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La squallidissima vicenda della beneficenza di Ferragni ai bimbi malati


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Ferragni pelosa

 

Niente di nuovo sotto il sole: quando sotto specie di carità verso gli altri si tende in realtà al proprio utile la lingua italiana usa da secoli un’espressione colorita: “carità pelosa”. Si trova anche nelle "Nozze di Figaro" di Mozart (libretto di Da Ponte):

    «Susanna:

-     Queste le grazie son, questa la cura

    Ch'egli prende di te, della tua sposa.

    Figaro:

-         Oh, guarda un po' che carità pelosa!»

Il pandoro d’oro di Ferragni ci ricorda che la carità pelosa è ancora e sempre tra noi, in versione ampliata e rafforzata. È la vibrazione dominante di tutti i discorsi in cui si mescolano il marketing delle buone intenzioni, il capitalismo consumista e la perdita dei progetti collettivi. Non sono contemplate azioni e lotte dove il “pensati libera” sia un fenomeno sociale. La libertà diventa soltanto individuale pulsione agli acquisti, verniciata di allusioni etiche patinate con cui fregarvi il malloppo.

 

Pino Cabras

 

 

  • Melius 1

non ho letto le 7 pagine del 3D, ma certi tipi di promozioni non necessitano di una autorizzazione? con i termini di attuazione delle beneficenza?

quanto destinava la ditta Balocco alla beneficenza per ogni pandoro venduto?

DUE euro? NO, solo zero cent

quanta parte del cascè della ditta Ferragna finiva in beneficenza?

65% ? NO, solo zero%

 

3 minuti fa, artepaint ha scritto:

non ho letto le 7 pagine del 3D, ma certi tipi di promozioni non necessitano di una autorizzazione? con i termini di attuazione delle beneficenza?

quanto destinava la ditta Balocco alla beneficenza per ogni pandoro venduto?

DUE euro? NO, solo zero cent

quanta parte del cascè della ditta Ferragna finiva in beneficenza?

65% ? NO, solo zero%

La beneficenza ha seguito la strada che si percorre in tutte le altre situazioni analoghe, è stato spiegato quali esse siano nella pagine precedenti del thread, quelle del cachet della Ferragni presumibilmente anche, le tariffe per il suo impegno sono chiaramente riportato nell’articolo poco più su, la realtà è che si sta “ingrassando” il populismo con una sentenza demagogica che vuole affrontare un problema senza tenere conto della realtà che vede la gente più interessata al comportamento degli influencer, sia da ammiratore sia da haters, e sostanzialmente indifferenti alla beneficenza, altrimenti non si spiegherebbero determinate dinamiche che portano un “testimonial” a guadagnare cifre assurde per un post o una sponsorizzazione, cifre irraggiungibili per beneficenza da una qualsiasi organizzazione.

8 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

La beneficenza ha seguito la strada che si percorre in tutte le altre situazioni analoghe

come tuo solito non dici nulla e non smentisci i due zero da me citati (frutto di documentazioni e articoli giornalistici)

sbagliando e per puro caso sferragna e sbalocchio vengono PESANTEMENTE SANZIONATI !!,

 

15 minuti fa, artepaint ha scritto:

quanto destinava la ditta Balocco alla beneficenza per ogni pandoro venduto?

DUE euro? NO, solo zero cent

 

quanta parte del cascè della ditta Ferragna finiva in beneficenza?

65% ? NO, solo zero%

 

Se così fosse non vedo proprio come sia possibile escludere la pubblicità ingannevole.

Colpo all’immagine devastante.

32 minuti fa, artepaint ha scritto:

come tuo solito non dici nulla e non smentisci i due zero da me citati (frutto di documentazioni e articoli giornalistici)

sbagliando e per puro caso sferragna e sbalocchio vengono PESANTEMENTE SANZIONATI !!,

Tonino le dinamiche con le quali si effettua la beneficenza nei modi utilizzati nel caso di cui discutiamo con l’Ospedale Santa Maria Margherita di Torino da parte di Balocco sono le stesse che vengono utilizzate per altre situazioni analoghe e per altre organizzazioni da parte di altre aziende commerciali, quello che cambia è l’aver scelto come testimonial un’influencer “amata odiata” come la Ferragni per “svecchiare” l’immagine del marchio e l’averla dovuto profumatamente pagare per ingaggiarla, finendo così per coprire di soldi lei e destinare “solo” una frazione del denaro alla beneficenza se paragoniamo i due importi, ma sono effettivamente paragonabili i due costi sostenuti dall’azienda o sono pere e mele? Poi si può mettere in discussione la questione sul piano dell’etica e saremo entrambi d’accordo che è assurda, si può essere d’accordo anche sul fatto che oramai la questione per l’azienda e la stessa Ferragni sia diventata mediaticamente un boomerang, ma a me sa tutto tanto di populismo spicciolo, la Ferragni guadagna 51k euro per un post normalmente da anni, è inavvicinabile per buona parte delle aziende italiane visto i cachet, ma alla fine sul piano globale non vale niente e altri influencer-testimonial prendono cifre esponenziali al suo cachet, fino al milione di euro per un singolo post, quindi di che parliamo? Di un sistema sbagliato o di che altro? 

