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Quanto conta il giudizio oggettivo e soggettivo per giudicare una catena di un impianto


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@Giovanni77  Ovvio che si fa per chiacchierare e condividere delle opinioni, nessun giudizio "di merito" riguardo ai gusti, che sono sempre personali, cioè soggettivi.

Ma ricordo almeno 2 casi con "voglia di fuga" dopo 10 minuti di ascolti: uno con delle Tannoy che suonavano ingolfate come pochi, non si capiva un fico secco della trama orchestrale ...  probabilmente erano pilotate male e in un ambiente non adatte, ma a lui piacevano...;  l'altro un sistema custom ad alta efficienza che tirava giù i muri ma aveva una timbrica orripilante!

Poi però, per esempio, a casa di Gigi60 (Gianni) resto anche 2 ore filate ad ascoltare senza nessuna fatica di ascolto: qualcosa vorrà pur dire ...

Molto bello anche l'impianto Aqua-Norma-Harbeth che ho ascoltato qualche settimana fa: oltre 1 ora di ascolti di musica classica di ogni genere con grande correttezza timbrica e assenza di fatica ...

Ecco che il giudizio, a questo punto, se condiviso da altri appassionati, diventa oggettivo... o quasi ...

  • Melius 1

Mah. Alla fine l'impianto deve piacere al proprietario. Quello che cambia è il percorso a cui si arriva.

C'è chi ha tempo, possibilità ecnomiche, logistiche, di provare qualsisi cosa voglia, e beato lui, e chi non può.

C'è chi ha un approccio più scientifico/tecnico/pragmatico. Io faccio parte della seconda categoria, e cosi facendo il mio impianto è sempre migliorato nel tempo, con interventi mirati e oculati.

Qunado un impianto suona realistico, scatta qualcosa automaticamente nella nostra testa. Si riconosce subito, anche senza avere nessun riferimento fresco in mente.

  • Melius 1
10 minuti fa, Uncino ha scritto:

[...] se vuoi portare un impianto a suonare come piace a te e non come piaceva al tecnico del suono che ha curato l'incisione (la mia scelta abituale)... beh, deve essere in grado di farlo. [...]

Correggimi se eventualmente ho compreso male ciò che vuoi dire, ma la vedo in tutt'altro modo: essendo la musica registrata un'opera artistica, tendo a volerla ascoltare il più possibile vicino a come è stata pensata/realizzata.

ilmisuratore
10 minuti fa, Ggr ha scritto:

Alla fine l'impianto deve piacere al proprietario.

Esatto, il resto conta quanto il due di bastone con briscola a denari

La prestazione oggettiva la si vede soltanto alle misure

11 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

Correggimi se eventualmente ho compreso male ciò che vuoi dire, ma la vedo in tutt'altro modo: essendo la musica registrata un'opera artistica, tendo a volerla ascoltare il più possibile vicino a come è stata pensata/realizzata.

Hmmm... si, hai capito male.

C'è una canzone di Enrico Ruggeri che ben chiarisce il rapporto esistente fra l'artista ed i discografici:

 

La canzone che vuoi tu, dopo un'ora non la riconosci più 

 

Però non era tanto questo, ciò che volevo sottolineare è che indipendentemente dal cosa si voglia ottenere, l'impianto deve essere in grado di darlo.

Un impianto che non è in grado di avere una buona risposta strumentale non sarà in grado di suonare né come piace al tecnico del suono né come il suo proprietario vorrebbe sentirlo suonare.

Ottenere il suono che appaga il tuo gusto non semplifica affatto le cose.

Quindi un sistema almeno discreto sotto il profilo strumentale è indispensabile indipendentemente dal risultato finale che si desidera ottenere.

2 minuti fa, Uncino ha scritto:

Un impianto che non è in grado di avere una buona risposta strumentale non sarà in grado di suonare né come piace al tecnico del suono né come il suo proprietario vorrebbe sentirlo suonare.

Ok ora è chiaro, grazie!

16 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Fatte varie prove in situazioni misurate, questo dicono le orecchie e amen se le misure vanno bene. 

Fatte dove? Con cosa? Con quali dischi? Con quali misure? Con che livello di analisi?

A casa di Stanzani, in varie sale di acustica applicata. E comunque per me e’ stato sufficiente.

se tu o misuratore mi invitate sono pronto a ricredermi io non sono un tifoso del

mio sistema, ne’ ho mai detto d’aver raggiunto la perfezione (altri li vedo piu’ sicuri del fatto loro e mi complimento sinceramente). pero’ so come deve suonare la

musica, misure o non misure.

 

9 minuti fa, grisulea ha scritto:

Fatte dove? Con cosa? Con quali dischi? Con quali misure? Con che livello di analisi?

Manca anche un altro parametro ormai decisivo: con quale velocità di campionamento e profondità?

Per fare un esempio, i chip DAC AK4493SEQ vanno veramente molto bene per sampling da 24/48 a salire, ma non sono la fine del mondo con la qualità CD base.

