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Melius Club

La mia esperienza "Utopica" (Currentzis a Roma, 22 11 2023)


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Trascrivo alcune impressioni comunicate in privato a meme.

“Resta pero’ la mia impressione che ebbi anche con l’integrale di Beethoven a Slz (ho sentito sei sinfonie su nove). E cioe’ di una grande capacita’ di trascinamento qui ed ora che pero’ a ben vedere va a volte a detrimento del respiro autentico della musica, che lui un po’ costringe in scelte di dinamica e tempo platealmente contrastate e in un fraseggio costantemente sovraeccitato. Insomma c’e’ il sospetto di un certo effettismo anche se nessuna nota con Currentzis suona inerte.

E’ chiaro che dal vivo li’ per li’ e’ sempre entusiasmante. Mi e’ quasi piaciuto piu’ il bis di Cia del finale dello Schiaccianoci, mentre nella quinta si e’ persa un po’ la galanteria anche un po’ ironica (profondamente russa) del terzo movimento e il quarto sembrava una corsa olimpionica che ha annullato la morsa finale diminuendone la drammaticita’.

Il movimento piu’ bello e’ stato senza dubbio il primo e anche il secondo, anche se la giusta osservazione di un mio amico di Treviso che ha visto a Brescia questo concerto e’ che la preponderanza degli archi ha reso meno evidente il dialogo dei legni, meraviglioso in questa sinfonia.
Stiamo comunque parlando di un concerto ragguardevole sia chiaro. Currentzis e’ sul podio dei primi 3/5.

kelemen bravissimo ha poi suonato come primo violino.

Una mecenate che non capisce un c. ha detto entusiasta: sembrava rock!

Pero’ dicendo sta cavolata ha un po’ colto nel segno: Currentzis attrae un pubblico anche diverso da quello classico proprio per questa energia speciale che conferisce alla musica e che appaga gli affetti da “piedinite”.

Chiamo cosi’ quelli per i quali se non batti il piede non e’musica”

  • Thanks 2
18 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Currentzis attrae un pubblico anche diverso da quello classico proprio per questa energia speciale che conferisce alla musica e che appaga gli affetti da “piedinite”

E finalmente! Questa è la strada per avvicinare il grande pubblico alla grande musica e contemporaneamente scardinare i modelli novecenteschi dell’interpretazione (che non sono la verità assoluta). Grazie Currentzis!  

  • Melius 1

Mah. Una quinta di Cia diretta da Temirkanov o Sokhiev per tacere di Gergiev (e parlo di ascolto dal vivo lasciando perdere i vari Mravinsky, Rodzocoso, Sanderling in disco), non ha proprio nulla che deve essere scardinato

  • Melius 1

Un elogio incondizionato meritano tutti i componenti dell’orchestra, che suonano come tanti solisti. Livello eccezionale.

Va detto peraltro che eseguono pochissimi concerti all‘anno ripetuti piu’ volte in tournee’ e dunque con rodaggio perfetto.

Un’orchestra come Santa Cecilia o i Berliner affrontano 30 concerti diversi come programma all’anno. Anche questo non va dimenticato

 

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  • Melius 1
  • Thanks 1

@mozarteum Ricordo pareri tuoi più entusiastici in altre discussioni su altri progetti interpretativi, mentre io ero, come pure in seguito, su posizioni più critiche, in parte simili a quelle che manifesti ora. Il concerto dell'altro giorno mi ha molto toccato emotivamente, forse perché,  senza voler entrare nello specifico estetico, nel modo interpretativo di Corrent ho riconosciuto le "utopie", realizzate , della grande rivoluzione filologica iniziata mezzo secolo, votata alla ricerca di una musicalità più  naturale e spontanea, liberata dagli zavorramenti interpretativi ed esecutivi postromantici. Mi riferisco alla maggiore spontaneità che dà il "suonare stando in piedi", di cantare in coro a voci mescolate, segni anch'essi di una maggiore vitalità  e coralità tra direttori, orchestrali, solisti e  pubblico. Informalità complessiva nel più rigoroso rispetto della partitura ovvero della libertà autoriale che viene salvaguardata dall'interprete ricercatore, creativo ed immaginifico che mettendo del suo non intende tuttavia sovrapporsi ad essa. 

