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Melius Club

Mahler, Dudamel, Berliner: un'esperienza sfibrante eppure indimenticabile


Messaggi raccomandati

12 ore fa, Memé ha scritto:

la mia sfortuna sarà stata visitarle in autunno coon pioggia e nuvolosità pressocchè costanti. 

spero che non me ne vogliate per percezioni soggettive dei luoghi. Riporto la mia esperienza senza nulla togliere a quelle altrui. 

 

ci tornerò ♥️ col sole 

A prescindere che tu fai benissimo ad esprimere le tue percezioni soggettive, distinguerei tra il clima e l'atmosfera della città.

Quando sono stato a Berlino non era inverno e c'era bel tempo, questo sicuramente ha aiutato, ma l'atmosfera era moderna e pieno di giovani, almeno nei posti dove sono andato io, potevi assaggiare qualunque tipo di cucina come avviene nelle grandi metropoli, ricordo un buonissimo ristorante thailandese e anche uno turco.

A Vienna sono andato per capodanno c'era freddo e neve, ma anche se meno cosmopolita di Berlino e più mitteleuropea e con fascino d'antan non la ricordo assolutamente grigia.

  • Melius 1

Ho le stesse sensazioni di Giorgio.

a Berlino si respira un’aria d’avanguardia colta. Cosmopolita piena di giovani, ha l’unico difetto che cammini per ore e non succede niente dal punto di vista urbanistico/architettonico. Facile stancarsi senza costrutto visivo (parlo delle strade e dei quartieri non certo dei musei e luoghi ricreativi).

Ma io sono abituato a Roma quindi non faccio testo.

Vienna -che per me e’ il Ring e cio’ che vi e’ di rimpetto- e’ una citta’ di extralusso a misura di pigro come me. In due passi vai ovunque e seduto in un caffe’ del Graben godi anche dello struscio di uno splendido passeggio, come all’Ortigia.

Ho la sensazione che sia meta di donne bellissime (soprattutto dell’est europa e baltiche) alla ricerca del

magnate azzurro

17 ore fa, Max440 ha scritto:

Io non sono mai stato né a Vienna né a Berlino... al massimo a Rimini e Riccione, pazienza

Quindi tu solo "Ostia,Fregene Rimini Riccione"? 

Comunque non capisco il paragone , a Vienna e Berlino non c'è il mare.

Ps: comunque per un musicista come te , una visitina a quelle città è d'obbligo.

Neanche il grande organo di Notre Dame ?:classic_happy:

Il 24/10/2023 at 18:29, Memé ha scritto:

fu nel silenzio assoluto che Vikingur Olafsson pochi giorni prima aveva performato le sue Goldberg

 

Molto interessante e "contagioso" il racconto del tuo viaggio dentro e fuori gli scintillanti luoghi della musica. Grazie alla tua vivida prosa mi sono sentito catapuntato nei momenti e nei "luoghi" dello sgradevole spaesamento e della rassicurante gioia interiore da te vissuti.
Ma, purtroppo, nel riaprire gli occhi, svanito il sogno, è un rendersi conto di non essere stato lì, di non aver potuto ascoltare le musiche che hanno scaldato il cuore e la mente di una viaggiatrice attenta e instancabile, capace di vivere il disagio e la "gloria" come parti di un'unica meravigliosa realtà esistenziale e spirituale.
E poi in fondo la realtà di un luogo, di una sensazione, di uno stupore non è sempre uguale a se stessa bensì mutevole in funzione di come e perchè la si viva, la si respiri, la si osservi e la si "senta". Non c'è fors'anche nella(e) sinfonia(e) di Mahler analogo frastagliamento formale, emozionale, sonoro e visivo, una mutevolezza di tratti, di pa(e)(s)saggi e di raccordi del sentimento nei quali si rispecchia l'"inquietudine" e il "trionfo" dell'ascoltatore che attraverso la musica "ricongiungitrice" cerca se stesso.
Forse non avrai vissuto la Berlino più "corrente" , la più nota e "prevedibile", quella di ogni giorno, non per questo non magnifica, avendo pur tuttavia colto nel brivido di freddo che fa alzare il bavero del pastrano una sottile, ineffabile, intesa poesia "elettiva".

