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Melius Club

Quale futuro per lo streaming di musica


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Buongiorno, 

secondo me lo streaming come è strutturato oggi non può funzionare ancora per molto.

Musica illimitata ad alta qualità ad un prezzo irrisorio ad unico vantaggio dei gestori, artisti, etichette, che poi sono quelli che lavorano al prodotto finale costretti a raccogliere le briciole, per me è fuori da ogni regola commerciale.

Uno scenario potrebbe essere solo bassa qualità (tanto il 99% dei fruitori nemmeno se ne accorgerebbe) infarcita di pubblicità, un po' come fa ora Spotify ma a pagamento, lavori completi a pagamento ad un prezzo ragionevole, per ragionevole intendo fra i 5 e 7/8 euro, considerando che non c'è supporto fisico, package, spedizione, credo ci possa stare. E royalties maggiori per gli artisti.

Voi come vi immaginate il futuro della musica riprodotta?

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https://melius.club/topic/17296-quale-futuro-per-lo-streaming-di-musica/
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22 minuti fa, magicaroma ha scritto:

royalties maggiori per gli artisti.

Questo sono d'accordo. 

Comunque le nuove leve della non musica Trap traggono enormi vantaggi anche da questa visibilità si spotify a prescindere dalla quantità dei diritti pagati. 

23 minuti fa, magicaroma ha scritto:

infarcita di pubblicità, un po' come fa ora Spotify ma a pagamento

Dove sarebbe la pubblicità in spotify? 

@magicaroma per quello che sono i tuoi desiderata c'è gia Bandcamp, puoi fare ascolti per farti un'idea e poi comprare il disco/cd/file a prezzo predefinito dall'artista o a donazione libera dove previsto. Una volta acquistato hai lo streaming e download in molti formati a tempo illimitato.

@Bazza Bandcamp è di ultranicchia, fatto per chi si mette due ore davanti ai diffusori ad ascoltare musica, praticamente una minoranza irrilevante.

Comunque io con Tidal non desidero altro; musica illimitata a dieci euro al mese in qualità CD, praticamente un sogno che si realizza per un ex giovane squattrinato. Adesso sono solo squattrinato 

A scaricare un album alta qualità audio dal torrente ci metti pochi secondi. Tralasciando il fatto che ormai in moltissimi hanno tera e tera di musica dimenticati in qualche cassetto. Il prezzo lo fa l’incontro fra domanda e offerta: i moderni servizi di streaming offrono ottima qualità, prezzi accessibili, comodità d’uso. Molti (non tutti) hanno accettato di pagare una manciata di euro al mese in cambio della comodità d’uso. Se i prezzi dello streaming si alzeranno, la grande massa tornerà a tirar fuori gli hard disk dimenticati nei cassetti. Le politiche commerciali della musica sono cambiate, per sempre. Tanto per la maggioranza degli artisti non è cambiato niente: due spicci gli davano quando i CD costavano 40.000 lire, due spicci gli danno adesso che con 4 euro/mese puoi fare un abbonamento a Qobuz (soggetto: le case discografiche). m2c

  • Melius 1
12 minuti fa, magicaroma ha scritto:

Scusa ma non ti seguo. Spotify offre un servizio di streaming gratuito, fai in account e non paghi niente, hai musica illuminata con pubblicità e senza possibilità di download 

Alla tua domanda ho subito pensato a un servizio streaming anche basico ma completo. 

Spotify free é talmente castrato da non essere considerato tale. 

Non puoi fare Playlist, non puoi skippare quante volte vuoi, spesso inserisce brani non richiesti. Se fosse solo per pubblicità e non possibilità di fare download (ormai per me quasi inutile sarebbe anche ok

38 minuti fa, garmax1 ha scritto:

Spotify free é talmente castrato da non essere considerato tale. 

Per te, e anche per me. Le mie figlie e tutti i miei conoscenti usano Spotify free, ascoltato musica in continuazione e non desiderano altro.

E purtroppo sono questo tipo di utenti che influenzano il mercato 

Per i musicisti è un bel problema, l'unica cosa che gli è rimasta da vendere sono i concerti, e non tutti hanno un nome che attira la gente.
Egoisticamente, invece, Spotify & Co. (finché durano) sono il paradiso in Terra per gli utenti che hanno ancora un po' di curiosità per la musica. Io ascolto tante novità o vecchi dischi che non conoscevo (quelli ci vorrebbero tre vite a finirli), poi, se trovo qualcosa che mi piace, la copia fisica me la compro ancora, pur sapendo che ormai a fare come me/noi sono quattro gatti.