1 ora fa, grisulea ha scritto:

Nella musica riprodotta la percezione, a fronte di identici stimoli, risulta molto ma molto simile in tutti gli individui. Tanto che, sistemi oggettivamente eccellenti lo sono per tutti o quasi. Ci fossero differenze importanti nella percezione questo non sarebbe possibile. Può variare leggermente la preferenza ma a nessuno pare che una klipshorn suoni come una quad els63 o viceversa. La percezione dei due sistemi è la stessa. Che la sensazione che ne deriva faccia preferire la prima o la seconda è un altro paio di maniche, la percezione quella resta e nessuno le confonderebbe. Insomma l'apparato uditivo quello è, persone normodotate sentono circa la stessa cosa e ci mancherebbe non fosse così. Non esisterebbe nemmeno il linguaggio.

 

Il primo grafico allegato mostra la funzione di trasferimento dell'insieme testa/pinna in otto individui diversi, con gli stessi microfoni, posizionati all'ingresso del canale uditivo. A me sembrano abbastanza diverse e MOLTO diverse da 4-5k in su.

Il secondo grafico mostra la funzione di trasferimento dell'insieme testa/pinna di un singolo individuo a seconda della provenienza del suono (elencato in gradi in leggenda).
In sostanza il cervello interpreta le differenze tra queste funzioni di trasferimento a diversi angoli per ricostruire le informazioni relative a provenienza dei suoni e caratteristiche dell'ambiente.

Risulta evidente che la testa dell'individuo 1 ha una "risposta in frequenza" diversa da quella dell'individuo 8, e che di conseguenza se trapiantassimo il cervello dell'individuo 1 dentro la testa dell'individuo 8, questo non sarebbe in grado di ricostruire correttamente le informazioni di provenienza ed ambientali, trovandosi il suo cervello a processare funzioni di trasferimento "errate" rispetto alla sua esperienza pregressa.
In altre parole il cervello dell'inviduo 8 si troverebbe ad elaborare dati (F.d.T dell'individuo 1) sui quali non ha uno "storico" di riferimento.

Tutto ciò trova conferma nel fatto (anche questo verificato sperimentalmente) che la registrazione binaurale funziona esattamente come nelle intenzioni, solo qualora i microfoni vengano posizionate all'interno delle orecchie dell'individuo che effettuerà poi l'ascolto, il che ha decretato il fallimento/abbandono della tecnica di registrazione binaurale (che si sta tornando a considerare sulla base degli studi che riporto). 

Riguardo al fatto che le Klipch suonino diverse dalle Sonus Faber, questo è ovvio e non significa niente ai fini della questione che qui si discute. Sono diffusori ( e in quanto tali per certi aspetti assimilabili a "strumenti") che suonano oggettivamente in modo diverso, anche facilmente misurabile.
Dunque è perfettamente normale che ogni individuo percepisca la differenza a prescindere dalla F.d.T della sua testa, cosi come chiunque percepisce la differenza tra un Bergonzi e uno Stradivari.
La questione casomai è "perchè" alcuni preferiscono le Klipsch e altri le SF è il motivo e da ricercare ANCHE nel come la funzione di trasferimento delle une e delle altre interagisce e si integra con la F.d.T della testa dell'ascoltatore, oltre che con le caratteristiche dell'ampli, dell'ambiente ecc. ecc.
Bisogna iniziare a prendere coscienza del fatto che ANCHE le nostre caratteristiche fisiche sono un anello nella catena, sul quale purtroppo (per il momento) non abbiano alcun controllo.

La ricerca dell'oggettività tramite approvazione da parte di altri (bisogna poi vedere quanto sincera...) e dunque con le orecchie di altri serve a poco se non a solleticare autogratificazione (meccanismo su cui fa leva anche il sistema dei "like" nei social), e rischia casomai di allontanare dal risultato desiderato sulla base dell'assioma "se piace a molti DEVE piacere anche a me".
Che poi è anche ciò che si ricerca con le tecniche di manipolazione di massa (condizionamento pubblicitario, "moda", imposizione di comportamenti approvati e rimozione di comportamenti ritenuti riprovevoli da chi gestisce la manipolazione).
L'ascolto di eventi live prima, e di altri impianti poi, con le proprie orecchie, può invece essere di grande aiuto nella ricerca del risultato da ottenere, e per per capire i mezzi e i sistemi che possono contribuire ad ottenerlo.

 

 

HRTF - 8 individuals.jpg

Pinna and Head Shadow response - horizontal plane single individual.jpg

  • Melius 1
  • Thanks 1

Ho risposto con il sampling perché se parliamo di misure strumentali, dunque la parte oggettiva, bisogna tenerne conto.

Altrimenti... cosa stiamo misurando?

I DAC, ed in particolare i loro rolloff, non sono buoni per tutto, ma come per qualsiasi circuito elettronico sono ottimizzati in base all'idea di chi li ha progettati.

E' evidente che se calcolo un circuito in modo tale da farlo salire fino a 32/768, inevitabilmente perderò qualcosa a 16/44, perché sarà ottimizzato per la parte centrale del range.

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

A casa di Stanzani, in varie sale di acustica applicata.

 

Si ma non ho capito cosa hai ascoltato. Chi ha certificato cosa? Non voglio far ricredere nessuno, volevo solo capire da cosa deriva la tua convinzione. Mi pare per ora da nulla di concreto.

 

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

pero’ so come deve suonare la musica,

 

Dai lo sa anche il mio gatto, sono pareri, non credere che il tuo sia più corretto.

 

 

 

 

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