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l'importanza della dinamica, ma non è che stiamo sbaglianddo


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6 ore fa, loureediano ha scritto:

Io ho ascoltato impianti veramente molto, molto piacevoli da ascoltare e costosissimi ma mai è poi mai un impianto che potesse far pensare che quel suono fosse riprodotto da uno strumento.

+1

55 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Misuratore di autolodanti son piene le fosse.

Meglio profilo basso in hifi 

 Nulla di autolodante Moz, cosa che a me peraltro non piace

Sono sensazioni che si cumulano dal responso di chi ha ascoltato un setup ottimizzato con le misure

Se c'è una statistica positiva le cose dovrebbero funzionare no ?

Ma a me non interesserebbe nemmeno quello in quanto basta che piaccia a me

Qui due live. Ovviamente non hifi in senso stretto.

ma conoscendo l’intera discografia delle due opere, non c’e’ nessuna esecuzione che possa stare al passo delle due sinfonie eseguite qui rispettivamente da un giovanissimo Muti nell’eta’ d’oro fiorentina e dal grande Mitropoulos.

e non c’e’ nessuna registrazione hiend che possa rendere la stessa intensita’ di queste serate.

Se avete tempo e voglia ascoltate le due sinfonie. Rendera’ chiaro il concetto che dicevo in precedenza

  • Thanks 1

Infatti caro mozarteum

Il fatto che tu senta meglio il clavicembalo o il pianoforte è frutto comunque di un artificio.

E comunque per quanto ben registrato mai e poi mai potrà sembrare reale.

Creerà l'illusione esattamente come per quei melomani.

La dinamica che c'è dal vivo nei file non c'è 

@mozarteum @Pinkflomeravigliose entrambi..  si capisce pure sull’IPad .

D’altronde..  percezione e illusione (decodifica nell’immaginario del percepito) sono due universi di insondabile complessità.

Ha davvero poco ( o zero, secondo Wittgenstein) senso vivisezionare i concetti.. 😎

17 ore fa, mozarteum ha scritto:

e dal grande Mitropoulos.

Scusate se mi autocito ma solo per dire che una esecuzione ancora piu’elettrizzante della sinfonia della Forza del Destino e’ quella diretta dallo stesso Mitropoulos alla testa del Maggio fiorentino 1953. Uno dei casi in cui un’orchestra italiana peraltro ottima batte quella dell’Opera di Vienna (ma accade quasi sempre con Verdi e i nostri) per quell’inconfondibile profumo di grana padano che le nostre migliori orchestre mettono in Verdi e che altrove e’ sconosciuto

Mitropoulos batte ampamente se stesso a Firenze sette anni prima

  • Thanks 1

Devo darti ragioni, versione del 53 ancora più trascinante.. e anche questo si sente benissimo, basta l’iPad pro. ( che tra l’altro, per essere un portatile handheld, ha una discreta resa audio grazie al fondello risonante, quindi non ottuso as usual, ma piuttosto ricco in termini di sfumature armoniche.. )

Il 11/11/2023 at 14:11, mozarteum ha scritto:

Per  fortuna che i melomani se ne fregano dell’ hifi grazie a una potentissima capacita’ di conversione cerebrale dovuta all’assidua frequenatzione della musica vera che consente a casa di simulare addirittura l’odore di palcoscenico

questa è l'unica possibile verosimiglianza tanto sbandierata dai "fenomeni" dei forum.

Ieri sera son tornato a casa dopo un concerto sinfonico, oltre il trentesimo da Agosto senza contare le diverse prove, e più volte mi sono fatto pensieri sul suono e quello che sento dagli sistemi in giro. Prendendo il discorso che live non ha niente a che fare con il riprodotto, si potrebbe già a priori eliminare questa discussione sulla dinamica perché nessuno, proprio nessuno,  obbliga qualcuno a sentire la musica nella propria abitazione con dinamiche da 40-50 dB e magari punte di oltre 100dB e oltre. Solo se si facesse un discorso musicale pensando alla dinamica per cui quel tipo di musica fu composto, si potrebbe incominciare a fare questi discorsi di dinamica.
Pensando e ripensando a questi mesi trascorsi in queste sale da concerti con acustiche stupende, la dinamica dei sistemi di riproduzione di una certa grandezza è proprio una delle caratteristiche sonore che meno mi manca. Molto più della dinamica manca per me la capacità di farmi percepire che il suono riempie tutta la stanza di ascolto avvolgendo l'ascoltatore, anche con la riproduzione stereo, e di farmi percepire un rapporto "naturale" fra suoni diretti e quelli riflessi.
Dal punto di vista del timbro noto personalmente un rapporto molto più accentuato di frequenze medio-basse e basse nei concerti rispetto a quello che ho notato in quasi tutti i sistemi ascoltati, escludendo però a priori quelli che riproducono in modo incontrollato queste frequenze con effetti sonori pompanti e irregolari. Intendo come sistema anche l'acustica della sala d'ascolto. Non è una questione di controllo di queste frequenze ma anche di una localizzazione percettiva che sia plausibile per la loro attuale posizione nel palcoscenico e quella degli strumenti vicini (anche qui l'influsso rapporto suoni diretti e riflessi). Ho però sempre più la convinzione che siano percezioni estremamente personali e forse sono uniche visto che non noto da nessuna parte l'intenzione di sentire con queste caratteristiche. Così sono tranquillissimo e lascio agli audiofili che si concentrino e discutino quasi completamente sul tema dinamica.

  • Melius 1

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