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Dio: Personalista ed Impersonalista


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2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Il primato della scienza deve essere inteso con coscienza, sapendo che questa è in continua evoluzione, e che il suo utilizzo dipende dalle nostre capacità, dalla nostra comprensione, dai nostri fini..

D'altra parte abbiamo, di ritorno, un pericolosissimo relativismo che, appoggiandosi sui limiti relativi della scienza, mina alle fondamenta la fiducia nella medesima.

Una sorta di negazionismo sempre latamente presente, al quale spesso bisogna opporre l'"Eppur si muove!" mai del tutto superato dell'umanità credente, alle volte mascherato da misticismo o spiritualità, che rende possibile il ritorno alla dimensione magica, all'imbonimento, alle pratiche pranoterapeutiche e quant'altro.

Insomma, neppure il terrapiattismo è mai scomparso.

Allora un conto è l'atteggiamento etico ed il dubbio che spinge alla ricerca (scientifica o del benessere spirituale), altro è costruire sull'inevitabile presenza dell'ignoto (altrimenti definibile "ignoranza") le fondamenta della società.

Credo ci sia un limite oltre il quale la vita non può andare. L’intelligenza umana e la sua autocoscienza sono una anomalia che va in contrasto col principio darwinista della vita come primo scopo e valore. Nel momento in cui la ragione e la conoscenza ci portano a capire che quello che viviamo non ha senso, a relativizzare il valore della vita in sè, il castello cade. Un essere ‘troppo’ intelligente potrebbe decidere che non ne vale la pena, che la non esistenza è migliore di una esistenza in attesa della morte. Per me siamo condannati ad essere un po’ boccaloni, a raccontarci le storielle per dare un senso a ciò che, sospetto fortemente, non lo ha. Sono curioso di vedere cosa ne penseranno le AI, il giorno in cui svilupperanno una propria autonomia di pensiero.

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Direi che nei paesi sviluppati le religioni non se la passano bene, anche grazie alla scienza, chi ha bisogno di un Dio delle tempeste quando c'è il meteo, anche se ultimamente la ragione è di nuovo sotto attacco, l'involuzione negli usa è stata notevole. 

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Comunque, giusto per precisare, il già citato McGrath ha formazione scientifica, per poi passare ad essere prof. di teologia

Nel settembre del 1966 divenne allievo al Methodist College di Belfast, dove i suoi studi si sono concentrati sulla matematica, la fisica e la chimica. È poi andato al Wadham College, Oxford, nel 1971 dove si è laureato col massimo dei voti in chimica nel 1975. Ha iniziato la ricerca in biofisica molecolare presso l'Università di Oxford, Dipartimento di Biochimica, sotto la supervisione del Professor George Radda, ha vinto una borsa APE per la ricerca sulle cefalosporine presso il Linacre College, Oxford, per l'anno accademico 1975-6, e una borsa di studio Domus Senior al Merton College di Oxford, per il periodo 1976-8. Durante questi tre anni, ha svolto ricerca scientifica e contemporaneamente ha studiato per una laurea presso la Scuola di Teologia dell'Università di Oxford. Ha conseguito quindi un Dottorato di Ricerca (D.Phil.) in biofisica molecolare (dicembre 1977), e una laurea magistrale cum laude in teologia nel giugno del 1978

Da Wiki 

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briandinazareth
13 ore fa, simpson ha scritto:

L’intelligenza umana e la sua autocoscienza sono una anomalia che va in contrasto col principio darwinista della vita come primo scopo e valore.

 

in realtà non sono un'anomalia, sono due caratteristiche favorite dalla selezione naturale, la teoria della mente che permettono sono un enorme vantaggio per degli animali sociali come noi. 

aggiungo anche che il principio darwinista non ha scopo o valore.

fondamentalmente è solo un setaccio (fatto dai predatori, malattie, selezione sessuale, capacità di stare dentro ad una società specifica e introiettarne i comportamenti accettati ecc.).

lo scopo che cerchiamo deriva fondamentalmente dalla continua ricerca di causa effetto che ci ha permesso di sopravvivere.

questo costruendone anche quando non ne esistono, vedi i riti scaramantici, il legame fra qualche sacrificio e accadimenti nella realtà, come sacrificare una capra per avere un buon raccolto. 
il nostro cervello è talmente volto alla ricerca e alla spiegazione che se facciamo fare un movimento involontario a qualcuno, senza che lui sappia che succede, a posteriori ti racconterà un qualche perché ha alzato quel braccio senza mentire in alcun modo, ma solo ricostruendo e dando una spiegazione e una causa alla sua azione sulla quale non ha alcun contollo.

ma in natura questa causa ed effetto è molto più sfumata e relativa solo al mondo macroscopico.

appena andiamo più in profondità e arriviamo allo strato sottostante, il principio di causa ed effetto scompare, così come anche il tempo diviene qualcosa di molto meno lineare e direzionato.


