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Uncino

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2 minuti fa, Uncino ha scritto:
3 minuti fa, Plot ha scritto:

E' chiaro per te.., ma tu non fai parte del gotha della finanza Cinese. Ma davvero credi che la Cina esporti pupazzetti e cianfrusaglie varie che vedi nei negozietti cinesi ? :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:

Temo che ne sia realmente convinto... sì 😂

 

Ma anche questo: :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:

 

"Che senza l’Occidente il mercato per il gas ed il petrolio e le materie prime i brics non lo avrebbero"

 

PS: scusa se ti riporto alcuni passaggi del nostro, so che lo hai messo nel Kill-File.., ma cosi' ti perdi la fiera delle stunz@ate.:classic_wink:

 

 

 

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Perché per noi della UE (in particolare Italia e Germania)la Cina non è "il nemico" ma un partner commerciale.

Innanzitutto non lo è perché la Germania è il primo investitore in Cina, in particolare nella R&D nel campo tecnologico, per beneficenza ma perché grazie all'elevato livello tecnologico del contesto cinese e della facilità di reperimento dei capitali, favorito dal sistema di credito garantito dallo Stato, rende possibile ottenere l'enorme liquidità necessaria alla moderna ricerca.

Portare avanti la R&D nei settori ad alta tecnologia ai giorni nostri non è più cosa che si possa fare a basso costo nel garage di casa, servono decine di miliardi.

D Decine di miliardi che in questa parte di mondo semplicemente non esistono.

 

E questa è una parte.

L'altra è che la maggior parte delle produzioni "Made in UE" sono creare attorno a componenti e semilavorati cinesi, e spesso questo "attorno" significa che l'azienda Europea infila il semi lavorato cinese dentro il suo contenitore, applica il proprio brand e lo immette sul mercato come suo prodotto.

 

Ora, la UE potrebbe portare al suo interno quelle produzioni come in tanti vaneggiano?

La risposta è NO.

Non abbiamo i capitali, non abbiamo linee di produzione adatte, non abbiamo la manodopera e, soprattutto, i brevetti sono delle aziende da cui li acquistiamo.

Perché questa è un'altra cosa che viene sempre taciuta: ormai da molto la Cina è il primo Paese brevettatore mondiale.

 

In parole povere, senza la Cina si fermerebbe gran parte della produzione europea occidentale.

Altro che pupazzetti! 😂

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12 minuti fa, Plot ha scritto:

Ma anche questo: :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:

"Che senza l’Occidente il mercato per il gas ed il petrolio e le materie prime i brics non lo avrebbero"

PS: scusa se ti riporto alcuni passaggi del nostro, so che lo hai messo nel Kill-File.., ma cosi' ti perdi la fiera delle stunz@ate.:classic_wink:

C'è parecchia umidità nell'aria, le sinapsi fanno cortocircuito 😂

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19 minuti fa, Plot ha scritto:

E' chiaro per te.., ma tu non fai parte del gotha della finanza Cinese. Ma davvero credi che la Cina esporti pupazzetti e cianfrusaglie varie che vedi nei negozietti cinesi ? :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:

Scusa ma chi ha parlato di pupazzetti e cianfrusaglie? Solo tu, io no perché è da decenni che non è più così ma non cambia nulla, senza l’export in Occidente la Cina sarebbe in difficoltà più di quanto non lo sia già oggi per motivi diversi. 

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4 minuti fa, Uncino ha scritto:

L'altra è che la maggior parte delle produzioni "Made in UE" sono creare attorno a componenti e semilavorati cinesi, e spesso questo "attorno" significa che l'azienda Europea infila il semi lavorato cinese dentro il suo contenitore, applica il proprio brand e lo immette sul mercato come suo prodotto.

Ora, la UE potrebbe portare al suo interno quelle produzioni come in tanti vaneggiano?

 

Piu' chiaro di cosi' non si poteva, ma la cosa e' nota gia' da qualche anno (ipotizzo un 20-25 anni) ma forse di piu'.

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18 minuti fa, Plot ha scritto:

Ma anche questo: :classic_laugh::classic_laugh::classic_laugh:

"Che senza l’Occidente il mercato per il gas ed il petrolio e le materie prime i brics non lo avrebbero"

PS: scusa se ti riporto alcuni passaggi del nostro, so che lo hai messo nel Kill-File.., ma cosi' ti perdi la fiera delle stunz@ate.:classic_wink:

Sai cosa è accaduto alla COP28 a Dubai appena conclusa? 
P.S. Un esempio te lo ha dato il mercato del gas russo dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e la chiusura politica della UE nei confronti della Russia, chiusura che ha portato al crollo del mercato russo del gas.

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2 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

senza l’export in Occidente la Cina sarebbe in difficoltà più di quanto non lo sia già oggi per motivi diversi. 

 

Scusa, ma vedo che insisti., ma cosa centra questo o fai parte di quelli che si tagliano le p@lle per far dispetto alla moglie ? Ma li leggi i post altrui prima di ficcarti in situazioni e giudizi quantomeno senza fondamento ?

