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Melius Club

L’utilità e l’attendibilità scientifica degli ascolti in cieco


Messaggi raccomandati

5 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Mi metto anche a completa disposizione nel caso in cui si decidesse di organizzare un qualsiasi test con tutti i partecipanti interessati

@ilmisuratore Rinunciaci...non viene nessuno!

  • Melius 1
2 ore fa, Ggr ha scritto:

Sino ad ora:

Le misure non servono, 

I test in cieco sono fallaci

Per valutare le differenze,  occorre avere il componente per molto tempo.

Insomma, ci sono cose che non vanno bene, e cose praticamente impossibili da realizzare. Mettere su un impianto,  è diventata una scommessa a sto punto....

Ma no...è il metodo più efficace per non ammettere che non ci sono differenze. L'audiofilo le prova tutte...

  • Melius 1
  • Haha 1
38 minuti fa, gimmetto ha scritto:

Nei miei impianti e nelle mie prove succede proprio il contrario; ascoltando a lungo non si colgono spesso sostanziali differenze, per emergere, chiariassime, in commutazione diretta!

Sostanziali differenze chiarissime al variare della sorgente digitale? Sei un pipistrello, mi compiaccio

  • Melius 1

Di recente ci siamo trovati in 3 a casa di uno di noi, portando un dac da provare a confronto con quello residente: classi di costo molto simili.

Così, per puro divertimento, tutto in chiaro e senza finalità di stilare una classifica: solo per sentire se e quali differenze emergessero.

Risultato: alcune differenze sono state riscontrate, ma nessuna in grado di determinare un meglio o peggio, semplicemente questione di gusti e sfumature.

Se avessimo fatto la prova in cieco o addirittura in doppio cieco, i risultati sarebbero stati i medesimi?

Oppure in virtú della prova con annessa "ansietta" ci saremmo sforzati di essere neutrali in modo da "dover" cogliere differenze a tutti i costi?

E tali differenze sarebbero state sfumate come nella prova in chiaro o avrebbero subito una drammatizzazione?

Ah saperlo, anche questo è un fattore che andrebbe considerato.

Perchè un conto è confrontare apparecchi fra i quali c'è "il mito", per vedere se è tale davvero oppure solo per suggestione, altra cosa è confrontare apparecchi "normali" sui quali non c'è nessun pre-giudizio di aspettativa e/o mitologia audio: in tal caso, cui prodest?

Non si farebbe prima a fare tutto in chiaro e scegliere quello che in quel momento ci convince di più?

ilmisuratore
8 minuti fa, micfan71 ha scritto:

Non si farebbe prima a fare tutto in chiaro e scegliere quello che in quel momento ci convince di più?

Agire in quel modo non è reato, sarebbe una scelta dettata da una preferenza soggettiva 

Il problema nasce quando la si vuole oggettivare, cosa peraltro non obbligatoria

Però nel momento in cui si decidesse di andare a fondo che lo si faccia bene

  • Melius 1

Gli ascolti con altri audiofili servono a poco per la mia esperienza. Ha un senso forse solo con chi segue gli stessi generi musicali o con musicisti. Altrimenti e’ una babele di aspettative ed equivoci

 

 

cactus_atomo

@alexis dimentichi po' che in tutte le prove in cieco o in chiaro è impossibile eliminare la voglia di percepire o non percepire differenze. Nella mia esperienza a volte lo stesso impianto sembra suonare diverso

  • Melius 1
6 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

Nella mia esperienza a volte lo stesso impianto sembra suonare diverso

Altroche’ anche quello proprio. Certe sere brilla per risoluzione e trasparenza, altre volte ha mangiato pesante (lui)

  • Melius 2
captainsensible
1 ora fa, micfan71 ha scritto:

Non si farebbe prima a fare tutto in chiaro e scegliere quello che in quel momento ci convince di più?

Questo è che si fa normalmente, ed è giusto che si faccia così.

Tranne in pochi, tutto il resto del mondo sceglie in questo modo.

La cosa è diversa quando ai risultati della propria esperienza si vuole dare un valore "universale", o pseudometodologico.

Ecco, in questo caso la cosa è diversa perchè esistono delle procedure ben definite, sviluppate da gente che nella vita fa questo di mestiere, che sarebbe opportuno applicare.

 

CS

 

  • Melius 1

Salve,

era da tempo che avevo intenzione di aprire una discussione sui test, sempre più spesso  tirati in ballo  dagli uni o dagli altri ; avevo già espresso le mie perplessità in merito  :

 

"Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio"

 

..........................................................

....."E' il motivo per cui , qualsiasi test di ascolto (cieco, doppio cieco etc..)effettuato senza avere la conoscenza ed il controllo delle variabili (ce ne sarebbero anche altre usualmente non contemplate non avrebbe nessuna validità" ....

 

Ma , al di là della motivazione , già di per sé più che sufficiente  ,  per cui la non conoscenza ed il non controllo di fenomeni  che avvengono durante l'allestimento del sistema di riproduzione  quali :

-componenti invertenti non specificati dai costruttori

-componenti con standard diversi nel bilanciato

-problematiche legate all'uso di elettroniche in mono, dual mono  a doppia alimentazione, diffusori attivi, elettrostatici o elettro eccitati 

- fenomeni legati allo start  del segnale  ( bisogna attendere almeno 20/30 secondi affinché si stabilizzi)

- problemi legati al software utilizzato per  ascolto (se digitale , frequenti variazioni assimilate negli effetti al cambio di polarità ; se analogico , polarità ed errate curve di deenfasi 

...mi pare che questo basti ,  per rendere il test poco attendibile.

 

Le cose di ci sopra si sono riscontrate durante test in cieco ai quali ero sottoposto ( test su resistenze e filtri ) poiché non erano congruenti i risultati .

 

Al di là di questo , un test in doppio cieco , come giustamente è stato  scritto , dovrebbe essere effettuato nei confronti di un soggetto totalmente passivo dove non siano necessarie abilità o attitudini da metter in campo altrimenti la componente soggettiva avrebbe la prevalenza.

Che è poi quello che avviene nella realtà in ambito scientifico.

L'unica valenza di un test simile effettuato in ambito audio , ammesso sia tutto sotto controllo in fase di esecuzione, sarebbe pertanto non quella della valutazione delle prestazioni di  un componente ma quella di valutare le capacità uditive e di discernimento dei soggetti sottoposti al test.

 

Saluti, Fabrizio.

 

  • Haha 1
Ospite
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