 

E allora mi viene spontaneo chiederti di parlarci un poco più delle musiche ascoltate, di quando, affievolitesi le luci sulle ricche "cornici" della sala da concerto la musica si impone come protagonista assoluta "costringendo" l'ascoltatore a dimenticare ogni contorno per restare solo in compagnia della sola essenza musicale.

Sulla sinfonia di Mahler ti sei già soffermata, mi piacerebbe leggere - se ne avrai voglia e tempo - qualche impressione anche sulla performance di Vikingur Olafsson alle prese con Bach suonato con uno strumento così profondamente lontano dalla forma, dal contenuto, dall'espressione, dallo spirito musicale e partituriale, dalla psiche, dalla cultura, dall'"invenzione" somma del genio di Eisenach. Vorrei poter sperare che dal vivo non si sia ascoltata la mortificazione della musicalità avvewrtibile a mio modesto avviso nelle registrazioni discografiche molto più celebri e frequentate.   :classic_smile:

  • Melius 1
13 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

se ne avrai voglia e tempo - qualche impressione anche sulla performance di Vikingur Olafsson alle prese con Bach

Qua la situazione si complica adesso 😏

14 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Vorrei poter sperare che dal vivo non si sia ascoltata la mortificazione della musicalità avvewrtibile a mio modesto avviso nelle registrazioni discografiche molto più celebri e frequentate.   :classic_smile:

Il tuo parere qua l'hai già dato in modo abbastanza netto 

 

 

4 minuti fa, garmax1 ha scritto:

Il tuo parere qua l'hai già dato in modo abbastanza netto 

 

 

Parere dato come specificato sull'ascolto discografico; mi piacerebbe sentire il parere che se ne potrebbe ricavare dall'ascolto dal vivo quello in cui "si parrà la nobilitate” senza "schermi" dell'inter'prete.

 

@Memé Caspita Memè, sei come un torrente in piena, un flusso di emozioni inarrestabili e travolgenti.., di una "sincerità" disarmante, e chi ci pensa ad arginarti, me ne guardo bene. :classic_ohmy::classic_smile:
Primo perchè ogni cosa illuminata va rispettata, ha quel tratto di "sacralità" che non si "discute" così... in un ordinario confronto critico "speculativo".
Secondo perchè ero interessato ad un tuo parere musicale sull'interpretazione bachiana di Olafsson, trovando tuttavia piacevole e interessante anche il "contorno" che ha la sua grande importanza e che di nuovo condividi con quella sensibilità e quel grado di coinvolgimento emotivo , sentimentale e intellettuale squisitamente al femminile (spero di non aver scritto una scontata banalità).

 

Proverò a porre l'attenzione solo su due o tre questioni che hanno maggiormente attratto la mia attenziome, è troppo tardi per tentare un approfondimento. Anch'io in modo un po' "ruscellare" (Bach uguale ruscello.., apperò.., giuro che non era preparata...) un po' di pancia e un po' di testa.

Vorrei dire che non si tratta di essere "barocchisti" per poter esprimere un giudizio estetico sulla musica, su qualsiasi genere musicale. Su quasiasi forma/approccio interpretativo. Amare la musica significa essere in una barocchistri, mediovalisti, classicisti, romanticisti, dodecafonisti, serialialisti ed altri isti che mi sarò perso per strada.
Fermo restando che il mio giudizio su Olafsson scaturisce da ascolti discografici, ci tengo a sottolineralo, la mia decisa contrarietà per come il pianista interpreta ed esegue tecnicamente ed espressivamente Bach, ogni opera di bach affrontata, non è solo per le diteggiature "sbagliate" o scorrette , "traditrici" di quelle "originali" (le quali essendo clavicembalistiche non vengono tradite, bensì direttamente escluse, negate e sostituite a priori (arbitrarietà queste, non attribuibili  soltanto ad Olafsson, che "sovvertono" l'autentico spirito musicale originario); non è solo per un fatto di stile musicale improprio - di per se meraviglioso, incantevole perchi lo senta tale - ed io rispetto il sentimento e l'emozione sincera che l'ascoltatore prova pur senza curarsi del fatto che in quella musica vi sia Olafsson e non già di Bach - ma è la "frase" musicale "precipiatata", sempre uguale a se stessa, pur nelle varianti ritmiche, sia essa un "largo" o un "allegro", priva di respiri e di rubati e "sospensioni" metafisiche che non siano "meccaniche", prevedibili, che non tradiscano alla radice l'autentico e indiscutibile progetto bachiano il quale richiede una grande, obbligata attitudine/capacità di improvvisazione, la quale non corrisponde alla licenziosità del suonare, bensì ad una libertà formale ed espressiva "legata" a certe regole anche quando l'apporto dell'esecutore sia portato verso i più stremi limiti.
Sarà magari per taluni anche un bene - non per quanto mi riguarda - che l'immensa opera di Bach così fortemente, inconvertibilmente caratterizzata, diventi un esercizio interpretativo ad uso dell'interprete che intenda costruire un piedistallo per se stesso con buona pace del Kantor e dei suoi eredi che non reclamano i diritti d'autore... :classic_biggrin:

