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l'importanza della dinamica, ma non è che stiamo sbaglianddo


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16 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

attachi fegli archi ed anche dei fiati sono fulminei, rapidissimi e di norma privi si fatica di ascolto, aggressività, disturbo pe rle orecchie, non c'è lo stridore (tipo forchetta che striscia su fondo della pentola)

 

In base all'ascolto live di strumenti acustici non amplificati mi ritrovo sull'assenza di fatica di ascolto.

Un pò meno sulla velocità. O meglio dipende dalla sala. 

Il contrabbasso suonato con le dita, meno con l'archetto, è utile a capire come dovrebbero suonare i gravi negli impianti hifi. Dipende dal contrabbasso e da chi lo suona ma in generale si sentono il legno ma anche un pò di ferro e pochissima gomma. Profondo ma naturale, appunto, ne' lento ne' veloce.

Trovare le parole per descrivere i suoni è una bella sfida :classic_smile:

Discussione decisamente hot water discovery.. ma va bene ribadire il concetto, ogni tanto.

anzi mi meraviglio perchè qualcuno ancora si meravigli.. ed abbiamo toccato il tasto centrale della discussione sulla superiore resa di un sistema horn.. ancorché in gamma mediobassa.. ove i classici sistemi rd risultano ingolfati lenti e gli ampli, doppio ancorché.. :-) arrancano e smussano.. ma tutte queste cosette sono già state dette circa 1500 anni fa.. 

é un po‘ come la moda, quando ciclicamente tornano le zampe d‘elefante.. 😁

Alla fine dell'estate volevo iniziare una chiacchierata più o meno simile. Durante i mesi estivi mi è capitato di ascoltare concerti di bande, concerti e qualche esibizione di gruppetti amatoriali pop/rock, il tutto in diverse ambientazioni (sale dedicate, rotonde di inizio '900, teatri). La stessa banda/gruppo, posta in collocazioni diverse... suona diverso, innegabilmente. E, altrettanto innegabilmente, moltissimi strumenti hanno una resa dal vivo irriproducibile con mezzi "artificiosi". Insomma... quello che ascoltiamo con i nostri impianti è solo moderatamente paragonabile alla musica dal vivo, quale che sia il genere. Che poi: qual è la musica "reale"? quella restituita dal Mac o dall'Esoteric? quella restituita dalle Focal o dalle Klipsch?

... almeno... io la vedo così.  

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14 ore fa, 51111 ha scritto:

Intanto bisogna avere registrato tale e quale l'evento dal vivo,

la registrazione è un discorso parallelo. non è necessario che sia stato registreto l'evento tal quale (la dinamic riprodotta in ambiente dmestico deve necessariamente essere minore di quella reale, di quanto  resta da vedere ma sicuramente sai meglio d me che un sinfonia dei mille non poteva essere eseguira nel salone dove hatdn faceva sunare le sue e le sinfonie di hatdn in un grande autotorium pensato per il post beethoven si diserderebbero), resta il fatoo che in alcuni impianti questa ensazioe di immediatezza (magari non coì fulminea come dal vivo ma sufficinetemente verisimigliant) l'ho provata, in altre catene no, in genere na delle cause che h riscontrato maggiormente è la inadeguatezza delle am0lificazini risoetto ai diffusori. In gener registrare decentemente un ttacco d archi o trombe non è una mission impossible, non conosco nessuna registrazione di archi di musica classica dove questo prametro sia fortement deficitario

14 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

ai diffusori. In gener registrare decentemente un ttacco d archi o trombe non è una mission impossible, non conosco nessuna registrazione di archi di musica classica dove questo prametro sia fortement deficitario

Io si 

Basta ascoltare. 

Ci sono registrazioni pessime anche per quel che riguarda gli archi e registrazione eccellenti che pare di stare lì non è tutto uguale.

In mezzo ci sono quelle decenti.

Il parametro che io uso è il "mi pare di stare lì" che non è certo di tutte le registrazioni

35 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

in genere na delle cause che h riscontrato maggiormente è la inadeguatezza delle am0lificazini risoetto ai diffusori.

Lo dico spesso, la grande orchestra per essere riprodotta con verosimiglianza, oltre ai diffusori che devono essere lineari su tutto lo spettro, l'amplificazione deve garantire tanta corrente. Meglio se più potente rispetto il max consentito dai diffusori.

35 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

in genere na delle cause che h riscontrato maggiormente è la inadeguatezza delle am0lificazini risoetto ai diffusori.

Lo dico spesso, la grande orchestra per essere riprodotta con verosimiglianza, oltre ai diffusori che devono essere lineari su tutto lo spettro, l'amplificazione deve garantire tanta corrente. Meglio se più potente rispetto il max consentito dai diffusori.

9 ore fa, PietroPDP ha scritto:

Un 20 cm è più fulmineo di un 46, ma non regge la stessa dinamica del 46 e messi in un sistema risulteranno più veloci più 20 di un 46, ma con meno dinamica.

Speriamo di aver espresso bene il concetto.

Si, il concetto è stato espresso bene anche se in modo sbagliatissimo 

19 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

nell'evento riprodotto non è tanto la carenza di dinamica  s fardi notare, quanto ls velocità di risposta degli strumenti, gli attachi fegli archi ed anche dei fiati sono fulminei, rapidissimi e di norma privi si fatica di ascolto

@cactus_atomo la lentezza nella musica riprodotta è dovuta prevalentemente alla potenza insufficiente degli amplificatori, alla loro difficoltà nel pilotare i carichi bassi dove l'efficienza cala (c'è chi si ostina ad usare il monotriodo, anche con sistemi di bassa-media efficienza). Il problema si potrebbe ovviare con la multiamplficazione obbligatoriamente attiva per i sub (in modo da eliminare i filtri passivi più ripidi e quindi le grosse bobine); purtroppo la multiamplficazione è sconosciuta all'audiofilo nonostante i grossi investimenti. Altro aspetto è quello dello slew rate: è risaputo che questo valore se elevato migliora la velocità della risposta ai transienti dell'amplificatore, purtroppo per avere un valore elevato di slew rate bisogna per forza di cose usare una controreazione elevata. 

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