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Dio: Personalista ed Impersonalista


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Renato Bovello
12 minuti fa, Uncino ha scritto:

Il vero ateo proprio non si pone il problema, né in positivo né in negativo.

Perdonami,ti giuro che ti rispondo senza alcun intento polemico ma non e' affatto cosi'. Atei si diventa,non si nasce e ,molto spesso,lo si diventa proprio dopo un percorso di ricerca,di approfondimento e/o di introspezione o magari anche dopo aver frequentato scuole private di preti dalla prima elementare alla quinta liceo come nel mio caso :classic_biggrin:

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15 minuti fa, Renato Bovello ha scritto:

Perdonami,ti giuro che ti rispondo senza alcun intento polemico ma non e' affatto cosi'. Atei si diventa,non si nasce e ,molto spesso,lo si diventa proprio dopo un percorso di ricerca,di approfondimento e/o di introspezione o magari anche dopo aver frequentato scuole private di preti dalla prima elementare alla quinta liceo come nel mio caso :classic_biggrin:

Io sono stato ateo praticamente tutta la vita, ma ateo sul serio... proprio non mi ponevo l'idea di credere.

Non che la rifiutassi, semplicemente entrava nei miei processi cognitivi.

Ero "diventato" ateo?

Non credo, magari un ruolo nel farmi proseguire su quella via un ruolo lo giocò un catechista non sufficientemente preparato, o almeno un catechista che non si aspettava questi di ordine teologico da un bambino, però non ricordo alcuna "decisione" di non credere, dunque penso di esserlo stato fino dalla nascita.

Ma anche qui immagino esistano molte vie per giungere all'ateismo, la maggior parte delle quali passano proprio per il tentativo di spiegare con mezzi scientifici ciò che non appartiene al dominio della scienza.

 

Però ti assicuro che noi credenti siamo vivissimi, e non solo in termini biologici.

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Quanto ai problemi con i preti, se la chiesa è contemporaneamente umana e divina, significa che è contemporaneamente corruttibile ed incorruttibile.

Una volta compreso questo non vi è niente di strano che nella sua parte corruttibile essa possa venire meno alla propria missione, alla coerenza, al buon esempio ed a qualsiasi distanza del "come mai espetterei che fosse".

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Renato Bovello
10 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Come se i credenti non vivessero..boh

 

10 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

nche se, effettivamente, per vivere pienamente, probabilmente, occorre morire in vita

C'e' una sostanziale differenza tra ateo e credente nel rispettivo "vivere la vita " .L'ateo vive la vita nel pieno amore e rispetto per l'altro uomo e qui si esaurisce il suo compito e il suo preciso dovere "spirituale ".  Il credente vive la sua vita e l'amore verso l'altro uomo in un'ottica di conquista di una "grazia " ultraterrena. Il rapporto che ha l'ateo con l'altro e' molto piu' totalizzante e disinteressato rispetto a quello del credente .Per l'ateo l'altro uomo e' Dio ( homo homini deus est )  . Vedi, dovremmo parlarne di persona perche' avrei da scrivere troppa roba e diventa arduo. Senza polemica e con tutta la buona volonta' non e' semplice scrivere su queste pagine. Da sempre sono affascinato dalle enormi similitudini tra ateo e credente ma si arriva ad un punto nel quale necessariamente le strade si dividono. Ho sempre visto una notevole presunzione nel credente e un'altrettanto notevole onesta' intellettuale nell'ateo ma ,come ripeto,il discorso e' davvero troppo lungo. Scusami se non approfondisco ma resto piu' che disponibile a parlarne di persona con chiunque fosse interessato

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Boh, non so lui ma io non programmo le giornate in modo tale da ottenere il maggior numero possibile di "punti-paradiso".

Quello che facevo prima è lo stesso che faccio adesso, sia per la contabilità delle "buone azioni" che di quelle non proprio lodevoli.

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4 minuti fa, Renato Bovello ha scritto:

Il credente vive la sua vita e l'amore verso l'altro uomo in un'ottica di conquista di una "grazia " ultraterrena.

Non direi

A me hanno insegnato che la vera azione esemplare, anche se molto difficile da compiere, è quella disinteressata, svincolata da fini egoistici

 

  • Melius 2
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C'è una netta differenza fra cristianesimo, ebraismo ed Islam.

Ebraismo ed Islam sono "Religioni della Legge scritta"... tu rispetti al tuo meglio quelle norme e sei salvo, fine del problema.

Il cristianesimo è "Religione della legge nel cuore", vale a dire che a giudicare la bontà/malvagità di un'azione non vi è un prontuario ma è la tua stessa coscienza che quella Legge deve averla interiorizzata.

Ancor di più, il "non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te", diventa "fai agli altri ciò che vorresti venisse fatto a te"... il cristiano non si adegua alla legge, nella sua forma incisa nella pietra quella termina con Cristo che la porta a compimento.

 

In sostanza il "aiuto il cieco ad attraversare la strada" in ottica di guadagnare un punti-paradiso, per il cristiano non funziona.

Il punto-paradiso lo si guadagna solo se la motivazione a fare/non fare qualcosa viene dal proprio interno.

 

Immagino sia lo stesso per il buddhismo.

 

 

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4 ore fa, goldrake7 ha scritto:

non è la paura o il peccato che spinge l'uomo a credere o non credere e quindi "inventare" un essere superiore, ma basta guardarsi attorno, la bellezza del creato, per mettere in dubbio che il "Tutto" ha avuto origine dal "Nulla", "nessuno", "senza"...

