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Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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2 minuti fa, SalvoJazz ha scritto:

Per me entrambi contribuiscono, uno è esterno all'ascoltatore e l'altro intrinseco, il primo "investe" il secondo che produce una risposta soggettiva, e fa dire all' ascoltatore mi piace o non mi piace

Ammettiamo, come accade spesso, che il sistema elettroacustico non sia cambiato e Fabrizio in un certo lasso di tempo abbia subito una variazione della componente interna percettiva

Questo si sarebbe potuto misurare ma, col cavolo che Fabrizio ti darebbe questa soddisfazione ed ammettere che è stato lui a cambiare e non lo stereo

Vedi ad esempio quando scrisse che tra il play e lo stop del lettore CD la fase si sarebbe invertita

Cose misurabili con una semplicità disarmante rese sempre fumose da qualcuno, come mai ?

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Non mischiamo la parte deterministica con quella olistica

Lo strumento misura una variazione, una grandezza in modo preciso e minuzioso

L'uomo percepisce con tutti i sensi, trasforma in musica un pugno di segnali elettrici, ma trasforma anche in sensazioni cose che non cambiano di una virgola

Il problema è tutto qui, non si accetta quando lo strumento non rileva differenze con certezza incontrovertibile

Ripeto, io considero valide le misurazioni ma non completamente esaustive, ecco qual è il nocciolo.

Lo strumento misura un parametro X benissimo, su questo non ci piove, ma il problema è stabilire oggettivamente ed inequivocabilmente quali parametri incidono di più sulla "bontà" del suono percepito ed in che percentuale, ed ecco che "probabilmente" emergerebbe che alcuni parametri sono significativi per alcune persone, mentre altri, o in misura diversa, per altre persone.

Si ricadrebbe nella soggettività della percezione.

@ilmisuratore

Tom, ma se c'è tutta questa discrasia tra l'uomo e la misura, cosa facciamo?

Devo convincermi a preferire un certo apparecchio solo perché misura meglio?

L'hai detto tu prima che spesso chi ascolta con te non si accorge nemmeno delle differenze che gli strumenti indicano...

Non sarebbe il caso quantomeno di riformare il set delle misure da usare, affinché siano davvero significative di ciò che ci sta a cuore?

.

Vado poi a memoria, vista la lunghezza e quindi poca "maneggevolezza" del 3ad, per chiederti se davvero hai trovato degli indicatori misurabili che abbiano alta correlazione con la sensazione di "spazialità" (ampiezza, profondità e scansione dei piani sonori), potendo quindi predire questa caratteristica stando in laboratorio.

.

Grazie! 😊

  • Melius 1
4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Ammettiamo, come accade spesso, che il sistema elettroacustico non sia cambiato e Fabrizio in un certo lasso di tempo abbia subito una variazione della componente interna percettiva

Proprio questo è uno dei punti cruciali.

La variazione percettiva potrebbe essere temporanea, influenzata per esempio da uno stato emotivo interiore, o permanente nel caso di riduzione di sensibilità uditiva.

7 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

La risposta pare evidente: le misure di laboratorio in elettronica non sono ancora in grado di descrivere pienamente come si comporterà un apparecchio, per la funzione primaria per cui è stato progettato: farci ascoltare la musica riprodotta nel migliore dei modi, anzi nel più “magico” dei modi, ridiscendo cioè ad evocare la sensazione di “essere lá, dal vivo, proprio dove si svolge l’evento musicale, sia esso studio di registrazione o sala di teatro…

Tutto qui…. ma non è poco…😉

Esattamente, che poi è quello che cerco di esprimere in altri modi.

👍

7 minuti fa, diego_g ha scritto:

@ilmisuratore

Tom, ma se c'è tutta questa discrasia tra l'uomo e la misura, cosa facciamo?

Devo convincermi a preferire un certo apparecchio solo perché misura meglio?

L'hai detto tu prima che spesso chi ascolta con te non si accorge nemmeno delle differenze che gli strumenti indicano...

Non sarebbe il caso quantomeno di riformare il set delle misure da usare, affinché siano davvero significative di ciò che ci sta a cuore?

.

Vado poi a memoria, vista la lunghezza e quindi poca "maneggevolezza" del 3ad, per chiederti se davvero hai trovato degli indicatori misurabili che abbiano alta correlazione con la sensazione di "spazialità" (ampiezza, profondità e scansione dei piani sonori), potendo quindi predire questa caratteristica stando in laboratorio.

.

Grazie! 😊

Ottima osservazione 

44 minuti fa, fabrizio ha scritto:

l'importante è avere rllevato un cambiamento dato da un apparato spento inserito in rete ;

Scusa se insisto ma lui a mio parere ha detto il contrario. Non ha detto che inserendo un oggetto il suono peggiora, ha detto che migliora e scollegandolo peggiora. Afferma quindi il contrario di quanto sostieni. A meno che io abbia capito male.

