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Melius Club

Quanto conta il giudizio oggettivo e soggettivo per giudicare una catena di un impianto


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Forse a qualcuno non è chiaro l’aspetto discografico. 
A poche case discografiche interessa la fedeltà del suono, ma il suono migliore per un certo utilizzo. Ormai, salvo rare eccezioni, anche per la musica classica è processo pieno di manipolazioni, rimaneggi, taglia e cuci, con l’unico fine di adattare la musica al supporto che la suonerà, che sia in primis lo streaming  e poi i supporti fisici o liquidi. Insomma, probabilmente oggi siamo di fronte ad un suono virtualmente e tecnicamente migliore, ma in fatto di fedeltà, siamo ancora lontani, dalla realtà. 😏

 

  • Melius 1
ilmisuratore
47 minuti fa, scroodge ha scritto:

Che io sappia (sottolineo che io sappia) solo Velut Luna propose un CD in cui veniva spiegato, meglio che si poteva, traccia per traccia, cosa doveva uscir fuori da un impianto, in funzione di quello che avevamo deciso in fase di produzione.

Io sinceramente tutta questa cultura del saper ascoltare e riconoscere un suono fedele non ce la vedo

Una volta M.Lincetto spiegò che utilizzava un setup di riproduzione adatto per ricreare circa le sonorità originarie dell'evento registrato, una sorta di monitoraggio, e chi meglio di lui/voi lo avrebbe mai saputo correlare con ciò che realmente ha/avete vissuto

Sta di fatto che quell'impianto se fatto ascoltare ad un determinato panel di *intenditori audiofili* provocava quasi l'orticaria, alla maggiorparte non piaceva

A questo punto mi domando se l'audiofilo ricerca l'alta fedeltà, oppure una propria sonorità figlia da personalissime esperienze pregresse che nulla hanno a che vedere con il giusto rapporto registrazione/resa effettiva, anche perchè il suono vero non ha tutte queste nuances vellutate alle quali l'audiofilo è innamorato

Il suono vero per certi versi è rude, esplosivo e non perfettino e mansueto per come lo si immagina

Per non parlare della scena e della profondità cercate nei dischi in cui NON è affatto prevista e presente

  • Thanks 1
1 ora fa, ilmisuratore ha scritto:

se una registrazione non è ottimale non pensi che compensarla con un difetto speculare non sia una scelta errata ?

 

A mio parere Il nocciolo del discorso è proprio qui: le registrazioni non ottimali   (non compensate)  in una catena  molto equilibrata  suonano ben dignitosamente.  Le incisioni  non meno che dignitose a mio parere non sono poi cosi tante  ( pop -rock compreso); le catene  un po' ipertrofici in gamma medio - alta e  un po' "leggeri"  in gamma medio - bassa   mortificano le  incisioni  che  sembrano  non ottimali. 

ilmisuratore
30 minuti fa, Maurjmusic ha scritto:

A mio parere Il nocciolo del discorso è proprio qui: le registrazioni non ottimali   (non compensate)  in una catena  molto equilibrata  suonano ben dignitosamente.  Le incisioni  non meno che dignitose a mio parere non sono poi cosi tante  ( pop -rock compreso); le catene  un po' ipertrofici in gamma medio - alta e  un po' "leggeri"  in gamma medio - bassa   mortificano le  incisioni  che  sembrano  non ottimali. 

Il divario, essendo ragionevolmente contenuto, viene un pò livellato dal nostro sistema di percezione

Tutti avranno notato che ascoltare una registrazione meno buona per un certo lasso di tempo, ci porta a raggiungere un progressivo gradimento  della stessa

Questa forma di adattamento ci viene in aiuto, ma secondo me bisogna partire da una condizione il piu ottimale possibile

6 ore fa, ascoltoebasta ha scritto:

conosco bene almeno tre persone con impianti hifi davvero fantastici come risultato sonoro finale

Per curiosità, che diffusori utilizzano i 3 sistemi?

Grazie,

Max

14 minuti fa, mozarteum ha scritto:

E poi se mi si dice che la dinamica e’ un dato certo, mentre la timbrica non lo e’ (dixit Grisulea) mi arrendo: dialogo fra sordi.

Così cambi le carte in tavola o quanto meno ne stai facendo una interpretazione personale slegata dal contesto specifico, di un disco specifico, di cui non ci è dato sapere. O tu sai come dovesse suonare?  E sei certo suoni così, come tu lo hai ascoltato, ovunque?

4 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

A questo punto mi domando se l'audiofilo ricerca l'alta fedeltà, oppure una propria sonorità figlia da personalissime esperienze pregresse che nulla hanno a che vedere con il giusto rapporto registrazione/resa effettiva, anche perchè il suono vero non ha tutte queste nuances vellutate alle quali l'audiofilo è innamorato

In linea di massima se parliamo di musica acustica ed esecuzioni ravvicinate sono d’accordo con te. Esistono però delle eccezioni: il mio artista di musica elettrificata preferito, il defunto Prince, curava in modo maniacale suoni ed effetti e la maggior parte dei suoi album li sentirai piuttosto morbidi e pieni sul mediobasso e smussati in gamma alta. Pure la batteria la percepisco in alcuni dischi quasi ingentilita… compressione voluta? Non pensavo fosse voluta del tutto fin quando ho avuto la fortuna di vederlo suonare in un locale. Metteva mano lui stesso su amplificatori e collegamenti e impartiva ordini ai tecnici. Il suono che ho percepito, da posizione ravvicinata, per quanto fosse potente e in faccia, era lo stesso che sentivo nei dischi. A quel punto non poteva più essere un caso. 