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10 minuti fa, Uncino ha scritto:

Perché questa è un'altra cosa che viene sempre taciuta: ormai da molto la Cina è il primo Paese brevettatore mondiale.

In parole povere, senza la Cina si fermerebbe gran parte della produzione europea occidentale.

Altro che pupazzetti! 😂

Sei un conta balle senza vergogna, un pagliaccio che parla a vanvera, sul resto del post meglio sorvolare tante sono le minchiate riportate:


https://mglobale.promositalia.camcom.it/altre-tematiche/tutte-le-news/brevetti-epo-2022.kl#:~:text=Sul podio della classifica dei,domande (-0%2C4%).

 

 

Top 10 dell’innovazione

Sul podio della classifica dei Paesi più virtuosi troviamo al primo posto gli Stati Uniti con 48.088 domande di brevetti (+2,9% rispetto al 2021); al secondo la Germania con 24.684 domande (-4,7%); al terzo posto il Giappone con 21.576 domande (-0,4%). Completano la Top 10, nell’ordine:

Cina (19.041, +15,1%)

Francia (10.900, +1,9%)

Corea del Sud (10.367, +10,0%)

Svizzera (9.008, +5,9%)

Paesi Bassi (6.806, +3,5%)

Regno Unito (5.697, +1,9%)

Svezia (5.036, +1,8%).

L’Italia si conferma undicesima, con 4.864 brevetti, un numero elevato in serie storica, ma in leggero calo dal picco raggiunto nel 2021 (-1,1%).

 

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https://melius.club/topic/17879-brics/page/5/#findComment-1062213
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3 minuti fa, Plot ha scritto:

Scusa, ma vedo che insisti., ma cosa centra questo o fai parte di quelli che si tagliano le p@lle per far dispetto alla moglie ? Ma li leggi i post altrui prima di ficcarti in situazioni e giudizi quantomeno senza fondamento ?

Non capisci quindi è un tuo problema, è un discorso fatto molte volte vatti a cercare i thread in cui ne abbiamo parlato.

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https://melius.club/topic/17879-brics/page/5/#findComment-1062217
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1 minuto fa, Plot ha scritto:

Piu' chiaro di cosi' non si poteva, ma la cosa e' nota gia' da qualche anno (ipotizzo un 20-25 anni) ma forse di piu'.

No, prima di Xi Jinping la Cina era un Paese-fabbrica governato dal comunismo reale.

Un certo miglioramento era venuto con Deng Xiaoping, che lo trasformò in quello che qui chiamavamo "comunismo di mercato", ma sempre che Paese-fabbrica comunista restava.

Xi Jinping ha cambiato tutto, distruggendo il comunismo dal suo interno in modo non dissimile da ciò che in Russia fece Gorbaciov, ma evidentemente con risultati molto diversi.

Magari perché Xi Jinping è un Grande Maestro di scacchi, il che può sembrare una banalità, ma influisce molto sulla visione strategica e sulle capacità di prevedere le azioni degli oppositori.

Non è che Xi Jinping non abbia avuto i suoi equivalenti di Boris Eltsin... li ha avuti, ma li ha sconfitti tutti.

Nella Cina attuale di comunista restano solo il nome del brand ed il logo, per il resto è una società capitalistica ad elevata competitività.

Non esattamente come il modello americano, basato unicamente sul capitale privato e competizione mentre quello cinese è un capitalismo sociale capace di sussidiarietà, ma sempre che capitalismo è.

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1 minuto fa, Uncino ha scritto:

No, prima di Xi Jinping la Cina era un Paese-fabbrica governato dal comunismo reale.

Fatto bene a precisare, ho lavorato per una azienda che aveva gia' una forte produzione in Cina ben prima di Xi.., ma nella mia mente e' rimasta la concezione di paese-fabbrica.

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52 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Non capisci quindi è un tuo problema

 

Hai ragione., pero' intanto vatti a cercare la top10 2023 (che in realta' sarebbe la Global500) delle piu' grandi Aziende del Mondo, aziende con dati consolidati., mica pizza e fichi.

Intanto ti do' l'elenco., poi metti in relazione i nomi di queste grandi Aziende coi fatturati mondiali.

Poi inizia ad individuare quali sono quelle Cinesi ed in quale settore operano. Ripeto top10 su 500.

Occhio, che gia' una fattura piu' di Apple. Altro che pupazzetti e cianfrusaglie per l'occidente.

-

 

The Top 10

1

Walmart

2

Saudi Aramco

3

State Grid

4

Amazon

5

China National Petroleum

6

Sinopec Group

7

Exxon Mobil

8

Apple

9

Shell

10

UnitedHealth Group

 

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8 minuti fa, Plot ha scritto:

ho lavorato per una azienda che aveva gia' una forte produzione in Cina ben prima di Xi.., ma nella mia mente e' rimasta la concezione di paese-fabbrica.

