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Dimatura puntina: shell parallelo canna inclinata...o viceversa!


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Buongiorno, sono Alessandro e questo è il mio primo post. Premetto che le mie conoscenze in materia audio sono molto basiche, direi da neofita, per cui confido nella monumentale cultura audiofila di molti forumer!

Il problema che vi chiedo di aiutarmi a risolvere è il seguente. 
Ieri ho passato una mezza giornata a dimare puntine su giradischi Thorens td 125 mkII con braccio SME 3009 e, in questo caso, ortofon 2M black. Ad un certo punto mi punge vaghezza di controllare, con l’apposito attrezzino, il parallelismo fra braccio e vinile non sulla canna ma sullo shell (audio technica LH15),e qui sta la sorpresa. Con la canna parallela lo shell è molto inclinato, punta in alto. Per trovare il parallelismo fra shell e vinile devo alzare molto il braccio che, necessariamente rimane molto inclinato dall’alto verso il basso; come si può vedere dalle foto. 
A questo punto suppongo di dover prediligere il parallelismo shell-vinile, lasciando il braccio che va a “beccare” davanti.  Ma, vi chiedo, è normale? E cosa comporta questa anomalia? 
Ringrazio anticipatamente  chi avrà la pazienza di leggere questo lungo post.
 

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Se controlli le istruzioni della testina, dovrebbero esserci delle indicazioni al proposito: 9 volte su 10 dicono che la superficie di appoggio superiore della testina, quindi quella inferiore del portatestina, deve essere parallela al disco. Per cui la tua regolazione è quasi sicuramente corretta (dico quasi perché non conosco le Ortofon). Perché il braccio stia molto alto dietro è un po’ strano, anche se la foto mi dice poco perché sicuramente c’è un effetto prospettico. Da come dici, è come se il portatestina non fosse ben allineato al braccio ma puntasse in alto.

Grazie per gli interventi.

 @cesare si, infatti, l’impressione è proprio che canna e shell non siano allineati. Eppure il connettore SME è nuovo poiché di recente il braccio è stato restaurato da Simone Lucchetti di Audiosilente, fra i vari interventi è stato anche sostituito il connettore. @daniele_g Infatti, come ho scritto sopra, sembrerebbe che lo shell sia disassato rispetto alla canna

L’angolo che il cantilever forma nei confronti della superficie del disco quando è osservato lateralmente,  VTA, è un parametro di importanza fondamentale per l’estrazione delle informazioni contenute nel solco. Dovrebbe approssimare il più possibile quello assunto dal bulino incisore nella realizzazione del master, ma purtroppo ogni casa discografica ne utilizza uno specifico, oltretutto variabile nel corso del tempo e da incisione a incisione. Per moto tempo è stato utilizzato un angolo di 15 gradi, successivamente l’angolo di incisione fu aumentato, fino a oltre 20 gradi. Pertanto, nell’impiego di testine progettate per un angolo di tracciamento di 15 gradi, il posizionamento perfettamente orizzontale della canna del braccio suggerito da molte fonti è errato per difetto e non di poco. Ancora più importante del VTA è l’angolo assunto dallo stilo nei confronti della superficie del disco, in funzione della conformazione del cantilever, detto SRA. In pratica la piegatura del cantilever in corrispondenza della base dello stilo, che varia da costruttore a costruttore, da modello a modello di testina e dal posizionamento dello stilo sulla sua base. Quindi il parallelismo tra la canna del braccio e la superficie del piatto ha ben poco a che vedere con l’angolo di tracciamento più efficace in termini di qualità sonora. la perfetta ortogonalità delle superfici è soltanto un punto di partenza per ottenere le migliori prestazioni sonore dal sistema braccio, testina, giradischi. La regolazione fine va fatta  ad “orecchio” con piccolissimi spostamenti su è giù del braccio fino a trovare il suono migliore, normalmente raggiunto la giusta altezza, si avverte una assenza totale di distorsione, soprattutto nei solchi + interni, un scena più a fuoco e meglio dimensionata.. .

@senna Ciao, grazie per la spiegazione. 
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che, al di là di strumenti e strumentini per la regolazione, l’orecchio è il giudice definitivo. 
Pero’, se ingrandisci la seconda foto postata , vedrai che l’albero del braccio è davvero molto alto, un po’ troppo forse. 

daniele_g

@senna tutto vero, ma in concreto, se l’angolo di incisione varia da casa discografica a casa discografica e pure nel tempo, per non parlare di altri parametri come lo spessore del disco, cosa fai ?

regoli ogni volta il VTA a orecchio sul singolo disco ?

vorrei fosse chiaro che la domanda non è polemica, è per capire (e magari regolarmi di conseguenza).

@meliddo Si certo, potrebbe essere. Ho anche lo shell originale Sme, ma non lo uso perché è veramente troppo leggero. Ho scelto questo AT perché un po’ più peso (15 gr), per aggiungere un po’ di massa a questo braccio altrimenti molto leggero. Ho anche messo un contrappeso maggiorato, anche se questo non c’entra niente con la massa del braccio, in modo da potete usare anche puntine che necessitano di più peso per tracciare 

Certo, si trova una regolazione media che sia soddisfacente in tutte le condizioni, altrimenti solo per il fatto di avere vinili da 120, 140, 180, 200 gr sai che sbattimento !

Il mio dubbio nasce non da questo, ma dall’evidente disassamento che c’è fra shell e canna

16 minuti fa, bear_1 ha scritto:

mah io userei il braccio per quello che è stato progettato...  possibilmente con la propria shell. Poi uno fa quello che vuole in base alle proprie convinzioni

Si, mi sembra giusto. Ho solo provato ad “appesantirlo” un po’ per renderlo più versatile e poterlo usare con più puntine

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