  • Melius 1

P.S. @artepaint circa 0,15 cent a pezzo venduto, ne hanno venduto 367 mila circa, destinati in beneficenza a fronte di un prezzo di produzione del prodotto di un paio di euro, se al pubblico il Pandoro “normale” si vende a € 3,70 e quello “incriminato” ne costava € 9,00 peraltro con un packaging completamente diverso e più “lussuoso” creato ad hoc, direi che la cifra corrisposta per beneficenza era più che congrua, il cachet della Ferragni invece rientra sotto la voce pubblicità e quindi segue delle premesse aziendali di investimento diverse.

25 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Se così fosse non vedo proprio come sia possibile escludere la pubblicità ingannevole.

Colpo all’immagine devastante.

E', sulla base di ciò che conosciamo, così.

C'entrano poco le mail interne e i contratti fra il manico di scopa e i baiocchi. Così come non c'entra il suo compenso.

C'entra il messaggio veicolato ai consumatori per attirarli e il fatto che di quel messaggio è stato disatteso tutto dalla prima all'ultima parola.

Moz l'ha già spiegato molto bene credo.

 

Poi possiamo andare avanti 25 pagine sui "se" ma" "forse" "mi sembra", il punto e i dati di fatto sono sempre quelli iniziali:

- finta beneficenza per attirare allocchi

- facce da tolla

- bimbi malati tirati in mezzo perchè fa più Natale

- all'ospedale è andata una briciola, alla ferrigna tutto il panettone.

 

  • Melius 1
6 minuti fa, Velvet ha scritto:

C'entra il messaggio veicolato ai consumatori e il fatto che di quel messaggio è stato disatteso tutto dalla prima all'ultima parola.

Moz l'ha spiegato molto bene credo.

 

 

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Alla fine nessun costo commerciale è mai sostenuto direttamente dall’azienda o dai suoi testimonial, il costo della beneficenza è sempre in capo ai consumatori, l’azienda è un tramite come pure il testimonial, perché poi è sempre il consumatore finale che sostiene il costo reale di qualsiasi costo, almeno in queste operazioni commerciali, altrimenti si deve fare beneficenza direttamente mettendo le mani nelle proprie tasche e donando, ma non è questo il caso.

3 minuti fa, Velvet ha scritto:

Quindi tu a differenza del Garante sei conoscenza del sostegno economico che Chiara Ferragni, come tramite, ha dato all'Ospedale.

Mi fa piacere.

Credo di averlo scritto più che chiaramente se lo si vuole capire, neppure l’azienda ha messo del suo per beneficenza, i suoi costi per l’Ospedale Santa Maria Margherita al pari di quelli per ingaggiare la Ferragni sono parte delle spese aziendali dalle quali l’azienda rientra con le vendite, quello che accade in qualsiasi azienda per qualsiasi costo sostenuto, la percezione per il consumatore descritta da Mozarteum ed al centro della sanzione dell’Antitrust mi è chiara, ma è una percezione che è ugualmente fallace anche in buona parte di casi analoghi di beneficenza nei quali la cifra donata non ha una correlazione diretta con le vendite effettuate, al più lo è per i pezzi prodotti e destinati alla vendita con quello specifico logo, quindi è sempre in realtà scollegata e l’ente percepisce la cifra donata anche se per assurdo non si vendesse neppure un pezzo di quelli promozionati.

P.S. Ovviamente un’operazione fallimentare potrebbe divenire un costo se non rientrasse delle spese sostenute ma questo è un altro discorso.

1 minuto fa, maurodg65 ha scritto:

la percezione per il consumatore descritta da Mozarteum ed al centro della sanzione dell’Antitrust mi è chiara

Non sembrerebbe 

3 minuti fa, Roberto M ha scritto:

e’ un’altra figurina del PD che cade.

Secondo te cade?

Magari fosse così.




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