Chi non avrà mai ascoltato Bach, le Goldberg suonate e interpretate al clavicembalo, strumento d'elezione bachiano, da grandi interpreti dell'autentica musicalità che è di ogni tempo e d'ogni luogo, non già da "settarici" barocchisti di convenzionale scia filologica, da musicisti argonauti del calibro di Scott Ross o di Gustav Leohnardt, per fare due soli esempi, i quali ceselleano ogni nota, ogni "segno", ogni singola frase e singolo passaggio tematico-accordale come se dovessero scolpirlo il suono scalpellando via da esso quanto vi sia di inutile, di troppo, di arbitrario rispetto al progetto originario, alla sua essenza poetica, estetica, psucologica, culturale, musicale.

 

Il 26/10/2023 at 23:15, Memé ha scritto:

per un umano calo di tensione e concentrazione, verso la fine. Ma signori miei, tutto a memoria, ripetizioni comprese...

 

Per fare l'impresa con opere così complesse e impegnative nessun interprete che si rispetti potrà giungere al fine senza fatica e sudori  al massimo della profonda tensione musicale e spesso senza mostrare neppure il più piccolo cedimento formale od emotivo.
 

 

 

  • Thanks 1
Il 23/10/2023 at 16:59, Memé ha scritto:

Cosi come lo è stato Vikingur Olafsson, in un ascolto di qualche giorno precedente, che ha accarezzato lo Steinway regalandoci delle variazioni

 

Eccole qui:  CD bellissimo - fra gli ascolti più intensi a casa in questi giorni

 

0028948645534_0_424_0_75.jpg

  • Thanks 1
Il 26/10/2023 at 12:09, Idefix ha scritto:

Visitai Berlino quando ancora c'era il Muro.

Scintillante e occidentale l'ovest, cupa e angosciante l'est.

"Attraversare il Muro", terrificante.

 

HO anche io il medesimo ricordo quando ci andai da bambino - impressionante ai tempi Alexander Platz

@analogico_09 che cosa avesse in testa Bach quando componeva credo non lo sappia nessuno.

 

Magari nella sua genialità e didattica facevo il tutto molto spiccio e semplice senza minimamente intuire le future discussioni per me contorsionistiche

 

Risuggerisco l'ascolto del CD di Olaffson.. molto bello e incisione spettacolare come suono. Non so spiegarlo ma crea un suono fascinoso al pianoforte e il sapore scolastico sparisce e si intravedono universi 

  • Melius 1
4 ore fa, jakob1965 ha scritto:

che cosa avesse in testa Bach quando componeva credo non lo sappia nessuno. 

 

 

Come ben sai - eri spesso presente anche tu - su queste questioni divisive ci siamo confrontati e civilmente scontrati ennemila volte nel corso dei "secoli" spesso senza arrivare - vivaddio! - a conclusioni univoche e condivise da tutti - a morte il pensiero unico! -, altre voltre finendo invece per trovare dei punti di condivisione attraverso i quali, aldilà dei "torti" o delle "ragioni", nell'accordo o nel disaccordo, siamo riusciti a supeare largamente (perlomeno) i paludamenti concettuali fondamentalistici immotivati buttati lì a caso a mo' di slogan così come mi pare capire sia (anc)ora la tua battuta sopra quotata.

Pensavo che oramai sulle basilari, sulle più elementari e immancabili "4 cose" che chi si confessi appassionato ascoltatore di musica avrebbe l'"obbligo" di conoscere, non vi sarebbe stato più motivo di tornarci su.

