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Dio: Personalista ed Impersonalista


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1 ora fa, LUIGI64 ha scritto:

Purtroppo, come detto più volte, spesso si confonde ciò che travalica la ragione (transpersonale), con il pensiero magico irrazionale ,(pre-egoico)


se non ricordo male, tempo fà hai postato questa frase o qualcosa del genere:

un equazione non ha significato, se non esprime un pensiero di Dio

chi è l'autore ?

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2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto:

Il primato della scienza deve essere inteso con coscienza, sapendo che questa è in continua evoluzione, e che il suo utilizzo dipende dalle nostre capacità, dalla nostra comprensione, dai nostri fini..

D'altra parte abbiamo, di ritorno, un pericolosissimo relativismo che, appoggiandosi sui limiti relativi della scienza, mina alle fondamenta la fiducia nella medesima.

Una sorta di negazionismo sempre latamente presente, al quale spesso bisogna opporre l'"Eppur si muove!" mai del tutto superato dell'umanità credente, alle volte mascherato da misticismo o spiritualità, che rende possibile il ritorno alla dimensione magica, all'imbonimento, alle pratiche pranoterapeutiche e quant'altro.

Insomma, neppure il terrapiattismo è mai scomparso.

Allora un conto è l'atteggiamento etico ed il dubbio che spinge alla ricerca (scientifica o del benessere spirituale), altro è costruire sull'inevitabile presenza dell'ignoto (altrimenti definibile "ignoranza") le fondamenta della società.

Credo ci sia un limite oltre il quale la vita non può andare. L’intelligenza umana e la sua autocoscienza sono una anomalia che va in contrasto col principio darwinista della vita come primo scopo e valore. Nel momento in cui la ragione e la conoscenza ci portano a capire che quello che viviamo non ha senso, a relativizzare il valore della vita in sè, il castello cade. Un essere ‘troppo’ intelligente potrebbe decidere che non ne vale la pena, che la non esistenza è migliore di una esistenza in attesa della morte. Per me siamo condannati ad essere un po’ boccaloni, a raccontarci le storielle per dare un senso a ciò che, sospetto fortemente, non lo ha. Sono curioso di vedere cosa ne penseranno le AI, il giorno in cui svilupperanno una propria autonomia di pensiero.

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Direi che nei paesi sviluppati le religioni non se la passano bene, anche grazie alla scienza, chi ha bisogno di un Dio delle tempeste quando c'è il meteo, anche se ultimamente la ragione è di nuovo sotto attacco, l'involuzione negli usa è stata notevole. 

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Comunque, giusto per precisare, il già citato McGrath ha formazione scientifica, per poi passare ad essere prof. di teologia

Nel settembre del 1966 divenne allievo al Methodist College di Belfast, dove i suoi studi si sono concentrati sulla matematica, la fisica e la chimica. È poi andato al Wadham College, Oxford, nel 1971 dove si è laureato col massimo dei voti in chimica nel 1975. Ha iniziato la ricerca in biofisica molecolare presso l'Università di Oxford, Dipartimento di Biochimica, sotto la supervisione del Professor George Radda, ha vinto una borsa APE per la ricerca sulle cefalosporine presso il Linacre College, Oxford, per l'anno accademico 1975-6, e una borsa di studio Domus Senior al Merton College di Oxford, per il periodo 1976-8. Durante questi tre anni, ha svolto ricerca scientifica e contemporaneamente ha studiato per una laurea presso la Scuola di Teologia dell'Università di Oxford. Ha conseguito quindi un Dottorato di Ricerca (D.Phil.) in biofisica molecolare (dicembre 1977), e una laurea magistrale cum laude in teologia nel giugno del 1978

Da Wiki 

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briandinazareth
13 ore fa, simpson ha scritto:

L’intelligenza umana e la sua autocoscienza sono una anomalia che va in contrasto col principio darwinista della vita come primo scopo e valore.

 

in realtà non sono un'anomalia, sono due caratteristiche favorite dalla selezione naturale, la teoria della mente che permettono sono un enorme vantaggio per degli animali sociali come noi. 

aggiungo anche che il principio darwinista non ha scopo o valore.

fondamentalmente è solo un setaccio (fatto dai predatori, malattie, selezione sessuale, capacità di stare dentro ad una società specifica e introiettarne i comportamenti accettati ecc.).

lo scopo che cerchiamo deriva fondamentalmente dalla continua ricerca di causa effetto che ci ha permesso di sopravvivere.

questo costruendone anche quando non ne esistono, vedi i riti scaramantici, il legame fra qualche sacrificio e accadimenti nella realtà, come sacrificare una capra per avere un buon raccolto. 
il nostro cervello è talmente volto alla ricerca e alla spiegazione che se facciamo fare un movimento involontario a qualcuno, senza che lui sappia che succede, a posteriori ti racconterà un qualche perché ha alzato quel braccio senza mentire in alcun modo, ma solo ricostruendo e dando una spiegazione e una causa alla sua azione sulla quale non ha alcun contollo.

ma in natura questa causa ed effetto è molto più sfumata e relativa solo al mondo macroscopico.

appena andiamo più in profondità e arriviamo allo strato sottostante, il principio di causa ed effetto scompare, così come anche il tempo diviene qualcosa di molto meno lineare e direzionato.


 

13 ore fa, simpson ha scritto:

Un essere ‘troppo’ intelligente potrebbe decidere che non ne vale la pena, che la non esistenza è migliore di una esistenza in attesa della morte.

 

potrebbe essere vero, forse basterebbe un essere non troppo intelligente ma con meno istinto di sopravvivenza. 

però considerando che la vita è questa, e anche se forse non siamo neppure in grado di decifrarla a fondo, per i nostri limiti, penso che se non altro perché la non esistenza c'è stata prima per almeno 14 miliardi di anni e ci sarà dopo, per chissà quanti ancora, il brevissimo intervallo della vita vale la pena vedere cosa sia fino in fondo... :classic_biggrin:

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