea, nessuna altra lingua, nessuna altra religione. 

Israele è lo Stato degli ebrei, punto.

Per questo non può riconoscere l’obbligo di ritirarsi dai territori occupati nel 1967 o riconoscere il diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi in base alla risoluzione Onu 194. Del diritto palestinese all’autodeterminazione non ne parliamo nemmeno.

A proposito di territori occupati nel 1967, che sono quelli rivendicati dallo statuto di Hamas, molti sono ignoranti (nel senso che ignorano) che la restituzione fu stabilita dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nella sua Risoluzione 242.

 

 

In sintesi, ciò che ha fatto Hamas è brutale, ma il comportamento di Hamas non può far perdonare i tanti peccati che gli israeliani, ed in particolare i governi delgi ultimi anni, hanno commesso.

E' un paese ben strano quello in cui militari, generali, capi dei servizi segreti sono più ragionevoli e moderati dei politici.

Infine, mi urta questo strumentalizzare una tragedia ai fini di consenso interno, per dare in pasto odio a coloro che di odio sono affamati.

4 ore fa, appecundria ha scritto:

Nella legge fondamentale non sono previsti palestinesi come nessuna altra etnia non ebrea, nessuna altra lingua, nessuna altra religione. 

Ma scusa, certe volte non ti capisco e IMHO parti un po' per la tangente:classic_ohmy:

Con quale etnia dovrebbe identificarsi, visto che è nato come rifugio per gli ebrei.

Che poi, in questo caso, incidentalmente, l'etnia corrisponde con la religione.

4 ore fa, appecundria ha scritto:

Per questo non può riconoscere l’obbligo di ritirarsi dai territori occupati nel 1967

Ma perchè? cosa c'entra la carta fondamentale con l'estensione territoriale.

-

Il fatto che non restituisca i territori occupati nel 1967 è un problema politico.

Che era stato in parte risolto con gli accordi Peres-Arafat: pace in cambio di terra.

Non hanno funzionato, non sono stati rispettati: su questo si può discutere.

4 ore fa, appecundria ha scritto:

A proposito di territori occupati nel 1967, che sono quelli rivendicati dallo statuto di Hamas, molti sono ignoranti

 Hamas non vuole i territori, nel suo statuto c'è solo l' obiettivo della cacciata degli ebrei

dalla Palestina, ed è esclusa qualsiasi possibilità di dialogo (ufficiale).

8 ore fa, wow ha scritto:

Mauro, non rispondo neanche a questo cumulo di fandonie da suprematista della Garbatella ... 

Antonio mettila come vuoi ma è stato spiegato anche in modo più chiaro, gli altri paesi islamici come sono messi? Le condizioni politiche e sociali sono analoghe come pure lo stesso è l’approccio ideologico nei confronti di Israele, colpa di Israele anche lì i problemi, anzi il problema è un altro?  

7 ore fa, appecundria ha scritto:

Il 19 luglio 2018 il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato dopo una lunghissima deliberazione la «Legge fondamentale: Israele quale Stato nazionale del popolo ebraico».

https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/israele-i-rischi-della-nuova-legge-sullo-stato-nazione-21068#:~:text=La Knesset del 18 luglio,55 contrari e due astenuti.
 

Una legge votata in un parlamento di un paese democratico, discussa ed approvata con l’astensione del Likud e con la presenza di partiti arabi in Parlamento che l’hanno con i partiti di riferimento degli israeliani e che definisce:

 

“Controverso anche il passaggio che individua l’ebraico come “la lingua dello stato”, assegnandogli priorità rispetto all’arabo (a cui viene attribuito uno “status speciale”), riconosciuto per decenni come lingua ufficiale accanto a quella ebraica.”

 

In sostanza una legge controversa, approvata come spesso accade in tutte le democrazie ma che non trasforma Israele in una dittatura ed ha per lo più un valore simbolico per alcuni, aspettiamo qualcosa di egualmente democratico “partorito” da un qualsiasi paese islamico in cui venga riconosciuto Israele ed alla cui lingue viene riconosciuto una status speciale.

 

 

7 ore fa, aldofranci ha scritto:

Altro che Islam, la Turchia di Erdogan è uno stato ultralaico al confronto. 

Siamo a livelli Iran o poco meglio. 

Oh no e ora chi glielo spiega a Mdg e RbM? 

Ma non dire minchiate in Israele vivono il 20% di arabi e sono rappresentati persino dai loro partiti nella kneset, il Parlamento di Israele, hanno persino discusso e votato (contro) la legge di cui ha scritto Bruno, prestano servizio nell’esercito e ci sono  soldati arabi israeliani che hanno difeso il paese da Hamas e sono morti nel farlo.

L’Iran, che è già più democratico della Palestina, non è neppure catalogabile tra i paesi civili.

 

8 ore fa, appecundria ha scritto:

Ho postato la stessa cosa, prima di leggerti. Una delle ragioni che rendono interminabili queste discussioni è che troppi partecipanti mentono. Qualcuno è ignorante sul serio ma la maggior parte mente.

Al tempo gli accordi furono firmati, Rabin fu ucciso successivamente, ma i fatti furono che il terrorismo palestinese continuò:

 

https://www.rsi.ch/info/mondo/Accordi-di-Oslo-la-pace-mancata--1907248.html

 

Il fallimento degli accordi di Oslo

Oggi, a distanza di 30 anni da quella pietra miliare, non sono previste cerimonie ufficiali per l’anniversario degli accordi di Oslo, né in Israele né nei Territori Palestinesi. Uzi Baram, ex ministro laburista di allora (ritenuto vicino a Rabin) ha scritto sul quotidiano israeliano Haaretz che gli accordi di Oslo sono diventati - a causa delle politiche successive - “un fallimento” sia per gli israeliani sia per i palestinesi.

Gli attentati e le forze che hanno contrastato gli accordi

A dispetto degli accordi, negli anni seguenti, la conflittualità tra israeliani e palestinesi è tornata a crescere: si sono susseguiti attentati e azioni violente, nella Striscia di Gaza il movimento radicale di Hamas ha raggiunto il controllo politico e militare a scapito dell’Anp e quest’ultima è avviata a perdere la supremazia anche in Cisgiordania, in favore di Hamas e delle altre fazioni palestinesi armate. Allo stesso tempo al governo di Israele vi sono forze che hanno contrastato gli accordi di Oslo (come il premier Benyamin Netanyahu). Il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, (Sionismo religioso) e quello della Sicurezza, Itamar Ben Gvir, (Potenza ebraica), chiedono l’espansione delle colonie per giungere all’annessione della Cisgiordania, senza contare la situazione a Gerusalemme est.

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