Comunque credo che arriverà anche il momento che le case discografiche non stamperanno più né cd né vinili, ma offriranno solo file. Basterà che si sfoltisca la generazione che considera ancora gli "oggetti" musicali come qualcosa da possedere fisicamente, e poi cambierà tutto.

 

  • Melius 1
2 ore fa, mla ha scritto:
19 ore fa, campaz ha scritto:

 

Mi risulta che il prezzo di Qobuz parta da 12,49€/mese.


Da anni Qobuz offre un abbonamento cumulativo senza effettuare alcun controllo su chi lo sottoscrive. Questo tipo di “offerta” dura sinché risulta conveniente, oltre che per i clienti, per i fornitori. E a dettare legge é il mercato. Da quando esistono alternative gratuite a Office si trovano licenze (legali) per quel pacchetto al costo di una serata in pizzeria (per uno). Stessa cosa per lo streaming: c’è moltissima concorrenza e, come ho già scritto, moltissimi utenti scaricano dai torrenti vari. Al momento, se i music streaming provider vogliono sopravvivere, sono costretti a “svendere” il loro prodotto: offerta enorme per una richiesta tutto sommato limitata. Il nemico dei vari Netflix, Disney e compagnia cantante è Pluto TV che offre le serie e i film gratis (con la pubblicità, ma anche Netflix ha iniziato a infarcire di spot i contenuti per le offerte più economiche). I nemici dei vari Qobuz sono le web radio, i repository di materiale con i diritti scaduti, i torrenti, YouTube ecc. Non mantengono i prezzi bassi perché nobili nell’animo, fanno le offerte a 4 euro/mese perché costretti.

… mah … anche nel passato i compositori non sono mai (quasi) morti ricchi, se non fosse stato per la “moda” diffusa tra re, imperatori, principi ecc. di fare i mecenati non avremmo probabilmente traccia di quelle meraviglie che ci hanno lasciato.

Oggi chi diventa ricco è fondamentalmente un imprenditore della propria immagine … oltre ai concerti ci sono gadget, pubblicità e quant’altro, ma sono pochi (relativamente).

.

Ma quanto ricavavano i musicisti nell’era della radio FM, del vinile o del cd?
.
Penso che il mondo della musica sia pari a quello dell’arte in generale, pochi “imbroccano” la strada giusta, per qualità e intelligenza e anche un po’ di fortuna e, forse soprattutto, grazie a buoni manager che hanno saputo aprire le porte giuste.

.

Quanti (percentualmente nella propria disciplina) pittori, scultori, poeti, scrittori hanno “sfondato”?

1 ora fa, campaz ha scritto:

Da anni Qobuz offre un abbonamento cumulativo senza effettuare alcun controllo su chi lo sottoscrive

Ti riferisci all'abbonamento familiare?

In quel caso i 6 account dovrebbero risiedere allo stesso indirizzo, questo dice.

 

1 ora fa, campaz ha scritto:

alternative gratuite a Office

Che però hanno sempre problemi di compatibilità.

 

1 ora fa, campaz ha scritto:

i torrenti,

Illegali.

 

1 ora fa, campaz ha scritto:

I nemici dei vari Qobuz sono le web radio, i repository di materiale con i diritti scaduti, i torrenti, YouTube ecc.

Nessuno di loro permette una fruizione user friendly e da streamer che non sia il PC.

3 ore fa, landmarq ha scritto:

Per i musicisti è un bel problema, l'unica cosa che gli è rimasta da vendere sono i concerti

Infatti. Con la conseguenza che una volta i biglietti (parlo di grandi nomi, quelli che riempiono gli stadi e i palatutto) partivano da 35/40 euro, oggi viaggio molto vicino si cento

@stefano_mbp vabbè, ma la musica scaricata in maniera illegale c'è sempre stata, a cominciare dalle audio cassette. Ma era appunto illegale, un abbonamento a 4/5 euro, ma anche a 15 in maniera legale e con un catalogo illimitato secondo me non può durare 

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