  • Melius 1
  • Thanks 1
5 ore fa, grisulea ha scritto:

 Mozarteum,  tu sai come dovesse suonare?  

Hai sempre affermato che un bel suono, se realmente lo fosse, verrebbe apprezzato da chiunque e quindi sarebbe tale  per chiunque.

Mozarteum aspirerebbe ad ottenere, come d'altronde un qualsiasi altro appassionato di musica, un bel suono da tutte le registrazioni, nessuna esclusa.

Mozarteum giudica quindi in relazione alla bellezza del suono e non alla sua presunta correttezza teorica.

 Quando quindi Mozarteum ritiene bello il suono di una registrazione, per lui è  quello il modo in cui essa dovrebbe, e, se ammessa l'oggettività del bel suono, dovrà essere riprodotta. 

Il "dovrà" sembrerebbe un concetto contestabile secondo il luogo comune della soggettività del giudizio estetico, ma se così non fosse verrebbe inficiata la premessa, da te condivisa, che un bel suono, se realmente lo fosse. lo è  per chiunque.

_______

In forma estremamente elementare,alla Catalano quasi,   quando un suono è da tutti ritenuto più bello di un altro, è  quello il modo in cui dovrà essere prodotto o riprodotto. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Melius 2
6 ore fa, mozarteum ha scritto:

se mi si dice che la dinamica e’ un dato certo, mentre la timbrica non lo e’

 

Chi dice che la dinamica è un dato certo non è mai stato alla Scala ad ascoltare dal loggione....

In quel contesto, il famigerato disco Decca/Chailly, dal timbro estremamente bello e realistico, diventa decisamente più veritiero (e musicalmente attendibile) di tanti dischi che vanno dal ppp al fff ma che hanno difetti timbrici o, peggio ancora, interpretativi!

La Musica in primis, e che diamine! :classic_smile:

6 ore fa, FedeZappa ha scritto:

Prince, curava in modo maniacale suoni ed effetti e la maggior parte dei suoi album li sentirai piuttosto morbidi e pieni sul mediobasso e smussati in gamma alta. [...] Non pensavo fosse voluta del tutto fin quando ho avuto la fortuna di vederlo suonare in un locale. Metteva mano lui stesso su amplificatori e collegamenti e impartiva ordini ai tecnici. Il suono che ho percepito, da posizione ravvicinata, per quanto fosse potente e in faccia, era lo stesso che sentivo nei dischi.

"...era lo stesso (suono) che sentivo nei dischi"

La tua esperienza è l'esempio lampante di come intendo il discorso. Ciò che ascoltiamo è nella quasi totalità dei casi assolutamente voluto, ricercato, una scelta artistica insomma. Non ci piace? Ok, ma non possiamo dire "...è fatto male perché per me... etc etc". Ecco: per me!

.

Ripongo estrema fiducia nel lavoro dei professionisti del suono. Se rilevo un problema tendo principalmente ad attribuirlo ad un limite del mio sistema; in secondo luogo - dopo ascolti e confronti ripetuti tra supporti, su vari sistemi - posso eventualmente accertare che un dato riversamento non è particolarmente riuscito.

Ho notato con piacere che più implemento il sistema (anche con l'ausilio delle misure!) e più le opere che estremizzavano alcuni parametri divengono perfettamente ascoltabili: semplicemente si trasformano quelli che spesso chiamiamo difetti  in caratteristiche. La differenza è sostanziale.

  • Thanks 1
ilmisuratore
1 ora fa, leonida ha scritto:

Mozarteum aspirerebbe ad ottenere, come d'altronde un qualsiasi altro appassionato di musica, un bel suono da tutte le registrazioni, nessuna esclusa.

Paragone che cozza con l'altro thread in cui si parla della registrazione del duo Rea-Mannoia

Fabrizio contesta gli impianti in cui esce un bel suono da tutte le registrazioni

Mettetevi d'accordo

Da me le registrazioni si fanno apprezzare tutte, ma questo non vuol dire che tra esse si può fare un attento discernimento in quanto non tutte proposte alla stessa maniera 

Penso che una delle gravi malattie del suono moderno sia la manipolazione digitale post registrazione.. non si spiega altrimenti l’enorme divario tra le migliori registrazioni anni 50-60 e quelle odierne.. ho vinili risalenti a quegli anni che lasciano di stucco per naturalezza e dettaglio, che pare un tutt’uno con la musica. E la ricetta allora era semplice pochi microfoni, spesso neumann, e registratori a nastro di qualità, anche oggi, stellare.

 

  • Melius 2

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