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Melius Club

Basta spendere soldi in cd e vinili, passate allo streaming


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Ho provato ascoltare in streaming diversi album da un amico, ma non mi ha entusiasmato, se non per la sua comodità, per me è molto meglio ascoltare musica con i miei cari vinili, e con le mie 3 fonti digitali. 

@maxgazebo esatto, sono cambiati i tempi, peccato solo in peggio. Ovviamente, esistono le eccezioni, ma il trend è un questo, e non solo nella musica, ma nella cultura in generale. 
Non si tratta di rimanere ancorati a vecchie convinzioni, ma di osservare, la realtà dei fatti. 
Se la tua esperienza, dice il contrario, ben venga, ma non ne fa una verità assoluta. 
Il mio pensiero è questo, che ti piaccia o no. 
Saluti

42 minuti fa, iBan69 ha scritto:

La musica più ascoltata dalle piattaforme di streaming e YouTube, è fondamentale musica spazzatura.

Nel 1981 avevo 10 anni e mi approcciavo alla musica. Questa era la classifica dei dischi più vendutinel belpaese:

 

 

(Out here) On my own - Nikka Costa [#1, 1981/82]

Enola Gay - Orchestral Manoeuvres in the Dark [#1, 1981]

Woman in love - Barbra Streisand [#1, 1980/81]

Amoureux solitaires - Lio [#1, 1981]

Bette Davis eyes - Kim Carnes [#1, 1981/82]

Sarà perchè ti amo - I Ricchi e Poveri [#1, 1981]

Gioca jouer - Claudio Cecchetto [#1, 1981]

Maledetta primavera - Loretta Goggi [#1, 1981]

Tunnel of love - Dire Straits [#7, 1980/81]

Sharazan - Al Bano & Romina Power [#3, 1981/82]

Semplice - Gianni Togni [#2, 1981]

Malinconia - Riccardo Fogli [#2, 1981]

Cicale - Heather Parisi [#1, 1981/82]

Rock'n'roll robot - Alberto Camerini [#3, 1981/82]

Johnny and Mary - Robert Palmer [#5, 1980/81]

Chi fermerà la musica - I Pooh [#2, 1981]

Donatella - Donatella Rettore [#3, 1981]

Anna dai capelli rossi - I Ragazzi dai capelli rossi [#1, 1980/81]

Arthur's theme (Best that you can do) - Christopher Cross [#5, 1981/82]

Hula hoop - Plastic Bertrand [#3, 1981/82]

 

Dimmi, ti sembra tanto migliore di quella odierna di Sputifai?

Mala tempora currunt...

 

  • Melius 1

@iBan69  Assolutamente d'accordo con te. Che la musica (ma vale anche per il cinema o la letteratura) debba in primis suscitare emozioni è assolutamente fuori discussione. Ma non può finire così. E' importante l'approfondimento, la ricerca così come è importante capire se l'artista vuole comunicare qualcosa. Non ci si può limitare a quello che ci viene sbattuto in faccia. Bisogna, secondo me, superare l'approccio passivo e avere sempre senso critico altrimenti è la fine.

@roop però un conto è una classifica dei dischi più venduti / ascoltati che fondamentalmente sono il risultato di pubblicità e passaggi televisivi che ne aumentano la notorietà, un altro è l'approfondimento musicale che ti porta a percorrere strade meno battute ma che musicalmente stanno su un piano diverso.

  • Melius 1

@roop non sto dicendo che in passato non ci fosse musica “spazzatura” ma che l’approccio nell’ascolto era diverso.
L’ho spiegato nei post precedenti qual’è la differenza, che sta nella cultura dell’ascolto, che è fondamentale diverso.

Lasciamo da parte per il momento la qualità della musica, altrimenti andiamo OT. 

 

18 minuti fa, Room429 ha scritto:

 però un conto è una classifica dei dischi più venduti / ascoltati che fondamentalmente sono il risultato di pubblicità e passaggi televisivi che ne aumentano la notorietà, un altro è l'approfondimento musicale che ti porta a percorrere strade meno battute ma che musicalmente stanno su un piano diverso.

assolutamente d' accordo con te. Non ho mai ascoltato roba commerciale ed ho sempre scavato nei meandri delle etichette discografiche indipendenti. Per dirti, il miglior disco del 2021 per i miei gusti è di un artista brasiliana che manco c' è su Qobuz. Ma non ho tirato fuori io la storia delle classifiche.

