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l'importanza della dinamica, ma non è che stiamo sbaglianddo


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Il 11/11/2023 at 14:11, mozarteum ha scritto:

Per  fortuna che i melomani se ne fregano dell’ hifi grazie a una potentissima capacita’ di conversione cerebrale dovuta all’assidua frequenatzione della musica vera che consente a casa di simulare addirittura l’odore di palcoscenico

questa è l'unica possibile verosimiglianza tanto sbandierata dai "fenomeni" dei forum.

Ieri sera son tornato a casa dopo un concerto sinfonico, oltre il trentesimo da Agosto senza contare le diverse prove, e più volte mi sono fatto pensieri sul suono e quello che sento dagli sistemi in giro. Prendendo il discorso che live non ha niente a che fare con il riprodotto, si potrebbe già a priori eliminare questa discussione sulla dinamica perché nessuno, proprio nessuno,  obbliga qualcuno a sentire la musica nella propria abitazione con dinamiche da 40-50 dB e magari punte di oltre 100dB e oltre. Solo se si facesse un discorso musicale pensando alla dinamica per cui quel tipo di musica fu composto, si potrebbe incominciare a fare questi discorsi di dinamica.
Pensando e ripensando a questi mesi trascorsi in queste sale da concerti con acustiche stupende, la dinamica dei sistemi di riproduzione di una certa grandezza è proprio una delle caratteristiche sonore che meno mi manca. Molto più della dinamica manca per me la capacità di farmi percepire che il suono riempie tutta la stanza di ascolto avvolgendo l'ascoltatore, anche con la riproduzione stereo, e di farmi percepire un rapporto "naturale" fra suoni diretti e quelli riflessi.
Dal punto di vista del timbro noto personalmente un rapporto molto più accentuato di frequenze medio-basse e basse nei concerti rispetto a quello che ho notato in quasi tutti i sistemi ascoltati, escludendo però a priori quelli che riproducono in modo incontrollato queste frequenze con effetti sonori pompanti e irregolari. Intendo come sistema anche l'acustica della sala d'ascolto. Non è una questione di controllo di queste frequenze ma anche di una localizzazione percettiva che sia plausibile per la loro attuale posizione nel palcoscenico e quella degli strumenti vicini (anche qui l'influsso rapporto suoni diretti e riflessi). Ho però sempre più la convinzione che siano percezioni estremamente personali e forse sono uniche visto che non noto da nessuna parte l'intenzione di sentire con queste caratteristiche. Così sono tranquillissimo e lascio agli audiofili che si concentrino e discutino quasi completamente sul tema dinamica.

  • Melius 1
3 ore fa, Titian ha scritto:

live non ha niente a che fare con il riprodotto

Mi sembra una frase un pò forte.

Si riescono ad approssimare molto bene generi non complessi ad es. Un flauto traverso e una chitarra classica. Chiaramente più è complesso il segnale maggiori sono le sfide

3 ore fa, Titian ha scritto:

manca per me la capacità di farmi percepire che il suono riempie tutta la stanza di ascolto avvolgendo l'ascoltatore

Prerogativa riservata ai sistemi con diffusori dalle grandi dimensioni. È chiamata la dimensione o " size" del suono

3 ore fa, Titian ha scritto:

noto personalmente un rapporto molto più accentuato di frequenze medio-basse e basse nei concerti rispetto a quello che ho notato in quasi tutti i sistemi ascoltati,

Molto vero. E anche ciò dipende da diffusori dall'estensione inadeguata e spesso sottodimensionati per ragioni pratiche di inserimento in ambiente

3 ore fa, Titian ha scritto:

percezioni estremamente personali e forse sono uniche visto che non noto da nessuna parte l'intenzione di sentire con queste caratteristiche. 

Non penso proprio. La riproduzione e l'apprezzamento per la musica live non sono in antitesi. E di gente che ne mastica ce n'è 

 

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