 

13 ore fa, simpson ha scritto:

Un essere ‘troppo’ intelligente potrebbe decidere che non ne vale la pena, che la non esistenza è migliore di una esistenza in attesa della morte.

 

potrebbe essere vero, forse basterebbe un essere non troppo intelligente ma con meno istinto di sopravvivenza. 

però considerando che la vita è questa, e anche se forse non siamo neppure in grado di decifrarla a fondo, per i nostri limiti, penso che se non altro perché la non esistenza c'è stata prima per almeno 14 miliardi di anni e ci sarà dopo, per chissà quanti ancora, il brevissimo intervallo della vita vale la pena vedere cosa sia fino in fondo... :classic_biggrin:

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36 minuti fa, hfasci ha scritto:

Più che altro dovrebbe sforzarsi di fornire risposte semplici a problematiche complesse

Quello è il mestiere dei politici populisti, gli scienziati possono al massimo fornire risposte che aprono a nuove domande dopo un po', anche quelli Eccelsi, vedi Newton. 

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L’antica leggenda narra che il re Mida inseguì a lungo nella foresta il saggio Sileno, seguace di Dioniso, senza prenderlo. Quando quello gli cadde infine fra le mani, il re domandò quale fosse la cosa migliore e più desiderabile per l’uomo. Rigido e immobile, il demone tace; finché, costretto dal re, esce da ultimo tra stridule risa in queste parole: "Stirpe miserabile ed effimera, figlio del caso e della pena, perché mi costringi a dirti ciò che per te è vantaggiosissimo non sentire? Il meglio è per te assolutamente irraggiungibile: non essere nato, non essere, essere niente. Ma la cosa in secondo luogo migliore per te è - morire presto"

 

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C'è un bellissimo racconto breve di Bradbury "la bottiglia azzurra", che sarebbe un manufatto antichissimo, marziano naturalmente, in grado di soddisfare il più intimo desiderio di ogni persona.

 

 

"Ecco ciò che ho sempre cercato, pensò. Fece girare la bottiglia fra le mani traendone riflessi di luce azzurra. E’ questo che tutti gli uomini davvero vogliono? Il desiderio segreto, sepolto dentro di noi, nascosto in un punto che non possiamo nemmeno immaginare? L’ossessione subliminale. E’ questo che ogni essere umano, mosso da un antico senso di colpa, cerca di trovare?

La morte.

La fine del dubbio, della tortura, della monotonia, del desiderio, della solitudine, della paura, la fine di tutto.

Tutti gli uomini?

 

No. Non Craig. Craig, forse, era molto più fortunato .

Certi uomini erano come animali nell’universo, non si ponevano domande, bevevano alle fonti, generavano e allevavano i loro cuccioli e non dubitavano per un istante che la vita non fosse altro che buona. Craig era così. Ce n’erano alcuni altri come lui. Animali felici in una grande riserva, nelle mani di Dio, con una religione e una fede che cresceva in loro come un fascio di nervi speciali. I pochi non nevrotici in mezzo a miliardi di nevrotici. Avrebbero voluto la morte solo più tardi, in modo naturale. Non ora. Più tardi.

 

Beck sollevò in alto la bottiglia. Com’era semplice, pensò e com’era giusto. E’ quello che ho sempre voluto. Nient’altro.

Niente.

La bottiglia aperta e azzurra alla luce delle stelle. Beck aspirò un’immensa boccata dell’aria che ne usciva. Gli scese fino in fondo ai polmoni.

Finalmente è mia, fu il suo pensiero. […]

Si mise a ridere. Chiuse gli occhi e rise.

Per la prima volta nella sua vita era veramente felice.

La bottiglia azzurra cadde sulla sabbia fresca"

 

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