Ribadisco che la ricerca e il buon gusto sono indipendenti dalla modalità di fruizione.

Il 1/5/2021 at 19:59, Antonino ha scritto:

Io ascolto oltre che con streaming con un music server con tutti i cd rippati

Esattamente come me. Dovesse sparire qobuz per colpa dellultraliberismo (tra l'altro so far e Faust 1 dei Faust non li trovo...) posso sempre ascoltare i miei 4500 album. 

Qobuz è una strafigata e i I problemi sociali attribuiti allo streaming (ascolto zapping  compulsivo e bulimico) sono in realtà disagi dentro di noi. Sarebve come proibire la morfina per la terapia del dolore perché qualcuno si droga

Un altro fattore determinante che ha contribuito a diseducare le persone all'ascolto, secondo me, è la scomparsa di negozi di dischi (e di videoteche). In buona parte dei casi non si trattava di esercizi commerciali in cui si entrava, si comprava e poi si usciva (come avviene oggi nei centri commerciali), ma erano luoghi in cui era possibile trascorrere del tempo scambiandosi consigli, idee e feedback. Magari avevi la fortuna di incontrare quello che ti faceva conoscere una band di cui ignoravi completamente l'esistenza oppure quell'altro che ti spiegava il significato di un disco o di un film.

Oggi magari ci troviamo la sera davanti alla tv a dover scegliere tra centinaia di film buttati a caso in un'app senza nemmeno un ordine logico scegliendo, la maggior parte delle volte, il solito blockbuster campione d'incassi e strapubblicizzato.

Non voglio fare l'intellettuale da quattro soldi sia chiaro e lungi da me peccare di presunzione ma non ditemi che questo tipo di fruizione di contenuti non ha generato nel tempo un indebolimento culturale molto pesante.

 

Streaming...cd...vinile.... sono mezzi. Stop. Il resto è uomo.

Se voglio approfondire un'opera che mi interessa, lo faccio indipendentemente da dove la ascolto. Una cosa per me è certa. Con lo streaming ho scoperto ascoltato ed approfondito dei generi, che mi hanno sempre intrigato, ma dei quali facevo fatica a districarmi in mezzo alla produzione.

Non tutti abbiamo tempo e voglia, di sapere vita morte miracoli di quello che ascolta. 

C'è anche chi vuole sentire musica per emozionarsi e trarne piacere, fregandosene altamente di cosa ci sia dietro.

è un idegno? E chi lo dice?

I mezzi li abbiamo a disposizione. Ognuno il suo senza fare troppa filosofia.

  • Melius 2
38 minuti fa, iBan69 ha scritto:

l’approccio nell’ascolto era diverso.
L’ho spiegato nei post precedenti qual’è la differenza, che sta nella cultura dell’ascolto, che è fondamentale diverso.

Sono d'accordo, mi piacerebbe sapere fra i giovani in quanti sono che *ascoltano* la musica. Nel senso che intendiamo noi.

 

Ho l'impressione che per la maggior parte la musica sia la suoneria del cellulare, o al più l'accompagnamento per il video di TikTok.

 

Un sottofondo, insomma. Non dico che non lo ritengano piacevole, e probabilmente anche per loro veicola dei contenuti, ma non c'è desiderio di andare oltre un ascolto superficiale.

 

Almeno questo è quello che mi pare di percepire. Se mi sbagliassi, ne sarei ben felice.

 

Ma del resto è il risultato del mondo in cui viviamo: situazioni per ascoltare la musica MENTRE VIENE PRODOTTA, cioè dal vivo, ce ne sono sempre meno, se non grandi eventi che si pagano fior di quattrini. Nei locali, quando va bene, c'è qualcuno che canta sulle basi: l'impoverimento della musica comincia anche da qui. Come ci si può appassionare?

 

Avere tutta la musica del mondo a disposizione è come non averla, se manca lo stimolo ad esplorarne le varie sfumature.

Ospite
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