2 minuti fa, grisulea ha scritto:

Scusa se insisto ma lui a mio parere ha detto il contrario. Non ha detto che inserendo un oggetto il suono peggiora, ha detto che migliora e scollegandolo peggiora. Afferma quindi il contrario di quanto sostieni. A meno che io abbia capito male.

Non credo che la cosa più importante sia se il suono è migliorato o peggiorato, secondo me la maggiore rilevanza ce l' ha il fatto di aver sentito differenze.

Perché le ha sentite?

Suggestione?

Per un motivo tangibile qualificabile e quantificabile?

 

13 minuti fa, SimoTocca ha scritto:

La mia critica è più generale: siamo ben lontani dal capire le fondamenta della realtà, e quindi lontani dal sapere non solo come, ma addirittura cosa misurare!

Se questo fosse vero te ascolteresti ancora con il grammofono :classic_biggrin:

Mi dispiace quando un appassionato di musica [e lo sono anch'io, ma lontano mille miglia da queste dichiarazioni] si scaglia in un certo senso contro la tecnologia con la quale poi ottiene un grande vantaggio e un beneficio

Ma poi questa famigerata *realtà* che possono essere tantissime, alcune veramente inesplorate, su cosa verrebbe accomunata ? sui segnali audio e la relativa possibilità di poterli analizzare in tutte le sue sfaccettature senza volerlo ammettere ?

Sarebbe questa la presunta realtà inesplorata ed inesplorabile ? ma no !!! l'analisi di un segnale audio è classificabile come un emerita sciocchezza per la scienza e la ricerca odierna

Non facciamo diventare le pulci dei dinosauri perchè le dimensioni sono perfettamente stimabili [oggi]

  • Melius 1
17 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Vedi ad esempio quando scrisse che tra il play e lo stop del lettore CD la fase si sarebbe invertita

Cose misurabili con una semplicità disarmante rese sempre fumose da qualcuno, come mai ?

Salve,

per me e per i tanti (in aumento) che frequento e che utilizzano questo "bug" del software per risolvere a loro vantaggio i problemi che avvengono nelle masterizzazioni digitali  (effetti in ambiente digitale tali e quali a quello che in ambiente analogico corrisponde all'inversione di polarità) il fatto che tu no lo rilevi, né all'ascolto né alle misure, ci fa pensare che qualche problema ce l'hai .

Per gli scettici sono sempre disposto a dimostrare a casa loro a loro insindacabile giudizio che il fenomeno esiste ed è reiterabile ed udibile.

 

Saluti, Fabrizio.

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Se questo fosse vero te ascolteresti ancora con il grammofono :classic_biggrin:

Mi dispiace quando un appassionato di musica [e lo sono anch'io, ma lontano mille miglia da queste dichiarazioni] si scaglia in un certo senso contro la tecnologia con la quale poi ottiene un grande vantaggio e un beneficio

Ma dai, non mi pare che @SimoTocca si sia scagliato contro la tecnologia, mi pare che abbia detto qualcosa di molto diverso, che condivido, e che ti potrà chiarire ulteriormente credo.

1 minuto fa, SalvoJazz ha scritto:

Perché le ha sentite?

Suggestione?

Quando avviene questo, suggestione, a ma sinceramente m'interessa meno che nulla [anche se fa parte della sfera umana]

A me interessa dimostrare e valutare la parte fisica, quella misurabile

Le sensazioni non misurabili che scaturiscono dalla percezione non fanno altro che inquinare un discorso che verte nell'affermare la condizione oggettiva

 

11 minuti fa, grisulea ha scritto:

cusa se insisto ma lui a mio parere ha detto il contrario. Non ha detto che inserendo un oggetto il suono peggiora, ha detto che migliora e scollegandolo peggiora. Afferma quindi il contrario di quanto sostieni. A meno che io abbia capito male.

Salve,

scusa se reinsisto ,il problema di fondo sta nel fatto che : se in una catena audio tu inserisci un apparato collegandolo semplicemente alla rete elettrica o viceversa togli da una catena audio un apparato in precedenza collegato solamente alla rete elettrica , in entrambi i casi ottieni cambiamenti (miglior o peggiore non importa)

Nel dubbio chiedi a Granosalis se ho travisato.

 

Saluti, Fabrizio.

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Le sensazioni non misurabili che scaturiscono dalla percezione non fanno altro che inquinare un discorso che verte nell'affermare la condizione oggettiva

Questa affermazione è molto pesante, perché verte a fare prevalere la parte "scientifica" su quella umana, che nel caso della musica è un paradosso SENZA SENSO.

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