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Alimentare l'intero impianto a batteria, secondo voi, ha senso?


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18 minuti fa, gianventu ha scritto:

Provate con questo UPS e poi ce lo recensite.

https://www.bpm-power.com/it/online/componenti-pc/gruppi-continuita/gruppo-apc-easy-3s-b2028536

Pesa solo 584kg, ma per demascellarsi un piccolo sforzo cosa volete che sia.

Un costa nemmen tanto.....

ma quale alimentazione a batteria d'Egitto! è un inverter con accumulo che traforma la 230V alternata in corrente continua e l'accumula in una batteria FeLiPo4. Poi prende la corrente continua e la trasforma in 230V alternata. 

È LA STESSA COSA degli accumuli del fotovolatico. Identica. Tanto che volendo ci si possiono collegare direttamente i pannelli stessi. Il suo scopo è trasportare corrente in luoghi dove non c'è, si carica, si mette nel baule e si va dove non c'è corrente. 

Quello che provoca alla qualità di un sistema hifi è tutto da dimostrare e la corrente che eroga all'apparecchiatura è quella dell'inverter non della batteria. Le vere alimentazioni a batteria delle apparecchiature audio sono completamente diverse.

 

 

  • Melius 2
4 ore fa, scroodge ha scritto:

Boh.... Che ne dite?

Dal punto di vista puramente elettrico intendo.

Dalle prove fatte con la batteria Tesla Powerwall II (vedi altro 3D), andando a batteria il sistema suona più raffinato e meno nervoso,  in definitiva suona meglio. Abbiamo fatto la prova in 4 tutti siamo arrivati alle stesse conclusioni. Ovviamente l'esborso è notevole, parliamo di circa 10K€ ma non è specifica dell'impianto HiFi e serve tutta l'abitazione. Poi se la si vuole dedicare alla linea su cui c'è l'impianto, nessuno lo vieta 😉

  • Thanks 1
44 minuti fa, Jack ha scritto:

ma quale alimentazione a batteria d'Egitto! è un inverter con accumulo che traforma la 230V alternata in corrente continua e l'accumula in una batteria FeLiPo4. Poi prende la corrente continua e la trasforma in 230V alternata. 

È LA STESSA COSA degli accumuli del fotovolatico. Identica. Tanto che volendo ci si possiono collegare direttamente i pannelli stessi. Il suo scopo è trasportare corrente in luoghi dove non c'è, si carica, si mette nel baule e si va dove non c'è corrente. 

Quello che provoca alla qualità di un sistema hifi è tutto da dimostrare e la corrente che eroga all'apparecchiatura è quella dell'inverter non della batteria. Le vere alimentazioni a batteria delle apparecchiature audio sono completamente diverse.

Certo, questo è chiaro a tutti. Resta da capire se può essere utile per usi audiofili..

 

Approfondendo un po' qua e là sul web c'è anche una azienda italiana che produce questi ups da viaggio: Bluetti.
Fermo restando dunque che al momento, sul piano del puro funzionamento elettrico, non sembrano emrgere dati che ne controindicano l'uso in ambito audio, credo che l'unico limite sia il fatto che tutti hanno una ventola che entra in azione in funzione del carico e parliamo di 45dB... 

Da esperienza personale, l' impianto alimentato tramite batterie ha senso se non vengono utilizzati inverter per alzare il voltaggio a 220v che genererebbe gli stessi disturbi EMI/RFI indotti dalla rete elettrica. 

 

L' ideale invece sarebbe poter alimentare tutto l' impianto con delle batterie tipo Litio che, dopo essere ricaricate, vanno completamente disconnesse dalla rete elettrica anche nel polo di massa a terra. 

 

Resta una cosa impossibile quando si hanno nell' impianto amplificazioni importanti, in quanto assorbono troppi Ah per poter essere alimentate da batterie. 

A mio giudizio si pensa alla opportunità di alimentare il sistema a batteria quando non si sa più cosa fare per "smanettare" sull'impianto e quindi si pensano anche le cose inutili

Si ha un sistema che va bene, benissimo...ma dopo un po' si vuole migliorare comunque, anche buttando i soldi, tipo questa

E ci sono dentro anch'io naturalmente...

Ovviamente non è una necessità e comunque devi avere delle elettroniche che si prestano a queste modifiche. 

 

Considera però che isolare completamente l' impianto dalla rete elettrica porta notevoli vantaggi.

 

 

4 hours ago, alexis said:

per non parlare di dac

I DAC a batteria non sono un novitá. Isabellina di Red Wine Audio di Vinnie Rossi o Less Loss 2004 mk ii non pIù in produzione.

Oppure quest'altra possibilità per gli amplificatori  https://asraudio.de/akku-netzteil.html

al fine di alimentarli con una batteria e separarli dal circuito elettrico.

1 ora fa, steve966 ha scritto:

L' ideale invece sarebbe poter alimentare tutto l' impianto con delle batterie tipo Litio che, dopo essere ricaricate, vanno completamente disconnesse dalla rete elettrica anche nel polo di massa a terra. 

Quelle che ho segnalato io  (V.Toman, Bluetti), questo fanno.

Infatti sono pensate per utilizzo completamente autonomo anche in open air..


 

1 ora fa, maxgazebo ha scritto:

A mio giudizio si pensa alla opportunità di alimentare il sistema a batteria quando non si sa più cosa fare per "smanettare" sull'impianto e quindi si pensano anche le cose inutili

ok ma, allora i vari condizionatori di rete di stampo audiofilo dove li mettiamo? tra gli inutili o tra gli utili?

Io, se dovessi scegliere tra un condizionatore di rete ed un aggeggio che ti svincola completamente da essa, a patto che faccia il suo dovere, dubbi non ne avrei.

E non è una questione di soldi.

E nemmeno mi farei condizionare ;-) dal fatto che NON è un prodotto audiofilo 

Sempre che faccia il suo, ovviamente.

Boh... è tutto pour parler... tanto non credo che mai mi ci metterò

 

2 minuti fa, scroodge ha scritto:

quelle che ho segnalato io in apertura di thread, questo fanno. Infatti sono pensate per utilizzo open air..

Si, altrimenti i disturbi elettrici passano nell' impianto.

Comunque il risultato, in impianti basati sull' utilizzo di streamer/DAC, è molto evidente. 

Viene completamente eliminato quel senso di suono digitale, oltre che non sentire più differenza di qualità nel suono a seconda delle ore del giorno, indotte da elettrodomenstici e quant' altro presente nella rete elettrica. 

 

12 minuti fa, scroodge ha scritto:

ok ma, allora i vari condizionatori di rete di stampo audiofilo dove li mettiamo? tra gli inutili o tra gli utili?

Mah...io non mi pronuncio, credo di esser stato esaustivo...a batteria ci sto alimentando il DAC, forse sempre per smania di fare qualcosa a breve anche il player/streamer, perchè a mio giudizio per il lavoro che fanno forse una qualche miglioria indotta da meccanismi psicologici la danno...ma non oltre

Alimentare un impianto valvolare a batterie è tornare indietro di cent'anni o più, si può fare ma a patto di bypassare l'alimentazione e procurarsi gli accumulatori necessari. Un ampli autocostruito può essere fatto in modo da essere alimentato a c.c. Per gli apparecchi commerciali bisognerebbe aprirli per trovare il punto dove immetterla: ne vale la pena?

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