Peccato che oggi Xi stia distruggendo tutto e stia ritornando al passato, troppe aperture avevano creato aspettative di maggior benessere e maggiore libertà economica e personale che il governo non può accettare, il grosso limite delle dittature, autocrazie, teocrazie che senza libertà economica e sociale sono destinate a restare sempre dei paesi da cui è meglio star distanti.

 
https://www.italiaoggi.it/amp/news/la-cina-di-xi-jinping-sta-cambiando-il-modello-di-sviluppo-giro-di-vite-sui-big-tech-e-piu-attenzione-2531329

 

Benché sia passata quasi inosservata dai media mainstream, questa bastonata di Xi alle grandi società dell'istruzione privata è considerata dai più attenti osservatori come l'inizio di un graduale cambiamento del modello di sviluppo della Cina. Per Liao Ming, fondatore di Prospect Avenue Capital con sede a Pechino (gestisce 500 milioni di dollari), intervistato da Bloomberg, «è lo spartiacque che segna il cambiamento nelle priorità politiche della Cina». Di fronte alle lamentele della classe popolare e media, l'attenzione ora è concentrata su quelle che sono state definite «le tre grandi montagne: l'onere schiacciante dei pagamenti per l'istruzione privata, l'assistenza sanitaria e la proprietà». Anche per questo, con un filo di ironia, il sottotitolo di Bloomberg recita: «Dopo 40 anni in cui hanno consentito al mercato di giocare un ruolo sempre maggiore nello sviluppo economico, i leader della Cina si sono ricordati una cosa importante: sono comunisti».

Altri analisti, pur concordando sul cambio di modello di sviluppo in atto, ne hanno intravisto i primi annunci in alcuni interventi precedenti di Xi Jinping. Nel dicembre scorso, durante una riunione di governo, disse che una delle nuove priorità era evitare «l'espansione disordinata del capitale», di fatto l'annuncio della messa sotto controllo delle maggiori società, in testa le Big-Tech. Il primo luglio, nel fluviale discorso per celebrare i cento anni del Pc cinese, Xi ha aggiunto che l'obiettivo della Cina è «la prosperità condivisa». Concetto reso più chiaro a metà agosto, quando in un discorso riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, ha spiegato che per raggiungere «la prosperità condivisa» sarà necessario «regolamentare i redditi eccezionalmente alti e incoraggiare i gruppi ad alto reddito e le imprese a restituire di più alla società».

Di fatto, l'annuncio di una maggiore pressione fiscale sui colossi tecnologici e finanziari, Big-Tech in testa, cresciuti negli ultimi 40 anni grazie alla svolta storica decisa da Deng Xiaoping alla fine degli anni Settanta, quando aprì la Cina ai mercati. Pur di agevolare lo sviluppo economico, Deng non esitò a dire che sarebbe stato accettabile se alcune persone fossero «diventate ricche per prime», in barba ai principi di eguaglianza del comunismo cinese imposti da Mao Zedong. Una svolta che, piaccia o meno, ha consentito alla Cina di avere oggi un numero di miliardari superiore a quello degli Stati Uniti: 1.058 secondo il Wall Street Journal, il 52% più di quelli Usa.

Fine della cuccagna per i miliardari cinesi? Difficile dire se lo sarà per tutti. Di certo, i più colpiti saranno, nei prossimi anni, i capi dei colossi Big-Tech, alcuni dei quali già pesantemente richiamati all'ordine, come Jack Ma (Alibaba). Sotto botta, attualmente, sono altri colossi. Come Meituan (e-commerce e consegne a domicilio), indagata per abuso di posizione dominante, che ha perso 30 miliardi di dollari di valore. Altri 400 miliardi li ha persi Tencent, con Alibaba la principale azienda tecnologica del paese, sottoposta ad alcune restrizioni, compreso il blocco delle iscrizioni a WeChat, la più diffusa app cinese. E 29 miliardi li ha persi Didi (servizi automobilistici con autista), che si era quotata a Wall Street contro il parere delle autorità cinesi. Infine, il governo ha aperto indagini su altri settori, come le criptovalute, l'e-commerce, la sanità privata, il mercato immobiliare, fino alle industrie dei cosmetici e degli alcolici.

 

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35 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

senza l’export in Occidente la Cina sarebbe in difficoltà più di quanto non lo sia già oggi per motivi diversi

Si e l’Europa torna ad eccedere il fuoco con la pietra focaia  :classic_biggrin:

 


 

https://www.huffingtonpost.it/economia/2023/12/29/news/lauto_elettrica_cinese_senza_freni-14730004/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

 

 

Auto elettrica cinese senza freni. Pronta a travolgere il mercato Ue

La Cina supera il primato del Giappone nell'export di veicoli, il colosso Byd supera Tesla nella vendita di quelli elettrici e vuole aprire una fabbrica in Ungheria, anche il big tech Xiaomi lancia la sua vettura a batteria: il Dragone punta a spazzare via l'industria europea e si prepara ad aggirare eventuali sanzioni

 

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