Nei precedenti interventi ho cercato di esporre velatamente tale questione. Nulla nasce dal nulla e Current, ne parlavo mi pare anche nel topic su Bloomfield, è meno "inedito" di quanto potrebbe sembrare fatto salvo il suo talento incontestabile. E' il fenomeno del momento Ed  anche questo è un mutuare dal pop, dal sistema spettacolo delle pop star, fatti i dovuti distinguo. Non intendo dire che la cosa rappresenti un fenomeno negativo o positivo , se non anche degenerativo del mondo accademico se lo stesso non dovesse opporsi con superbia. Cosa che non mi è sembrato notare l'altra sera nella sala santaceciliana gremita di gente disposta , c'è mancato poco, a fare perfino la ola..abbonati attempati compresi. :classic_smile:

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Un elogio incondizionato meritano tutti i componenti dell’orchestra, che suonano come tanti solisti. Livello eccezionale.

Va detto peraltro che eseguono pochissimi concerti all‘anno ripetuti piu’ volte in tournee’ e dunque con rodaggio perfetto.

Un’orchestra come Santa Cecilia o i Berliner affrontano 30 concerti diversi come programma all’anno. Anche questo non va dimenticato

 

Indiscutibile l'elevata qualità dell'orchestra; per dirne una, due.., corno ed oboe nell'andante cantabile potrà bastare una parola sola: struggenti.  All'altezza di una tale magnificenza compositiva, credo il cuore dell'intera sinfonia.

Per il resto condivido pienamente le tue giuste osservazioni.

@Memé , @analogico_09 , @mozarteum

 

Secondo voi è stata fatta una registrazione del concerto?

Perchè io, da "organista pigro" quale sono, non mi sposto oltre Milano per ascoltare i concerti e quindi... questo me lo sono persoooo !!!!

Grazie,

Max

@analogico_09 sono contento che ti sia piaciuto il concerto, ti ringrazio per le tue precise e articolate descrizioni 

@Memé

Volevo aprire un thread per chiederti se eri andata al concerto perché mi pare di ricordare che ne avevi parlato nelle passate discussioni, bellissime descrizioni di un evento forse unico e irripetibile. 

4 ore fa, Max440 ha scritto:

io, da "organista pigro" quale sono, non mi sposto oltre Milano

Non comprendo perché l'organista deve essere pigro? Forse per la dimensione dello strumento che non gli permette di spostarlo come un altro? 

Comunque ricordo di aver letto su questo forum di un promettente organista compositore che fece dei trasferimenti a piedi attraversando la Germania per ascoltare uno strumentista affermato all'epoca 😏😏

  • Thanks 1
5 ore fa, Max440 ha scritto:

Mi sai dire se Pletnev ha suonato su un Kawai invece che sul "classico" Steinway?

Grazie,

Si un Kawai. Il presidente di una associazione musicofila-audiofila di cui faccio parte, mi ha detto che è il suo pianoforte che si fa spostare per i concerti. L’orchestra sinfonica siciliana ha appena comprato uno Steinway ma Pletnev ha voluto il suo. 

  • Thanks 1
1 ora fa, garmax1 ha scritto:
6 ore fa, Max440 ha scritto:

io, da "organista pigro" quale sono, non mi sposto oltre Milano

Non comprendo perché l'organista deve essere pigro? Forse per la dimensione dello strumento che non gli permette di spostarlo come un altro? 

 

Impossibile recare seco un organo da chiesa.., ma volendo ci sarebbe l'organo "portativo"... :classic_biggrin:


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  • Melius 1
1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Comunque ricordo di aver letto su questo forum di un promettente organista compositore che fece dei trasferimenti a piedi attraversando la Germania per ascoltare uno strumentista affermato all'epoca 😏😏

 

 

un viaggio di 400 km a piedi da Arnstadt fino a Lubecca, per ascoltare (e "copiare") il sommo "mestro" organistico... E ti credo che ai tempi i geni della musica spuntassero come funghi... :classic_wink:

(ma di chi stiamo parlando? Si dice il peccato ma non il peccatore... :classic_biggrin:)

  • Haha 1
55 minuti fa, giorgiovinyl ha scritto:

Si un Kawai. Il presidente di una associazione musicofila-audiofila di cui faccio parte, mi ha detto che è il suo pianoforte che si fa spostare per i concerti. L’orchestra sinfonica siciliana ha appena comprato uno Steinway ma Pletnev ha voluto il suo. 

 

 

Credo che questo non sia per capriccio; ogni strumento, anche un pianoforte avrà le sue esclusive particolarità sonore e "meccaniche" attraverso cui l'esecutore/interprete affina ed esprime la sua musicalità.

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