Se ora ci ri-fai, caro jakob, chiamando direttamente e polemicamente in causa il sottoscritto, volendo chiaramente dissentire legittimamente dalle mie quattro idee ma cavandotela con uno "spot", con le "tifoserie"  - mi permetto di definire tali poichè le presenti come battute immotivate -  come dovrei intenderla la cosa, come una "provocazione" formalmente legittima ma a mio avviso priva di efficacia e di utilità ai fini di una discussione che non la si vorrebbe condurre a suon di battute?  Non saprei, dimmi tu, dovrei forse riandare  al veccho detto del non c'è peggio sordo di chi non vuol sentire?

Ne abbiamo così tanto parlato, come dicevo sopra, di queste cose che non ho interesse alcuno a ripere quanto già sostenuto argomentando; alla tua battuta preferisco quindi rispondere con una battuata un po' allargata. .


Quello che aveva in mente Bach mentre componeva resta custodito all'interno della sua musica: attraverso la conoscenza della stessa affidata alla "scrittura" musicale "canovaccio"  diventa possibile anche la comprensione del "segno" e del "suono" che fanno la musicilità bachiana. 
Una volta superate queste piccole incombenze il resto viene da se... :classic_rolleyes:

Ovviamente nessuno ha la folle pretesa di conoscere l'esatto pensiero di Bach (chi pensa che vi sia chi possa assurdamente credere in ciò è in malafede), ma c'è la possibilità musicologico-storica, filologica, scientifica, letteraria, matematica, ecc, financo empirica, istintuale, "preveggente" o lingimirante, esperenziale,  di apprendere, attraverso una grande quantità di trattatistica e manualistica d'epoca specifica per argomenti, dalle stesse indicazioni dei compositori lasciate nelle loro partiture o in altri "quaderni", perfino dai quadri pittorici d'epoca è possibile scorgere dei preziosi sulle prassi musicali vigenti ai tempi di Bach. Molte altre informazioni, libri, scrittre si hanno sulle estetiche e sugli strumenti del tempo, sui modi di improvvisare, abbellire, ornare, ecc, su come "suonare" la frase, sulle dinamiche musicali, sugli stili.., su questo e su quell'altro ancora... Una tale quantità di informazioni fondamentali che ci portano naturalmente ad avvicinarci, se non in maniera esattamente speculare, obiettivo impossibile  del tutto inutile che nessuno cerca di raggiungere, al mondo musicale di Bach, a ciò che Bach aveva in testa - ma anche ciò che NON aveva in testa... -  mentre componeva. L'esattezza la lasciamo al gatto.., all'appassionato di musica interessa altro...
Sicuramente Bach mentre componesva non aveva in mente il pianoforte, lo steinway, non aveva in mente di comporre/interpretare  come si faceva nel rinascimento e come di sarebbe fatto in seguito nel romanticismo, ecc.. era uomo antico e ddel futuro ma anche del suo tempo... molto probabilmente manco gli sarebbe venuto in testa che nel secolo nostro la sua musica composta nel 700 sarebbe stata interpretata alla post-romantica o in qualche altro stile del tutto alieno e incompatibile con il progetto musicale che Bach aveva in testa mentre componeva... ai tempi!

Vabbè.., la battuta veloce è divenato un battutone.., meglio abbondare che deficitare... :classic_biggrin:

 

3 ore fa, jakob1965 ha scritto:

Magari nella sua genialità e didattica facevo il tutto molto spiccio e semplice senza minimamente intuire le future discussioni per me contorsionistiche

 

 Ah.., dimenticavo, né credo che Bach si sarebbe preoccupato di pensare mentre componeva a quello che avrebbero potuto pensare di lui gli utenti @jakob1965  @analogico_09 a 400 anni dalla sua morte... :classic_laugh:

@analogico_09 si mi ricordo che ne parlammo tanto

Apprezzo molto il termine " conclusioni non univoche "

Non voglio fare spot contro nessuno, volevo solo rafforzare l'impressione positiva di @Memé espressa nel suo racconto: anche perché ho acquistato quelle Goldberg veramente per caso tanto che volevo aprire un thread.

 

Ma poi appunto sono stato anticipato alla grande e la cosa mi fa grande piacere.

 

Chi ha voglia le ascolti: il pianista ti.prende per mano e ti porta nei suoi sogni 

Pura meraviglia 

  • Thanks 2

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