 

 

L'deogramma "MU" nello Zen Giapponese significa "vuoto ", "senza", un "Nulla" che contiene tuttavia il "tutto".. 

A parte il fatto che non si hanno le prove che sia stato un Dio antropomorfo, creato dall'uomo a sua immagine e somiglianza, non viceversa, a creare la bellezza della natura, stando alle umane conoscenze, a quello che la mente umana riesce a concepire.
Solo la fede, per chi sia credente, ci porta a nutrire certezze escatologiche assolutamente indimostrabili con gli strumenti della ragione, della scienza, della logica e nemmeno poesia dell'arte, dell'estetica che tra l'altro amo condiderare un po' come la mia unica forma di religione. 
Dirò di più, sicuramente l'universo tutto è avvolto dal "Mistero".., e sul Mistero scendo volentieri a patti, non avrei difficoltà a identificare la deità con il Mistero inconoscibile e insondabile il quale, in quanto tale, potrebbe essere invariabilmente il tutto e il nulla metafisici su cui ogni speculazione mentale, ideologicamente fideistica, finisce per infrangersi, dove non serve trovare nessuna prova della sua esistenza. E' visibile, riconoscibile in ciò che realmente vediamo, tocchiamo annusiamo, idiamo...
Questa idea di religiosità che lascia l'uomo libero di decidere in proprio se indirizzarsi verso la luce o le tenebre, verso il bene o il male, libero di cambiare a piacimento rotta,  senza "precetti", senza il ricatto del "diavolo cattolico, distruttore e poco intelligente, che si traveste da cagna per entrare nei conventi (cit)", che non strumentalizzi l'idea di Dio per promuovere il "potere" temporale, è la forma di religiosità che piace a me.


Sulla nuda pietra tombale del grande regista giapponese Jasujiro Ozu, il regista che filmava il "Nulla" e il "Tutto", c'è scolpito unicamente l'ideogramma "MU"

Ed è... "tutto".


 

 

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Che poi converge con aspetto apofatico della divinità...del nirvana Buddhista e Brahman nirguna Indù...Meister Eckart, ecc

Il vuoto in senso microcosmico, non è altro che il superamento dell'ego personale, il silenzio della mente da cui si può udire Altro

L'azione disinteressata, il sacrum facere, il wu wei taoista

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Copio da wiki non ho conoscenze vaste ed approfondite  della "materia".

 

 

Mu è la pronuncia giapponese del carattere cinese tradizionale: 無. In mandarino standard, questo carattere viene trascritto wú (cinese semplificato: 无). In coreano viene riportato con 무 e pronunciato mu. In vietnamita vô. Questo carattere cinese, 無, è, in ambito buddhista, la resa in questa lingua di alcuni termini sanscriti buddhisti come asat (non essere), abhāva (non possedere) o anche vigata (privo di). Ed è usato come opposto di 有 (cin. yǒu, giapp. yū o u, cor. yu, viet. hữu) che rende il termine sanscrito di bhava (essere, esistenza).

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15 minuti fa, LUIGI64 ha scritto:

Il vuoto in senso microcosmico, non è altro che il superamento dell'ego personale, il silenzio della mente da cui si può udire Altro

 

L'opposto del dogmatismo cattolico che comanda cosa la mente deve udire e cosa non...

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@LUIGI64 I mistici di qualsiasi religione sono a se stanti, oltre i dogmi, ciascuno di loro cerca e a volte indica la strada che porta alla fede, in senso opposto alle forme di catechesi popolari.

Non a caso la chiesa cattolica promuove assai poco le figura del musitico, perchè teme le dissonanze che si potrebbero udire mettendo a confronto la ricerca spirituale autentica del superamento dell'"io"/"ego", a confronto con santa santismo dei miracoli ad personam... Si promuove Padre Pio, le apparizioni mariane.., ecc, e si "nasconde" la profonda ascesa di San Giovanni della Croce o Santa Teresa d'Avila la cui notorietà è data soprattutto dalla mirabile operta del geniale Gian Lorenzo Bernini che "scolpisce" l'"estasi" della snata.., quindi l'estetica laica che si fa ancora una volta strumento poetico tangibile (osservabile, financo udibile) della religiosità...

 

Santa Maria del Popolo, Roma (ci capito spesso.., resto sempre abbagliato da tale miracolo dell'arte, e quando posso provo a portare via con me anche un ricordo fotografico come questi abbastanza recenti

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Illuminazione naturale.., il trionfo del barocco

 

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9 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Non a caso la chiesa cattolica promuove assai poco le figura del mistico

In linea di massima, è cosi ma riporterei poi sempre alla figura centrale di Gesù

Come affermava Panikkar, il cristianesimo per sopravvivere ha bisogno di mistici

Mentre in Oriente i percorsi sapienziali tracciati, sono svincolati da istituzioni

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

A parte il fatto che non si hanno le prove che sia stato un Dio antropomorfo, creato dall'uomo a sua immagine e somiglianza, non viceversa, a creare la bellezza della natura, stando alle umane conoscenze, a quello che la mente umana riesce a concepire.
Solo la fede, per chi sia credente, ci porta a nutrire certezze escatologiche assolutamente indimostrabili con gli strumenti della ragione, della scienza, della logica

per i cattolici come ben sai è così: "a sua immagine e somiglianza" .... se andassimo a ritroso sino alla creazione dell'universo, sia il credente cattolico che l'ateo si "fermerebbero davanti un muro insormontabile" cioè: chi a creato tutto questo ?

il credente cattolico: Dio ..... allora giustamente l'ateo: e chi ha creato Dio ?


 

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